Piazza Armerina, definite le nuove tariffe per l’impianto di via Leonardo da Vinci

L’amministrazione comunale di Piazza Armerina ha ufficialmente stabilito i costi per l’utilizzo del palasport di via Leonardo da Vinci. Con una recente delibera di Giunta l’esecutivo guidato dal sindaco Nino Cammarata ha approvato il piano tariffario legato alla gestione diretta della struttura polivalente. La decisione segue la volontà di procedere in via sperimentale alla conduzione in-house dell’impianto e inquadra il servizio tra quelli a domanda individuale che richiedono una compartecipazione alle spese da parte dell’utenza. L’atto amministrativo sancisce le regole economiche per società sportive e organizzatori di eventi che vorranno fruire degli spazi per allenamenti, campionati o manifestazioni culturali.

I costi di gestione e il piano economico

Alla base della decisione vi è una dettagliata relazione tecnica che ha stimato i costi vivi per il funzionamento del palazzetto. Mantenere operativa la struttura richiederà una spesa complessiva annua di oltre 155 mila euro. Le voci di spesa più consistenti riguardano la fornitura delle utenze che assorbono circa 75 mila euro e i servizi di custodia e pulizia stimati in oltre 58 mila euro. A queste si aggiungono la sorveglianza e la manutenzione ordinaria. Le entrate previste dai ticket di fruizione e dalle sponsorizzazioni dovrebbero coprire circa il 36 per cento di queste spese. La parte restante dei costi rimarrà a carico del bilancio comunale come intervento sociale e di promozione della salute pubblica e permetterà di mantenere le tariffe calmierate per l’utenza locale.

Il listino prezzi per le società sportive

Il prospetto approvato delinea con precisione quanto dovranno pagare le associazioni per l’uso del campo. La tariffa base per gli allenamenti o l’utilizzo generico è fissata a 30 euro per ogni ora di utilizzo con un calcolo proporzionale per le frazioni di orario. Per quanto riguarda le competizioni ufficiali i costi variano in base alla categoria e alla presenza di pubblico pagante. Per i campionati agonistici di Serie B Nazionale o superiore con ingresso a pagamento il costo è di 250 euro a partita. La cifra scende a 180 euro per i campionati di categoria inferiore alla Serie B sempre con bigliettazione. Se non è previsto l’ingresso a pagamento la tariffa per i campionati agonistici si assesta a 150 euro a gara.

Le tariffe per giovanili ed eventi

Particolare attenzione è stata riservata allo sport di base e alle attività formative. Per i campionati giovanili delle società che vantano una prima squadra in campionati nazionali il costo è ridotto a 100 euro a partita. Le amichevoli avranno invece un costo fisso di 150 euro. L’impianto potrà ospitare anche manifestazioni di natura diversa da quella sportiva. Per lo svolgimento di eventi ricreativi e culturali la tariffa giornaliera è stata fissata a 500 euro. Un importante segnale di inclusione arriva infine dall’ultima voce del tariffario che prevede la totale gratuità per le associazioni sportive che svolgono attività in favore di soggetti diversamente abili.

Piazza Armerina, violenza domestica a Capodanno: arrestato un uomo per maltrattamenti

Il 2026 si è aperto con un grave episodio di cronaca a Piazza Armerina dove la Polizia di Stato ha tratto in arresto un cittadino romeno. L’uomo è stato colto nella flagranza dei reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e minaccia aggravata. Le vittime di questa triste vicenda sono la compagna dell’aggressore e la figlia di appena dieci anni. Gli agenti del Commissariato distaccato di Pubblica Sicurezza sono intervenuti prontamente nel centro storico della città dei mosaici proprio il giorno di Capodanno rispondendo a una richiesta di aiuto per una violenza domestica in corso.

Un passato di aggressioni e l’ammonimento del questore

La situazione apparsa davanti agli occhi degli operatori non era purtroppo un caso isolato. Dagli accertamenti è emerso che il soggetto era già noto alle forze dell’ordine per comportamenti simili. In passato era stato deferito all’autorità giudiziaria per condotte analoghe che avevano portato a una misura cautelare disposta dal Giudice per le indagini preliminari. Nei suoi confronti pendeva inoltre la misura preventiva dell’ammonimento emessa dal Questore di Enna. Nonostante questi provvedimenti l’uomo ha reiterato le sue condotte violente trasformando un giorno di festa in un incubo per i suoi familiari.

La furia davanti agli agenti e le lesioni alla bambina

L’arrivo della volante non è bastato a placare l’ira dell’uomo. Anche alla presenza dei poliziotti l’indagato ha continuato a inveire contro la donna e ha cercato di scagliarsi fisicamente contro di lei. La sua aggressività è cresciuta rapidamente e ha tentato più volte di colpire non solo la compagna ma anche i figli minori presenti nell’abitazione. Gli agenti hanno dovuto mettere in atto una decisa azione di contenimento per fermarlo. Durante l’intervento è stato constatato che sia la donna che la bambina di dieci anni presentavano evidenti segni di percosse ed ecchimosi sul corpo.

Il trasferimento nel carcere di Enna

Le due vittime sono state immediatamente soccorse e accompagnate al Pronto Soccorso locale dove i medici hanno riscontrato lesioni guaribili in cinque giorni. Per l’aggressore è scattato l’arresto immediato. Dopo essere stato condotto negli uffici di polizia di via Manzoni e completati gli adempimenti di rito l’uomo è stato trasferito presso il carcere di Enna su disposizione del Pubblico Ministero di turno. L’Autorità giudiziaria ha successivamente convalidato l’arresto e applicato la misura della custodia cautelare in carcere confermando la pericolosità sociale del soggetto. Come ricordano le autorità «il procedimento pende in fase di indagini preliminari e la persona sottoposta alle indagini non può essere considerata colpevole sino alla sentenza definitiva di condanna».

Ciclone Harry, al via la conta dei danni a Piazza Armerina

Gli uffici tecnici del Comune di Piazza Armerina hanno avviato questa mattina una serie di sopralluoghi urgenti per verificare le conseguenze del passaggio del ciclone Harry sul territorio. Le violente raffiche di vento, che hanno raggiunto i cento chilometri orari sferzando il cuore della Sicilia, hanno reso necessaria una rapida ricognizione per determinare con esattezza l’entità dei danni. Questa stima rappresenta il punto di partenza indispensabile per attivare le procedure burocratiche finalizzate all’ottenimento di un sostegno economico da parte della Regione e dello Stato. L’amministrazione punta infatti a reperire le risorse necessarie per fronteggiare le spese di ripristino e riparazione, garantendo così la sicurezza delle infrastrutture colpite dalla furia degli elementi.

La devastazione sulla costa orientale

Se l’entroterra fa i conti con il vento, la situazione appare ancora più critica lungo il versante orientale dell’isola dove l’intera rete viaria ha subito pesanti ripercussioni. Una lunga scia di distruzione unisce Marzamemi a Messina, colpendo duramente le strutture balneari e ricettive posizionate a ridosso delle spiagge. Onde alte fino a dieci metri si sono abbattute sul litorale mettendo in ginocchio numerosi imprenditori che hanno visto i propri locali gravemente danneggiati o distrutti dalla forza del mare. La conta dei danni si prospetta ingente e colpisce un tessuto economico già fragile, che ora attende risposte concrete per poter ripartire dopo questa ondata di maltempo eccezionale.

Piazza Armerina, nuova luce all’ingresso nord: al via la riqualificazione di viale Conte Ruggero

L’ingresso nord di Piazza Armerina cambia volto e diventa finalmente più sicuro e accogliente. L’amministrazione comunale ha infatti dato il via a un importante intervento di riqualificazione su viale Conte Ruggero. Si tratta di una delle arterie principali per l’accesso al centro abitato che, per la prima volta, beneficia di un piano organico dedicato al potenziamento dell’illuminazione pubblica e alla messa in sicurezza stradale. L’investimento complessivo ammonta a oltre 70mila euro più Iva e attinge interamente a fondi comunali. Questa operazione risponde a una necessità sentita da tempo dai cittadini e mira a garantire una viabilità migliore in un punto nevralgico del traffico locale.

Un chilometro di strada sotto i riflettori

Il progetto non nasce oggi ma affonda le radici in una programmazione avviata negli anni scorsi. Se in passato si era intervenuti con piccoli potenziamenti nel tratto tra la rotatoria e l’ex macello, ora la visione si è allargata. L’assessore ai Lavori pubblici, Epifanio Di Salvo, ha spiegato che l’intento dell’amministrazione guidata dal sindaco Nino Cammarata è sempre stato quello di considerare l’ingresso nord nella sua interezza. L’intervento si estende quindi fino al bivio Madonna della Noce e copre circa un chilometro di strada. Parliamo di un asse viario strategico su cui insistono numerose attività commerciali, l’area artigianale, l’ospedale Chiello e il nuovo ostello dei pellegrini del Cammino di San Giacomo.

Obiettivo sicurezza stradale alla rotatoria

Una volta completata questa fase dedicata all’illuminazione, l’attenzione si sposterà immediatamente sulla sicurezza stradale. Nel mirino c’è la rotatoria situata all’altezza del supermercato MD. Il progetto è attualmente in fase di approvazione e sarà finanziato anch’esso con risorse comunali. L’assessore Di Salvo ha sottolineato l’importanza di questo futuro cantiere: «Dopo aver completato l’illuminazione procederemo con la sistemazione della rotatoria, prevedendo ulteriori accorgimenti per indurre gli automobilisti a rallentare». Spesso in quel punto i veicoli transitano a velocità troppo elevata e questo aumenta drasticamente il rischio di incidenti.

Semafori riattivati all’ospedale Chiello

La riqualificazione dell’asse viario rientra in un piano più ampio per la messa in sicurezza di tutti gli accessi cittadini. In questo contesto si inserisce la sinergia con l’assessorato alla Viabilità, guidato da Concetto Arancio. Un risultato tangibile di questa collaborazione è la recente riattivazione dei semafori all’ingresso dell’ospedale Chiello. Si tratta di un nodo particolarmente sensibile per il traffico urbano dove la regolamentazione dei flussi era diventata prioritaria per tutelare automobilisti e pedoni che si recano al nosocomio. Con questi interventi Piazza Armerina punta a offrire strade più moderne, illuminate e soprattutto sicure per tutti.

Allerta meteo arancione: scuole chiuse e possibili problemi alla rete idrica

A causa dell’allerta meteo arancione che sta interessando il territorio, per la giornata di domani 21 gennaio è stata disposta la chiusura precauzionale di tutte le scuole di ogni ordine e grado, delle ville comunali, dei cimiteri e degli impianti sportivi. Il provvedimento, comunicato dal sindaco Nino Cammarata, si è reso necessario per garantire la sicurezza dei cittadini e consentire le verifiche tecniche del caso. Oltre alle limitazioni alla mobilità e alle attività pubbliche, si segnalano criticità anche sul fronte dei servizi essenziali, poiché le attuali condizioni meteorologiche stanno causando interruzioni di energia elettrica nelle zone di approvvigionamento idrico, situazione che potrebbe generare disagi nella regolare erogazione dell’acqua dai pozzi. L’amministrazione invita la popolazione alla massima prudenza e comunica che eventuali sviluppi saranno resi noti tempestivamente attraverso i canali istituzionali.

Piazza Armerina – Continua l’emergenza maltempo. Domani 21 gennaio le scuole rimarranno chiuse.

Le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse anche nella giornata di domani a Piazza Armerina. Lo ha confermato in serata il sindaco Nino Cammarata, attraverso una dichiarazione rivolta alla cittadinanza per fare il punto sull’emergenza maltempo che sta interessando il territorio. Nonostante il declassamento del livello di allerta, l’amministrazione ha optato per la linea della prudenza, disponendo lo stop alle attività didattiche e la chiusura delle strutture pubbliche per consentire i necessari sopralluoghi tecnici.

Il cambio di allerta e l’incognita vento

Nell’analizzare l’evoluzione meteorologica, il primo cittadino ha evidenziato come l’ultimo bollettino della Protezione Civile segni un passaggio dalla “zona rossa” alla “zona arancione” per le prossime ore. Se da un lato il rischio idrogeologico legato alle precipitazioni sembra attenuarsi, dall’altro resta alta la criticità legata alle forti raffiche di vento. “Ciò che preoccupa maggiormente in questo momento è il vento”, ha spiegato il sindaco, sottolineando come le raffiche abbiano già causato la caduta di alberi e diversi disagi infrastrutturali. Una situazione che impone di non abbassare la guardia per garantire la piena incolumità pubblica.

Verifiche tecniche prima della riapertura

La proroga della chiusura non riguarderà solo gli istituti scolastici, ma si estenderà anche alle ville comunali, ai cimiteri e agli impianti sportivi, in continuità con l’ordinanza già in vigore. La decisione è funzionale alle operazioni di monitoraggio: la giornata di domani sarà infatti cruciale per permettere all’Ufficio Tecnico Comunale e alle squadre di manutenzione di effettuare una ricognizione dettagliata degli edifici. “Se il tempo dovesse consentircelo e migliorare, ci servirà il tempo per effettuare tutte le verifiche del caso nei vari plessi”, ha precisato Cammarata. L’obiettivo è accertare l’assenza di danni strutturali o situazioni di pericolo residuo prima di autorizzare il rientro di studenti e personale.

Blackout e gestione delle emergenze

Nel corso della dichiarazione, è stato affrontato anche il tema dei disservizi alla rete elettrica. Diverse zone della città dei mosaici hanno registrato interruzioni di corrente durante la giornata. L’amministrazione ha confermato di essere in contatto con il centro di coordinamento soccorsi e che le segnalazioni sono state trasmesse a Enel, le cui squadre sono al lavoro per il ripristino delle linee. Il Centro Operativo Comunale (C.O.C.) resta pienamente attivo per monitorare il territorio. Per segnalare urgenze, i cittadini possono fare riferimento ai numeri attivati per l’emergenza: 327 3156185, 342 8108949 e 342 8108949.

Piazza Armerina, torna l’acqua potabile: l’ASP certifica il rientro dei parametri

Finalmente una buona notizia per i cittadini di Piazza Armerina. Dopo giorni di apprensione e disagi dovuti alla non potabilità dell’acqua, l’emergenza sembra essere rientrata definitivamente. La conferma arriva direttamente dagli uffici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna che ha trasmesso in queste ore un documento ufficiale indirizzato al primo cittadino e, per conoscenza, al gestore AcquaEnna. La comunicazione porta la data del 19 gennaio 2026 e segna la fine di un periodo complicato per le utenze domestiche e commerciali della città dei mosaici.

L’esito delle analisi e il via libera

Il Dipartimento di Prevenzione e il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell’ASP hanno lavorato celermente per monitorare la situazione. Nel documento protocollato con il numero 6572, il direttore dell’U.O.C. SIAN, dottor Vincenzo Restivo, comunica l’esito favorevole dei campionamenti effettuati proprio nella giornata odierna. Le analisi sull’acqua destinata al consumo umano hanno dato il risultato sperato. Nel testo si legge chiaramente che dai prelievi «si evidenzia il ripristino dei valori di legge sull’acqua erogata nella rete idrica di codesto Comune». Una frase tecnica che però si traduce in un sospiro di sollievo per migliaia di famiglie armerine.

Verso la revoca dell’ordinanza

Con i dati alla mano che certificano la salubrità della risorsa idrica, l’autorità sanitaria ha formalmente invitato il Sindaco a procedere con l’atto amministrativo conseguente. La richiesta è esplicita: «si invita la S.V. a revocare la precedente Ordinanza di divieto di utilizzo dell’acqua per uso potabile». Si fa riferimento all’ordinanza numero 02 che era stata emessa il 16 gennaio 2026 e che aveva imposto lo stop all’uso dell’acqua per scopi alimentari. Adesso tocca agli uffici comunali predisporre in tempi brevissimi la revoca del divieto, permettendo così il ritorno alla piena normalità e chiudendo questo breve ma intenso capitolo di crisi idrica locale.

Allerta meteo totale, il ciclone Harry si abbatte sul Meridione: Calabria e Sicilia si preparano al peggio per domani 20 gennaio

In questo articolo:
1) La situazione
2) Allarme a Piazza Armerina – Le indicazioni per la cittadinanza da parte del Comune
3) WebCam – La situazione sul versante Jonico e sullo Stretto di Sicilia.

Non ci sono più margini di incertezza: quello che si sta avvicinando alle coste del Sud Italia non è una semplice perturbazione, ma un evento atmosferico che gli esperti dell’Aeronautica Militare non hanno esitato a definire con caratteri di eccezionalità. Il “Ciclone Harry” è ormai una realtà tangibile che sta tenendo con il fiato sospeso milioni di cittadini tra Calabria e Sicilia. Le previsioni, aggiornate e confermate nelle ultime ore, tratteggiano uno scenario di rara potenza, costringendo la Protezione Civile e le amministrazioni locali a mettere in campo ogni risorsa disponibile per fronteggiare l’emergenza. L’uso di termini come “tempesta” nei bollettini ufficiali suona come un campanello d’allarme che non può essere ignorato: siamo di fronte a una configurazione barica destinata a lasciare il segno.

La furia del vento e le onde anomale

L’aspetto più spaventoso di questa ondata di maltempo riguarda la violenza dei venti e la conseguente risposta del mare. Le analisi tecniche indicano raffiche che potrebbero superare agilmente i 150 chilometri orari, trasformando lo Stretto di Messina e i bacini ionici in veri e propri inferni d’acqua. Si parla tecnicamente di mare “grosso”, un livello della scala Douglas che descrive onde medie tra gli 8 e i 9 metri, con picchi mostruosi che potrebbero toccare i 12 metri di altezza. Una condizione che rende impossibile qualsiasi tipo di navigazione e che ha già portato al blocco preventivo dei collegamenti marittimi e a forti limitazioni per il traffico aereo negli scali di Reggio Calabria, Catania, Palermo e Lamezia Terme. Le coste esposte sono a rischio di mareggiate devastanti, capaci di ridisegnare i litorali.

Piogge torrenziali e neve copiosa sui rilievi

Se il vento spaventa, l’acqua preoccupa per la tenuta idrogeologica dei territori. La giornata campale sarà quella di martedì 20 gennaio, quando si prevede che i quantitativi di pioggia cumulati possano raggiungere livelli “epici”, scaricando in poche ore l’acqua che solitamente cade in un intero anno. I torrenti e i corsi d’acqua sono sorvegliati speciali, nel timore che la furia degli elementi possa trasformarli in fiumi in piena ingestibili. A questo quadro si aggiunge la neve, che cadrà abbondante sui rilievi montuosi: Sila, Pollino, Aspromonte ed Etna si preparano a ricevere metri di coltre bianca già a partire dai 900 metri di quota, isolando potenzialmente rifugi e località montane non attrezzate per un evento di tale portata in tempi così rapidi.

Città blindate e macchina dei soccorsi attivata

Di fronte a una minaccia così concreta, la risposta del territorio è stata immediata e drastica. Scuole chiuse in moltissimi comuni, da Reggio Calabria a Catania, attivazione dei Centri Operativi Comunali (COC) e mobilitazione generale di tutte le forze dell’ordine e dei volontari. Si respira un’aria da coprifuoco, con le autorità che invitano perentoriamente la popolazione a limitare gli spostamenti allo stretto necessario e a non uscire di casa durante le fasi più acute della tempesta. Barriere di sabbia vengono erette a protezione degli abitati costieri più vulnerabili, mentre la cittadinanza attende il passaggio di Harry sperando che le infrastrutture reggano l’urto di un evento che, per intensità, rischia di superare la memoria storica recente.

Piazza Armerina (Allerta Meteo)

Attivazione del C.O.C. (Centro Operativo Comunale) In vista del peggioramento delle condizioni meteo previsto per la giornata di domani, 20 gennaio, il Sindaco di Piazza Armerina, Nino Cammarata, ha disposto l’attivazione del Centro Operativo Comunale di Protezione Civile (Ordinanza n. 5 del 18/01/2026).

Il COC, con sede in Via Generale Ciancio n. 11, è operativo per gestire le segnalazioni di criticità. Ecco le modalità di contatto per i cittadini:

  • 📞 Telefono: 0935 982342

  • 📧 Email: acquacrisi@gmail.com

Istruzioni importanti per le segnalazioni:

  • Utilizzare un solo canale (o telefono o email) per non intasare le linee.

  • Nella comunicazione specificare: NomeRecapito telefonicoLuogo esatto della criticità, Tipo di problema e segnalare l’eventuale presenza di persone fragili o isolate.

NOTA BENE: Il COC non sostituisce i numeri di emergenza. Per pericolo immediato o urgenze sanitarie contattare sempre il 112 o il 118.


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Piazza Armerina – Lapide per la Liberazione, l’amministrazione risponde al Pd: “Accuse infondate e strumentali”

Si accendono i toni del dibattito politico locale in vista delle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della Liberazione. Dopo l’affondo del Partito Democratico, che aveva sollevato dubbi sulle modalità di posa della lapide commemorativa parlando di rischi legati al revisionismo storico, arriva puntuale e ferma la replica dell’Amministrazione comunale. La maggioranza rispedisce al mittente le critiche, definendole senza mezzi termini «gravi e del tutto infondate». Secondo la nota diffusa dal governo cittadino, la narrazione proposta dall’opposizione sarebbe «falsa e strumentale», costruita ad arte da chi preferisce anteporre gli interessi di bottega a un momento che dovrebbe rappresentare l’unione della comunità.

Il percorso condiviso con l’Anpi

Entrando nel merito della procedura amministrativa, la giunta chiarisce i passaggi che hanno portato alle scelte attuali. L’Amministrazione sottolinea di essersi mossa «nel pieno rispetto dell’indirizzo ricevuto dal Consiglio comunale», il quale prevedeva la collocazione del marmo senza diciture specifiche. Nonostante questo vincolo tecnico, si è deciso di aprire un canale di dialogo. È stato infatti avviato un confronto, definito informale ma sostanziale, che ha coinvolto consiglieri, dirigenti e i referenti dell’Anpi. Questo tavolo di lavoro, si legge nella nota, è stato «ispirato a uno spirito di condivisione e rispetto della memoria storica» ed è stato accolto con favore dagli stessi interlocutori, smentendo di fatto l’immagine di una giunta chiusa al dialogo.

Respinte le accuse di revisionismo

Il passaggio più duro del comunicato riguarda la terminologia usata dagli avversari politici. L’Amministrazione bolla come «scorretto e inaccettabile» l’atteggiamento di chi ricorre alla «calunnia» evocando lo spettro del revisionismo. Tali accuse vengono liquidate come prive di ogni fondamento e mirate esclusivamente a colpire politicamente la giunta, distorcendo la realtà dei fatti. In questo scontro dialettico, emerge la volontà di non accettare lezioni di moralità storica da chi, secondo la maggioranza, sta utilizzando una ricorrenza sacra per la democrazia come clava politica.

L’appello all’unità nazionale

In conclusione, l’Amministrazione ribadisce la linea che intende seguire verso l’anniversario della Liberazione: quella della pacificazione nazionale e della condivisione, lontana dalle «logiche di parte e di partito» attribuite al Partito Democratico. Confermando la volontà di proseguire nel percorso tracciato, il governo locale assicura che continuerà a lavorare con lo spirito «dell’unità, del rispetto della storia e della memoria comune», respingendo con fermezza ogni tentativo di strumentalizzazione che possa dividere la cittadinanza in un momento così significativo.

Piazza Armerina, doppia emergenza: segnali positivi sulla rete idrica ma scatta la chiusura delle scuole per il maltempo

Dal cuore della gestione operativa, presso l’Ufficio Tecnico comunale dove è attivo il Centro Operativo Comunale (COC), il sindaco di Piazza Armerina ha delineato un quadro complesso che vede la città siciliana impegnata su due fronti distinti. Da un lato, si registrano sviluppi incoraggianti riguardanti la potabilità dell’acqua, compromessa nei giorni scorsi; dall’altro, l’amministrazione si prepara ad affrontare una nuova ondata di maltempo che ha imposto misure drastiche a tutela della sicurezza pubblica.

Rete idrica: parametri in miglioramento, si attende l’ufficialità

Il primo cittadino ha fornito un aggiornamento cruciale riguardo alla crisi idrica che ha interessato il comune, legata a un eccesso di livelli ferrosi nella rete. Le analisi condotte ininterrottamente dal gestore del servizio idrico tra il pomeriggio di ieri e la mattinata odierna indicano che i valori chimici sembrerebbero essere rientrati nei parametri di normalità, scendendo sotto la soglia di allarme.

Nonostante l’ottimismo derivante dai dati tecnici preliminari, l’ordinanza di divieto dell’uso potabile dell’acqua rimane per il momento in vigore. L’amministrazione, infatti, ha scelto la via della massima cautela: per procedere alla revoca formale del divieto è necessario attendere la validazione ufficiale e definitiva da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Enna. Le verifiche sono ancora in corso, in particolare su specifici tratti di rete, per escludere ogni rischio residuo per la salute pubblica.

Il supporto alla cittadinanza e alle attività commerciali

In attesa del via libera sanitario, prosegue senza sosta l’attività di supporto alla popolazione coordinata dalla Protezione Civile locale. Per mitigare i disagi, sono state messe a disposizione delle autobotti che stazionano presso Piano Sant’Ippolito, garantendo l’approvvigionamento di acqua potabile certificata, reperita fuori dal territorio comunale.

Il servizio si è rivelato fondamentale non solo per i privati cittadini, ma anche per il tessuto economico locale; nella giornata odierna, diverse attività produttive, tra cui i panifici, sono state rifornite per permettere la continuità lavorativa. Il sindaco ha confermato che il presidio delle autobotti sarà operativo anche nella mattinata di domani, a partire dalle 08:30, per chiunque necessiti di rifornimento.

Allerta meteo: in arrivo forti venti sulla Sicilia orientale

Archiviato momentaneamente il capitolo idrico, l’attenzione del COC si è spostata sull’emergenza meteorologica imminente. Le previsioni confermano l’arrivo di una perturbazione che colpirà la Sicilia orientale e l’area di Piazza Armerina nelle giornate di lunedì e martedì. Sebbene il comune si trovi tecnicamente in una zona di confine tra l’allerta gialla e quella arancione, le proiezioni indicano raffiche di vento particolarmente intense che destano preoccupazione per la stabilità di alberature e strutture.

La Protezione Civile e l’ufficio tecnico sono già impegnati nel monitoraggio del territorio e hanno rilevato le prime criticità, tra cui un albero pericolante che richiederà un intervento di messa in sicurezza immediata.

L’ordinanza: scuole, ville e cimiteri chiusi per sicurezza

A fronte del bollettino meteo e sentito il parere dei sindaci dei comuni limitrofi, l’amministrazione ha deciso di adottare misure preventive rigorose. Con l’ordinanza numero 6 del 19 gennaio, è stata disposta la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado a partire dalla giornata di domani. La decisione è motivata anche dalla specifica natura demografica della popolazione scolastica di Piazza Armerina, che accoglie un elevato numero di studenti pendolari e docenti provenienti da fuori città, i quali si troverebbero esposti a rischi maggiori durante gli spostamenti.

Contestualmente alla chiusura dei plessi scolastici, il provvedimento estende il divieto di accesso anche alle ville comunali e ai cimiteri, luoghi particolarmente esposti al rischio di caduta rami o alberi in presenza di forte vento. Il sindaco ha concluso il punto stampa invitando la cittadinanza alla massima prudenza e a seguire le indicazioni ufficiali fino al prossimo aggiornamento, previsto per il pomeriggio di domani.

Niscemi, frana sul versante ovest: la solidarietà della Diocesi di Piazza Armerina e del vescovo Gisana

La ferita aperta sul versante ovest di Niscemi, con il cedimento franoso che ha inghiottito la strada provinciale 12, sta creando non pochi problemi. Di fronte a questo scenario critico, la Chiesa locale ha voluto far sentire subito la propria presenza. La Diocesi di Piazza Armerina, attraverso le parole del vescovo Rosario Gisana, ha manifestato «vicinanza nella preghiera e la solidarietà all’intera Città» per un evento che ha messo a dura prova la serenità di molti cittadini. Il pensiero del Pastore va in modo specifico a chi sta pagando il prezzo più alto: le famiglie che, per motivi di sicurezza, sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni e gli agricoltori che vedono i propri terreni minacciati dal fronte franoso. La Diocesi non si limita alle parole di conforto ma garantisce fin d’ora «piena disponibilità per le necessarie iniziative di aiuto», confermando il proprio ruolo di punto di riferimento nel tessuto sociale del territorio.

L’appello alle istituzioni per una soluzione rapida

Oltre al sostegno spirituale e materiale, arriva forte anche il richiamo alla responsabilità istituzionale per gestire l’emergenza nel minor tempo possibile. Il vescovo Gisana guarda al futuro della viabilità e della sicurezza cittadina, auspicando che si possa trovare una «soluzione risolutiva e celere da parte degli Organi preposti». L’obiettivo è chiaro: bisogna intervenire con decisione per «alleviare i disagi» che stanno colpendo la popolazione e ripristinare la normalità in un’area nevralgica per i collegamenti e l’economia locale. Non c’è tempo da perdere e la richiesta della Chiesa si unisce alla voce dei cittadini che attendono risposte concrete per la messa in sicurezza del versante.

Piazza Armerina – Emergenza idrica: il ferro scende ma l’acqua non è ancora potabile

Ore 19.55 del 17 gennaio

Arrivano aggiornamenti importanti riguardo alla situazione dell’acqua non potabile che sta interessando una parte della cittadinanza. Il gestore del servizio idrico ha comunicato gli esiti dei recenti rilievi effettuati presso il punto di campionamento che aveva evidenziato criticità. La buona notizia è che la presenza di ferro nell’acqua, causa principale del divieto d’uso, risulta in netto calo. Il valore registrato è sensibilmente rientrato rispetto ai picchi iniziali, segnando un miglioramento della qualità della risorsa. Tuttavia, i parametri si mantengono ancora, seppur di poco, al di sopra della soglia di sicurezza imposta dalle normative vigenti. Per questo motivo, l’allerta non può ancora dirsi conclusa e l’acqua non è considerata idonea al consumo umano.

Verifiche notturne e nuovi test in programma

La sicurezza dei cittadini resta la priorità assoluta e le operazioni di controllo non conoscono sosta. I tecnici saranno al lavoro anche nel corso della notte per proseguire le verifiche sulla rete e monitorare l’evoluzione del fenomeno. Si attende con fiducia la mattinata di domani, momento in cui verranno effettuate nuove e approfondite analisi. Solo i risultati di questi ulteriori test potranno confermare se i valori sono rientrati definitivamente nella norma, permettendo così alle autorità competenti di revocare le restrizioni attuali e ripristinare la normale erogazione di acqua potabile nelle case.

Il servizio autobotte della protezione civile

Per mitigare i disagi che inevitabilmente colpiscono le famiglie della zona di Piano Sant’Ippolito, la macchina dei soccorsi resta pienamente attiva. Un’autobotte della Protezione Civile sta continuando a presidiare il quartiere per garantire il rifornimento di acqua potabile alla popolazione. Il servizio di distribuzione proseguirà nella giornata odierna fino alle ore 20:30. Per chi non avesse modo di approfittarne in serata, le operazioni riprenderanno regolarmente domani mattina a partire dalle ore 9:00. Si invita la cittadinanza a munirsi di contenitori adeguati per la scorta idrica necessaria a coprire il fabbisogno domestico fino al prossimo aggiornamento.

Il centro operativo comunale resta attivo

L’amministrazione continua a seguire la vicenda minuto per minuto. Il Centro Operativo Comunale (COC) rimane operativo per coordinare gli interventi e fornire assistenza a chi ne avesse bisogno. Per qualsiasi segnalazione urgente o per richiedere informazioni sullo stato dell’arte, i residenti possono fare riferimento al numero telefonico 0935 982342. Si raccomanda vivamente di non utilizzare l’acqua del rubinetto per scopi alimentari fino a nuova comunicazione ufficiale che ne attesti la completa potabilità.

Piazza Armerina, la crisi idrica non ferma la ristorazione: locali aperti e sicuri

Non c’è traccia di resa tra gli imprenditori del settore alimentare di Piazza Armerina che hanno reagito con tempestività all’emergenza idrica causata dai valori anomali di ferro riscontrati nelle condutture. La nostra redazione ha contattato un ampio numero di attività tra pizzerie, bar e ristoranti dislocati in vari quartieri della città e il quadro emerso è assolutamente rassicurante. Tutte le attività interpellate ci hanno confermato di essere regolarmente aperte al pubblico e operative nel pieno rispetto delle normative igienico sanitarie vigenti. In poco più di ventiquattro ore gestori e proprietari sono riusciti a mettere in campo soluzioni efficaci o ad attivare procedure specifiche che permettono l’utilizzo di acqua perfettamente a norma per la preparazione di cibi e bevande garantendo così la sicurezza dei clienti senza dover rinunciare al servizio.

Stop all’acqua potabile: autobotte per i rifornimenti a Piano Sant’Ippolito

Scatta il piano di emergenza per far fronte alla crisi idrica che ha colpito la comunità, costringendo all’emissione di un’ordinanza che vieta l’uso dell’acqua per scopi potabili. Per limitare i disagi ai residenti è stata prontamente posizionata un’autobotte nella zona di Piano Sant’Ippolito, dove chiunque ne abbia necessità potrà rifornirsi liberamente. Si invitano i cittadini a recarsi sul posto muniti di bidoni o contenitori adeguati per la raccolta, confidando nella consueta e preziosa collaborazione di tutti per gestire al meglio questo momento di criticità.

Attivato il Coc a Piazza Armerina: acqua potabile per panificatori e utenza

Il sindaco Nino Cammarata, contattato direttamente dalla nostra redazione, ha confermato l’attivazione del Centro Operativo Comunale (Coc) per gestire le operazioni di assistenza alla popolazione. Il primo cittadino ci ha riferito che già nel corso della notte si è provveduto al recupero di acqua potabile dalla città di Enna, distribuita in via prioritaria ai panificatori per garantire la produzione del pane. Il piano d’emergenza, come spiegato dal Sindaco ai nostri microfoni, prevede che l’attività di rifornimento prosegua anche nelle prossime ore, estendendosi progressivamente alle altre attività commerciali e a tutta la cittadinanza per arginare i disagi.

In questo contesto, è doveroso sottolineare come il blocco dell’erogazione scaturisca da un rigido protocollo di sicurezza: i controlli sulla rete idrica vengono svolti costantemente proprio per intercettare ogni anomalia e garantire la tutela assoluta della salute pubblica, un meccanismo di prevenzione che in questo caso ha funzionato. La redazione di StartNews continuerà a restare in contatto con l’amministrazione per monitorare la situazione, fornendo ai lettori aggiornamenti immediati su orari e modalità di distribuzione dell’acqua.
(nell’immagine la sede del C.O.C. )

Piazza Armerina, la lapide sulla Resistenza divide: il Pd sollecita Cammarata

Torna al centro del dibattito politico locale la questione della lapide commemorativa dedicata alla Resistenza. A risollevare il tema è il Partito Democratico di Piazza Armerina che, insieme ai consiglieri comunali del gruppo, ha diffuso una nota per esprimere il proprio disappunto sulla gestione dell’iter amministrativo da parte del sindaco Cammarata. La vicenda riguarda l’iniziativa approvata all’unanimità dal Consiglio comunale il 10 aprile 2025, che ad oggi attende ancora la sua concreta realizzazione. Gli esponenti dem, pur mantenendo il confronto sul piano istituzionale, non nascondono una certa «amarezza» per quelli che considerano rallentamenti non necessari rispetto a una decisione già assunta dall’aula.

Divergenze sulle modifiche al testo originale

Al di là delle tempistiche, l’attenzione del gruppo di opposizione si concentra sulla forma che l’iniziativa sta assumendo. Secondo quanto riportato nella nota del Pd, l’indirizzo politico fornito dal Consiglio, e sollecitato anche da ANPI e Prefettura di Enna, prevedeva un percorso lineare che però avrebbe subito delle variazioni. I dem segnalano infatti che, dopo una fase di stallo e approfondimenti, si sarebbe giunti a una «alterazione sostanziale del testo». La critica mossa all’amministrazione riguarda proprio la mancata aderenza alla mozione originaria: secondo i consiglieri, la nuova versione rischierebbe di modificare il significato storico e civile che l’organo consiliare aveva inteso attribuire al monumento.

Il dibattito sui valori storici

La nota del Partito Democratico sposta poi l’attenzione sul significato della memoria storica, sottolineando l’importanza di preservare il valore della Resistenza anche nel 2025. I dem contestano l’impostazione che, a loro avviso, tenderebbe verso una «generica riconciliazione» e un livellamento degli ideali. Per il gruppo consiliare, equiparare chi ha lottato per la libertà a chi scelse di combattere al fianco dell’occupante dopo l’8 settembre 1943 rappresenterebbe un errore di prospettiva storica. Una posizione che i firmatari del documento definiscono come un atto di revisionismo che non renderebbe giustizia a chi ha sacrificato la vita per la democrazia, valori su cui si fonda la Repubblica.

Chiesti chiarimenti con un’interrogazione

Per fare chiarezza sulla situazione e comprendere le ragioni delle scelte amministrative, il Partito Democratico ha deciso di utilizzare gli strumenti istituzionali previsti. È stata annunciata la presentazione di «un’interrogazione formale al Sindaco», attraverso la quale si chiederà conto del mancato rispetto delle indicazioni consiliari e dei solleciti ricevuti. L’obiettivo dell’opposizione è riportare la discussione nelle sedi opportune, invitando il primo cittadino a «assumersi la responsabilità politica» della gestione di questa vicenda che tocca la sensibilità di una parte della cittadinanza.

Piazza Armerina, emergenza idrica. Il sindaco Cammarata: «Ordinanza necessaria, ma discrepanze sui dati del ferro»

A seguito delle recenti notizie riguardanti la non potabilità dell’acqua a Piazza Armerina, il sindaco Nino Cammarata è intervenuto con una dichiarazione ufficiale per chiarire i contorni della vicenda e illustrare le misure messe in campo. Il primo cittadino ha spiegato le motivazioni tecniche che hanno portato all’ordinanza di divieto e ha rassicurato le attività commerciali sull’attivazione dei protocolli di emergenza.

Il provvedimento cautelare dell’ASP

Il sindaco ha confermato che l’ordinanza di divieto dell’uso dell’acqua per fini potabili scaturisce da una comunicazione formale dell’Azienda Sanitaria Provinciale. I controlli, definiti dal primo cittadino «continui e costanti», hanno evidenziato delle anomalie.

«Hanno riscontrato su tre campionature, due di queste con valori superiori ai limiti previsti», ha dichiarato Cammarata, specificando che uno dei campioni «particolarmente ha destato qualche sospetto». Tale evidenza ha indotto l’ASP a richiedere l’adozione del provvedimento «in via prudenziale e cautelare». Il problema rilevato riguarda un «valore alto di presenza di ferro» all’interno della rete, un parametro che ha reso inevitabile l’inibizione dell’uso alimentare, pur senza sospendere l’erogazione del servizio idrico in città.

Il confronto con Acqua Enna e l’ipotesi di errore

Un punto cruciale sollevato da Cammarata riguarda la discrepanza tra i dati dell’autorità sanitaria e quelli in possesso del gestore del servizio idrico. Dopo aver interloquito con Acqua Enna, il sindaco ha riportato la posizione dei tecnici: «Mi viene riferito da questi addetti ai lavori che in realtà non è mai stato riscontrato un livello superiore al valore soglia durante i controlli che si effettuano con regolarità».

Questa contraddizione impone ora una fase di verifica supplementare. È necessario «accertare questo dato, verificarlo e dopodiché eventualmente capire da dove deriva», ha sottolineato il sindaco, lasciando intendere che le prossime ore saranno decisive per confermare la persistenza del problema o valutarne l’eventuale natura transitoria.

Scatta il piano di soccorso per panificatori e ristoratori

La preoccupazione principale dell’amministrazione si è rivolta immediatamente al tessuto produttivo, in particolare a «panificatori, pasticceri e pizzerie» che necessitano di acqua potabile per le lavorazioni serali e notturne. Cammarata ha annunciato l’attivazione immediata del sistema di Protezione Civile.

«Abbiamo già attivato il servizio di Protezione Civile […] volto ad andare a recuperare fuori piazza acqua da poter essere utilizzata per fini alimentari», ha assicurato il sindaco. L’obiettivo è garantire la continuità lavorativa delle attività commerciali, permettendo loro di operare «con serenità» già dalla tarda serata odierna, grazie all’impegno dei volontari che sono «già attivi in questa direzione».

Appello all’unità e aggiornamenti istituzionali

In conclusione, il sindaco ha voluto smorzare sul nascere eventuali strumentalizzazioni politiche, annunciando un incontro con i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione previsto per la mattinata di domani. «In questo momento si mette da parte ogni cosa, si cerca di lavorare insieme per cercare di risolvere i problemi», ha affermato Cammarata.

L’ordinanza rimarrà in vigore «fino a nuovo provvedimento», ovvero fino a quando l’ASP non fornirà indicazioni diverse. Il sindaco ha infine esortato la cittadinanza ad affidarsi esclusivamente alle «comunicazioni ufficiali», promettendo aggiornamenti costanti sull’evoluzione della crisi.

Piazza Armerina – Stop all’utilizzo dell’acqua potabile: eccesso di ferro nella rete idrica

Una doccia fredda, in tutti i sensi, per i residenti che in queste ore si trovano a dover fare i conti con un provvedimento urgente che modifica le abitudini quotidiane di numerose famiglie. L’amministrazione comunale ha infatti diramato un avviso importante rivolto a tutta la cittadinanza: l’acqua che scorre dai rubinetti delle nostre case non è momentaneamente idonea al consumo umano. La decisione non è frutto di un caso, ma nasce da una precisa indicazione fornita dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna.

Durante i consueti monitoraggi sulla qualità della risorsa idrica, le analisi hanno evidenziato una presenza di ferro superiore ai limiti consentiti dalla legge. Un parametro chimico che, se alterato, impone lo stop immediato a scopo precauzionale per tutelare la salute pubblica. Di conseguenza, è stata predisposta un’apposita ordinanza che vieta l’uso dell’acqua per scopi potabili fino a nuova comunicazione.

Quali sono i divieti e come comportarsi in casa

È fondamentale prestare la massima attenzione alle restrizioni imposte, che vanno ben oltre il semplice non bere un bicchiere d’acqua dal rubinetto. Il divieto è tassativo e comprende diverse attività domestiche che siamo soliti svolgere meccanicamente. L’acqua della rete comunale non deve essere usata per la preparazione di cibi e bevande: niente caffè, niente pasta bollita con l’acqua diretta, né zuppe o tisane preparate senza l’ausilio di acqua minerale.

Allo stesso modo, è vietato l’uso per il lavaggio degli alimenti, come frutta e verdura da consumare crudi, e per l’igiene orale. Lavarsi i denti, un gesto banale e automatico, in queste ore richiederà l’uso di acqua in bottiglia o proveniente da riserve sicure. Si tratta di disagi non indifferenti, lo sappiamo bene, ma necessari per garantire la sicurezza di tutti fino al rientro dei parametri nella norma.

Gli usi ancora consentiti e l’attesa per il ripristino

Non tutto è bloccato, fortunatamente. L’avviso specifica chiaramente che l’acqua erogata può continuare ad essere utilizzata esclusivamente per usi igienico-sanitari. Significa che l’utilizzo dei servizi igienici, lo sciacquone e la pulizia degli ambienti restano consentiti, salvo diverse e future disposizioni che potrebbero arrivare dall’Autorità Sanitaria.

L’Amministrazione comunale ha assicurato che seguirà a breve la pubblicazione ufficiale dell’ordinanza completa, contenente tutti i dettagli tecnici e normativi. Nel frattempo, dagli uffici comunali fanno sapere che la popolazione sarà aggiornata tempestivamente su qualsiasi sviluppo e, soprattutto, sul momento in cui sarà possibile tornare alla normalità e al ripristino delle condizioni di conformità. Si chiede dunque pazienza e collaborazione per gestire al meglio questa fase transitoria.

Ferro nell’acqua a Piazza Armerina – Niente panico. Cosa vuol dire “eccesso di ferro” nella rete idrica.

Per la maggior parte delle persone in buona salute, un moderato eccesso di ferro nell’acqua non rappresenta un rischio immediato o grave. Il corpo umano dispone infatti di meccanismi efficaci per regolare l’assorbimento del ferro, eliminando quello in eccesso. Tuttavia, se le concentrazioni sono estremamente elevate, l’ingestione può irritare il tratto gastrointestinale, portando a sintomi come nausea, vomito, diarrea e dolori addominali. In questi casi, il corpo segnala la tossicità acuta con disturbi digestivi evidenti prima che si verifichino danni sistemici a lungo termine.

Rischi per gruppi vulnerabili

La situazione cambia drasticamente per le persone affette da specifiche patologie genetiche, come l’emocromatosi o la talassemia. Questi individui hanno difficoltà a regolare l’assorbimento del ferro, che tende ad accumularsi negli organi vitali (in particolare fegato, cuore e pancreas). Per chi soffre di queste condizioni, bere regolarmente acqua con alti livelli di ferro può accelerare il sovraccarico di questo metallo, portando potenzialmente a danni d’organo, cirrosi o problemi cardiaci. In questi casi specifici, è fondamentale consultare un medico e utilizzare acqua con un residuo ferroso controllato.

Alterazioni organolettiche ed estetiche

Ben prima di diventare un pericolo per la salute, il ferro altera sensibilmente la qualità dell’acqua rendendola sgradevole al consumo. Già a concentrazioni relativamente basse (superiori a 0,3 mg/L), l’acqua assume un sapore metallico pungente e può presentare un odore sgradevole. Dal punto di vista estetico, l’acqua può apparire torbida o con una colorazione che varia dal giallo al bruno-rossastro. Questo non solo la rende poco invitante da bere, ma può alterare il sapore di cibi e bevande preparati con essa, come tè e caffè, che possono assumere un colore scuro e un gusto amaro.

Conseguenze per impianti e oggetti

Un effetto collaterale molto comune, che impatta indirettamente la qualità della vita, riguarda i danni materiali. L’acqua ricca di ferro macchia indelebilmente la biancheria durante il lavaggio e lascia depositi rossastri o giallastri sui sanitari, vasche e lavandini, difficili da rimuovere. Inoltre, il ferro favorisce la proliferazione dei cosiddetti “ferrobatteri”: microrganismi che, pur non essendo patogeni per l’uomo, creano una patina gelatinosa (biofilm) nelle tubature. Questo può causare ostruzioni, ridurre la pressione dell’acqua e generare cattivi odori persistenti nell’impianto idraulico.

Limiti normativi italiani

La normativa italiana attuale (D.Lgs 18/2023) fissa il limite del ferro a 200 µg/L (microgrammi per litro). È importante notare che il ferro è classificato come “parametro indicatore”: il superamento di questo valore non implica necessariamente una tossicità immediata, ma segnala un’anomalia nella rete o nella fonte che deve essere corretta per garantire che l’acqua sia accettabile per i consumatori e priva di variazioni anomale.

Piazza Armerina. I carabinieri indagano su una presunta violenza sessuale ai danni di una minore.

Ci sono storie che arrivano in redazione come un pugno nello stomaco, vicende che squarciano la tranquillità apparente delle nostre comunità e ci costringono a guardare nel buio. Quella che arriva da Piazza Armerina è una di queste. Dobbiamo procedere con i piedi di piombo. La notizia è stata riportata dal quotidiano La Sicilia, ma è fondamentale precisare che, al momento, non vi è ancora alcun comunicato ufficiale diramato dalle forze dell’ordine o dalla Procura. Siamo nel campo delle indiscrezioni, seppur autorevoli, e della cronaca che si muove sul filo del rasoio.

L’accusa che pesa come un macigno

Al centro di questo scenario c’è una denuncia che fa tremare i polsi: violenza sessuale. A presentarla è una ragazza, una giovane lavoratrice minorenne, che ha puntato il dito contro il proprio datore di lavoro. Secondo il racconto della giovane, quel pomeriggio del 30 dicembre, tra le mura del luogo di lavoro, sarebbe accaduto l’impensabile. Potete immaginare la delicatezza della situazione: da una parte c’è il grido di aiuto di una minore, che va sempre ascoltato con la massima sensibilità; dall’altra c’è la vita di un uomo e di una famiglia che rischia di essere travolta. I Carabinieri della Compagnia di Piazza Armerina, coordinati dalla Procura di Enna, si stanno muovendo in questo terreno scivoloso, cercando di separare i fatti dalle emozioni.

La scienza alla ricerca della verità

Qualche giorno fa, riferisce il quotidiano isolano, l’indagine ha subito un’accelerazione. Gli investigatori sono entrati nella quotidianità dell’uomo accusato, perquisendo la sua abitazione e il luogo di lavoro. Non è stata una visita di cortesia: hanno portato via oggetti, effetti personali, qualsiasi cosa possa “parlare” lì dove le testimonianze umane potrebbero fallire. L’obiettivo è trovare tracce biologiche o ematiche. È la parte più fredda ma essenziale dell’inchiesta: si cerca un riscontro scientifico che possa confermare la colluttazione e la violenza descritta dalla ragazza. Quei reperti, ora nei laboratori specializzati, sono i testimoni silenziosi che potrebbero chiudere il cerchio o, al contrario, riaprirlo completamente.

Quando i conti non tornano

E qui la faccenda si complica, assumendo i contorni di un giallo. Nonostante la gravità delle accuse, il quadro non è nitido come ci si aspetterebbe. Trapelano, infatti, dei dubbi. Sembra che ci siano delle incongruenze tra il racconto fornito e i primi riscontri oggettivi. Gli inquirenti non si accontentano delle parole. Stanno incrociando i dati “freddi” della tecnologia: le celle agganciate dai telefoni cellulari (i segnali GPS), le possibili riprese delle telecamere di videosorveglianza. Si cerca di ricostruire il film di quel pomeriggio minuto per minuto. La domanda che aleggia in Procura è cruciale: il racconto della giovane regge alla prova dei fatti o ci sono elementi che potrebbero ribaltare l’intero impianto accusatorio?

In attesa dei risultati scientifici, che rappresenteranno il vero spartiacque di questa triste vicenda, la comunità di Piazza Armerina resta col fiato sospeso, divisa tra l’apprensione e la necessità di capire cosa sia realmente accaduto in quel pomeriggio di fine anno.

Redazione di StartNews

RipartiAmo: lavoro e formazione per il futuro dei detenuti di Piazza Armerina

Una ventata di speranza sta attraversando le celle della casa circondariale di Piazza Armerina. Non si tratta solo di parole o di buone intenzioni ma di fatti concreti che, negli ultimi sei mesi, hanno cambiato la prospettiva di chi vive privato della libertà. Il progetto RipartiAmo ha dimostrato di essere molto più di un titolo accattivante, trasformandosi in un vero e proprio strumento operativo per costruire un futuro basato sulla legalità. L’iniziativa nasce dalla sinergia tra il Consorzio di Umana Solidarietà, l’associazione Seconda Chance e il Centro Studi Cesta. Insieme hanno attivato una serie di percorsi, sia interni che esterni alla struttura penitenziaria, con l’obiettivo di tracciare un cammino nuovo per i detenuti. Si è creato un legame solido tra la città e un mondo spesso percepito come distante e complesso, valorizzando risorse umane che possono rivelarsi utili per l’intera comunità.

Il lavoro come strumento di riscatto

Il risultato più significativo riguarda l’accesso al lavoro esterno. Per la prima volta nella storia del carcere armerino, cinque persone detenute hanno potuto varcare i cancelli per svolgere tirocini formativi presso aziende del territorio. Questo traguardo è stato possibile grazie alla disponibilità degli imprenditori locali e alla preziosa collaborazione della Caritas. I detenuti M. ed E. hanno prestato la loro opera nella ristrutturazione del palasport con la ditta edile Cosenza, mentre A. ha imparato il mestiere nel laboratorio del Panificio delle Meraviglie di Giuseppe Nativo. S. si è impegnato come aiuto cuoco per la Cooperativa Sud Servizi e M. si è distinto come tuttofare all’Hotel Villa Romana. La risposta delle aziende è stata entusiasta, tanto che una delle persone coinvolte, terminata la pena, ha continuato a lavorare regolarmente. Un successo che gratifica la direzione di Donata Posante e l’impegno della capo area Marianna Cacciato, con l’auspicio che futuri finanziamenti permettano di replicare questa esperienza virtuosa.

Assistenza sanitaria e competenze pratiche

Oltre all’inserimento lavorativo, il progetto ha puntato molto sul benessere psicofisico e sulla formazione. Nel secondo semestre del 2025 è stato attivato uno sportello di assistenza psicologica e psichiatrica, un servizio divenuto essenziale per sopperire alle carenze del sistema sanitario statale all’interno delle carceri. Oltre settanta persone hanno beneficiato di questo supporto, partecipando anche a terapie di gruppo. Sul fronte formativo, grande successo hanno riscosso i corsi di barberia e quelli definiti di “informatica di cittadinanza”. Questi ultimi hanno fornito ai detenuti gli strumenti pratici per interfacciarsi con la pubblica amministrazione e gestire richieste burocratiche, competenze fondamentali per il reinserimento nella società civile.

Emozioni e incontri d’eccezione

Il percorso di rieducazione ha toccato anche le corde dell’emotività e della cultura. I detenuti hanno partecipato a laboratori di scrittura creativa e a un coinvolgente corso di lettura e letteratura sportiva. Quest’ultimo ha offerto l’opportunità di incontrare, seppur in video collegamento, personalità di spicco come l’ex ct della nazionale di pallavolo Mauro Berruto, il radiocronista Francesco Repice, il conduttore Jacopo Volpi e il giornalista Leo Turrini. Particolarmente intenso è stato l’incontro in presenza con il popolare conduttore televisivo Salvo La Rosa. Un momento di forte impatto emotivo e di scambio umano che ha lasciato il segno nei partecipanti e che lo stesso giornalista ha promesso di voler rivivere al più presto.

Piazza Armerina, la città tra due poli: “Sant’Ippolito ai cavalli, Siace alle fiere e un nuovo Stadio per lo sport”

Il sindaco Nino Cammarata ha un propria visione della città. La si può condividere o meno. Ed è su questa visione che ci piacerebbe assistere ad un dibattito politico in cui si confrontano e si sfidano idee e progetti. Quello a cui assistiamo spesso è invece uno scontro su aspetti marginali, che diventano importanti solo perché gonfiati dall’uso improprio dei social utilizzati come strumenti di propaganda. Luoghi virtuali  in cui chi interviene spesso non ha ne conoscenze ne competenze adeguate. A tutti chiedo meno propaganda e più senso della politica, intesa nel suo più alto valore. La sensazione è che spesso i nostri politici parlino troppo del dito e troppo poca della Luna. Questa intervista è stata realizzata perché possa essere una base per un confronto più costruttivo, speriamo che chi ha il compito di rappresentare i cittadini comprenda la portata di questa iniziativa.
Nicola Lo Iacono

nino cammarata

Nino Cammarata

Non una somma di cantieri, ma una visione geometrica. Il piano di sviluppo illustrato dal sindaco Nino Cammarata disegna una Piazza Armerina inedita, stretta tra due nuovi “poli magnetici” capaci di generare flussi turistici ed economici, con la città a fare da cuore pulsante nel mezzo. La strategia è chiara: specializzare le infrastrutture. Da una parte la trasformazione radicale dello storico campo Sant’Ippolito, destinato a diventare il tempio dell’equitazione e del Palio dei Normanni; dall’altra la rigenerazione dell’ex Area Siace come hub fieristico. In mezzo, la necessità di dare una nuova casa allo sport locale con la costruzione di un nuovo stadio moderno. Abbiamo chiesto al primo cittadino di illustrarci le motivazioni di queste sue scelte.

Sindaco, facciamo chiarezza sugli impianti. Il Sant’Ippolito è sempre stato il campo sportivo della città. Qual è il suo futuro?

«Il Sant’Ippolito ha una vocazione che va oltre il semplice campo da gioco e che dobbiamo avere il coraggio di assecondare. Il progetto è trasformarlo definitivamente in un’arena dedicata al mondo dei cavalli. Piazza Armerina ha un legame viscerale con l’equitazione e possiede un evento di portata internazionale come il Palio dei Normanni, che ha bisogno di una cornice stabile e adeguata, non di allestimenti precari».

Quindi addio al calcio in quella struttura?

«Sì, per un obiettivo più alto: creare un centro di attrazione turistica permanente. Immaginiamo il Sant’Ippolito come un impianto federale per concorsi ippici e grandi eventi equestri. Non sarà un luogo che vive solo una volta l’anno per il Palio, ma un motore che porta appassionati, team e turisti in città tutto l’anno. È il primo grande attrattore della nostra strategia».

Se il Sant’Ippolito diventa l’arena dei cavalli, dove andranno a giocare le squadre di calcio e a correre gli atleti?

«È qui che nasce l’esigenza, ormai improcrastinabile, di costruire un Nuovo Stadio. Lo sport nella nostra città è cresciuto, le società sono aumentate e meritano strutture moderne, non adattate. Liberare il Sant’Ippolito significa contestualmente avviare la realizzazione di un impianto calcistico e atletico di nuova generazione. È un’operazione a incastro: diamo una casa degna al Palio e, contemporaneamente, diamo allo sport piazzese la struttura moderna che attende da anni»

Spostiamoci geograficamente. Se il Sant’Ippolito è il polo equestre, dall’altra parte troviamo l’ex area Siace. Qual è il suo ruolo in questo disegno?

«L’ex Siace è il secondo grande attrattore, il contrappeso commerciale al polo sportivo. Lì nascerà un Polo Fieristico e Mercatale. Sarà un’area attrezzata per ospitare grandi eventi, fiere campionarie e un mercato coperto di qualità. L’idea è che mentre da un lato della città si svolgono eventi sportivi e culturali, dall’altro si sviluppano dinamiche commerciali ed espositive».

Come si collegano questi progetti al tessuto urbano e all’area Ex-Itis di cui si discute spesso?

«L’Ex-Itis completa il quadro con il partenariato pubblico-privato, recuperando i vecchi capannoni per servizi e imprese. Su questo recupero ho grandi progetti ma ne parleremo più in là.  Ma la visione d’insieme è quella di una città che si trova al centro di due fuochi di sviluppo. Immaginate Piazza Armerina come il fulcro: a un estremo c’è l’attrattore ‘Siace’ (fiere ed eventi), all’altro estremo l’attrattore ‘Sant’Ippolito’ (cavalli e Palio). I flussi di visitatori che si muovono tra questi due poli attraversano la città, vivono le sue strutture ricettive, i ristoranti, il centro storico. Non stiamo costruendo cattedrali nel deserto, ma creando i presupposti perché la città diventi un hub di servizi turistici e commerciali attivo 365 giorni l’anno».

Nicola Lo Iacono

Scuole in sicurezza: a Piazza Armerina, arrivano 200 mila euro per il plesso Falcone

Una boccata d’ossigeno per l’edilizia scolastica nella città dei mosaici e una risposta attesa da tempo dalle famiglie e dal personale docente. L’amministrazione comunale di Piazza Armerina ha reso noto l’ottenimento di un finanziamento pari a 200 mila euro destinato al plesso scolastico Falcone, storicamente noto come ex San Pietro. Le risorse, che attingono direttamente ai fondi messi a disposizione dal Ministero, saranno impiegate per interventi mirati alla messa in sicurezza dell’edificio, un passaggio fondamentale per garantire la tranquillità quotidiana di chi vive la scuola ogni giorno. La notizia arriva in un momento in cui l’attenzione sulla stabilità e l’adeguatezza delle strutture pubbliche, specialmente quelle dedicate all’istruzione, è altissima.

Un primo passo verso la riqualificazione completa

Nino Cammarata

Nino Cammarata

Il sindaco Nino Cammarata ha accolto il risultato con soddisfazione, evidenziando come questo stanziamento non sia un punto di arrivo ma l’inizio di un percorso più ampio. Nelle parole del primo cittadino, il finanziamento rappresenta «una prima e significativa risposta concreta a tutela degli studenti, delle famiglie e di tutto il corpo scolastico di una delle scuole più importanti della città». L’obiettivo è quello di risolvere le criticità strutturali e offrire ambienti di apprendimento moderni e sicuri. L’intervento testimonia, secondo quanto riportato nella nota ufficiale, «attenzione, impegno e risolutezza» da parte del governo cittadino nel reperire risorse esterne al bilancio comunale per opere pubbliche essenziali.

Nuove istanze al vaglio per ulteriori interventi

La strategia dell’ente locale sembra guardare oltre l’attuale finanziamento. L’amministrazione ha infatti chiarito che i 200 mila euro appena intercettati costituiscono solo un primo tassello di un mosaico più complesso. Sono state già presentate ulteriori istanze agli organi competenti, attualmente in fase di valutazione, con lo scopo di potenziare e completare il piano di recupero dell’immobile. «La sicurezza degli edifici scolastici resta una priorità assoluta», si legge nella comunicazione istituzionale, confermando la volontà di proseguire nell’azione amministrativa per intercettare nuove linee di credito. La comunità scolastica del Falcone attende ora l’avvio dei lavori, che segneranno il passaggio dalla fase burocratica a quella operativa del cantiere.

Piazza Armerina – Gatti liberi e tutelati: nasce la colonia felina di contrada Piano Cannata

C’è un segnale di civiltà che spesso passa inosservato tra le grandi opere e la burocrazia quotidiana, ed è quello che riguarda il nostro rapporto con gli animali. Oggi, 12 gennaio 2026, Piazza Armerina compie un piccolo ma significativo passo avanti in questa direzione. Il sindaco Nino Cammarata ha infatti firmato l’ordinanza n. 1 di questo nuovo anno, ufficializzando l’istituzione di una colonia felina in contrada Piano CannataNon stiamo parlando di semplici numeri su un foglio di carta, ma di vite: una comunità di circa 18 gatti che hanno trovato in quella zona il loro habitat naturale e che da oggi saranno protetti, censiti e curati come meritano.

I nuovi “cittadini” a quattro zampe

Chi vive o passa per contrada Piano Cannata avrà sicuramente notato queste presenze silenziose ma costanti. La Polizia Locale, intervenuta per un sopralluogo, ha censito una popolazione composta da 11 femmine, 7 maschi e un numero ancora imprecisato di cuccioli. Sono animali che, pur vivendo in libertà, sono stanziali: hanno scelto quel luogo come casa e lì hanno creato i loro legami socialiIl Comune, riconoscendo l’importanza di tutelare il benessere animale e prevenire il randagismo, ha deciso di intervenire non per allontanarli, ma per garantire loro una convivenza dignitosa con l’uomo, in linea con le leggi nazionali e regionali che vietano il maltrattamento e riconoscono il diritto dei gatti liberi alla vita nel loro ambiente.

Un patto di cura: il ruolo del tutor

La parte più bella di questa storia, però, riguarda il volontariato. Dietro questa ufficializzazione c’è la richiesta di un cittadino (o cittadina), la cui identità è tutelata per privacy, che si è fatto avanti già nell’agosto del 2025 per chiedere il riconoscimento della coloniaCon l’atto odierno, questa persona viene nominata ufficialmente “tutor” della colonia. Non è un titolo onorifico, ma una vera e propria assunzione di responsabilità: il tutor si impegnerà a nutrire gli animali, a tenere pulita l’area rimuovendo i residui di cibo e a monitorare la salute dei felini. È un lavoro svolto a titolo completamente gratuito, un gesto di puro amore verso gli animali che il Comune riconosce come “funzione sociale”.

Salute e controllo: la collaborazione con l’ASP

L’istituzione della colonia non serve solo a proteggere i gatti, ma anche a gestire la salute pubblica e il controllo demografico. Grazie a questo provvedimento, si attiva la collaborazione con l’ASP di Enna per le procedure di sterilizzazioneIl meccanismo è chiaro: i gatti verranno prelevati per essere sterilizzati e identificati dal servizio veterinario, per poi essere riammessi nel loro gruppo d’origine. Questo passaggio è fondamentale per evitare la proliferazione incontrollata e garantire che la colonia rimanga sana e gestibile nel tempo. Il tutor avrà anche il compito, a proprie spese e con i propri mezzi, di occuparsi del trasporto degli animali verso gli ambulatori e della loro degenza post-operatoria.

È importante ricordare che i gatti di colonia sono intoccabili: nessuno può spostarli dal loro habitat, a meno di comprovate esigenze sanitarie, ed è fatto divieto assoluto di ostacolare chi se ne prende cura o di danneggiare le ciotole e i ripariUna città che si prende cura dei suoi abitanti più fragili, anche di quelli a quattro zampe, è una città più attenta e sensibile. Benvenuta, dunque, alla colonia di Piano Cannata.

Piazza Armerina, Cammarata traccia la rotta del 2026: fondi per le scuole, la verità sulle indennità e l’ultimatum sulla sanità

È un intervento a tutto campo quello del sindaco Nino Cammarata in questo avvio di 2026. Il primo cittadino di Piazza Armerina ha scelto la via della comunicazione diretta per fare il punto su un’agenda amministrativa densa, spaziando dall’edilizia scolastica alle polemiche roventi sui costi della politica, fino al nodo cruciale della sanità locale. In un discorso dai toni fermi, Cammarata non si è limitato a elencare i risultati ottenuti sul fronte dei finanziamenti pubblici, ma ha lanciato un duro contrattacco alle opposizioni, accusate di strumentalizzazione, e ha dettato l’agenda alla dirigenza dell’ASP sul futuro dell’Ospedale Chiello.

Edilizia scolastica e PNRR: arrivano nuovi fondi

Il focus iniziale dell’amministrazione si concentra sulle infrastrutture educative, con l’annuncio dell’arrivo di due tranche di finanziamenti ritenuti strategici per la sicurezza e i servizi alle famiglie. La settimana ha portato nelle casse comunali risorse fresche per un totale di quasi 350.000 euro.

«Sono arrivati altri due finanziamenti questa settimana», ha esordito il sindaco. «Un primo da 149.000 euro per risorse in comune e un altro, credo davvero molto importante e atteso in città, di 200.000 euro per la messa in sicurezza del Plesso Falcone, l’ex scuola San Pietro». Cammarata ha specificato che questo stanziamento rappresenta solo «una prima parte di una richiesta di finanziamento sicuramente anche più complessa», permettendo tuttavia di procedere immediatamente con i lavori urgenti.

Il capitolo istruzione si allarga poi al potenziamento dei servizi per l’infanzia, con l’ufficializzazione dell’appalto per il terzo asilo nido cittadino, un’operazione resa possibile da circa un milione di euro di fondi PNRR. Il sindaco ha rivendicato la continuità di questa strategia, ricordando l’apertura del nido presso il plesso Canali e i lavori di riqualificazione in corso nella struttura storica di via Floresta (plesso Miriam Schillaci).

Lo scontro sulle indennità: “Menzogne senza precedenti”

Il tono dell’intervento si è fatto decisamente più aspro affrontando il tema delle polemiche sollevate dall’opposizione riguardo alle indennità di carica degli amministratori. Cammarata ha respinto con forza la narrazione di recenti aumenti salariali, definendo le accuse come un tentativo di generare confusione in assenza di argomenti politici validi.

«Quello che è accaduto sul tema delle indennità non ha precedenti in termini proprio di bugie, di menzogne, di strumentalizzazione», ha dichiarato il sindaco, visibilmente contrariato. Il primo cittadino ha chiarito che gli importi percepiti sono il risultato di un adeguamento normativo nazionale, in vigore ormai da tre anni, e non frutto di decisioni discrezionali recenti dell’ente locale.

«La mia amministrazione, come le amministrazioni di tutta Italia, percepiscono un’indennità prevista dalla legge al 2023. Non vi è stata alcuna novità compiuta negli scorsi giorni», ha precisato Cammarata, sottolineando che «dal 2023 l’amministrazione ha la stessa indennità che ha percepito nel 2024, nel 2025 e che percepirà nel 2026». L’accusa alle opposizioni è diretta: «Chi dice il contrario, chi strumentalizza, lo fa in maniera scientifica per creare confusione».

Il nuovo campo sportivo: un mutuo a tasso zero per il futuro

Spostando l’attenzione sulle infrastrutture sportive, il sindaco ha difeso il progetto del nuovo campo sportivo, invitando le forze politiche a un confronto sul merito delle opere di sviluppo e non sulla demagogia. Citando il successo del Palazzetto dello Sport provinciale riqualificato, Cammarata ha illustrato la visione dietro la realizzazione del nuovo impianto, smentendo le voci allarmistiche sui costi per la collettività.

«Dite semplicemente se volete realizzare quest’opera», ha sfidato l’opposizione, denunciando comportamenti scorretti da parte di alcuni consiglieri che avrebbero diffuso informazioni false presso le società sportive, «mentendo sapendo di mentire». Sull’aspetto economico, il sindaco è stato categorico: si tratta di «un mutuo a tasso zero» erogato dall’Istituto del Credito Sportivo, definendo l’opera non una spesa ma «un investimento per le nuove generazioni».

Sanità: l’Ospedale Chiello e il nodo della Risonanza Magnetica

La parte conclusiva, e forse politicamente più rilevante dell’intervento, ha riguardato la sanità. Pur accogliendo con favore le recenti dichiarazioni del direttore generale dell’ASP che confermano la volontà di rilanciare l’Ospedale Chiello — una struttura che Cammarata rivendica di aver «salvato da un destino certamente infausto» — il sindaco ha posto un accento critico sulla gestione dei tempi, in particolare per il reparto di radiologia.

Il nodo cruciale riguarda la nuova risonanza magnetica, un macchinario fondamentale ancora inutilizzato. «Abbiamo la necessità di sapere quando aprirà. Tempi certi», ha intimato Cammarata, chiedendo chiarezza anche sui piani di assunzione del personale necessario a far funzionare il macchinario.

L’obiettivo dichiarato è rendere il presidio ospedaliero attrattivo per i giovani medici, invertendo la tendenza alla fuga di cervelli. «Non bisogna compiere azioni che possano invece farli fuggire e scappare altrove», ha avvertito il sindaco, assicurando che l’amministrazione manterrà «la piena e massima attenzione» affinché la radiologia e l’intero ospedale diventino un vero punto di riferimento territoriale.

Sanità, l’ASP di Enna risponde alle critiche: «Investimenti reali per l’ospedale di Piazza Armerina»

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna ha deciso di intervenire con fermezza nel dibattito pubblico riguardante il futuro delle strutture sanitarie locali. Di fronte alle recenti polemiche, i vertici dell’ASP hanno voluto chiarire la situazione dell’ospedale di Piazza Armerina, presentando un resoconto dettagliato degli investimenti e delle attività in corso. L’obiettivo è smontare quella che viene definita una «narrazione distorta della realtà» e rassicurare la cittadinanza sull’impegno profuso per garantire standard qualitativi adeguati, nonostante il complesso quadro normativo regionale.

Nuove tecnologie e servizi per i cittadini

L’attivazione dell’endoscopia e l’arrivo della risonanza magnetica

L’ospedale “Chiello” si trova al centro di un progetto di rafforzamento che punta a ridefinire il suo ruolo nel panorama provinciale. Tra le novità più rilevanti spicca l’attivazione del Servizio di Endoscopia Digestiva, operativo dallo scorso settembre. Con circa 140 prestazioni mensili, questo reparto sta consentendo un sensibile recupero sulle liste d’attesa, permettendo ai pazienti di accedere a diagnosi precoci senza dover raggiungere strutture distanti.

Anche il reparto di Radiologia ha visto un potenziamento significativo con l’introduzione della Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC). L’ASP sottolinea inoltre che questo reparto può contare su otto unità in servizio, un numero superiore ai sei previsti dalla pianta organica. Grande attesa c’è per l’imminente attivazione della Risonanza Magnetica Nucleare: il macchinario è già stato installato e la sua operatività, prevista a giorni, contribuirà ulteriormente all’abbattimento delle attese.

Attenzione alle cure e alle eccellenze mediche

Aperti i posti letto Hospice e confermata la dermatologia

Non si tratta solo di macchinari, ma anche di umanizzazione delle cure. Nell’ultimo mese sono stati attivati i primi posti letto Hospice dedicati alle cure palliative, un segno tangibile di attenzione verso i pazienti che necessitano di accompagnamento nei momenti più delicati della malattia. Sul fronte delle specialità mediche, si conferma il ruolo centrale della Dermatologia come punto di riferimento provinciale.

A guidare l’Unità Operativa Semplice Dipartimentale è stato chiamato il dottor Francesco Cona, figura stimata nel territorio, che ha recentemente ricevuto l’incarico di Direttore. Questa nomina affida al professionista maggiori responsabilità per incidere sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini.

I dati dell’emergenza smentiscono la crisi

Il pronto soccorso registra tempi di attesa tra i più bassi della provincia

L’ASP ha voluto fornire dati precisi anche sul funzionamento del Pronto Soccorso, spesso al centro delle preoccupazioni dei cittadini. I numeri sembrano smentire gli scettici: da gennaio a ottobre 2025, la struttura ha gestito 10.358 accessi. Un dato significativo riguarda la provenienza dei pazienti, con un 16% di utenza non residente, a dimostrazione che il “Chiello” rappresenta un punto di riferimento anche per i comuni limitrofi. Inoltre, il presidio vanta il tempo massimo di permanenza più basso tra tutti gli ospedali dell’azienda provinciale, rientrando pienamente negli obiettivi nazionali di efficienza.

La strategia contro la carenza di medici

Le parole del direttore generale Mario Zappia

Resta il nodo critico della carenza di personale medico, un problema che riguarda tutto il territorio nazionale. L’azienda sta affrontando questa sfida con diverse strategie, dai concorsi pubblici alle collaborazioni tra ospedali, fino all’uso della telemedicina. Sulla questione è intervenuto direttamente il Direttore Generale, Mario Zappia, ribadendo la linea della direzione.

«Solo la differenziazione per specialità può essere la via maestra che ci aiuterà a mantenere vivi ed efficienti tutti i nostri ospedali» ha dichiarato Zappia. Il manager ha poi aggiunto: «In un momento storico caratterizzato da difficoltà nel reperimento di professionisti, ogni risultato è frutto di un impegno straordinario che non merita di essere sminuito da racconti parziali. Stiamo facendo un lavoro quotidiano per recuperare il tempo perduto». Zappia ha concluso con una rassicurazione netta: «Nessun ospedale sarà colpito da riduzioni, ma stiamo lavorando e lavoreremo per potenziarli tutti».

Dalla Brianza alla Sicilia: l’architetto Davide Brambilla a Piazza Armerina dopo il trionfo televisivo

Piazza Armerina, gioiello dell’entroterra siciliano e città UNESCO nota per i suoi straordinari mosaici e il Palio dei Normanni ha accolto nei giorni scorsi un nuovo, illustre cittadino. Si tratta dell’architetto Davide Brambilla, professionista originario di Monza, giunto in Sicilia per prendere ufficialmente possesso del prestigioso immobile storico vinto al termine del programma televisivo “Vinci una casa in Sicilia”. L’evento segna il passaggio dal format d’intrattenimento alla realtà concreta della riqualificazione urbana, ponendo le basi per un interessante dialogo tra architettura settentrionale e barocco siciliano.

Un premio di prestigio nel cuore del centro storico

La vittoria dell’architetto brianzolo giunge a coronamento di una competizione serrata, andata in onda sul canale HGTV di Discovery Channel. Il programma, condotto dall’attrice Maria Grazia Cucinotta e dal suo ideatore, Damiano Gallo, ha visto sfidarsi numerosi professionisti nella realizzazione di render architettonici volti a ripensare spazi abitativi nel contesto isolano. Il premio finale non è simbolico: si tratta di un edificio di grande pregio situato nel cuore del centro storico di Piazza Armerina. L’immobile, messo a disposizione proprio dal mecenate e imprenditore Damiano Gallo, è descritto come una residenza di ampia metratura caratterizzata da vani affrescati, che ora attende la mano esperta del nuovo proprietario per tornare al suo antico splendore.

Un’immersione tra mosaici, arte e borghi antichi

La visita di Brambilla non si è limitata alla sola presa visione dell’immobile. Nei suoi primi tre giorni di permanenza, l’architetto ha vissuto un’intensa esperienza immersiva nel tessuto culturale del territorio ennese. Accolto con gli onori di casa dall’amministrazione locale e dall’Assessorato al Turismo, il vincitore ha partecipato a eventi di rilievo, tra cui un concerto letterario con la cantautrice Erica Mou. Il suo itinerario alla scoperta delle radici locali ha toccato i punti nevralgici del patrimonio artistico: dalla celebre Villa Romana del Casale al Palazzo Trigona, che ospita una mostra su Andy Warhol e Picasso, fino a spingersi nella vicina Aidone. Un percorso che ha permesso al professionista di comprendere la profondità storica del contesto in cui andrà a operare.

Lo sguardo del professionista sul tessuto urbano

Le prime impressioni dell’architetto Brambilla rivelano un approccio analitico ed entusiasta. Durante il sopralluogo preliminare, il vincitore si è detto “onorato” e profondamente stimolato dalle caratteristiche intrinseche dell’edificio vinto. Tuttavia, a colpire maggiormente l’attenzione del professionista monzese è stata la complessità del contesto urbano e territoriale. Brambilla ha confessato di non conoscere Piazza Armerina prima di questa esperienza e di essere rimasto sorpreso dall’estensione culturale e paesaggistica che va ben oltre il centro abitato. La scoperta di un territorio che offre “moltissimi spunti e moltissima cultura” rappresenta, secondo l’architetto, la base di ispirazione necessaria per il futuro progetto di recupero.

L’arrivo di Davide Brambilla a Piazza Armerina non rappresenta solo l’epilogo felice di uno show televisivo, ma l’inizio di un progetto di vita e professionale. L’architetto ha espresso la ferma volontà di gestire la riqualificazione dell’immobile nel migliore dei modi, con l’obiettivo di contribuire attivamente alla bellezza della città. Una promessa che trasforma un premio televisivo in un’opportunità concreta di valorizzazione per uno dei centri storici più affascinanti della Sicilia.

Piazza Armerina – Parcheggi a pagamento: confermata la Sis, arrivano i parcometri smart per pagare con carta e smartphone

L’anno nuovo a Piazza Armerina porta una conferma sostanziale nella gestione della viabilità e della sosta a pagamento. Con la determina numero 1 firmata il 5 gennaio 2026, il Comune ha affidato in via definitiva il servizio alla SIS Segnaletica Industriale Stradale s.r.l. L’azienda di Corciano, già nota agli automobilisti armerini per aver curato il servizio negli ultimi quindici anni, continuerà a gestire le strisce blu in città. La procedura di gara, gestita dalla Centrale Unica di Committenza “Tirreno Ecosviluppo 2000”, ha visto la società umbra prevalere nettamente sulla concorrenza, ottenendo un punteggio totale di 86,12 punti e garantendo così continuità a un servizio fondamentale per l’ordine urbano

I dettagli economici: un’operazione a costo zero per l’Ente

Uno degli aspetti più rilevanti dell’intera operazione riguarda il quadro economico, che merita una lettura attenta per non essere frainteso. Gli atti di gara riportano nero su bianco la cifra di 1.303.677,20 euro come valore complessivo stimato della concessione. È fondamentale chiarire che questo importo non rappresenta una somma che il Comune dovrà sborsare; al contrario, indica il volume d’affari totale che si prevede il servizio genererà attraverso gli incassi dei ticket durante l’intero periodo contrattuale. Per le casse municipali, l’affare si traduce in un’entrata garantita: la SIS si è aggiudicata l’appalto offrendo un rialzo del 15,280% sul canone annuo che dovrà versare al Comune. In sintesi, l’azienda incassa dai parcheggi, copre i costi, trattiene il proprio utile e versa una quota maggiorata all’amministrazione locale.

Tecnologia in arrivo: addio alla caccia agli spiccioli

Se il gestore rimane lo stesso, a cambiare radicalmente sarà l’esperienza quotidiana dell’utente. Il progetto tecnico presentato dalla SIS ha sbaragliato la concorrenza ottenendo ben 66 punti, quasi il doppio rispetto alle altre aziende partecipanti che si sono fermate tra i 32 e i 35 punti. Questo divario certifica la qualità di una proposta che punta tutto sull’innovazione: i vecchi parcometri lasceranno il posto a dispositivi di nuova generazione. Gli automobilisti potranno dire addio all’ansiosa ricerca di monetine, pagando la sosta comodamente con bancomat, carte di credito e, soprattutto, tramite app su smartphone. Un adeguamento tecnologico che allinea Piazza Armerina agli standard delle città più moderne, rendendo la sosta più semplice e immediata.

Tempi rapidi per l’avvio

Non ci sarà da attendere molto per vedere le novità su strada. Il provvedimento dirigenziale è stato dichiarato immediatamente esecutivo, permettendo di accorciare i tempi burocratici. L’atto ha valore contrattuale e diventerà efficace non appena sarà sottoscritto il contratto in forma pubblica amministrativa, subito dopo le verifiche di rito sui requisiti di legge. La gestione della sosta riparte quindi senza interruzioni, con una veste rinnovata che promette più efficienza e meno stress per i cittadini.

 

Piazza Armerina – Nuovi giochi in arrivo per le piazze cittadine, la conferma del sindaco sugli spazi per i bambini

È stata una delle domande più ricorrenti giunte in redazione negli ultimi giorni, segnale inequivocabile di quanto il tema stia a cuore alla cittadinanza: che fine hanno fatto i giochi per i bimbi in piazza Boris Giuliano e in piazza Senatore Marescalchi? Per dare una risposta certa ai tanti genitori e nonni in attesa, oggi abbiamo contattato telefonicamente il sindaco Nino Cammarata che ha fugato ogni dubbio confermando l’avvenuto acquisto delle nuove attrazioni ludiche. L’amministrazione, come spiegato dal primo cittadino, aveva l’obiettivo di rendere fruibili le aree già per le festività appena trascorse, un desiderio che si è scontrato con la realtà dei trasporti e delle forniture. «Ho cercato di ottenere che fossero montati almeno prima di Natale ma purtroppo per problemi logistici non è stato possibile» ha precisato il sindaco, assicurando tuttavia che l’installazione avverrà ormai nei prossimi giorni.

Luoghi di ritrovo fondamentali per la comunità

L’attenzione così alta verso la riattivazione di questi spazi non è casuale ma riflette l’importanza che la “villetta” e l’area della stazione rivestono nella quotidianità di tante famiglie piazzesi. Si tratta di punti di riferimento essenziali dove i più piccoli possono correre liberi e dove si costruiscono i ricordi di pomeriggi spensierati tra nonni e nipoti. Proprio per questo motivo le sollecitazioni giunte ai nostri canali sono state numerose e puntuali, evidenziando la necessità di restituire al più presto alla collettività queste aree attrezzate affinché tornino a essere teatro di giochi e serenità per i nostri concittadini più giovani.

Nella foto: p.zza Sen. Marescalchi dove sono stati smontati i vecchi giochi per fare posto, tra qualche giorno, a quelli nuovi acquistati dal comune.

Indennità di giunta, il 2026 si apre con lo scontro tra il consigliere Arena e il sindaco Cammarata

Se qualcuno sperava che il cambio di calendario portasse un po’ di serenità nel dibattito politico locale, dovrà ricredersi in fretta. Il clima rissoso che ci siamo lasciati alle spalle nel 2025 sembra aver varcato la soglia del nuovo anno senza perdere un grammo della sua intensità. Il 2026 inizia infatti con le polveri già accese su un tema sempre scivoloso e capace di infiammare gli animi: i costi della politica. Al centro del ring ci sono le indennità degli amministratori, argomento che ha innescato un botta e risposta al vetriolo tra il consigliere del Partito Democratico, Andrea Arena, e il sindaco Nino Cammarata.

La stoccata dell’opposizione sulle priorità di bilancio

A sollevare il caso è stato Andrea Arena, che non usa mezzi termini per criticare le scelte della Giunta. Il consigliere dem punta il dito sulla tempistica della delibera, approvata proprio il 31 dicembre. Arena evidenzia una forte contraddizione politica: da un lato la celerità nell’adeguare i compensi, dall’altro il ritardo nell’approvazione del bilancio di previsione 2026, una mancanza che ha costretto l’ente all’esercizio provvisorio. Ma è sui numeri che l’opposizione affonda il colpo. Contrariamente alla narrazione secondo cui i costi sarebbero coperti interamente da fondi esterni, Arena sventola i documenti contabili. I dati indicherebbero che, su un fabbisogno di circa 53 mila euro per l’adeguamento 2025, il contributo regionale copre solo 17 mila euro, lasciando al bilancio comunale un carico di oltre 35 mila euro. Per l’esponente del PD, queste risorse proprie dell’ente avrebbero potuto trovare destinazioni più utili alla comunità, come la manutenzione delle scuole, citando a modello le passate amministrazioni che operavano tagli alle indennità pur di finanziare i servizi essenziali.

Cammarata respinge le accuse e parla di strumentalizzazione

La replica di Nino Cammarata non si è fatta attendere e ha toni altrettanto decisi. Il primo cittadino rispedisce al mittente le critiche, definendole false e diffamatorie. Secondo il sindaco, la variazione degli importi non è frutto di un capriccio o di una scelta discrezionale dell’amministrazione, bensì l’atto dovuto di applicazione di una normativa nazionale, recepita dalla Regione Siciliana già nel 2023. Cammarata tiene a precisare che la cifra di 53 mila euro citata dall’opposizione rischia di essere fuorviante se letta come un aumento del suo compenso personale. L’adeguamento riguarda infatti, a cascata, tutte le cariche istituzionali, inclusi gli assessori e la presidenza del consiglio, mentre la sua indennità mensile si attesta sui 3 mila euro. A riprova della correttezza del proprio operato, il sindaco ricorda di aver rinunciato ad altri emolumenti legittimi, come la tredicesima mensilità e l’indennità di presidenza ATI. Per l’amministrazione, questa polemica appare come un attacco strumentale, studiato appositamente per gettare ombre sui risultati concreti ottenuti, come la recente apertura del nuovo asilo nido.

Piazza Armerina, nuova linfa per la cultura: in arrivo oltre 12mila euro di libri per la Biblioteca comunale

La cultura e la promozione della lettura tornano prepotentemente al centro dell’agenda amministrativa della città dei mosaici. Per gli amanti dei libri e per gli studenti che quotidianamente frequentano gli spazi dell’ex Collegio dei Gesuiti,, arrivano ottime notizie: la Biblioteca comunale “A. e R. Roccella” si prepara infatti ad accogliere un significativo arricchimento del proprio catalogo. Il Settore Turismo e Beni Culturali ha formalmente avviato l’iter per l’acquisto di nuovi volumi, impegnando una somma complessiva di 12.286,99 euro. Non si tratta di una semplice operazione di routine, ma di una scelta strategica mirata a qualificare l’offerta culturale rivolta alla cittadinanza: l’obiettivo è quello di garantire un aggiornamento costante dei titoli disponibili, spaziando tra generi diversi per soddisfare le esigenze di un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo. Un catalogo moderno e curato rappresenta, infatti, il cuore pulsante di ogni biblioteca pubblica che ambisca a essere un punto di riferimento sociale oltre che educativo.

Fondi ministeriali per il rilancio del servizio

L’operazione è stata resa possibile grazie alla capacità dell’Ente di intercettare specifiche linee di finanziamento statali. Le risorse impiegate provengono infatti direttamente dal Ministero della Cultura, nell’ambito delle misure urgenti a sostegno del settore, assegnate tramite decreto della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali. Questa iniezione di liquidità, definita come una prima tranche per l’anno 2025, si inserisce in un quadro più ampio di potenziamento dei servizi bibliotecari e di promozione della circolazione del libro. L’amministrazione ha proceduto con celerità all’impegno di spesa per rispettare le tempistiche imposte dal bando e assicurare che questi fondi si trasformino in tempi brevi in scaffali più ricchi e in nuove opportunità di lettura per tutti i cittadini di Piazza Armerina.

 

Piazza Armerina, oltre 50mila euro per l’inclusione scolastica: potenziati i servizi Asacom

Il Comune di Piazza Armerina compie un ulteriore passo in avanti nel percorso di integrazione e supporto alle fasce più fragili della popolazione scolastica. L’amministrazione, attraverso il Terzo Settore Politiche Sociali, ha infatti formalizzato l’accertamento e l’impegno di una somma pari a 50.885,83 euro, risorse provenienti dal Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità istituito dal Ministero competente. Questo stanziamento, frutto di un decreto interministeriale dell’ottobre 2025, è specificamente destinato ai Comuni per potenziare i servizi essenziali durante l’anno 2025, garantendo così continuità e qualità nell’assistenza agli studenti che necessitano di maggiore supporto.

Assistenza garantita per 94 alunni delle scuole cittadine

L’intervento finanziario si traduce in un aiuto concreto per le famiglie e per il sistema educativo locale, andando a coprire il potenziamento dei servizi di assistenza all’autonomia e alla comunicazione (Asacom). I beneficiari diretti di questa misura sono ben 94 alunni con disabilità inseriti nei percorsi di studio della città. Le risorse copriranno le necessità degli studenti frequentanti la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, assicurando loro il diritto allo studio e una piena partecipazione alla vita didattica e sociale all’interno delle aule.

 

“Befana sugli sci” a Piazza Armerina, scatta lo stop alle auto in piazza Sen. Marescalchi per l’Epifania

L’Epifania a Piazza Armerina si tinge di festa con l’iniziativa “Befana sugli sci”, organizzata dal comitato del Quartiere Castellina. Per permettere lo svolgimento della manifestazione in piena sicurezza e garantire l’incolumità pubblica, l’amministrazione comunale ha accolto la richiesta degli organizzatori, supportata da una relazione tecnica, disponendo specifiche modifiche alla circolazione stradale nel cuore dell’evento. La decisione mira a liberare l’area dai veicoli per trasformarla in uno spazio dedicato esclusivamente ai cittadini e alle celebrazioni previste per la chiusura delle festività natalizie.

Divieti di transito e sosta: i dettagli dell’ordinanza

Le limitazioni entreranno in vigore nel pomeriggio di martedì 6 gennaio 2026. Nello specifico, dalle ore 18:00 alle ore 21:00, sarà attivo il divieto assoluto di transito veicolare e di sosta con rimozione forzata in Piazza Senatore Marescalchi. Il tratto interessato dall’interdizione è quello compreso tra l’intersezione con via Nino Bixio e via Generale Muscarà. La Polizia Locale vigilerà sul rispetto del provvedimento e, in caso di particolari necessità o emergenze, avrà la facoltà di istituire ulteriori divieti momentanei o sensi unici alternati per gestire al meglio i flussi di traffico.

 

Piazza Armerina, telecamere sempre accese: affidata la manutenzione della videosorveglianza per il 2026

A Piazza Armerina la tutela dell’ordine pubblico passa inevitabilmente attraverso la piena efficienza del sistema di videosorveglianza cittadino, strumento essenziale che supporta quotidianamente le attività delle forze dell’ordine sul territorio. Per scongiurare interruzioni di questo servizio e garantire un monitoraggio costante, l’amministrazione comunale ha deciso di affidare la manutenzione dell’intera rete impiantistica fino al 31 dicembre 2026. L’obiettivo è assicurare interventi preventivi e riparazioni tempestive in caso di guasti, mantenendo gli occhi elettronici della città sempre vigili e funzionali alla protezione della comunità.

Risorse dalle multe per finanziare l’intervento

L’incarico è stato assegnato, tramite trattativa diretta sul Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione, all’impresa specializzata Schillaci Simone srl. L’operazione, che prevede un importo presunto complessivo di 17.500 euro oltre Iva per l’annualità, trova la sua copertura finanziaria in una precisa logica di reinvestimento: le risorse necessarie saranno infatti attinte dai proventi derivanti dalle sanzioni amministrative per le violazioni al Codice della Strada5. In questo modo, le entrate generate dal controllo della viabilità vengono restituite ai cittadini sotto forma di maggiore sicurezza e decoro urbano.

 

Piazza Armerina si prepara a salutare il nuovo anno. I locali della movida pronti ad accogliere i “viandanti” di fine anno

C’è un’atmosfera particolare che si respira nelle ore che precedono il Capodanno. È quel misto di attesa, nostalgia per l’anno che se ne va e l’elettricità di ciò che deve ancora venire. A Piazza Armerina, questa sensazione si trasforma in un formicolio di preparativi. Mentre le case si riempiono del profumo del cenone tradizionale, fuori, tra i vicoli e le piazze, l’aria si fa frizzante. Piazza Armerina non è solo un gioiello di storia, ma per questa notte diventa il porto sicuro, il centro di gravità per tanti giovani e meno giovani che, da tutta la provincia di Enna, scelgono di darsi appuntamento qui per salutare il 2026..

Il cuore pulsante di piazza Giuliano: tra l’Ottantasette e il Ritrovo

Quando i calici si saranno svuotati dell’ultimo sorso di spumante tra le mura domestiche, la festa si sposterà all’aperto, dove il freddo della notte siciliana viene sconfitto dal calore umano. Il fulcro di questo movimento sarà, come da tradizione, la zona della movida e, in particolare, Piazza G.B. Giuliano. Qui, le saracinesche non si abbassano, anzi: si alzano per accogliere l’entusiasmo di chi vuole ballare, ridere e ricominciare.

Tra i locali che si preparano alla grande maratona notturna, spiccano nomi che sono ormai punti di riferimento per il divertimento locale. LOttantasette, che non chiuderà i battenti per 24 ore, e il Ritrovo che aprirà alla mezzanotte come altri locali della zona, con i loro staff pronti a gestire il flusso gioioso della folla, saranno i motori di questa notte. Non sono semplici bar, ma veri e propri catalizzatori di energia dove ci si scambia il primo abbraccio dell’anno nuovo, spesso con perfetti sconosciuti, uniti dalla voglia di guardare al futuro con ottimismo.

Festeggiare con il cuore, ma anche con la testa

Tuttavia, il divertimento più bello è quello che non lascia amarezze il mattino dopo. Come redazione, e come persone che amano questa terra, ci sentiamo di fare un appello accorato alla prudenza. La voglia di fare festa è sacrosanta, ma non deve mai farci dimenticare il valore della vita. Se avete bevuto un brindisi di troppo, passate le chiavi a un amico sobrio o aspettate che l’effetto svanisca prima di mettervi al volante. Le strade che collegano i nostri comuni sono preziose vene del territorio, ma sanno essere insidiose se affrontate con leggerezza.

Un occhio vigile per una notte serena

Per garantire che la festa resti tale e che Piazza Armerina possa godersi il suo ruolo di capitale del divertimento provinciale in totale tranquillità, sarà costante la presenza delle forze dell’ordine. Polizia, Carabinieri e Polizia Municipale vigileranno sui punti nevralgici, non per limitare la gioia, ma per proteggerla. Sapere che c’è qualcuno che veglia su di noi mentre brindiamo ci permette di vivere queste ore con una serenità maggiore.

Che sia un Capodanno di musica, sorrisi e sogni che iniziano a germogliare. Piazza Armerina è pronta a dare il meglio di sé, e noi con lei. Buon 2026

La Redazione di StartNews

Piazza Armerina, pronto il piano alienazioni 2026: il Comune mette in vendita immobili e terreni

L’amministrazione comunale di Piazza Armerina ha definito la strategia di gestione del proprio patrimonio immobiliare per il prossimo anno. La Giunta, guidata dal sindaco Nino Cammarata, ha approvato il Piano di Alienazione e Valorizzazione dei beni immobili per l’esercizio 2026. Si tratta di un passaggio amministrativo fondamentale, imposto dalla normativa, che obbliga gli enti locali a effettuare una ricognizione dei propri averi per individuare quali strutture non siano più strumentali alle funzioni istituzionali e possano, dunque, essere vendute o valorizzate diversamente. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato eliminare i costi di manutenzione per strutture che rendono poco e sono di difficile gestione, dall’altro reperire risorse fresche da destinare a nuovi investimenti pubblici.

I “pezzi pregiati” del patrimonio in vendita

Scorrendo l’elenco approvato dall’esecutivo, spiccano alcune proprietà di valore rilevante che potrebbero attrarre l’interesse di investitori privati. Il bene dal valore di stima più alto è il complesso dell’ex scuola agraria in contrada Bellia: si tratta di un fabbricato con annessa area di pertinenza, diviso tra capannoni e strutture su più livelli, per il quale è stato fissato un prezzo base di 340.990 euro. Altro capitolo importante è rappresentato dall’edilizia residenziale: il Comune ha inserito nel piano di vendita due appartamenti situati in via Piave, al civico 12. Rispettivamente al settimo e all’ottavo piano, queste unità abitative hanno una valutazione di mercato che si aggira intorno ai 100.000 euro ciascuna.

Locali e depositi nel centro storico

Oltre alle grandi strutture, il piano prevede la dismissione di diverse unità immobiliari di dimensioni più contenute, dislocate principalmente nel tessuto urbano storico. Tra queste figurano locali deposito e vani terranei in via Santa Chiara, con prezzi che oscillano tra i 12.000 e gli 81.000 euro per l’ex consultorio familiare. In elenco anche immobili in via Cagni e i locali sottostanti la villetta di Piazza Castello in via Vittorio Emanuele, valutati poco più di 24.000 euro. La logica che muove queste alienazioni è legata alla scarsa valorizzazione attuale di questi beni, che spesso rappresentano per l’ente più un onere che una risorsa.

La gestione dei beni a reddito

Non tutto il patrimonio disponibile finirà sul mercato. Il documento approvato dalla Giunta fotografa anche la situazione dei beni che l’ente mantiene a reddito tramite locazione. Tra gli immobili che continuano a garantire entrate alle casse comunali figurano sedi istituzionali e commerciali di rilievo, come l’edificio di via Gabriele D’Annunzio che ospita la Caserma dei Carabinieri, la succursale delle Poste in via Crescimanno e l’ex mattatoio di contrada Belli. Questo piano, completo del parere dei revisori, sarà ora allegato al bilancio di previsione 2026 per il passaggio definitivo in Consiglio Comunale.

 

Un atto d’amore per la Sicilia: Carmelo Tumino chiude la sua trilogia con “La preghiera nascosta

C’è qualcosa di profondamente commovente nel vedere un cerchio che si chiude, specialmente quando quel cerchio racchiude intere generazioni, sacrifici, profumi di terra e sogni di gloria. È con questa sensazione di compiutezza e, lasciatemelo dire, con un pizzico di dolce malinconia, che accogliamo l’uscita di “La preghiera nascosta” (Nulla Die Edizioni).

Con questo romanzo, Carmelo Tumino mette il punto finale alla sua trilogia “Una vita: tante storie”. Non è solo un libro che arriva in libreria; è l’ultimo tassello di un mosaico che ha raccontato una Sicilia vera, quella che ha sudato nei campi e che poi, piano piano, ha alzato la testa verso le luci della modernità.

Quando il mondo contadino incontra il futuro

Dopo averci fatto affezionare alle figure di Massaro Nanè e Don Fofò nei volumi precedenti, Tumino ci prende per mano e ci porta via dai campi arsi dal sole per condurci nel dopoguerra. È un momento storico che sentiamo ancora vibrare nella nostra pelle: il passaggio epocale da un mondo agricolo, fatto di silenzi e ritmi lenti, al frastuono vitale del progresso.

In queste pagine non c’è solo la cronaca di un cambiamento, ma il battito cardiaco di chi quel cambiamento l’ha vissuto. L’autore riesce a dipingere quella terra di mezzo dove i sogni nuovi si scontrano con le vecchie certezze, creando quel mix di speranza e nostalgia che tutti, almeno una volta, abbiamo provato pensando ai racconti dei nostri nonni.

Le vite di Pasquale, Giorgio e Laura Francesca

Al centro della scena troviamo i discendenti di quella stirpe che abbiamo imparato ad amare. Pasquale, Giorgio e Laura Francesca non sono semplici personaggi di carta: sono specchi in cui riflettersi. Le loro vicende personali si intrecciano con la “grande storia”: le lotte studentesche che infiammavano gli animi, il boom economico che prometteva benessere a tutti.

Eppure, mentre il mondo corre veloce, sullo sfondo rimangono immobili i valori di una volta. È qui che la scrittura di Tumino diventa magistrale: nel mostrarci come, nonostante il rumore della modernità, la fede nel lavoro e nella famiglia resti come un’ancora salda. È, appunto, quella “preghiera nascosta” che dà il titolo al libro: non un grido, ma un sussurro ostinato che continua a parlarci da dentro.

L’autore e la memoria

Carmelo Tumino, classe 1947, ragusano, non è “solo” uno scrittore. Matematico, preside, uomo politico che ha seduto all’Assemblea Regionale Siciliana, porta nella sua scrittura la complessità di chi ha vissuto tante vite in una. Ma è nella narrativa che sembra aver trovato la chiave per custodire l’anima della sua terra.

Con la prefazione di Francesco Licitra, questo libro è più di un romanzo: è un atto d’amore. È un invito a non dimenticare da dove veniamo, mentre corriamo verso dove stiamo andando. Per chi ama la Sicilia, per chi ama le storie di famiglia e per chi crede che il passato non sia mai davvero passato, questa è una lettura che scalda il cuore.

Piazza Armerina, trionfano i concerti letterari: standing ovation per Crifò al museo

Non è solo una questione di numeri, anche se vedere una sala stracolma fa sempre un certo effetto. È l’atmosfera che si respira in questi giorni a Piazza Armerina a fare la differenza. Il Museo del Libro Antico, solitamente tempio silenzioso del sapere, si è trasformato in un palcoscenico vibrante, accogliendo il pubblico con un’energia nuova. L’ultimo successo in ordine di tempo è la standing ovation riservata a Elio Crifò e alla sua performance teatral-musicale “Sicilitudini tra terra e cielo”. Uno spettacolo che ha saputo toccare le corde giuste, mescolando la narrazione con le note dell’Orchestra a Plettro di Taormina, diretta magistralmente da Antonino Pellitteri, e chiudendo in bellezza con un ballo in perfetto stile Gattopardo.

Un omaggio al genio siciliano tra musica e parole

L’evento di ieri non è stato un caso isolato, ma la conferma di un format che piace. Come ha spiegato lo stesso Elio Crifò, lo spettacolo è nato come un tributo al “genio siciliano”, celebrando i grandi letterati e le melodie che raccontano la nostra isola. La risposta del pubblico è stata immediata ed entusiasta, dimostrando che la fame di cultura, quando ben confezionata, è più viva che mai. Questo mix di musica e teatro, coordinato dalla cooperativa Le Baccanti, si inserisce in un progetto ben più ampio di valorizzazione del patrimonio librario e artistico della città, trasformando gli spazi espositivi in luoghi di incontro dinamici.

Il museo cambia pelle: verso un centro multimediale

L’assessore alla Cultura, Ettore Messina, ha voluto sottolineare l’importanza strategica di queste iniziative. L’obiettivo, sostenuto da un bando del Ministero della Cultura, è ambizioso: mutare il volto del Museo del Libro Antico. Non più solo un contenitore per i suoi cinquantamila volumi – di cui cinquemila di inestimabile valore – ma un vero e proprio centro multimediale dove i linguaggi artistici si incrociano. Una visione che guarda lontano, con un’animazione culturale prevista fino all’agosto del 2026. E per la prossima primavera, Crifò anticipa già delle visite guidate teatralizzate, pensate per catturare i visitatori attraverso l’emozione prima ancora che con le nozioni.

Città in fermento tra mostre d’arte e il grande albero di Natale

Mentre il museo vive questa nuova giovinezza, l’intera Piazza Armerina si gode un periodo di festa particolarmente vivace. Le strade si sono riempite di visitatori, molti dei quali siciliani, attirati da un’offerta turistica variegata. C’è chi viene per ammirare l’albero di Natale più alto d’Italia e chi per perdersi tra i presepi meccanizzati o le mostre d’arte di alto profilo. Spicca l’esposizione a Palazzo Trigona “Da Picasso ad Andy Warhol”, che mette in mostra ceramiche di maestri come Chagall, Mirò e Dalì, visitabile gratuitamente fino all’Epifania.

I prossimi appuntamenti in calendario

La maratona culturale non si ferma. Dopo le esibizioni dei giorni scorsi, il programma prosegue serrato. Oggi tocca al pianista Rosario Di Leo incantare la platea, mentre domani sarà la volta di un sentito omaggio a Mia Martini, diretto dal maestro Paolo Li Rosi. Il calendario degli eventi natalizi e di inizio anno promette ancora scintille, con appuntamenti che spaziano dalla musica d’autore agli spettacoli itineranti, confermando Piazza Armerina come un polo culturale di riferimento per l’entroterra siciliano.

Agenda degli eventi

Ecco un riepilogo dei principali appuntamenti ancora in programma per chi volesse vivere la magia della città nei prossimi giorni:

  • 30 dicembre, ore 18: Concerto letterario “Omaggio a Mia Martini” al Museo del Libro Antico.

  • 2 gennaio, dalle ore 19: Spettacolo itinerante “La notte del fuoco”, da via Garibaldi al teatro.

  • 3 gennaio, ore 18: Concerto letterario con la cantautrice Erica Mou.

  • 6 gennaio, ore 19: Concerto a cura di Palermo Classica a Palazzo Trigona.

  • Fino al 6 gennaio: Mostra “Da Picasso ad Andy Warhol” a Palazzo Trigona.

  • Fino al 10 gennaio: Mostra “Il gioco della vita, il mistero degli scacchi” alla Pinacoteca comunale.

Prevenzione della violenza: 77 ammonimenti a Piazza Armerina. Quando lo Stato arriva prima della paura

C’è un numero che in questi giorni risuona forte a Piazza Armerina, un numero che a prima vista potrebbe sembrare freddo, ma che se lo ascolti bene ha il battito accelerato di chi ha avuto paura e, finalmente, ha potuto tirare un sospiro di sollievo. Parlo dei 77 ammonimenti emessi nel 2025 dal Questore in questo distretto. Da donna questo dato mi colpisce al cuore. Perché dietro ognuno di quei 77 provvedimenti non c’è una pratica d’ufficio polverosa, ma c’è una donna che ha smesso di tremare ogni volta che sentiva girare la chiave nella toppa.

Non è solo burocrazia, è salvezza

Spesso ci chiediamo: “Ma le istituzioni dove sono?”. Ecco, in questo caso la risposta è chiara. L’ammonimento è uno strumento potente proprio perché non aspetta che scorra il sangue. È come se lo Stato si mettesse in mezzo, tra la vittima e il persecutore, dicendo un fermo “No”. Non è una condanna penale (quella ha i suoi tempi, spesso lunghi), ma è una misura di prevenzione. È un cartellino giallo alzato in faccia a chi sta iniziando a perseguitare, minacciare o controllare ossessivamente la propria compagna o ex. Il messaggio è semplice e diretto: “Ti stiamo osservando. Se fai un altro passo falso, non serve nemmeno che lei ti denunci di nuovo: procediamo noi d’ufficio e le pene saranno severissime”. Sapere che questo strumento viene usato così tanto ci fa sentire meno sole.

Il risveglio di una comunità

Ma perché proprio a Piazza Armerina un numero così alto? Potremmo pensare che la situazione lì sia peggiore che altrove, ma credo che la verità sia un’altra, molto più positiva.

Questi 77 ammonimenti ci dicono che la fiducia sta vincendo sulla rassegnazione.

  • Il coraggio di parlare: Significa che le donne di Piazza Armerina stanno trovando la forza di varcare la soglia del Commissariato.

  • Ascolto attivo: Significa che dall’altra parte della scrivania non trovano indifferenza, ma agenti preparati, capaci di cogliere i segnali (i cosiddetti “reati spia”) e di agire subito, applicando il Codice Rosso e le nuove norme.

Una rete che protegge davvero

Guardando a quanto accade in tutta la provincia di Enna, si percepisce un cambio di passo. La strategia della Questura per il 2025 è stata chiara: intervenire prima. Intervenire nella fase “precriminale”, quella in cui la violenza è ancora “solo” (si fa per dire) psicologica o verbale. È un lavoro di squadra prezioso, fatto spesso in silenzio insieme ai centri antiviolenza e ai servizi sociali. Leggere di questi 77 interventi mi dà speranza. Significa che 77 spirali di violenza sono state spezzate. Significa che a Piazza Armerina la prevenzione non è una parola vuota da convegno, ma una realtà che sta salvando vite e restituendo serenità. E di questi tempi, scusate se è poco, è una notizia bellissima.

Serena Costa per StartNews

Sanità, potenziate le cure palliative a Piazza Armerina: l’Asp attiva due nuovi posti in hospice

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna compie un passo significativo verso il potenziamento della sanità locale, attivando due nuovi posti letto presso l’Hospice dell’ospedale di Piazza Armerina. Questa operazione non si limita a essere un mero aggiornamento statistico o un ampliamento strutturale, ma rappresenta un gesto concreto di solidarietà verso le famiglie e i pazienti che attraversano il momento più fragile della loro esistenza. La rete delle cure palliative si allarga per offrire un supporto che va oltre la medicina tradizionale, abbracciando una visione in cui la prossimità e l’attenzione umana diventano strumenti terapeutici fondamentali. L’assunzione di un nuovo medico specializzato conferma la volontà dell’ASP di investire non solo in spazi, ma soprattutto in competenze dedicate.

Oltre la terapia clinica

L’apertura di questi spazi segna un cambio di rotta culturale per la sanità ennese. Come sottolineato dalla Direzione Strategica, l’Hospice non è concepito come un luogo di rassegnazione, bensì come un ambiente protetto dove la qualità della vita resta la priorità assoluta fino all’ultimo istante. La struttura accoglierà pazienti oncologici e non, affetti da patologie progressive in fase avanzata, per i quali le cure finalizzate alla guarigione non sono più efficaci e l’assistenza domiciliare non basta più. L’obiettivo è chiaro: garantire che nessuno resti indietro o si senta abbandonato nel dolore, offrendo un sostegno che coinvolge l’intero nucleo familiare, spesso messo a dura prova dal carico emotivo e assistenziale.

Progetti futuri e cura della persona

La visione dell’Azienda Sanitaria guarda avanti con progetti che mirano a restituire normalità e dignità ai degenti. Non si tratterà solo di somministrare farmaci, ma di prendersi cura della persona nella sua interezza. Sono in cantiere collaborazioni con psicologi, assistenti sociali e associazioni di volontariato per introdurre servizi che potrebbero sembrare accessori, ma che sono vitali per il morale: cura dell’immagine, acconciatura, manicure e servizi di estetica. Si tratta di piccoli gesti quotidiani che, in un contesto di sofferenza, assumono un valore inestimabile, ricordando al paziente che è ancora una persona degna di attenzione e bellezza.

Le regole per l’accesso e i prossimi sviluppi

Per garantire equità e trasparenza, l’accesso ai nuovi posti letto sarà regolato in modo rigoroso. Non ci saranno trasferimenti automatici dai reparti ospedalieri: ogni ricovero dovrà essere valutato preventivamente dall’Unità Valutativa Palliativa, sia che la richiesta parta dal domicilio sia dalle unità operative. Verrà istituita una lista d’attesa basata su criteri clinici oggettivi e sul reale bisogno assistenziale. Questo è solo l’inizio di un percorso più ampio, infatti i lavori per un ulteriore aumento dei posti letto sono già in fase avanzata e dovrebbero concludersi entro la metà di gennaio. L’ASP ha avviato una verifica complessiva dei bisogni di salute del territorio per adeguare progressivamente l’offerta, confermando che curare significa accompagnare l’essere umano anche quando la guarigione non è più possibile.

Al cineteatro Garibaldi di Piazza Armerina “Buen Camino”. Checco Zalone torna sul grande schermo

L’attesa è finalmente terminata. A distanza di anni dall’ultimo successo, Luca Medici, in arte Checco Zalone, prepara il suo grande ritorno sul grande schermo proprio per il giorno di Natale. La pellicola, intitolata Buen Camino, segna una tappa fondamentale nella carriera del comico pugliese: la ricostituzione dello storico sodalizio artistico con il regista Gennaro Nunziante. Dopo aver dominato i botteghini del passato con record difficilmente eguagliabili, il duo punta nuovamente a conquistare il pubblico italiano con una commedia che promette di mescolare la risata grassa alla riflessione agrodolce, in perfetto stile “zaloniano”. La data da cerchiare in rosso sul calendario è il 25 dicembre, quando le sale di tutta la penisola accoglieranno quello che si preannuncia come il vero evento cinematografico delle festività.

La trama contrappone il materialismo più becero alla ricerca interiore in un road movie atipico

Al centro della narrazione troviamo un Checco inedito, o forse esasperato nelle sue caratteristiche più note: interpreta un ricchissimo ereditiere di un impero industriale, un uomo viziato che misura la felicità in cilindrate e conti in banca. La sua “gabbia dorata”, fatta di ville in Sardegna e feste esclusive, crolla improvvisamente quando la figlia adolescente, Cristal – nome scelto non a caso in onore del celebre champagne – decide di far perdere le sue tracce. La ragazza, stanca della superficialità paterna, intraprende il Cammino di Santiago alla ricerca di un senso più profondo dell’esistenza. Il padre, costretto dalle circostanze e da un orgoglio ferito, si lancia al suo inseguimento: prima a bordo di una rombante Ferrari, poi costretto a “scendere” al livello dei comuni mortali, misurandosi con la polvere, la fatica e gli ostelli condivisi.

Il comico pugliese punta il dito contro i nuovi ricchi e le contraddizioni del buonismo contemporaneo

Buen Camino non si limita a essere una sequenza di gag, ma ambisce a costruire un vero e proprio romanzo di formazione in chiave comica. La pellicola esplora con ferocia il contrasto tra due mondi inconciliabili: quello dell’opulenza cafona, che crede di poter comprare tutto, e quello della spiritualità, talvolta sincera e talvolta modaiola. Zalone e Nunziante non risparmiano nessuno: nel mirino finiscono tanto l’ipocrisia dei benpensanti quanto la vacuità di chi vive per apparire. Il viaggio fisico verso Santiago de Compostela diventa così la metafora di un percorso interiore necessario, dove il protagonista dovrà spogliarsi, letteralmente e metaforicamente, delle sue sovrastrutture per riscoprire il valore della paternità e delle relazioni umane autentiche.

Un cast variegato per una scommessa ambiziosa

Accanto al protagonista spiccano volti nuovi e icone note per arricchire la narrazione corale

La produzione, targata Indiana e distribuita da Medusa, ha voluto circondare il mattatore pugliese di un cast funzionale alla storia. Spicca la presenza della giovane Letizia Arnò nel ruolo della figlia ribelle, capace di tenere testa all’esuberanza scenica di Zalone, e di Beatriz Arjona, che interpreta una compagna di viaggio fondamentale per l’evoluzione del protagonista. Non manca la partecipazione di Martina Colombari, che aggiunge un tocco di glamour al parterre degli interpreti. Le aspettative sono altissime: il mercato cinematografico, reduce da stagioni altalenanti, guarda a questa uscita come a una boccata d’ossigeno vitale per l’intera filiera. Se la formula magica di Zalone funzionerà ancora, lo diranno solo i numeri, ma le premesse per un nuovo fenomeno di costume ci sono tutte.

Lucia Sansone per StartNews

Il bilancio di Piazza Armerina tra urgenze e polemiche: la risposta dell’assessore Capizzi

L’assessore al Bilancio del Comune di Piazza Armerina, Giuseppe Capizzi, ha preso fermamente posizione in risposta alle recenti critiche sollevate dai consiglieri di opposizione riguardo all’approvazione del Bilancio di previsione 2025 e del Documento Unico di Programmazione (DUP) 2026-2028. Secondo Capizzi, la corsa per portare questi atti in aula entro il 31 dicembre non è stata dettata da questioni puramente tecniche, ma dalla stringente necessità di sanare gli effetti di quelle che definisce «scelte scellerate da parte dei consiglieri dell’opposizione». L’esponente della giunta ha spiegato che la bocciatura di alcune variazioni d’urgenza aveva bloccato il pagamento di fornitori e lavoratori che hanno regolarmente prestato servizio per l’ente. Grazie all’approvazione del bilancio avvenuta il 19 dicembre, l’amministrazione potrà inoltre   completare gli atti propedeutici per l’assegnazione degli accessori al salario entro la fine dell’anno ai dipendenti comunali.

Una visione strategica per il futuro della città

Oltre alle scadenze immediate, l’assessore ha sottolineato come il vero cuore della programmazione sia il bilancio 2026, su cui gli uffici e l’amministrazione sono già al lavoro da settimane. Questo strumento finanziario punta a fornire risposte concrete alle fasce deboli, alle scuole, alle infrastrutture e alla manutenzione stradale. Capizzi ha rispedito al mittente le critiche sugli emendamenti presentati dall’opposizione, sostenendo che tali proposte non avrebbero garantito fondi immediatamente spendibili per le emergenze di gennaio, come invece reso possibile dalla manovra attuale, che permetterà di investire circa 20.000 euro già nei primi giorni del nuovo anno.

Il progetto del nuovo stadio e la polemica politica

Un punto centrale del dibattito resta il mutuo per la realizzazione del nuovo stadio, un’opera definita di «importanza strategica» sia per il valore sociale dello sport per i bambini sia per l’impatto economico di un investimento da 4 milioni di euro. L’assessore ha chiarito che l’ente è perfettamente in grado di sostenere il mutuo, sottolineando che gli interessi sono pari a zero e che la rata prevista è inferiore a quanto il Comune ha pagato finora per debiti pregressi derivanti da passate amministrazioni. Infine, Capizzi ha rivolto un duro attacco personale ai consiglieri di minoranza, accusandoli di non aver votato contro il bilancio solo per timore di essere decaduti dalla carica: «Dite chiaramente che siete dei piccoli politici attaccati solamente alla vostra poltrona».

Cambio al vertice della casa circondariale di Piazza Armerina: Scrivano subentra a Puglisi

Un importante avvicendamento ha segnato i vertici della sicurezza penitenziaria nella provincia di Enna, ridefinendo gli assetti di comando delle strutture locali. Dal 19 dicembre, il Commissario Capo Alfredo Scrivano ha assunto ufficialmente il Comando della Casa Circondariale di Piazza Armerina. Il nuovo dirigente raccoglie il testimone da Salvatore Puglisi, che lascia la struttura della città dei mosaici dopo oltre un decennio di servizio ininterrotto per ricoprire un incarico di livello superiore presso il capoluogo. Si apre così un nuovo capitolo per l’istituto piazzese, affidato ora a una figura che vanta un percorso professionale costruito partendo dalla “gavetta” e arricchito da una solida formazione accademica.

Dalla gavetta al comando: il profilo di Scrivano

Il percorso del neo comandante Alfredo Scrivano rappresenta un esempio di crescita interna all’Amministrazione, caratterizzato da una conoscenza diretta delle dinamiche operative. Arruolatosi come Agente nel 2004 e formatosi alla Scuola di Cairo Montenotte, ha prestato servizio inizialmente a Porto Azzurro, sull’Isola d’Elba. La sua ascesa professionale prosegue nel 2013 con il superamento del concorso per Ispettore, ruolo che lo porta a operare prima a Caltagirone e successivamente alla Casa di Reclusione di San Cataldo. La svolta dirigenziale arriva nel 2023 quando, vincendo il concorso per funzionari, frequenta il corso biennale presso la Scuola Superiore dell’Esecuzione Penale di Roma, conseguendo un master di II livello in “Tutela della Sicurezza e Garanzia dei Diritti nell’esecuzione della pena”. Nel corso della sua ventennale carriera, Scrivano ha maturato esperienze significative anche presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a Roma e il Provveditorato Regionale di Palermo.

L’eredità di Puglisi e il nuovo incarico provinciale

Contestualmente all’insediamento del nuovo vertice, si registra il trasferimento del Dirigente Salvatore Puglisi al Nucleo Provinciale Traduzioni e Piantonamenti (NPTP) di Enna. Puglisi, laureato in giurisprudenza e abilitato alla professione forense, lascia Piazza Armerina dopo averla guidata dalla fine del 2014 al 2025, periodo durante il quale ha coordinato delicate operazioni di polizia giudiziaria ottenendo anche una lode dipartimentale. La sua gestione è stata caratterizzata da un forte senso del dovere, in particolare durante la fase critica della pandemia nell’aprile 2020, quando fu chiamato a dirigere anche la struttura di Enna colpita dall’emergenza sanitaria. Dopo aver retto il comando di entrambi gli istituti della provincia nei primi mesi del 2025, Puglisi si occuperà ora della complessa logistica dei trasferimenti dei detenuti su tutto il territorio nazionale.

La musica che cura: il Liceo Colajanni porta note di speranza all’ospedale Chiello di Piazza Armerina

Le corsie di un ospedale sono luoghi dove il silenzio è spesso rotto solo dai passi frettolosi del personale o dalle attese cariche di apprensione. Ma lo scorso 17 dicembre, all’Ospedale Michele Chiello di Piazza Armerina, l’atmosfera ha vibrato di un’energia diversa, calda e avvolgente. Le note del coro e dell’orchestra del Liceo Musicale “N. Colajanni” di Enna hanno invaso la struttura, trasformando per qualche ora un luogo di cura in un teatro di emozioni. L’iniziativa non è stata un semplice concerto, ma un gesto di profonda civiltà e vicinanza, un abbraccio sonoro rivolto ai pazienti e agli operatori sanitari in occasione delle festività natalizie.

Una rete regionale di note e impegno

L’evento si inserisce in un quadro molto più ampio che vede la scuola siciliana protagonista attiva nel tessuto sociale. Il concerto è stato infatti promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale in stretta collaborazione con l’Assessorato alla Sanità della Regione Siciliana, coinvolgendo la Rete Regionale dei Licei Musicali. Durante tutto il mese di dicembre, una staffetta ideale ha percorso l’isola: ogni liceo musicale ha adottato una struttura ospedaliera del proprio territorio, portando la bellezza dell’arte lì dove c’è più bisogno di conforto. È la dimostrazione plastica di come l’istruzione non si limiti alle mura scolastiche ma sappia farsi servizio e presenza viva nella comunità.

La squadra del Colajanni in prima linea

Per la tappa di Piazza Armerina, l’istituto ennese guidato dalla dirigente Maria Silvia Messina ha messo in campo le sue migliori energie. È stato un lavoro di squadra imponente che ha visto protagonisti i docenti di musica d’insieme e strumento. Un ringraziamento particolare va al gruppo di professori che ha reso possibile l’esecuzione: da Gianmario Baleno a Luigi Bevilacqua, passando per Francesca Bongiovanni, Alessandro Borgia, Samuele Cascino, Pietro D’Amico, Anna Di Marco e la referente Giovanna Fussone. E ancora Katia Giuffrida, Vincenzo Indovino, Josè Mobilia, Fabiola Piccione e Giusy Terrana. A supporto dell’inclusione e dell’organizzazione tecnica, prezioso è stato il contributo della docente di sostegno Martina Scialfa, dell’assistente alla comunicazione Ilaria Lo Presti e dell’assistente tecnico Gaetano Libertino.

Il benessere emotivo come parte della terapia

Il valore dell’iniziativa è stato rimarcato con forza dalla dott.ssa Mara Politi, direttore medico del Presidio Ospedaliero, che ha accolto con entusiasmo la proposta avallata dal Direttore Generale Mario Zappia. «La musica negli ospedali serve a ridurre lo stress, il dolore e l’ansia dei pazienti, migliorando il benessere emotivo e facilitando i percorsi terapeutici» ha affermato la dottoressa Politi. Parole che confermano come la cura della persona passi anche attraverso la cura dello spirito. In un momento storico in cui la sanità ha bisogno di sentire la vicinanza dei cittadini, la scuola ha risposto “presente”, regalando un momento di leggerezza e umanità che resterà impresso nella memoria di chi lo ha vissuto.

Mercato settimanale a Piazza Armerina: cambia il calendario per agevolare lo shopping natalizio

Il Natale porta con sé una riorganizzazione dei ritmi cittadini per permettere a tutti di vivere le feste con maggiore serenità. A Piazza Armerina l’amministrazione comunale ha deciso di anticipare lo svolgimento del mercato settimanale in vista delle celebrazioni di fine anno. Questa modifica al calendario ordinario nasce dalla volontà di facilitare gli acquisti dei cittadini e garantire una migliore gestione della viabilità durante i giorni più caldi delle festività. Per rendere possibile tutto questo è stato necessario predisporre specifiche limitazioni al traffico e alla sosta nelle aree solitamente occupate dagli ambulanti.

I giorni e gli orari da ricordare

Le date cerchiate in rosso sul calendario sono due lunedì consecutivi. Il mercato si svolgerà infatti in anticipo nelle giornate del 22 dicembre 2025 e del 29 dicembre 2025. In queste due occasioni scatterà il divieto di sosta con rimozione forzata per tutti i veicoli non autorizzati. La fascia oraria in cui vigeranno i divieti è estesa e va dalle ore 06:00 del mattino fino alle ore 15:00. Rispettare questi orari è fondamentale per evitare sanzioni e permettere agli operatori di allestire e dismettere le bancarelle in sicurezza.

Le strade interessate dalle limitazioni

Il provvedimento firmato dal Comandante della Polizia Locale individua con precisione le zone dove non sarà possibile parcheggiare. Le aree interessate dal divieto di sosta con rimozione forzata sono Piazza Falcone e Borsellino, Via Intorcetta e Via Caltanissetta. Queste strade dovranno rimanere libere da ostacoli per garantire non solo lo svolgimento delle attività commerciali ma anche la pubblica e privata incolumità di cittadini e visitatori.

Piazza Armerina – Nuovo stadio comunale: il progetto riparte tra speranze e stoccate all’opposizione

La procedura di finanziamento per questa opera strategica sarebbe già potuta essere avviata da tempo se l’opposizione all’amministrazione non avesse bloccato il tutto. In nome di un ostruzionismo che pare travalicare i normali aspetti del confronto politico, è stato infatti impedito il tentativo di partecipare al precedente bando. Un rallentamento che lascia l’amaro in bocca, poiché ha sottratto tempo prezioso allo sviluppo delle infrastrutture cittadine. Oggi ci troviamo a parlare di un progetto che avrebbe potuto essere già in una fase avanzata di concretizzazione, ma che deve invece rincorrere il tempo perduto a causa di logiche di palazzo che poco hanno a che fare con il bene comune.

La presentazione tecnica e il coinvolgimento del territorio

Nonostante gli ostacoli passati, l’amministrazione non si è fermata e ha guardato avanti. Il sindaco ha presentato ufficialmente il progetto del nuovo stadio comunale, affiancato dal progettista, l’ingegnere Vicari, e da una nutrita rappresentanza delle società sportive del territorio. La presenza dei club locali non è un dettaglio secondario. Testimonia la volontà di condividere un percorso con chi quelle strutture le vive quotidianamente, trasformando un disegno tecnico in una risposta concreta alle esigenze di atleti e famiglie. Si tratta di un passo decisivo verso la modernizzazione dell’impiantistica sportiva locale, un settore che necessita di risposte adeguate ai tempi correnti.

Una visione oltre l’opera pubblica

Nelle parole del primo cittadino emerge chiaramente come l’opera non sia da intendersi come una semplice colata di cemento o una mera riqualificazione edilizia. C’è una visione più ampia che abbraccia il tessuto sociale della città. Il sindaco ha infatti dichiarato: «Uno stadio non è solo un’opera pubblica. È sport, aggregazione, opportunità». Queste parole sottolineano come l’infrastruttura sia concepita come un vero e proprio volano per la crescita sociale, «un investimento che genera ricadute immediate e guarda al futuro dei nostri giovani». L’obiettivo è dare sostegno concreto a quel mondo fatto di associazioni, volontari, appassionati e imprenditori che ogni giorno, con fatica e dedizione, tengono viva la comunità sportiva.

La finestra di marzo e la sostenibilità economica

Ora la tabella di marcia si fa stringente e non sono ammessi ulteriori passi falsi o esitazioni. A marzo si aprirà l’ultima finestra utile per accedere ai fondi dell’Istituto per il Credito Sportivo. Il sindaco è stato categorico su questo punto, definendola «un’occasione che non possiamo perdere». Il tema economico, spesso usato come spauracchio, viene qui ribaltato in una prospettiva di crescita. Secondo l’amministrazione, accendere un mutuo sostenibile non significa contrarre un debito fine a se stesso, ma operare «un investimento per il futuro». La sostenibilità dell’operazione è dunque il cardine su cui poggia l’intera manovra finanziaria, pensata per non gravare in modo improduttivo sulle casse comunali.

L’appello al coraggio e alla responsabilità

La chiusura dell’intervento del sindaco ha il sapore di un appello accorato alla responsabilità di tutte le forze in campo. «Ora serve coraggio», ha affermato il primo cittadino, invitando esplicitamente ad andare oltre «ideologie e polemiche sterili». Il messaggio è diretto e non lascia spazio a interpretazioni ambigue: quando in gioco c’è lo sviluppo della città e il futuro dei ragazzi, le bandiere di partito dovrebbero essere ammainate. La speranza è che questa volta l’interesse collettivo prevalga sulle tattiche d’aula, permettendo alla città di dotarsi finalmente di uno stadio degno delle sue ambizioni e dei suoi giovani atleti

Un piccolo Neo: Alla presentazione del progetto chiamata impropriamente “conferenza stampa” gli organizzatori dell’ufficio tecnico hanno dimenticato di convocare proprio la stampa.

Piazza Armerina – Al Da Vinci si é parlato della dipendenza dal gioco d’azzardo

L’auditorium dell’Istituto d’Istruzione Superiore Leonardo Da Vinci di Piazza Armerina ha ospitato l’evento conclusivo di GAM_ing OVER, un percorso di informazione e sensibilizzazione sul gioco d’azzardo patologico. Promossi dall’Unità Operativa Complessa Dipendenze Patologiche dell’Asp di Enna, i progetti hanno attraversato un biennio intenso, portando psicologi ed educatori professionali in ogni istituto scolastico di primo e secondo grado del territorio. L’obiettivo non era solo informare, ma costruire una barriera culturale contro una minaccia che spesso si muove silenziosa tra i banchi di scuola e i dispositivi digitali dei ragazzi.

La creatività degli studenti premiata durante l’incontro

Uno dei momenti più significativi della giornata ha riguardato la premiazione delle classi che hanno saputo tradurre i concetti appresi in immagini e messaggi concreti. Gli studenti del Leonardo Da Vinci, dopo aver partecipato agli incontri di psicoeducazione, si sono messi in gioco realizzando loghi e prodotti multimediali che raccontano i rischi delle dipendenze comportamentali. Vedere i giovani interpretare con spirito critico il fenomeno del gioco d’azzardo patologico rappresenta la prova tangibile che la prevenzione, quando parla il linguaggio della partecipazione, riesce a fare breccia nella consapevolezza dei ragazzi.

L’importanza della rete tra istituzioni e territorio

Il successo dell’iniziativa poggia su una sinergia profonda tra le diverse anime della comunità. La dottoressa Carmela Murè, direttore dell’UOC Dipendenze Patologiche dell’Asp di Enna, ha sottolineato come questo traguardo sia il frutto di un lavoro corale: «Giornate come queste sono il risultato di un intenso lavoro d’equipe che sta cercando di scardinare il fenomeno del gioco d’azzardo nel nostro territorio e si impegna giorno dopo giorno a creare una rete tra i servizi dell’Asp, gli Enti Locali e gli Istituti Scolastici con lo scopo comune di prevenire l’insorgenza della dipendenza, fino alla cura e al trattamento attraverso i servizi per dipendenze presenti nel territorio».

Il sostegno del Comune di Piazza Armerina

All’evento non è mancato il supporto dell’amministrazione comunale, che ha concesso il patrocinio alla manifestazione. L’assessore Concetto Arancio, intervenuto durante i lavori, ha evidenziato quanto sia vitale mantenere alta l’attenzione su queste tematiche. Secondo l’assessore, appuntamenti di questo tipo sono indispensabili per monitorare costantemente la situazione sociale e per individuare, insieme agli esperti, le strategie e i mezzi più efficaci per sconfiggere le dipendenze che minano il futuro delle nuove generazioni.

[video] La Fiamma Olimpica a Piazza Armerina accolta dai tamburi del Palio dei Normanni in piazza Cattedrale

Piazza Armerina, la biblioteca storica si trasforma in palcoscenico: al via la rassegna natalizia tra musica e teatro

La storica Biblioteca Comunale di Piazza Armerina si prepara a cambiare volto. In occasione delle festività natalizie, questo “magnifico contenitore culturale”, impreziosito da affreschi e architetture di pregio, non sarà più soltanto un luogo di silenzio e studio, ma diventerà una vibrante location per concerti letterari e rappresentazioni sceniche. L’iniziativa, annunciata dall’assessore al Turismo Ettore Messina e resa possibile grazie a uno specifico finanziamento del Ministero della Cultura, mira a valorizzare il patrimonio architettonico cittadino trasformandolo in un teatro attivo, capace di ospitare un dialogo inedito tra le arti performative e la letteratura.

L’inaugurazione della kermesse

Il sipario sulla rassegna si alzerà ufficialmente oggi, lunedì 15 dicembre, alle ore 18:00. L’evento inaugurale è stato concepito come un momento di incontro con la cittadinanza per svelare i dettagli dell’intero programma natalizio. La serata non si limiterà tuttavia alla sola presentazione istituzionale: il pubblico presente in sala potrà assistere alla prima performance della stagione, il concerto di Martina Mattiani. Sarà lei ad aprire le danze di un calendario che promette di fondere le atmosfere intime del teatro con l’energia della musica dal vivo.

L’attesa per Pierdavide Carone e la contaminazione artistica

Uno degli appuntamenti più attesi è fissato per il 21 dicembre, data che vedrà protagonista Pierdavide Carone. Il cantautore, noto al grande pubblico per la sua partecipazione al talent Amici, le presenze al Festival di Sanremo e il profondo legame artistico con Lucio Dalla — di cui è considerato uno degli eredi spirituali — porterà la sua musica tra le navate della biblioteca. La sua esibizione non sarà un semplice concerto, ma un evento ibrido impreziosito da un momento teatrale curato da Gisella Calì, a conferma della natura multidisciplinare dell’intero progetto.

Un cartellone tra tradizione e cantautorato

La direzione artistica ha puntato su un’offerta variegata che spazia tra generi e stili differenti. Oltre ai nomi già citati, il programma prevede l’esibizione dell’Orchestra a plettro di Taormina con la partecipazione di Elio Crifò, garantendo un tuffo nella tradizione strumentale siciliana e non solo. Spazio anche all’ironia e alla creatività di Davide di Rosolini e alla presenza di Erica Mou. A chiudere il cerchio delle emozioni, la rassegna ospiterà un sentito omaggio alla indimenticata Mia Martini, orchestrato dal maestro Paolo Li Rosi e dalla sua scuola, per celebrare una delle voci più intense della musica italiana in un contesto di rara bellezza.

In questa cornice d’eccezione, la biblioteca riafferma il suo ruolo centrale nella vita sociale della città, dimostrando come i luoghi della cultura possano evolversi per accogliere nuove forme di espressione e aggregazione.

Martina Mattiani: quando il pianoforte diventa voce e racconto interiore

Martina Mattiani

Martina Mattiani

A inaugurare il ciclo dei concerti letterari questa sera, nella suggestiva cornice della Biblioteca Comunale, sarà il talento cristallino di Martina Mattiani. Ventiquattro anni e una vita interamente dedicata alle sette note, Mattiani porta in scena non solo una performance tecnica, ma un’esperienza emotiva profonda, frutto di un rapporto con la musica che lei stessa definisce il suo “linguaggio naturale” fin dall’infanzia.

Il suo percorso artistico poggia su basi accademiche solide: laureatasi in pianoforte appena un anno fa, considera questo strumento il suo imprescindibile “punto di partenza e di ritorno”. Tuttavia, la sua identità musicale non si lascia confinare nel solo virtuosismo classico. Nel corso degli anni, l’artista ha ampliato i propri orizzonti attraverso lo studio del canto e l’esplorazione di altri strumenti, arricchendo così la sua capacità interpretativa e la sua tavolozza sonora.

L’evoluzione più recente di Martina Mattiani guarda con decisione al cantautorato e alla composizione. I suoi brani originali nascono da un’urgenza comunicativa autentica, dal desiderio di raccontarsi “senza filtri” e di dare forma sonora alle emozioni che abitano il suo vissuto. Per la giovane musicista, ogni composizione rappresenta uno “spazio di verità”, un territorio in cui la tecnica rigorosa si fonde con l’istinto puro, trasformando la musica in identità e presenza scenica.

Questa sera, subito dopo la presentazione del programma natalizio, il pubblico avrà l’opportunità di ascoltare dal vivo questa sintesi tra rigore pianistico e sincerità cantautorale.

Piazza Armerina – “Un albero per la vita”: una mattinata all’insegna della speranza e dell’ambiente organizzata dall’UCIIM. Le foto

Si è rinnovato ieri mattina, nella storica cornice del Giardino Garibaldi, il tradizionale appuntamento con la vita e la speranza promosso dalla sezione locale dell’UCIIM. Sotto la guida della presidente Marianna La Malfa e con il supporto operativo degli uomini del Corpo Forestale, è stata messa a dimora una conifera destinata a crescere insieme ai bambini che nasceranno a Piazza Armerina durante il 2025. Una cerimonia toccante che ha visto la partecipazione sentita delle istituzioni e, soprattutto, di una folta rappresentanza degli studenti delle scuole cittadine, testimoni diretti di un passaggio di consegne ideale tra le generazioni nel segno del rispetto per la natura. A seguire proponiamo il servizio fotografico che documenta i momenti più belli dell’evento.

Piazza Armerina – La valorizzazione del Borgo San Giacomo. Intervista alla prof.ssa Lucia Giunta

A nord di Piazza Armerina, tra ciò che rimane di un’antica trazzera medievale e le infrastrutture moderne che hanno cancellato un intero insediamento, sorge la piccola chiesa trecentesca di San Giacomo. È tutto ciò che resta del Borgo San Giacomo, un nucleo abitato medievale un tempo centrale nei percorsi devozionali dell’isola. Oggi quel borgo sta rinascendo grazie all’impegno dell’Associazione del Borgo di San Giacomo, guidata dalla Prof.ssa Lucia Giunta, che non solo sta recuperando l’identità storica del luogo, ma è anche gestore e promotore ufficiale del Cammino di San Giacomo in Sicilia, l’unico riconosciuto sull’isola.  Abbiamo intervistato la presidente per capire come una storia sopita per secoli stia riemergendo con nuova forza.

Professoressa Giunta, molte persone non sanno nemmeno che esistesse questo borgo. Come nasce la volontà di riportarlo alla luce?

Lucia Giunta. È nato tutto dalla sensazione che stessimo ignorando una parte essenziale della storia della nostra città. Il Borgo San Giacomo, oggi invisibile, era un nodo vitale del territorio medievale. Quando ci siamo resi conto che l’unica testimonianza rimasta — la chiesa trecentesca — stava cadendo nell’oblio, abbiamo capito che dovevamo intervenire. Da quel momento è iniziato un lavoro che è diventato una vera missione.

 Oggi la chiesa del Borgo San Giacomo ha un ruolo attivo nel Cammino di San Giacomo in Sicilia. Cosa rappresenta questo per voi?

Giunta. È un risultato straordinario. La chiesa non è solo un simbolo storico: è una tappa viva, indispensabile e tra le più suggestive del Cammino di San Giacomo in Sicilia, che la nostra associazione gestisce e promuove ufficialmente.
Abbiamo voluto che la chiesa tornasse a essere ciò che era nel Medioevo: un luogo di accoglienza, di sosta, di incontro. Oggi i pellegrini entrano, timbrano la credenziale, ricevono accoglienza e fanno esperienza del silenzio e della storia che questo luogo custodisce.

 Cosa significa, concretamente, essere gestori del Cammino di San Giacomo in Sicilia?

Giunta. Significa coordinare la rete dei territori, curare la segnaletica, dialogare con i Comuni, formare i volontari, accogliere i pellegrini. Ma soprattutto significa custodire e valorizzare la memoria del percorso storico, che attraversa borghi, chiese jacopee, trazzere medievali.
È un impegno serio, riconosciuto a livello regionale e nazionale, e il Borgo San Giacomo è il cuore pulsante di questo progetto.

 Da storica e da presidente, come descriverebbe l’importanza medievale del borgo?

Giunta. Nel 1308 la chiesa di San Giacomo era parte di una rete di sette chiese jacopee in Sicilia. Qui operavano gli Ordini di San Giacomo d’Altopascio e San Giacomo della Spada, che gestivano hospitalia per pellegrini: un patrimonio immenso. Piazza Armerina aveva un ruolo centrale nei cammini che univano l’entroterra al mare. Il borgo era un punto di passaggio, di cura e di protezione.

 Oggi il borgo sta rinascendo. Qual è stato il momento decisivo?

Giunta. Quando abbiamo capito che i pellegrini erano pronti a tornare. Abbiamo riaperto la chiesa, ripulito il sito, ricostruito la narrazione storica e inserito ufficialmente il borgo nel Cammino. E poi è arrivato il finanziamento del Ministero del Turismo, che ci permetterà di trasformarla in una Hospitalia con 12 posti letto. È come rimettere in vita la funzione originaria del luogo.

 Quindi la chiesa diventerà un punto di accoglienza permanente?

Giunta. Esattamente. Sarà una struttura semplice ma significativa: un vero rifugio per chi percorre il Cammino. Sarà un luogo dove riposare, pregare, riflettere. E soprattutto, sarà un ponte tra passato e futuro: ciò che l’hospitalia medievale era per i pellegrini del Trecento, lo sarà la nostra per i camminatori di oggi.

 Come immagina il futuro del Borgo San Giacomo e del Cammino?

Giunta. Li immagino legati, inscindibili. Il borgo tornerà a essere un punto di riferimento culturale e spirituale; il Cammino continuerà a crescere, a portare persone, a generare comunità. È un progetto che unisce identità, turismo lento, ricerca storica e spiritualità. Il Borgo San Giacomo non è più un vuoto sulla mappa: è una presenza viva

Se dovesse sintetizzare il lavoro dell’associazione?

Giunta. Direi che stiamo costruendo un futuro fedelissimo al passato. Abbiamo ridato voce a un borgo scomparso e guidiamo un cammino che da secoli accompagna chi cerca senso, silenzio e bellezza.

Monsignor Michele Pennisi a Piazza Armerina per la presentazione del libro e di un video su Papa Luciani

Sabato scorso la comunità di Piazza Armerina ha riabbracciato Monsignor Michele Pennisi, tornato in città per un appuntamento culturale e religioso di rilievo. L’arcivescovo emerito di Monreale, che ha guidato la diocesi armerina dal 2002 al 2013, è intervenuto presso la chiesa di Sant’Antonio di Padova. L’occasione è stata la presentazione dell’opera di Francesco Paolo Orlando dedicata alla figura di Albino Luciani, passato alla storia come «il Papa del sorriso».

Un legame mai interrotto con la città

L’evento ha permesso di approfondire il profilo umano e spirituale di Giovanni Paolo I attraverso il libro e il video realizzati dall’autore. Monsignor Pennisi ha offerto un contributo lucido e puntuale, arricchendo il dibattito con riflessioni storiche e pastorali. La sua presenza ha confermato ancora una volta il solido rapporto con la cittadinanza, che continua ad apprezzarne la capacità comunicativa e la vicinanza dimostrata negli anni del suo episcopato verso le fasce più deboli della popolazione.

Piazza Armerina, la magia del Natale risuona nella chiesa di Sant’Antonio con il concerto delle corali

Piazza Armerina si appresta a vivere una serata di grande suggestione con il “Concerto di Natale” che, domenica 14 dicembre alle ore 19:00, animerà la Chiesa di Sant’Antonio di Padova. L’evento vedrà l’unione artistica della Corale Polifonica Armerina e della Corale Santa Cecilia di Mazzarino, guidate dalla direzione artistica dei maestri Gianluca Furnari e Giuliana Consiglio. Ad impreziosire le esecuzioni vocali saranno i pianisti Salvatore Mastrosimone e Moreno Storia, in un appuntamento promosso dal presidente Riccardo Di Maria e accolto dal parroco Don Filippo Salamone, che punta a celebrare le festività attraverso la bellezza della musica polifonica e la condivisione tra comunità diverse.

Piazza Armerina, un Natale di cultura tra concerti letterari e mostre d’arte

Piazza Armerina si prepara a vivere un periodo natalizio diverso dal solito, dove la tradizione delle feste si intreccia saldamente con la valorizzazione del patrimonio storico. Dal 15 dicembre al 3 gennaio, il Museo del Libro Antico diventerà il cuore pulsante di una rassegna innovativa finanziata dal bando “Piccoli Musei” del Ministero della Cultura. Non si tratterà di semplici presentazioni, ma di una vera e propria fusione tra narrazione e performance musicale che punta a trasformare gli spazi espositivi in un luogo di incontro vivo e vibrante. A fare da cornice a questo ricco programma ci sarà l’intera città, dalla Villa Romana del Casale fino al centro storico, animata da luminarie d’autore e grandi eventi espositivi.

Un patrimonio da cinquantamila volumi

Al centro dell’attenzione c’è la riqualificazione della storica Biblioteca, che si avvia a diventare un moderno centro multimediale. Una trasformazione strategica illustrata dall’assessore alla Cultura, Ettore Messina, che punta a lanciare un’animazione culturale di lungo respiro destinata a protrarsi fino all’agosto del 2026. Il patrimonio è di quelli che fanno tremare i polsi agli appassionati: oltre cinquantamila volumi custoditi, tra cui cinquemila pezzi di inestimabile valore storico come incunaboli, cinquecentine e miniature. Un tesoro che include opere fondamentali, dagli scritti di Prospero Intorcetta alla Genetica di Filippo Arena, e che ora si apre al pubblico con una nuova veste accessibile e coinvolgente.

Musica e parole: i protagonisti della rassegna

Il cartellone degli eventi, coordinato dalla cooperativa Le Baccanti, propone nomi di rilievo del panorama artistico nazionale. Si spazia dal cantautorato raffinato di Pierdavide Carone, che il 21 dicembre dialogherà con interventi letterari, alla performance tra terra e cielo di Elio Crifò con l’Orchestra a Plettro di Taormina prevista per il 28 dicembre. Non mancheranno omaggi a grandi voci come Mia Martini e la chiusura affidata, il 3 gennaio, alla sensibilità artistica di Erica Mou. Si tratta di “concerti letterari” pensati per creare un ponte emotivo tra le antiche carte del museo e la sensibilità contemporanea, offrendo al pubblico un’esperienza culturale a tutto tondo.

Scacchi e arte per un messaggio di pace

Tra le iniziative di spicco figura anche la mostra “Il gioco della vita, il mistero degli scacchi”, curata da Alessia Montani e Andrea Casella presso la Pinacoteca comunale. L’esposizione, visitabile fino al 10 gennaio, non è solo un omaggio al “nobile gioco” ma veicola un messaggio profondo. «Non tutti sanno che gli scacchi nascono proprio per evitare le guerre», ha spiegato la curatrice Montani, sottolineando come la strategia ragionata debba sostituire il conflitto. Un messaggio di pace che ben si sposa con lo spirito natalizio e che vedrà la biblioteca trasformarsi in un’arena dove grandi e piccini potranno sfidarsi alla scacchiera.

Luci, record e grandi mostre

Oltre alla cultura libraria, Piazza Armerina punta a stupire visitatori e turisti con attrazioni di forte impatto visivo. In Piazza Cattedrale svetterà quello che viene annunciato come l’albero di Natale più alto d’Italia, una struttura imponente di 60 metri. L’offerta si completa con il passaggio della Fiamma Olimpica, il presepe meccanizzato più grande dell’entroterra siciliano e una serie di appuntamenti di rilievo internazionale, come la mostra “Da Picasso ad Andy Warhol” a Palazzo Trigona. Anche la Villa Romana del Casale sarà protagonista con una nuova illuminazione artistica e concerti di pianoforte, confermando la volontà dell’amministrazione di mettere in rete tutte le eccellenze del territorio per un’offerta turistica integrata e di qualità.

(L’immagine si riferisce al libro di Prospero Intorcetta. I principi di Confucio tradotti in latino)

📅 Fino al 10 Gen

Mostra “Il gioco della vita, il mistero degli scacchi”

📅 14 Dicembre
🕔 17:00

Inaugurazione illuminazione artistica e concerto piano

📅 15 Dicembre
🕔 18:00

Presentazione Concerti Letterari con Martina Mattiani

📅 17-23 Dic

Letture e animazioni “La casa di Babbo Natale”

📅 18 Dicembre
🕔 17:00

Inaugurazione mostra “Da Picasso ad Andy Warhol”

📅 21 Dicembre
🕔 18:00

Concerto Pierdavide Carone e Gisella Calì

📅 22 Dicembre
🕔 19:30

Spettacolo “Sogno di Natale” (per famiglie)

📅 23 Dicembre
🕔 18:00

Terza edizione “Natale in folk”

📅 27 Dicembre
🕔 18:00

Concerto letterario con Davide Di Rosolini

📅 28 Dicembre
🕔 18:00

Performance “Sicilitudini” con Elio Crifò

📅 30 Dicembre
🕔 18:00

Concerto letterario “Omaggio a Mia Martini”

📅 2 Gennaio
🕔 19:00

Spettacolo itinerante “La notte del fuoco”

📅 3 Gennaio
🕔 18:00

Concerto letterario con Erica Mou

📅 6 Gennaio
🕔 19:00

Concerto a cura di Palermo Classica

📅 10 Gennaio
🕔 19:00

Recital di bandoneon e pianoforte

Piazza Armerina – Plesso Canali, cuore pulsante del quartiere tra solidarietà e riqualificazione

L’atmosfera che si respira al plesso scolastico Canali è quella di una comunità che ha deciso di scommettere sul proprio futuro, trasformando un edificio scolastico in un vero e proprio presidio di legalità e solidarietà. L’iniziativa natalizia promossa quest’anno non è stata solo una semplice raccolta di beni, ma il simbolo di una rinascita che vede protagonisti gli insegnanti, le famiglie e l’amministrazione comunale. La maestra Carla Crescimanno, figura centrale del progetto, non nasconde l’emozione per i risultati raggiunti grazie al supporto della dirigente Vilma Piazza e della vice Stefania Cincotta. La docente sottolinea come questo plesso lo senta “suo” e il sogno è quello di vederlo letteralmente volare alto.

La generosità delle famiglie e il supporto ai bisognosi

Il cuore dell’evento è stato una raccolta alimentare generosa, destinata a portare un sorriso nelle case di chi attraversa momenti difficili. I pacchi dono, preparati con cura, saranno consegnati alla chiesa di Santa Lucia, retta dai padri di Sant’Idria, per essere poi distribuiti alle famiglie indigenti del territorio. La risposta dei residenti è stata sorprendente, confermando come il quartiere Canali, spesso considerato periferico, sia in realtà capace di grandi slanci di altruismo. La maestra Crescimanno evidenzia con orgoglio anche la crescita numerica degli iscritti, passati dai sette degli anni scorsi ai quindici attuali, segno tangibile che le famiglie stanno tornando a credere in questa istituzione.

Un presidio strategico per il territorio

La valenza del plesso Canali va ben oltre l’aspetto puramente didattico, come sottolineato dalla consigliera comunale Roberta Orlando. La struttura rappresenta un punto nevralgico situato in un luogo strategico, fondamentale non solo per i residenti del quartiere ma anche per le zone limitrofe come lo Scarante o la contrada Alba di Barrafranca. La scuola diventa così il fulcro del rapporto tra istituzione e famiglia, un luogo dove si costruiscono le basi della convivenza civile. L’amministrazione comunale ha recepito questo segnale, garantendo un supporto concreto non solo in termini di presenza ma anche di interventi strutturali mirati alla valorizzazione dell’edificio.

Investimenti e servizi per l’infanzia

CAPIZZI GIUSEPPE 2

Ass. Giuseppe Capizzi

Sul fronte degli interventi pubblici, l’assessore alle Politiche Sociali Giuseppe Capizzi, ha posto l’accento sulla progettualità messa in campo per il plesso. L’edificio ospita un mix di servizi educativi fondamentali, dalla scuola dell’infanzia alla Sezione Primavera, fino all’Asilo Nido Comunale situato al secondo piano. Proprio sul nido sono stati fatti investimenti significativi che hanno permesso di ampliare la disponibilità dei posti, passati da circa sessanta a quasi cento, azzerando di fatto le liste d’attesa. Questa espansione risponde a una precisa volontà politica di sostegno alle famiglie e in particolare alle madri lavoratrici.

Una politica concreta per le donne

L’evoluzione del servizio nido al Canali rappresenta un cambio di passo importante per le politiche sociali cittadine. Come ricordato da Roberta Orlando, in passato l’unico asilo nido comunale si trovava al Monte, mentre oggi la struttura dei Canali offre un servizio essenziale e rinnovato. Una modifica sostanziale al regolamento ha inoltre permesso l’accesso al servizio basandosi non solo sull’ISEE ma anche sulle esigenze lavorative dei genitori. Questa scelta viene definita come una vera “politica per le donne”, pensata per permettere alle madri di conciliare vita professionale e familiare sapendo i propri figli in una struttura sicura e all’avanguardia.

Il sogno di una palestra e nuovi colori

Guardando al futuro, i sogni per il plesso Canali non si fermano. La maestra Crescimanno, che ci tiene a ringraziare il collaboratore Franco Di sano per la grande collaborazione alle sue iniziative,  immagina una scuola sempre più colorata e accogliente, sperando un giorno di poter dotare la struttura anche di una palestra per i bambini che oggi ne sono sprovvisti. L’obiettivo condiviso è quello di continuare a valorizzare questo spazio affinché rimanga un punto di riferimento luminoso e vitale per tutto il quartiere.

(nella foto in alto da sinistra: La consigliera comunale Roberta Orlando e la maestra Carla Crescimanno.)

Piazza Armerina – L’opposizione fa un passo indietro: via libera del consiglio comunale ai pagamenti per il Palio dei Normanni.

Arriva finalmente una boccata d’ossigeno per le associazioni, i professionisti, gli artigiani e le aziende che hanno lavorato all’organizzazione del Palio dei Normanni. La seduta del consiglio comunale svoltasi ieri sera ha segnato un punto di svolta decisivo approvando la delibera di Giunta necessaria a sanare le pendenze economiche. Si tratta di un passaggio fondamentale che consente di sbloccare i fondi ottenuti dall’Ente Parco Archeologico della Villa Romana e di destinarli, come previsto, al saldo delle fatture e delle ricevute presentate dai vari soggetti coinvolti nella manifestazione storica. L’atto approvato permette così di chiudere una fase di incertezza che aveva preoccupato non poco il tessuto economico locale legato all’evento.

Il cambio di rotta dell’opposizione

La vicenda aveva assunto nelle scorse settimane i contorni di un aspro scontro politico. L’opposizione, costituita principalmente dai gruppi di Forza Italia e del Partito Democratico, aveva inizialmente eretto un muro contro la determinazione dell’amministrazione contestando la procedura e facendo leva sulle eccezioni sollevate dai revisori dei conti. Questo braccio di ferro aveva di fatto congelato i pagamenti rischiando di compromettere i rapporti con i fornitori e con la cittadinanza attiva. Tuttavia la pressione dell’opinione pubblica e il dibattito acceso sui social media e sugli organi di informazione sembrano aver giocato un ruolo chiave. Nella seduta di ieri la minoranza ha mostrato un atteggiamento diverso e meno ostruzionistico consentendo all’iter di proseguire verso l’approvazione definitiva. Resta da capire se questo passo indietro sia frutto di una scelta autonoma dei consiglieri o di indicazioni provenienti dai vertici di partito. Dagli atteggiamenti tenuti in aula dai consiglieri di opposizione, sarei propenso a pensare che vi sia stato un forte intervento esterno al consiglio e che qualcuno abbia accettato con un forte mal di pancia ieri sera è stato abbastanza evidente.

Le perplessità sul parere dei revisori

Nonostante il risultato positivo l’approvazione è avvenuta con il parere contrario del collegio dei revisori dei conti. Questo aspetto ha suscitato un acceso dibattito in aula poiché, come confermato dal segretario comunale, Giusy La Morella, in una fase preliminare lo stesso collegio aveva indicato proprio questa strada tecnica per risolvere la questione. Tale apparente contraddizione non è passata inosservata. Il Segretario dell’ente ha stigmatizzato duramente questa diversità di vedute e lo stesso sindaco ha espresso le proprie perplessità riguardo alla linearità del comportamento dell’organo di controllo. Ora, seppur con la probabilità di qualche lieve decurtazione tecnica sugli importi, la macchina amministrativa può procedere ai pagamenti tanto attesi. Resta l’amaro in bocca per un comportamento di alcuni consiglieri comunali che, in nome dello scontro politico, hanno sacrificato una delle regole non scritte più importanti e rispettate in consiglio comunale da sempre: non fare mai pagare ai cittadini il prezzo delle dispute politiche. Si sa comunque che sono comportamenti che non vengono dimenticati quando il cittadino si trasforma in elettore.

Piazza Armerina – Welfare: approvato il piano di zona da un milione di euro. Si rafforza la rete di protezione per le fasce deboli

In un contesto amministrativo spesso segnato da tensioni e complessità burocratiche, arriva una boccata d’ossigeno fondamentale per le politiche sociali del territorio. L’amministrazione comunale di Piazza Armerina, comune capofila del distretto socio-sanitario che comprende anche le municipalità di Aidone, Valguarnera e Pietraperzia, ha ufficializzato l’approvazione del Piano di Zona per il triennio 2022-2024. La manovra sblocca risorse per circa un milione di euro, fondi destinati a ridisegnare e potenziare la rete di assistenza per le fasce più vulnerabili della popolazione.

Una rete di protezione per le fasce deboli

Il via libera al piano rappresenta un passaggio cruciale per la tenuta del tessuto sociale dell’area sud della provincia di Enna. Le risorse stanziate non sono semplici numeri a bilancio, ma si tradurranno in servizi essenziali riattivati o potenziati. Tra le misure principali figura il rifinanziamento del SAD (Servizio di Assistenza Domiciliare), uno strumento indispensabile per garantire cura e dignità ad anziani e persone non autosufficienti direttamente nelle loro abitazioni, alleggerendo il carico sulle famiglie.

Particolare attenzione è stata rivolta al sostegno della disabilità, inclusa quella grave, con interventi mirati a favorire l’inclusione e a fornire supporto concreto nelle attività quotidiane. L’obiettivo dichiarato dai quattro sindaci del distretto è quello di contrastare le nuove e vecchie povertà, offrendo risposte immediate a chi vive in condizioni di fragilità economica o sociale.

Semplificazione burocratica: nasce il Punto Unico di Accesso

Oltre allo stanziamento economico, il nuovo Piano di Zona introduce un’importante novità strutturale volta a snellire il rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione: l’istituzione del Punto Unico di Accesso (PUA). Si tratta di un servizio innovativo che permetterà all’utenza di rivolgersi a un unico sportello comunale per tutte le pratiche e le richieste di natura socio-sanitaria.

Questa centralizzazione mira a eliminare la frammentazione degli uffici, evitando ai cittadini – spesso persone con difficoltà motorie o anziani – di dover pendolare tra diversi dipartimenti per ottenere informazioni o accedere ai servizi. La creazione del PUA segna un cambio di passo verso un welfare non solo più ricco, ma anche più accessibile e “amichevole” nei confronti dell’utente finale.

La sinergia dei sindaci

L’approvazione del piano è il frutto di un lavoro di concertazione politica e tecnica che ha visto seduti allo stesso tavolo i primi cittadini di Piazza Armerina, Aidone, Valguarnera e Pietraperzia. Il Sindaco Nino Cammarata ha sottolineato come questo risultato sia la dimostrazione che, al di là delle appartenenze politiche o delle difficoltà contingenti dei singoli enti, la cooperazione intercomunale resta l’unica strada percorribile per intercettare fondi e garantire standard elevati di assistenza pubblica. Con le risorse ora disponibili, l’attenzione si sposta sulla rapida messa a terra dei progetti, affinché il milione di euro stanziato si trasformi nel più breve tempo possibile in servizi concreti per la comunità.

Caos in Consiglio a Piazza Armerina: scontro tra Segretario e Revisori, l’aula si ferma

È scontro aperto ai vertici della macchina amministrativa della città dei mosaici. Quella che doveva essere una seduta tecnica del Consiglio Comunale si è trasformata in un ring istituzionale, vedendo contrapposti non maggioranza e opposizione, ma le due figure chiave per la legittimità degli atti: il Segretario Generale e il Collegio dei Revisori dei Conti. Al centro della disputa, un parere negativo giunto a sorpresa su un iter burocratico che, stando alla denuncia pubblica, era stato suggerito proprio da chi poi lo ha bocciato.

Il “J’accuse” del Segretario Generale

Il clima si è surriscaldato quando la Dottoressa Giusy La Morella, Segretario Comunale, ha preso la parola rompendo ogni indugio istituzionale. Visibilmente contrariata, la massima garante della legittimità dell’ente ha puntato il dito contro un modus operandi dell’organo di controllo definito sconcertante.

“L’iter da seguire mi è stato suggerito e indicato dal Presidente del Collegio dieci giorni fa”, ha rivelato la Dottoressa La Morella in aula, svelando un retroscena che ha del paradossale. La nota inviata agli uffici e alla Regione, propedeutica alla convalida degli effetti per i debiti fuori bilancio, sarebbe stata redatta seguendo pedissequamente le indicazioni fornite dal Presidente dei Revisori, Dott. Traina. Ricevere un parere negativo su quello stesso percorso ha scatenato la reazione del Segretario: “Siamo su ‘Candid Camera’ o siamo qui per lavorare? Il Collegio ha una funzione collaborativa, ma oggi mi arriva un parere negativo su ciò che loro stessi hanno indicato”.

La politica frena: “Rischio danno erariale”

Lo scontro tecnico ha paralizzato l’assise, spingendo la politica alla massima prudenza. Il consigliere Pafumi è intervenuto chiedendo l’immediata sospensione dei lavori, evidenziando l’impossibilità di votare atti contabili in un quadro di tale incertezza. “Le somme non rendicontate vanno a debito fuori bilancio”, ha ribadito il consigliere, sottolineando come, pur essendoci la volontà politica di sanare le pendenze, non si possa procedere senza la “luce verde” certa dei tecnici.

Il timore, palpabile tra i banchi, è quello di esporre l’ente e i singoli consiglieri a responsabilità per danno erariale, procedendo all’approvazione di bilanci o debiti privi dei necessari pareri favorevoli o basati su procedure contestate.

Un cortocircuito che blocca l’Ente

L’episodio mette a nudo una frattura profonda tra gli organi di garanzia del Comune. Se il Segretario Generale — figura che deve assicurare la correttezza dell’azione amministrativa — entra in rotta di collisione pubblica con i Revisori dei Conti, la paralisi gestionale è dietro l’angolo. La questione tecnica, legata alla sequenza temporale tra approvazione del bilancio e riconoscimento dei debiti, diventa secondaria rispetto alla crisi di fiducia tra le istituzioni. La seduta è stata sospesa nel tentativo di ricucire uno strappo che rischia di compromettere la capacità del Comune di onorare i propri impegni economici con le ditte esterne.

Oggi pomeriggio si replica: alle 18.00 riconvocato il Consiglio Comunale sperando possa esserci una soluzione ad un problema che riguarda cittadini che si sono spesi per il Palio dei Normanni e a cui l’opposizione ha negato il giusto diritto alla ricompensa per il lavoro svolto ad agosto.

Storia della comunità maltese a Piazza Armerina.

Sempre più cittadini maltesi scelgono le campagne di Piazza Armerina per trascorrere la loro vita da pensionati. Oggi questa realtà conta 22 famiglie residenti, ma come spesso accade nei cambiamenti autentici, tutto è iniziato da una persona sola e da un incontro che ha acceso la scintilla giusta.

L’inizio

Era circa dieci anni fa quando Pablo Baldacchino fu tra i primi maltesi a credere davvero in Piazza Armerina come luogo dove ricominciare una nuova fase della vita. Affascinato dalla bellezza della campagna, dalla quiete e dal valore umano del territorio, Baldacchino iniziò a raccontare questa esperienza ai connazionali, aprendo inconsapevolmente la strada a un fenomeno destinato a crescere.

L’incontro con Totò Trumino

Il momento decisivo arrivò con l’incontro con Totò Trumino, figura profondamente radicata nel territorio. Da quel confronto nacque qualcosa di più di una semplice collaborazione: scoppiò la scintilla. Un passaparola sincero, fatto di fiducia, amicizia e amore per la terra, che trasformò un’intuizione personale in una vera e propria scelta collettiva.

La situazione attuale

Oggi, secondo il Censimento delle Famiglie – Piazza Armerina (dicembre 2025), la presenza maltese nelle zone rurali comprende 22 nuclei familiari, distribuiti tra Monte Sambuco, Camemi, Frattulla, Casale, Gatta, Grottacalda, Campazzi, Leano, Mangone-Uccelli, Romaldo e Piazza Vecchia.

Tra le famiglie residenti figurano i Baldacchino, Schiavone, Mifsud, Cachia, Spiteri, Bonello, Galea, Gatt, Schembri, Azzopardi, Tabone, Bonavia-Bonnici, Arpa e altre ancora: cognomi maltesi che ormai fanno parte integrante del paesaggio umano di Piazza Armerina.

Simbolo di una identità culturale

Questo fenomeno racconta molto di dove viviamo: un territorio capace di accogliere, di offrire tempo, spazio e relazioni vere. Le case di campagna, un tempo abbandonate, tornano a vivere; le contrade si ripopolano lentamente; la Sicilia interna si riscopre europea nel senso più autentico del termine.

Quella che era iniziata come una scelta individuale è oggi una piccola comunità che cresce con discrezione, dimostrando che a volte basta una persona, un incontro e una scintilla per cambiare il destino di un luogo.

(nella foto, da sinistra: Pablo Baldacchino e  Totò Trumino )

Piazza Armerina abbraccia la storia: arriva la Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026

L’attesa sta per finire e l’emozione cresce per un evento che legherà indissolubilmente la Città dei Mosaici alla grande storia dello sport internazionale. Il prossimo 16 dicembre, Piazza Armerina diventerà tappa ufficiale del viaggio della Fiamma Olimpica e Paralimpica dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026. Non si tratta di un semplice passaggio, ma di un momento di alta condivisione simbolica che vedrà le strade cittadine trasformarsi nel palcoscenico di una staffetta che unisce l’Italia intera, dal sud alle Alpi. Per garantire che la manifestazione si svolga in una cornice di sicurezza e festa, l’amministrazione comunale ha predisposto un piano straordinario per la viabilità.

Il lungo viaggio della torcia: da Atene a San Siro

Quella luce che illuminerà le strade armerine arriva da lontano e porta con sé il peso di una tradizione millenaria. La fiamma, accesa come da rito nell’antica Olimpia e custodita in una lanterna di sicurezza, ha toccato il suolo italiano lo scorso 4 dicembre all’aeroporto di Fiumicino; a farla sbarcare dal volo charter, nelle vesti di prima tedofora, è stata la straordinaria campionessa di tennis Jasmine Paolini. Il viaggio della staffetta è iniziato ufficialmente a Roma il 6 dicembre, dallo Stadio dei Marmi, dove il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha acceso il primo braciere italiano, passando poi il testimone ad atleti del calibro di Gianmarco Tamberi e Achille Polonara. La destinazione finale è fissata per la sera del 6 febbraio 2026 allo Stadio San Siro di Milano, quando il fuoco sacro accenderà la cerimonia di apertura dei Giochi.

Il percorso nel centro storico armerino

Nel suo transito in terra siciliana, la carovana olimpica attraverserà i luoghi più rappresentativi di Piazza Armerina. Il percorso individuato per il corteo si snoderà attraverso assi viari cruciali: l’ingresso avverrà dalla zona di Via Generale Muscarà (incrocio Via R. Roccella), per poi proseguire verso Piazza Generale Cascino e imboccare Via Luigi Sturzo2. I tedofori risaliranno quindi lungo la centralissima Via Roma e attraverseranno Piazza Garibaldi, per poi percorrere Via Cavour e giungere infine nel cuore spirituale della città, in Piazza Cattedrale

Le modifiche alla viabilità e i divieti

Per consentire il passaggio della Fiamma in totale sicurezza e gestire l’afflusso di spettatori previsto, il Comando di Polizia Locale ha emesso un’ordinanza che modifica temporaneamente la circolazione. Martedì 16 dicembre sarà istituito il divieto di sosta con rimozione forzata dalle ore 9:30 alle ore 13:00 in tutte le vie interessate dal percorso. Inoltre, dalle ore 10:30 alle ore 12:00 – e comunque per il tempo strettamente necessario al passaggio del corteo – vigerà il divieto di transito veicolare. Si tratta di misure indispensabili per tutelare l’incolumità pubblica e privata durante l’evento.

La macchina della sicurezza

L’organizzazione logistica vedrà impegnati diversi attori sul territorio. Il Responsabile della Protezione Civile Comunale coordinerà l’assistenza ai varchi e garantirà il supporto sanitario con la presenza di un’ambulanza lungo il tragitto. La Polizia Locale, oltre a vigilare sul rispetto dei divieti, avrà la facoltà di istituire ulteriori limitazioni o sensi unici momentanei qualora le esigenze di traffico lo richiedessero. La cittadinanza è invitata alla collaborazione per rendere questo passaggio un momento di festa indimenticabile.

Incontro all’Università popolare del tempo libero: Sara Gaynsforth dialoga con Fausto Carmelo Nigrelli

Venerdì 12 novembre alle 17.00 l’università Popolare del Tempo Libero (UPTL) alza il sipario su un incontro speciale e stimolante che vedrà seduti allo stesso tavolo  la rinomata studiosa e opinionista Sara Gaynsforth e il  professore Fausto Carmelo Nigrelli. Un appuntamento da segnare in rosso sull’agenda per tutti coloro che amano il dibattito e la scoperta di nuove prospettive. Si parlerà di politiche abitative. L’incontro sarà ospitato dal Convento di San Pietro in via Gen. Ciancio.

«Negli ultimi anni in Italia sta succedendo qualcosa di paradossale: nelle grandi città e nelle zone turistiche le case costano cifre impossibili per la maggior parte delle persone, mentre molti paesi e città più piccole si stanno svuotando. A Roma si arriva a prezzi assurdi, come 65.000 € al metro quadro, mentre in piccoli borghi con la stessa cifra ci compri un intero appartamento.
Da una parte i residenti delle metropoli vengono spinti sempre più lontano dai centri, sostituiti da B&B, case vacanze e negozi per turisti; dall’altra le aree interne sperano proprio nel turismo per sopravvivere. Due facce della stessa crisi. La giornalista e ricercatrice Sarah Gainsforth spiega come questi fenomeni siano collegati e come stiano trasformando il modo di vivere in Italia.
Autrice di libri fondamentali sul tema e attiva nelle battaglie contro la gentrificazione a Roma, offre una lettura chiara di cosa sta succedendo alle nostre città e ai nostri paesi.»

 Sarah Gainsforth: Ricercatrice, Saggista e Giornalista

Sarah Gainsforth è una ricercatrice indipendente, saggista e giornalista freelance italiana. La sua attività è focalizzata sull’analisi critica delle politiche abitative, delle trasformazioni urbane, del turismo e delle disuguaglianze socio-economiche. Collabora regolarmente con diverse importanti testate giornalistiche nazionali.

 Temi e Ricerca Principale

La sua ricerca si concentra sulle dinamiche del capitalismo che impattano sulla casa e sull’abitare. Un’area di particolare attenzione è la gentrificazione digitale e l’influenza delle piattaforme come Airbnb sulle città, tema centrale di alcuni dei suoi saggi.


📰 Collaborazioni Giornalistiche

Ha collaborato e continua a collaborare con le seguenti testate:

  • Internazionale

  • Il manifesto

  • la Repubblica

  • L’Espresso

  • L’Essenziale


📚 Opere Pubblicate (Saggistica)

Sarah Gainsforth è autrice di diversi libri, tra cui:

Anno Titolo Editore Note/Riconoscimenti
2019 Airbnb città merce DeriveApprodi Finalista al Premio Napoli 2020
2020 Oltre il turismo Eris Edizioni
2022 Abitare Stanca effequ Vincitore del Premio Giulio Angioni 2023
2022 Cameriera Einaudi
2025 L’Italia Senza casa Laterza

Piazza Armerina – La salute in piazza al quartiere Monte: successo per lo screening gratuito

Ieri, domenica 7 dicembre, il quartiere Monte di Piazza Armerina si è trasformato in un ambulatorio a cielo aperto, accogliendo decine di cittadini per una giornata dedicata alla prevenzione medica. L’iniziativa, denominata “La salute per tutti”, rientra tra i progetti finanziati attraverso i fondi della Democrazia Partecipata 2025 messi a disposizione dall’amministrazione comunale la cui destinazione è stata scelta dai cittadini. Non si è trattato di una semplice passerella istituzionale, ma di un servizio concreto che ha portato specialisti e volontari dell’Associazione Nucleo Volontari Protezione Civile e di Piazza Armerina Soccorso direttamente nel cuore del centro storico, offrendo visite ed esami completamente gratuiti a una popolazione che spesso fatica ad accedere con tempestività alle strutture sanitarie tradizionali.

La sinergia tra associazioni e istituzioni

A fare gli onori di casa e a coordinare la complessa macchina organizzativa è stato Filippo Nicotra, vicepresidente dell’Associazione Nucleo Volontari Protezione Civile. Nicotra ha voluto sottolineare l’importanza del lavoro di squadra, ringraziando l’amministrazione per i fondi concessi e il quartiere Monte Mira per l’ospitalità logistica. Un ringraziamento particolare è andato all’ufficio comunale di Protezione Civile e al suo dirigente, il dott. Mauro Mirci, presente alla manifestazione per testimoniare la vicinanza delle istituzioni a queste attività di presidio territoriale. La giornata è stata resa possibile grazie alla collaborazione stretta con altre realtà del terzo settore, come la IHS (Italian Help System) e l’associazione “Un battito e un respiro”.

Il valore salvavita della prevenzione cardiologica

Il cuore dell’attività sanitaria è stato illustrato dal dottor Francesco Raimondi, cardiologo della IHS. Il medico ha spiegato come l’obiettivo non sia solo la prevenzione primaria, ma anche quella terziaria, ovvero il miglioramento della qualità della vita in pazienti già cardiopatici o ipertesi. L’importanza di questi presidi mobili è stata drammaticamente confermata da un episodio avvenuto durante uno screening di due anni fa, ricordato dallo stesso Raimondi. In quell’occasione, una signora presentatasi per un banale dolore toracico fu sottoposta a un elettrocardiogramma che rivelò un infarto acuto in corso. Grazie alla presenza dei medici in piazza, fu immediatamente attivato il 118 e la paziente si trovò in sala operatoria per un’angioplastia salvavita nel giro di quaranta minuti. Un esempio lampante di come la medicina di prossimità possa fare la differenza tra la vita e la morte.

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Il respiro e la presenza sul territorio

Al fianco dei cardiologi ha operato Roberta Brullo, presidente dell’associazione “Un battito e un respiro”. La sua realtà, focalizzata su patologie complesse come l’ipertensione polmonare, sposa pienamente la filosofia delle “Piazze della Salute”. Brullo ha evidenziato come la routine frenetica della settimana spesso impedisca alle persone di recarsi dal medico per controlli che non sembrano urgenti. Portare lo specialista in piazza nel fine settimana rompe questa barriera, permettendo di intercettare bisogni latenti e offrendo un punto di ascolto qualificato che va oltre la semplice visita clinica.

Un approccio multidisciplinare integrato

Rosario Chiarenza, presidente della IHS, ha ribadito la natura trasversale dell’intervento. Oltre alla cardiologia, i volontari hanno offerto uno screening di base completo, monitorando parametri vitali essenziali come pressione arteriosa, frequenza cardiaca, saturazione dell’ossigeno e glicemia. Questo primo livello di indagine permette di avere un quadro immediato dello stato di salute del cittadino, indirizzandolo se necessario verso approfondimenti più specifici. La presenza congiunta di medici specialisti e volontari di protezione civile ha garantito un flusso ordinato e professionale per tutta la durata dell’evento.

Attenzione alla colonna vertebrale e alle articolazioni

A completare l’offerta sanitaria è intervenuto il dottor Leonardi Walter, ortopedico e fisiatra, anch’egli in forze alla IHS. Il suo focus si è concentrato sulle patologie muscolo-scheletriche che affliggono tanto i giovani quanto gli anziani. Durante la mattinata sono state valutate numerose situazioni di scoliosi, cifosi e problematiche articolari. Il messaggio lanciato dallo specialista è chiaro: intercettare precocemente queste alterazioni attraverso la riabilitazione può ritardare, e in molti casi evitare, il ricorso alla chirurgia. Un approccio conservativo che conferma come la prevenzione resti l’arma più efficace a disposizione della medicina moderna.

Quella vissuta tra i vicoli del quartiere Monte non resterà una parentesi isolata, ma rappresenta solo uno dei tasselli di un mosaico più ampio dedicato al benessere della comunità. Il progetto “La salute per tutti”, infatti, è stato strutturato per garantire una continuità assistenziale che va oltre il singolo evento domenicale. Come confermato dagli organizzatori, l’iniziativa proseguirà con un calendario articolato di appuntamenti che accompagneranno la cittadinanza per diversi mesi, fino alla chiusura ufficiale prevista per il 31 maggio 2026. I cittadini avranno dunque altre occasioni per accedere a questi servizi gratuiti, confermando la volontà dell’amministrazione e delle associazioni di mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione sanitaria lungo tutto l’arco dell’anno.

Piazza Armerina – Gran galà del sorriso 2025: la notte magica di Gogòl illumina il teatro Garibaldi

Si accendono i riflettori su una delle serate più attese dell’anno per la comunità di Piazza Armerina e non solo. Il prossimo 11 dicembre, alle ore 20:00, lo storico Teatro Garibaldi aprirà le sue porte al “Gran Galà del Sorriso di Gogòl 2025”. Non si tratta semplicemente di uno spettacolo, ma della celebrazione di un movimento nato nel 2016 da una felice intuizione di Mauro Todaro. L’obiettivo resta quello delle origini: ricostruire entusiasmo e fiducia, tessendo relazioni autentiche tra le persone e i territori attraverso il linguaggio universale del sorriso.

Un palcoscenico ricco di emozioni e talenti siciliani

La serata promette di essere un viaggio vibrante attraverso diverse forme d’arte, capaci di toccare le corde più profonde dell’animo umano. Sul palco si alterneranno artisti di grande calibro che sapranno incantare il pubblico con le loro performance. Dalla suggestiva sand art di Stefania Bruno al fascino senza tempo del “cunto” con Luigi Di Pino, passando per la maestria del puparo Angelo Sicilia.

La musica sarà protagonista grazie al talento di Corrado Sillitti, mentre le risate saranno garantite dalla verve comica di Cristian Fusibile. A completare il quadro delle testimonianze ci sarà Marcella Li Brizzi, per una scaletta che intreccia sapientemente intrattenimento e riflessione. A condurre questo viaggio tra storie e note sarà la brillante Irene Varveri Nicoletti.

I pupi siciliani protagonisti del nuovo calendario artistico

Uno dei momenti clou dell’evento sarà la presentazione ufficiale del Calendario Artistico Gogòl 2026, intitolato «Sicilia, Terra di Sorrisi». Quest’anno il progetto editoriale rende omaggio a una delle tradizioni più iconiche dell’isola: i Pupi Siciliani. Questi simboli di eroismo e memoria popolare sono stati reinterpretati in chiave contemporanea dall’artista Maurizio Sanfilippo.

Sanfilippo ha curato l’intero progetto visivo, trasformando i dodici protagonisti dei mesi del 2026 in un racconto fatto di colori e identità. Stampato in ventimila copie e distribuito gratuitamente grazie al supporto dei partner, il calendario si conferma un veicolo potente di cultura e positività. Sul palco, a testimoniare la continuità del progetto, saranno presenti anche le artiste delle passate edizioni, Silvana Virlinzi e Adalgisa Varveri.

Riconoscimenti ai comuni virtuosi e premi a sorpresa

Il Gran Galà sarà anche l’occasione per ufficializzare l’ingresso di nuove realtà nella rete del sorriso. Verranno infatti consegnati gli attestati di “Assessorato al Sorriso” a quelle città che, nel corso del 2025, si sono distinte per accoglienza ed empatia. Tra i premiati figurano Santo Stefano del Sole, Caltanissetta, Nicosia, Gela, Sinagra e persino La Valletta, portando il messaggio di Gogòl oltre i confini nazionali fino a Malta.

C’è poi grande attesa per la proclamazione dei nuovi “Ambasciatori del Sorriso 2025”. I nomi restano avvolti nel più stretto riserbo e saranno svelati soltanto sul momento, garantendo un’emozione autentica sia per il pubblico che per gli ignari vincitori. L’ingresso alla serata è gratuito, ma è necessaria la prenotazione attraverso il portale ufficiale dell’iniziativa.

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Piazza Armerina, torna la solidarietà in centro: al via la quarta edizione di “Un piatto caldo in Piazza”

La città dei mosaici si prepara a rinnovare un gesto di vicinanza e condivisione che è ormai entrato nel cuore dei cittadini. Il prossimo 20 dicembre 2025 tornerà l’evento “Un piatto caldo in Piazza”, giunto quest’anno alla sua quarta edizione. L’iniziativa, che unisce lo spirito natalizio alla volontà di creare momenti di aggregazione reale, ha ricevuto il via libera dall’amministrazione locale che ne ha riconosciuto l’alto valore sociale e culturale per il territorio. Si tratta di un momento pensato non solo per offrire un ristoro, ma per trasformare lo spazio urbano in un luogo vivo di incontro e dialogo.

I dettagli logistici e l’organizzazione in piazza

Il cuore pulsante della manifestazione sarà Piazza Generale Cascino, in particolare l’area sottostante la statua, estendendosi anche su una parte di via S. La Malfa. Per l’occasione verrà allestita una cucina furgonata, strumento essenziale per la preparazione e la distribuzione dei pasti ai partecipanti. Le attività prenderanno il via nel primo pomeriggio, precisamente alle ore 15:00, e proseguiranno fino alla mezzanotte, garantendo un ampio arco temporale per permettere la massima partecipazione della cittadinanza.

La sinergia tra volontariato e istituzioni

Dietro questa macchina organizzativa c’è l’impegno dell’Organizzazione di Volontariato Sicilia Soccorso, una realtà che vanta una collaborazione ultradecennale con il comune armerino. L’amministrazione comunale, guidata dalla Giunta, ha deciso di sostenere attivamente il progetto concedendo il patrocinio gratuito e l’uso del logo dell’Ente, riconoscendo nell’associazione un catalizzatore di buone pratiche. L’evento non comporterà spese dirette per le casse comunali, confermando come la collaborazione tra pubblico e terzo settore possa generare valore senza gravare sul bilancio.

Obiettivo: coesione sociale e cittadinanza attiva

Lo scopo profondo della giornata va ben oltre la semplice distribuzione di cibo. L’evento nasce per favorire la socializzazione e rafforzare quella coesione comunitaria che spesso rischia di sfilacciarsi nei ritmi frenetici della quotidianità. Attraverso la condivisione del pasto, si punta a promuovere la partecipazione attiva dei cittadini, valorizzando il capitale sociale esistente. È un esempio concreto di come dinamiche virtuose di collaborazione civica possano migliorare la vivibilità e il benessere collettivo.

Un modello di recupero degli spazi urbani

L’iniziativa sposa perfettamente gli obiettivi strategici di rendere gli spazi pubblici più fruibili e accoglienti. La piazza smette di essere solo un luogo di transito per diventare un teatro di solidarietà e corresponsabilità. L’approvazione immediata della delibera testimonia la volontà dell’amministrazione di agevolare tempestivamente l’organizzazione di eventi che, come questo, contribuiscono in modo determinante alla qualità della vita della comunità locale.

 

Natale a Piazza Armerina, la viabilità si adegua alle iniziative della tradizione per i festeggiamenti del periodo

Durante le festività ci saranno diverse manifestazioni che occuperanno spazi pubblici. Ci riferiamo principalmente alle Novene che come ogni hanno rappresenteranno un appuntamento sentito e voluto dalla popolazione. In particolare vi ricordiamo che al quartiere  Casalotto , in piazza San. Filippo, si prepara a vivere intensamente il periodo delle festività con un calendario ricco di appuntamenti tradizionali. Per consentire lo svolgimento in sicurezza delle celebrazioni religiose e dei momenti di aggregazione la Polizia Locale ha predisposto una serie di modifiche alla viabilità. Le variazioni al traffico inizieranno venerdì 6 dicembre 2025 in occasione dell’atteso momento dell’accensione dell’Albero di Natale. Per questa giornata è stato istituito il divieto di sosta con rimozione forzata in tutto il Piano San Filippo. Gli automobilisti dovranno prestare particolare attenzione alla segnaletica poiché la restrizione sarà valida dalle ore 16:00 fino alle 21:30. 

Le disposizioni per le Novene Natalizie

Il secondo blocco di limitazioni scatterà a metà mese in coincidenza con l’inizio delle tradizionali Novene. Una nota particolare riguarda la gestione delle antiche tradizioni legate al fuoco che spesso accompagnano queste festività. Qualora venissero accesi dei piccoli falò celebrativi sarà obbligatorio mantenere una distanza di sicurezza adeguata per gli astanti. In presenza di fiamme libere il passaggio dei veicoli verrà immediatamente interrotto per prevenire qualsiasi pericolo. Questa misura serve a coniugare il rispetto del folklore locale con la necessaria tutela della pubblica incolumità.

La gestione flessibile della viabilità

Gli agenti della Polizia Locale manterranno un presidio costante durante gli eventi per monitorare la situazione in tempo reale. Il personale in servizio avrà la facoltà di istituire ulteriori divieti momentanei o sensi unici di marcia qualora se ne ravvisasse la necessità. Questa flessibilità operativa permetterà di gestire eventuali emergenze o flussi di traffico imprevisti garantendo che la festa resti un momento di gioia per tutta la comunità senza intoppi logistici.

 

Piazza Armerina, “Eco-Sinergie”: strategie e professioni in dialogo per la rigenerazione del territorio

La rigenerazione del territorio non è mai un atto isolato, ma il frutto di un lavoro corale che intreccia competenze diverse, dalla geologia all’arte, passando per l’architettura e l’amministrazione pubblica. È questo il cuore pulsante di “Eco-Sinergie”, l’evento in programma per il 5 dicembre presso la Biblioteca comunale “Alceste e Remigio Roccella” di Piazza Armerina. L’iniziativa, che si svilupperà lungo l’arco dell’intera giornata, mira a creare un ponte tra il mondo delle professioni tecniche e la sensibilità culturale necessaria per intervenire sui luoghi che abitiamo, trasformando lo spazio fisico in un patrimonio condiviso di identità e futuro.

Dalla teoria alla pratica: le competenze al servizio dell’ambiente

Il fitto programma dei lavori si articola attraverso una serie di interventi mirati a esplorare ogni sfaccettatura del recupero ambientale. La sessione mattutina, dopo i saluti istituzionali che vedranno coinvolti il sindaco Cammarata e i rappresentanti degli ordini professionali, entrerà nel vivo affrontando il passaggio cruciale “dalla visione al metodo”. Si parlerà di come costruire buone pratiche locali e di come tradurre un concetto astratto in linee tecniche di intervento concrete, analizzando strutture e obiettivi progettuali. Un focus specifico sarà dedicato all’aspetto scientifico, con approfondimenti sull’ecologia e la biodiversità, in particolare riguardo la Zona Speciale di Conservazione dei Boschi di Piazza Armerina, e sul contributo fondamentale che la geologia offre alla rigenerazione territoriale.

Arte, memoria e paesaggio: narrare il territorio

Non solo tecnica e scienza, ma anche anima e racconto. Uno dei temi centrali del convegno riguarda la capacità del paesaggio di farsi custode della memoria collettiva. Gli esperti discuteranno di “trame di memoria” e identità territoriale, esplorando come il progetto “iArt Natura” possa diventare un veicolo di riscoperta culturale. L’arte e l’eco-turismo verranno presentati come strumenti narrativi potenti: le installazioni artistiche e la progettazione paesaggistica non sono semplici abbellimenti, ma mezzi per “cercare il bello nei luoghi di ogni giorno”. A chiudere il cerchio, nel pomeriggio, i partecipanti si trasferiranno fisicamente sui luoghi dell’intervento, presso il Bosco Canalicchio, per osservare dal vivo come la teoria si trasformi in pratica di conservazione e bellezza.

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Programma della manifestazione

Ostruzionismo e veti di PD e Forza Italia: a Piazza Armerina cresce il malcontento per le occasioni perse a causa dell’ostruzionismo dell’opposizione

Il clima politico a Piazza Armerina si fa sempre più rovente e a pagarne le spese sembrano essere, ancora una volta, i cittadini. La strategia messa in atto da una parte dell’opposizione in consiglio comunale, che vede allineati il Partito Democratico, Forza Italia e consiglieri indipendenti, ha ormai superato i confini della normale dialettica democratica per trasformarsi in un vero e proprio blocco amministrativo. Le conseguenze di queste scelte sono tangibili e dolorose per il tessuto economico e sociale della città dei mosaici. Due episodi recenti hanno acceso la miccia dell’indignazione popolare.

Il primo riguarda la bocciatura di un emendamento tecnico che ha avuto un effetto domino disastroso: il Comune ha perso i finanziamenti derivanti dagli incassi della Villa Romana del Casale, fondi che erano destinati a pagare il lavoro di artigiani, associazioni e semplici cittadini che hanno reso possibile il Palio dei Normanni. Adesso queste spettanze dovranno gravare sul bilancio comunale, con tempi di attesa per le famiglie che si preannunciano lunghi e incerti. Il secondo episodio, non meno grave, ha visto i consiglieri di Forza Italia, con Massimo Di Seri e Cateno Grancagnolo in testa , insieme a agli esponenti dell’opposizione, Andrea Arena e Dario Azzolina, impedire l’accesso a un finanziamento a tasso agevolato con il Credito Sportivo. Questo diniego di fatto ritarderà di molto la realizzazione del progetto per la costruzione del nuovo stadio, progetto che l’amministrazione ha già pronto ma rischia comunque diventare nuovamente un sogno irrealizzabile. Come avevamo già sottolineato in un nostro precedente editoriale la settimana scorsa, che potete leggere a questo indirizzo, la città rischia di rimanere ostaggio di una guerra politica che perde di vista il bene comune.

L’intervento di Agostino Sella scuote le coscienze a sinistra

In questo scenario di muro contro muro si leva una voce autorevole e, conoscendo il suo buonsenso, non inaspettata: quella di Agostino Sella (nella foto). Figura storica e stimata, da sempre vicina ai valori della sinistra, Sella ha deciso di intervenire in queste ore pubblicamente per stigmatizzare un modo di fare politica che ritiene dannoso e miope. Le sue parole risuonano come un monito severo proprio verso quell’area politica che dovrebbe rappresentare il progresso e l’attenzione ai giovani. Sella non usa mezzi termini nel definire lo stadio non un semplice capriccio, ma «un pezzo di futuro» e un luogo fondamentale per la crescita sociale dei ragazzi, oltre che economica.

La sua analisi smonta la retorica della paura del debito utilizzata dall’opposizione per giustificare il no al finanziamento. Citando le basi dell’economia moderna, da Keynes alle logiche del PNRR, Sella ricorda che indebitarsi per costruire infrastrutture è l’unico modo per far crescere una comunità. Il vero fallimento, sostiene, è restare immobili ad aspettare bandi che forse non arriveranno mai. La sua critica si fa ancora più appuntita quando si rivolge direttamente al Partito Democratico e alla sua segreteria, dicendosi sorpreso e amareggiato che una forza di sinistra possa sostenere la tesi del non investimento. Questo atteggiamento, avverte Sella, rischia di isolare ulteriormente la sinistra, rendendola incapace di parlare il linguaggio delle persone e di comprendere i bisogni reali delle nuove generazioni. La sua è una chiamata alla responsabilità per un confronto adulto su investimenti e futuro, lontano dalle logiche del “condominio litigioso”.

In effetti molti a sinistra si chiedono perché in consiglio comunale il PD abbia deciso di non difendere gli interessi dei lavoratori e della collettività come accade in tutta Italia ma abbia appiattito la propria posizione sui temi strettamente legati al rispetto maniacale di aspetti burocratici. Ritengo che la causa principale sia la poca esperienza politica dei suoi rappresentanti politici in consiglio comunale che forse prima di dare risposte alla città dovrebbero farsi le giuste domande e, soprattutto, prevedere gli effetti negativi che la politica dell’ostruzionismo può avere per Piazza Armerina e i suoi abitanti.

Nicola Lo Iacono per StartNews

Riportiamo qui sotto l’intervento integrale di Agostino Sella

IL POPST ORIGINALE DI AGOSTINO SELLA

Oggi ritorno sullo stadio. Ieri ho detto una cosa semplice. Lo stadio è importante. Perché è il luogo dove crescono i nostri ragazzi. È lì che li vediamo, che li accompagniamo, che li teniamo dentro la comunità. A Piazza se ne parla da 30, forse 40 anni. E non si è fatto niente. La politica, quando parla e non realizza, produce solo fuffa e aria fritta. La domanda è una: “Ci si può indebitare per costruire uno stadio?” La mia risposta è chiara. “SI. Ci si può. Anzi, ci si deve.”
Perché uno stadio non è un capriccio. È un pezzo di futuro. È un investimento che genera valore sociale prima ancora che economico. E oggi si può fare con il credito sportivo, che offre tassi pari allo zero, o quasi. Questo significa realizzare un’opera importante senza massacrare il bilancio di una città. Qualcuno confonde l’indebitamento con il fallimento. È un errore. Le aziende più virtuose crescono proprio grazie al debito buono. Lo insegna l’economia da decenni: da Keynes a Krugman fino al PNRR. Le nazioni più ricche avanzano così. Le aziende anche. Non con la paura, ma con il coraggio. Il vero fallimento è restare fermi. Aspettare un miracolo. O un bando che forse arriva, forse no. Capisco chi critica. Capisco anche il paragone con una famiglia in difficoltà.
Ma la politica piazzese sembra spesso un condominio litigioso. Qui serve decidere. E spiegare con onestà il “perché” delle scelte. Io che mi sento di sinistra lo dico chiaramente. Mi sorprende che una parte della sinistra sostenga che “NON CI SI DEBBA INDEBITARE” per uno stadio. E ci rimango male.
Perché così la sinistra si isola ancora di più. Non parla più il linguaggio delle persone. Non vede dove stanno davvero i giovani. Ma questa può essere un’occasione. Un’occasione per aprire un  dibattito serio. Non per essere “pro o contro” l’amministrazione di turno. Un confronto adulto su investimenti, infrastrutture, futuro, coraggio. Se qualcuno vuole farlo — ammesso che voglia farlo davvero — io sono pronto. Lo dico soprattutto al PD e alla sua segreteria. Lo stadio è una cosa seria. È la casa dei nostri ragazzi. Parliamone a viso aperto. Su cosa significa investire, crescere,  costruire.

Piazza Armerina: Il sindaco Cammarata delinea l’agenda per lo sviluppo della città. Partono le operazioni “Stadio” ed “Ex Siace”

In un video, il Sindaco di Piazza Armerina, Nino Cammarata, ha fatto il punto sui progressi dell’amministrazione, concentrandosi sui progetti strategici per lo sport e le infrastrutture urbane. Il suo intervento ha anche evidenziato una netta polemica con la minoranza, accusata di tentativi di boicottaggio che ostacolano il cammino di sviluppo della città.

Il Rilancio dello Sport: Palazzetto e il Progetto del Nuovo Stadio

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Nino Cammarata

Il Primo Cittadino ha celebrato il successo della riqualificazione del Palazzetto dello Sport provinciale, una struttura che, grazie a un intenso lavoro durato cinque mesi, è stata totalmente rinnovata e riconsegnata alla comunità. L’annuncio è stato accompagnato dalla conferma che a breve la struttura riceverà una nuova intitolazione.

Ancora più ambizioso è il progetto per un nuovo stadio comunale, un’opera da 4 milioni di euro, il cui progetto è stato approvato dalla Giunta. L’obiettivo primario di questa costruzione ex novo è strategico: dedicare l’attuale Campo Sant’Ippolito in via esclusiva al Palio dei Normanni e alle attività di settore equestre e ippico. Secondo Cammarata, questa mossa è fondamentale non solo per onorare la tradizione, ma anche per posizionare Piazza Armerina come polo di riferimento per eventi ippici di rilievo regionale, nazionale e internazionale.

Il Dito Puntato sull’Opposizione per i Fondi dello Stadio

La realizzazione del nuovo impianto è stata la miccia di un aspro confronto politico. Il Sindaco Cammarata ha apertamente accusato l’opposizione (in particolare il PD e alcuni consiglieri, definiti il “Partito del No”) di aver impedito l’accesso a un finanziamento cruciale dell’Istituto del Credito Sportivo (ICS), l’unico strumento statale attualmente disponibile. Il blocco sarebbe avvenuto a causa del rinvio dell’approvazione del rendiconto 2025 in Consiglio Comunale, fatto slittare oltre la scadenza del 5 dicembre fissata dal bando ICS. Il Sindaco ha definito l’azione un “grave errore” e un atto di ostruzionismo, denunciando il tentativo di ostacolare un’opera ritenuta da lui e dalla sua maggioranza come “strategica” e generatrice di sviluppo economico diretto sul territorio.

Sblocco Cantieri: Area Ex SIACE e Rigenerazione Urbana

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Area Siace

Tra le note positive, Cammarata ha confermato un passo avanti decisivo per la riqualificazione dell’area Ex SIACE. Ottenuto un finanziamento di circa 3 milioni di euro durante il governo Musumeci, il progetto ha superato un ostacolo burocratico con l’arrivo della nomina del RUP (Responsabile Unico del Procedimento). Questa formalizzazione apre la strada all’avvio dei lavori di cantiere, che mirano a trasformare l’area in un polo di sviluppo fieristico e attrattivo a livello regionale.

Nell’ottica della rigenerazione urbana, il Sindaco ha menzionato specifici interventi già in corso o di prossima ripresa: la riattivazione dei semafori presso la zona ospedaliera per garantire maggiore sicurezza stradale; i lavori di riqualificazione in Piazza Falcone e Borsellino, con il rifacimento dei marciapiedi e l’abbattimento delle barriere architettoniche; e lo sblocco per i lavori di riqualificazione che interesseranno il quartiere Castellina, a partire da Via Giacinto Lo Giudice.

Rinforzo Burocratico e Riconoscimento Sociale

Per garantire maggiore efficacia nell’intercettazione dei fondi, Cammarata ha annunciato l’ingresso di due nuovi professionisti contabili, selezionati grazie a un avviso ministeriale per il rafforzamento delle politiche di coesione. Queste figure, due giovani qualificati, saranno cruciali per l’istituzione di un nuovo Ufficio Bandi, il cui compito sarà non solo individuare ma anche seguire passo dopo passo i finanziamenti esterni.

Infine, il Sindaco ha rivolto un sentito ringraziamento e piena solidarietà ai volontari di Sicilia Soccorso, dopo un episodio controverso. Ha sottolineato l’importanza vitale del loro operato e della professionalità che contraddistingue queste associazioni, ribadendo l’impegno dell’amministrazione nel sostenerle.

Il messaggio conclusivo di Nino Cammarata è di determinazione: “Noi continuiamo ad andare avanti, sempre con la forza dei fatti”, respingendo le strumentalizzazioni politiche e focalizzandosi sul concreto sviluppo che lo sport, le nuove opere e l’efficienza amministrativa possono portare a Piazza Armerina.


Prossimo Passo: Desidera che approfondisca uno specifico punto dell’intervento del Sindaco Cammarata con ulteriori dettagli o che mi concentri su un nuovo argomento?

Piazza Armerina – Un video e un libro su Papa Luciani. Presentazione l’11 dicembre.

Il libro è il video dedicati a Papà Luciani e realizzati da Francesco Paolo Orlando saranno presentati  a Piazza Armerina nella chiesa di Sant’Antonio di Padova.. L’appuntamento è per giovedì 11 dicembre 2025 alle ore 18:00. Dopo la funzione religiosa la presentazione del libro e del video vedrà gli interventi di Mons. Michele Pennisi, Arcivescovo Emerito di Monreale, e della professoressa Lucia Giunta, presidente del CIF provinciale Enna.

Piazza Armerina – Nuove energie a Palazzo di Città: il sindaco Cammarata presenta l’ufficio bandi

L’amministrazione comunale di Piazza Armerina compie un passo avanti decisivo sul fronte dell’efficienza burocratica e della capacità di spesa. Il sindaco Nino Cammarata ha ufficializzato l’ingresso nell’organico dell’ente di due nuove figure professionali, il dottor Giorgio Martinelli e il dottor Giorgio Romano. I due funzionari prendono servizio grazie allo scorrimento delle graduatorie del “Concorso Ripam Coesione”, un’iniziativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri mirata a rafforzare le pubbliche amministrazioni del Mezzogiorno. Non si tratta di un semplice turnover, ma di un’operazione pensata per dotare il Comune di strumenti adeguati alle sfide attuali.

Il primo cittadino ha voluto sottolineare personalmente l’importanza di questi nuovi arrivi, spiegando come l’obiettivo sia quello di creare una struttura agile e competente. «Con loro potenziamo il nostro team e diamo vita al nuovo Ufficio Bandi» ha dichiarato Cammarata, evidenziando la natura specifica del loro incarico. La nuova unità operativa non si limiterà alla gestione ordinaria, ma nasce con una vocazione ben precisa: diventare «uno spazio dedicato a intercettare tutte le opportunità che Governo e Unione Europea mettono a disposizione dei Comuni». In un contesto economico in cui i fondi diretti scarseggiano, la capacità di attrarre finanziamenti esterni diventa l’unica vera leva per lo sviluppo infrastrutturale e sociale della città.

Più competenze per progettare il futuro del territorio

L’istituzione di un ufficio dedicato esclusivamente ai bandi e ai finanziamenti sovra-comunali rappresenta una risposta concreta alla necessità di progettazione che spesso affligge gli enti locali siciliani. L’amministrazione armerina ha colto al volo l’occasione offerta dall’avviso ministeriale, consapevole che senza risorse umane qualificate è impossibile competere per l’assegnazione dei fondi del Pnrr e della nuova programmazione europea.

La soddisfazione del Sindaco

Il sindaco Cammarata non nasconde la soddisfazione per il risultato raggiunto, che pone le basi per una stagione di lavori e iniziative più intensa. «L’Amministrazione è orgogliosa di aver colto questa occasione partecipando all’avviso ministeriale» ha aggiunto il sindaco, sintetizzando la strategia in tre concetti chiave: «più competenze, più progettazione, più risorse per il nostro territorio». L’auspicio è che l’innesto di queste nuove professionalità possa tradursi rapidamente in cantieri, servizi e opportunità concrete per la cittadinanza, riducendo quella distanza tra burocrazia e bisogni reali che spesso rallenta la crescita delle comunità locali.

Piazza Armerina – Riaccesi i semafori all’incrocio con l’ospedale Chiello.

Si cambia registro all’incrocio che conduce all’ingresso dell’Ospedale. Quella che per lungo tempo è stata una precisa volontà di gestione della viabilità, ovvero mantenere spento l’impianto semaforico per favorire lo scorrimento continuo, lascia oggi spazio a una nuova valutazione basata sulle criticità emerse. Una novità che non giunge inaspettata per i nostri lettori: la nostra testata aveva infatti già preannunciato questo cambio di rotta nelle scorse settimane (qui l’articolo completo), evidenziando come la misura fosse allo studio proprio per agevolare l’uscita dei mezzi di soccorso sulla 117 bis. Non si tratta dunque della riparazione di un guasto, ma di una scelta ponderata che corregge il tiro rispetto al passato: l’esperienza sul campo ha dimostrato che, in condizioni di traffico intenso, l’assenza di una regolazione luminosa finiva paradossalmente per rallentare chi non può permettersi nemmeno un secondo di attesa.

L’amministrazione interviene dopo le difficoltà dei mezzi di soccorso

L’Amministrazione Cammarata ha ufficializzato il provvedimento dopo aver constatato le difficoltà oggettive riscontrate dai soccorritori. Come spiegato dall’Assessore alla viabilità Concetto Arancio, il passo indietro sulla “libera circolazione” era diventato necessario. «Si tratta di un intervento di grande importanza per la sicurezza stradale in un punto particolarmente trafficato, attraversato ogni giorno da numerosi cittadini e dai mezzi di emergenza», ha dichiarato l’Assessore. La deregolamentazione dell’incrocio, che nelle intenzioni originali doveva snellire il transito, si è rivelata un ostacolo nei momenti di punta. Le ambulanze, pur con le sirene spiegate, faticavano a farsi largo tra le auto in movimento disordinato, rischiando di rimanere imbottigliate proprio a pochi metri dall’accesso al nosocomio.

Priorità assoluta ai codici rossi e alla sicurezza dell’incrocio

Il ritorno al semaforo attivo serve a disciplinare i flussi e a creare quegli spazi di manovra indispensabili per i mezzi pesanti del 118. La nota dell’amministrazione evidenzia come in passato i soccorritori «incontravano spesso difficoltà nel superare l’incrocio in tempi rapidi». Questo scenario comportava potenziali rischi per tutte quelle patologie tempo-dipendenti o per i codici rossi, dove la tempestività fa la differenza. «Il ritorno alla piena funzionalità dell’impianto semaforico consentirà una migliore regolazione dei flussi di traffico», conclude l’amministrazione. Una decisione che restituisce ordine e garantisce una maggiore serenità operativa agli autisti delle ambulanze, tutelando al contempo tutti gli automobilisti che transitano in quell’area nevralgica.

Piazza Armerina, nuova vita per il Palazzetto dello sport: lavori conclusi in tempi record

La città dei mosaici si riappropria di uno dei suoi spazi vitali, restituendo alla collettività una struttura attesa e necessaria. I cancelli del Palazzetto dello sport si riaprono dopo un intervento di riqualificazione che ha sorpreso per la rapidità d’esecuzione: meno di cinque mesi di cantiere per riconsegnare ai cittadini un impianto moderno e funzionale. Si tratta di un risultato che l’amministrazione comunale rivendica con orgoglio, sottolineando come l’opera fosse uno dei punti cardine del programma elettorale. L’intervento ha richiesto un impegno economico notevole, quantificabile in circa 800.000 euro, una somma che pesa ancor di più se si considera la provenienza delle risorse.

Il primo cittadino ha tenuto a precisare, con toni fermi, l’autonomia dell’operazione. «Senza l’aiuto di nessuno ed è bene ribadirlo e sottolinearlo», ha dichiarato il sindaco. Una scelta politica e amministrativa che mira a dimostrare la capacità di gestione interna, supportata dal lavoro del locale ufficio tecnico, i cui professionisti sono stati ringraziati pubblicamente per aver creduto nel progetto e averne curato la realizzazione nei tempi prestabiliti.

Un polo strategico per eventi nel cuore della Sicilia

La visione che accompagna questa riapertura va ben oltre la semplice pratica agonistica. Sebbene lo sport rimanga la vocazione naturale della struttura, che si candida a essere uno dei palazzetti più importanti del panorama regionale, l’obiettivo è molto più ambizioso. L’amministrazione punta a trasformare l’edificio in un vero e proprio hub polifunzionale, capace di attrarre e ospitare grandi eventi culturali. L’idea è quella di sfruttare la posizione baricentrica di Piazza Armerina per farne un punto di riferimento imprescindibile nel cuore della Sicilia, un luogo dove sport, spettacolo e cultura possano convivere e alimentarsi a vicenda.

«Con la forza dei fatti, andiamo avanti», ha chiosato il sindaco, lanciando un messaggio che guarda al futuro con rinnovato ottimismo. La struttura rinnovata non è quindi solo un luogo fisico, ma diventa il simbolo di una città che vuole correre veloce, dimostrando con concretezza che è possibile realizzare opere pubbliche di rilievo in tempi brevi e con le proprie gambe. Ora la palla passa alle associazioni e ai cittadini, chiamati a riempire di vita e di passione sportiva quegli spalti finalmente messi a nuovo.

Svelato il mistero dei posti di blocco del 28 novembre : operazione «Alto Impatto» a Piazza Armerina

Molti cittadini se lo erano chiesto giovedì scorso, notando un dispiegamento di forze dell’ordine decisamente fuori dal comune. Sirene, lampeggianti e posti di blocco avevano disegnato una geografia urbana diversa dal solito il 28 novembre a Piazza Armerina, alimentando il tam-tam sui social e nei bar. Oggi quel trambusto trova una spiegazione ufficiale e dettagliata. Si trattava dell’operazione «Alto Impatto», una maxi attività di controllo del territorio coordinata dalla Polizia di Stato di Enna. L’obiettivo era chiaro: contrastare l’illegalità diffusa attraverso un’azione sinergica che ha visto scendere in campo non solo le forze territoriali, ma anche reparti specializzati, la Polizia Locale, l’ASP e l’Ispettorato del Lavoro.

Un setaccio sulle strade e tolleranza zero

I numeri diffusi dalla Questura restituiscono la fotografia di un controllo a tappeto. Durante il servizio gli agenti hanno fermato e verificato ben 121 veicoli, procedendo all’identificazione di 246 persone. Il bilancio operativo risulta severo: quattro soggetti sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per varie irregolarità riscontrate sul momento. Non sono mancati i risvolti legati al contrasto della diffusione di droghe, con due contestazioni amministrative per uso personale di cocaina e il conseguente sequestro della sostanza. Anche sul fronte della sicurezza stradale l’attenzione è rimasta alta, come dimostrano le undici contravvenzioni elevate nei confronti di automobilisti indisciplinati.

Nel mirino sicurezza sul lavoro e igiene

L’operazione non si è limitata alla strada ma ha acceso un faro anche sul tessuto economico locale. Dodici esercizi commerciali sono finiti sotto la lente d’ingrandimento degli ispettori. L’esito delle verifiche ha portato alla contestazione di otto illeciti amministrativi. Le sanzioni pecuniarie sono state pesanti, raggiungendo un totale complessivo di circa 28 mila euro. Le irregolarità riscontrate riguardano ambiti delicatissimi come la sicurezza sui luoghi di lavoro e il rispetto delle norme igienico-sanitarie. Si tratta di un’azione che conferma la volontà di tutelare non solo l’ordine pubblico, ma anche la salute dei cittadini e i diritti dei lavoratori attraverso una presenza costante dello Stato sul territorio.

Piazza Armerina – L’assessore Messina contro l’articolo di Gian Antonio Stella: «La Villa Romana merita rispetto e verità»

Si accendono nuovamente i riflettori sulla gestione della comunicazione attorno a uno dei beni più preziosi del nostro territorio. L’assessore al turismo di Piazza Armerina, Ettore Messina, scende in campo con determinazione per difendere l’immagine della città e del suo sito UNESCO. Lo fa rilanciando e sostenendo con forza la lettera aperta firmata da Carmelo Nicotra, direttore del Parco Archeologico della Villa Romana del Casale. Al centro della polemica c’è un recente articolo a firma di Gian Antonio Stella pubblicato sul Corriere della Sera, percepito dalle istituzioni locali come un attacco ingiustificato e basato su dati non corrispondenti alla realtà dei fatti.

La presa di posizione dell’amministratore piazzese non lascia spazio a interpretazioni e punta il dito contro quello che definisce un «ennesimo vergognoso attacco mediatico». Secondo Messina, la gravità della situazione non risiede soltanto nei contenuti diffusi dalla testata nazionale, ma in una presunta violazione del contraddittorio. L’assessore riferisce infatti che, dopo la pubblicazione del pezzo basato su «informazioni non verificate», sarebbe stata negata la possibilità di pubblicare la replica ufficiale sullo stesso quotidiano. Una dinamica che, nelle parole di Messina, «solleva interrogativi profondi sulla libertà di contraddittorio e sulla correttezza dell’informazione».

I numeri della crescita e la lotta alle fake news

L’intervento dell’assessore al turismo non si limita alla critica del metodo giornalistico altrui ma entra nel merito del lavoro svolto. Messina rivendica gli sforzi profusi negli ultimi anni per riportare la Villa Romana al centro dell’attenzione internazionale, citando «numeri in costante crescita, restauri, manutenzioni continue» e una promozione culturale che non avrebbe precedenti nella storia recente del sito.

La narrazione negativa viene respinta al mittente con fermezza. Per l’amministrazione locale è inaccettabile vedere questo impegno minato da quelle che vengono bollate senza mezzi termini come «fake news costruite ad arte». L’accusa si fa ancora più specifica quando si parla di detrattori che, pur non avendo mai visitato il sito, alimenterebbero la polemica utilizzando fotografie manipolate o decontestualizzate per fini politici. La realtà, secondo Messina, è ben diversa ed è testimoniata dalle migliaia di visitatori che quotidianamente affollano i mosaici. La chiosa finale è un appello all’onestà intellettuale: «La Villa Romana del Casale merita rispetto. E la verità merita voce».

Consiglio Comunale, seduta decisiva il 16 dicembre: al voto il Rendiconto 2023 per l’uscita dal default

C’è una data cerchiata in rosso sul calendario istituzionale di Piazza Armerina, un appuntamento che potrebbe rappresentare un vero e proprio spartiacque per il futuro amministrativo della città. Il presidente del Consiglio Comunale, il professor Calogero Cursale, ha formalizzato la convocazione dell’assemblea cittadina per martedì 16 dicembre 2025, fissando l’inizio dei lavori alle ore 18:30. Si tratta di una sessione straordinaria che vede all’ordine del giorno un unico, ma fondamentale, punto di discussione: l’approvazione del Rendiconto della Gestione per l’Esercizio 2023. Non siamo di fronte a un mero adempimento burocratico o a una ratifica di routine, bensì a un passaggio politico e tecnico di cruciale importanza per la stabilità dell’ente.

L’ultimo tassello

L’approvazione di questo documento contabile, infatti, rappresenta l’ultimo tassello necessario per chiudere definitivamente la dolorosa pagina della procedura di default che ha ingessato l’azione amministrativa negli ultimi anni. Il via libera dell’aula consentirebbe al Comune di recuperare la piena facoltà di operare, liberandosi dai rigidi vincoli finanziari che hanno limitato la capacità di spesa e di investimento. Significa, in termini concreti, restituire all’amministrazione la libertà di pianificare e gestire le risorse in armonia con le pratiche di buona gestione, senza le “manette” del dissesto. Qualora venisse meno il numero legale durante la seduta, il regolamento prevede già il rinvio automatico al giorno successivo alla stessa ora. L’attesa è alta: il voto del 16 dicembre potrebbe davvero segnare l’inizio di una nuova stagione per Piazza Armerina.

Diga Olivo, in arrivo 29 milioni per la manutenzione straordinaria

Finalmente si parte con i lavori di manutenzione straordinaria alla diga Olivo, situata nel territorio di Piazza Armerina. Un investimento imponente, pari a 29 milioni di euro, è stato sbloccato per risolvere in via definitiva le criticità strutturali che da troppo tempo limitano la funzionalità dell’infrastruttura. L’obiettivo primario è quello di restituire piena operatività a un bacino fondamentale per l’economia locale, garantendo sicurezza e soprattutto una maggiore disponibilità di risorse idriche per un territorio che vive di agricoltura e che spesso deve fare i conti con la carenza d’acqua.

Gli interventi programmati sono destinati a cambiare radicalmente la gestione delle risorse idriche della zona. Grazie a questi lavori sarà possibile recuperare un volume utile di circa 8 milioni di metri cubi d’acqua, una quantità che oggi non può essere invasata a causa delle restrizioni di quota imposte per motivi di sicurezza. Una volta completato il ripristino la diga potrà tornare alla sua piena capacità operativa, contenendo fino a 13 milioni di metri cubi. Si tratta di una riserva strategica che permetterà di soddisfare le esigenze irrigue del comprensorio, offrendo un sostegno concreto all’intera filiera agricola.

Un rilancio per l’economia tra Enna e Caltanissetta

L’impatto di quest’opera va ben oltre il semplice aspetto ingegneristico. La diga Olivo, realizzata tra il 1979 e il 1982, rappresenta il cuore pulsante del sistema irriguo della Sicilia centrale. Le sue acque sono destinate a servire oltre cinquemila ettari di terreni coltivati, estendendosi tra le province di Enna e Caltanissetta.

I benefici ricadranno direttamente su migliaia di imprenditori agricoli che operano nei comuni di Piazza Armerina, Barrafranca e Mazzarino. Avere la certezza della risorsa idrica significa poter pianificare le colture con maggiore serenità, investire nella qualità delle produzioni e garantire stabilità economica a tante famiglie che vivono del lavoro nei campi. In un periodo storico segnato dai cambiamenti climatici, ottimizzare le infrastrutture esistenti diventa l’unica strada percorribile per tutelare il comparto primario.

I dettagli del cantiere e i tempi di consegna

L’esecuzione dei lavori è stata affidata a un raggruppamento temporaneo di imprese guidato da Ricciardello Costruzioni Spa. Il progetto tecnico prevede una serie di operazioni complesse e delicate, tra cui il completo rifacimento del manto bituminoso di impermeabilizzazione e interventi mirati per migliorare la tenuta idraulica del diaframma in fondazione.

Saranno inoltre aggiornati e integrati i sistemi di monitoraggio della diga, per garantire standard di sicurezza elevati anche in futuro. La tabella di marcia è già stata tracciata: se tutto procederà senza intoppi il completamento delle opere è previsto per il mese di marzo 2028. Saranno anni di lavoro intenso, ma necessari per consegnare alle future generazioni un’infrastruttura efficiente e sicura.

Piazza Armerina -Al via “Il Gioco della Vita”, la mostra diffusa che trasforma la pinacoteca in una grande scacchiera

Piazza Armerina si prepara a diventare una grande scacchiera dove l’arte incontra la filosofia e la strategia si fonde con la creatività. Domenica 7 dicembre 2025, alle ore 11, la Pinacoteca Comunale e la Biblioteca Civica apriranno le porte a un evento culturale di grande respiro: la mostra “Il Gioco della Vita. Il Mistero degli Scacchi”. L’iniziativa, nata dalla sinergia tra M’AMA.ART e l’amministrazione comunale, rappresenta una “mostra diffusa” curata da Alessia Montani e Andrea Guastella, pensata per trasformare i luoghi della cultura in spazi vivi e pulsanti.

Oltre la competizione: gli scacchi come metafora dell’esistenza

L’esposizione affonda le sue radici concettuali in un’antica leggenda indiana, secondo cui il gioco degli scacchi fu inventato da un saggio per dimostrare a un maharaja, affranto per la perdita del figlio in guerra, che l’intelligenza può sostituire la violenza. Da questa suggestione nasce un percorso espositivo in cui «ogni battaglia si consuma nella mente e non nel sangue, in cui la strategia diventa meditazione e la vittoria, consapevolezza».

Non si tratta, dunque, di una semplice rassegna artistica, ma di un invito alla riflessione. Come sottolineano i promotori, l’obiettivo è creare un’arte inclusiva: «La comunità è invitata a riconoscersi nel gioco degli scacchi come in un racconto universale, dove la cultura diventa esperienza condivisa e quotidiana».

Un museo da “giocare”: il coinvolgimento dei giovani e del territorio

Uno degli aspetti più innovativi del progetto è la partecipazione attiva del tessuto sociale cittadino. Sotto la direzione artistica di Danila Mancuso, gli studenti sono stati coinvolti nella realizzazione artistica delle pedine degli scacchi, trasformando oggetti di gioco in opere d’arte. Inoltre, per abbattere quella barriera invisibile che spesso rende i musei luoghi percepiti come distanti, saranno messe a disposizione dei cittadini delle vere scacchiere all’interno degli spazi espositivi, per permettere a chiunque di giocare liberamente.

La mostra vede la partecipazione di un nutrito gruppo di artisti che dialogheranno con il tema: Salvo Barone, Alex Caminiti, Roberto Caruso, Giannalisa Di Giacomo, Sergio Di Paola, Angelo Di Quattro, Atanasio Giuseppe Elia, Guglielmo Manenti, Fulvia Morganti, Rosa Mundi, Alida Pardo, Giovanni Robustelli, Angelica Romeo ed Eleonora Rossi.

Tra storia locale e futuro

L’evento non dimentica il “genius loci”. Nella città dei mosaici, famosa per le “donne in bikini” che celebrano lo sport antico, questa mostra si pone in continuità con la tradizione, dedicando anche un tributo speciale a Paolo Boi, leggendario maestro di scacchi siciliano. L’iniziativa di domenica inaugura un ciclo di esposizioni che mira a valorizzare la connessione pubblico-privato, ponendo la collaborazione creativa come motore di cambiamento per l’intera comunità armerina.

Attilio Franchi per StartNews

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Festa dell’Immacolata a Piazza Armerina, processione e modifiche alla viabilità: la mappa dei divieti

La città dei mosaici si appresta a vivere uno dei momenti più sentiti della tradizione religiosa locale: la solennità dell’Immacolata Concezione. Come ogni anno, il prossimo 8 dicembre 2025, le strade del centro storico di Piazza Armerina accoglieranno la processione che vedrà la partecipazione di numerosi fedeli e autorità. Per consentire lo svolgimento sereno e sicuro del rito, che unisce devozione e identità comunitaria, l’amministrazione comunale ha predisposto un piano specifico per la gestione del traffico urbano, recependo le indicazioni giunte dalla Basilica Cattedrale.

È stata infatti emanata l’ordinanza n. 101 dal 1° Settore, firmata dal responsabile Paolo Gabrieli, che disciplina la circolazione per la giornata di lunedì. Il provvedimento si rende necessario per garantire l’incolumità pubblica e privata durante il passaggio del corteo, accogliendo la richiesta avanzata dal parroco della Cattedrale, don Alessio Maria Aira. I cittadini sono dunque invitati a prestare la massima attenzione alla segnaletica temporanea che verrà apposta lungo le vie interessate, poiché le limitazioni includono la sanzione accessoria della rimozione forzata per i veicoli in difetto.

Il percorso della processione e le fasce orarie da rispettare

Le modifiche alla viabilità entreranno in vigore nel pomeriggio di lunedì 8 dicembre. Nello specifico, è stato istituito il divieto di sosta con rimozione forzata e il divieto di transito veicolare dalle ore 15:00 alle ore 22:00. Sebbene il divieto copra questa fascia oraria ampia per permettere le operazioni preparatorie e di deflusso, l’interdizione al traffico sarà effettiva per il tempo strettamente necessario al passaggio dei partecipanti alla processione.

Il corteo religioso muoverà i primi passi alle ore 17:00 uscendo dalla Basilica Cattedrale. Da quel momento, il “fiume” di fedeli attraverserà un itinerario articolato che toccherà i punti nevralgici della città. Le strade interessate dai divieti sono: via Monte, via Milazzo, via Cresimanno, via Floresta e via Vittorio Emanuele. Il corteo effettuerà il giro di Piazza Garibaldi per poi proseguire su via Umberto, Piazza Paladino, via Seminario, via La Bella e via Cammarata.

Il percorso continuerà rientrando su via Umberto verso Piazza Martiri d’Ungheria, via Santo Stefano e la relativa discesa, fino a giungere in Piazza Generale Cascino. Da qui si snoderà per via Generale Ciancio, via B. La Vaccara (percorsa in senso contrario di marcia), via Generale Muscarà, per poi tornare su Piazza Cascino. Il rientro verso la parte alta della città avverrà tramite la discesa Santo Stefano e via Garibaldi (entrambe in senso contrario), via Marconi, un nuovo passaggio in Piazza Garibaldi, via Cavour, piano Fedele Calarco e infine la conclusione in Piazza Cattedrale. La Polizia Locale, presente sul posto, avrà comunque la facoltà di istituire ulteriori divieti o sensi unici momentanei qualora emergessero esigenze particolari di sicurezza.

Calcio a 5 – Gear Piazza Armerina travolgente a Roma: prima storica vittoria in terra laziale contro la History 3Z

Scrivere la storia non è mai semplice ma la Gear Piazza Armerina ci è riuscita con una prova di forza e carattere che lascia poco spazio alle interpretazioni. Al Pala To Live di Roma i biancazzurri hanno sfoderato una prestazione sontuosa imponendosi con un netto 7-3 sulla History Roma 3Z. Si tratta della prima storica vittoria in terra laziale per la compagine armerina che torna a casa con tre punti fondamentali per il prosieguo della stagione e con la consapevolezza di aver trovato la giusta quadratura del cerchio.

Mister Magalhaes ha dovuto fare i conti ancora una volta con l’assenza di Tamurella ma ha potuto contare sull’innesto del nuovo arrivato Amorelli che ha garantito maggiori rotazioni. L’approccio alla gara è stato quello delle grandi occasioni. I piazzesi hanno preso subito in mano il pallino del gioco e hanno messo alle corde i padroni di casa fin dai primi minuti. Castrogiovanni ha aperto le danze seguito a ruota da Zapella per un doppio vantaggio che sembrava indirizzare subito il match. I romani però non sono rimasti a guardare e hanno accorciato le distanze grazie a una sfortunata deviazione della retroguardia ospite.

Botta e risposta prima dell’intervallo

La gara si è accesa improvvisamente. Zapella ha ristabilito le distanze sfruttando alla perfezione uno schema su palla inattiva ma la History Roma 3Z ha approfittato di una distrazione difensiva nel finale di tempo per rifarsi sotto. Le squadre sono andate al riposo sul punteggio di 2-3 in favore della Gear lasciando presagire una ripresa di fuoco. E così è stato perché al rientro dagli spogliatoi i padroni di casa hanno spinto sull’acceleratore alla ricerca del pareggio.

In questa fase delicata è salito in cattedra Castronovo che ha letteralmente abbassato la saracinesca negando il gol ai laziali in più di un’occasione. Scampato il pericolo la Gear ha colpito con cinismo. Cawe ha trovato la rete su assist di Vitinho ancora su palla inattiva. Poco dopo è stato capitan Fabinho a regalare una perla balistica con una volè dalla distanza che è valsa la quinta rete e ha spezzato le gambe agli avversari.

Il trionfo finale e la soddisfazione del tecnico

Nel finale c’è stata gloria anche per Vitinho che ha siglato una doppietta personale portando il risultato su un eloquente 2-7. L’ultima rete dei padroni di casa è servita solo per le statistiche fissando il punteggio sul definitivo 3-7. Un successo rotondo che premia il lavoro settimanale e la concentrazione del gruppo.

Al termine della sfida mister Magalhaes ha analizzato la gara con grande lucidità e soddisfazione. «Giocare a Roma con le squadre laziali è sempre molto difficile» ha dichiarato il tecnico biancazzurro «il viaggio non è una passeggiata e la History è una squadra storica del territorio e ben organizzata quindi eravamo coscienti delle difficoltà a cui andavamo incontro».

L’allenatore ha poi sottolineato l’importanza della preparazione tattica. «Abbiamo fatto una gara seria sia difensivamente che a livello offensivo e di possesso» ha concluso Magalhaes «veniamo da una buona settimana di allenamento durante la quale siamo riusciti ad allenarci tutti insieme e questo si nota. Sono contento del risultato e della tipologia delle reti che rispecchiano il lavoro di allenamento».

Grande successo per il ritorno di Cabarettiamo: il Teatro Garibaldi celebra la comicità siciliana

Il colpo d’occhio del Teatro Garibaldi racconta più di mille parole una serata che sa di rinascita e trionfo. La quinta edizione di “Cabarettiamo” ha registrato il tutto esaurito trasformando il salotto buono di Piazza Armerina in una vera e propria arena della risata dove il pubblico ha risposto con ovazioni e applausi a scena aperta. Non era scontato riuscire a riannodare i fili con la stessa intensità dopo anni di assenza ma la scommessa è stata vinta su tutta la linea. La manifestazione ha superato le aspettative confermandosi non solo come un evento di intrattenimento ma come un punto fermo per la cultura e lo spettacolo dal vivo nel cuore della Sicilia. A tessere le fila di questo show impeccabile ci hanno pensato l’energia trascinante della showgirl Mariangela Turi e l’ironia dei SenzaRadio. La loro conduzione brillante e mai sopra le righe ha dato alla competizione il respiro di un grande evento nazionale garantendo un ritmo serrato che ha tenuto incollati gli spettatori alle poltrone dall’inizio alla fine.

Un podio di talenti guidato dall’energia di Pipitonella

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Cabarettiamo: il podio

La gara ha visto scendere in campo dodici concorrenti capaci di rappresentare le mille sfumature della comicità isolana. Dalla satira pungente alla caratterizzazione dei personaggi fino alla narrazione brillante e all’improvvisazione intelligente. A conquistare la vetta della classifica è stata Mariuccia Cannata in arte Pipitonella. La sua comicità genuina e squisitamente teatrale ha sbaragliato la concorrenza convincendo all’unanimità sia la giuria tecnica che il pubblico in sala. Al secondo posto si è piazzato “Fusibile” con il suo umorismo surreale e graffiante mentre il terzo gradino del podio è andato a Stefano Cairone autore di una performance elegante e solida. I premi sono stati curati con attenzione ai dettagli: la targa per il vincitore dall’Associazione Borgo San Giovanni e i trofei firmati Gogòl omaggio al sorriso. Ma al di là della classifica finale quello che emerge è lo stato di ottima salute di cui gode la comicità in Sicilia capace di rinnovarsi e di proporre volti nuovi e interessanti.

Ritmo serrato e grandi ospiti per una serata da incorniciare

Il livello della competizione è stato garantito da una giuria di assoluto prestigio composta da professionisti che conoscono a fondo le dinamiche dello spettacolo. L’attore Antonio Cascio insieme al produttore televisivo Giovanni Di Prima all’attrice e regista Elisa Franco e al manager Marco Ugo Grimaldi hanno alzato l’asticella valutando le esibizioni con competenza e severità costruttiva. Lo spettacolo però non è stato solo gara. L’apertura ha regalato momenti di pura poesia e danza grazie a Silvia Russo e ai ballerini della scuola Brain and Sport creando un contrasto affascinante con i successivi interventi comici. Sul palco si sono alternati ospiti esilaranti come Gaetano Pecoraro e Paolo Mela insieme a Caty Procaccianti e all’irriverente voce fuori campo di Giorgia Culici. Questa formula ideata dai SenzaRadio si conferma vincente perché mescola l’atmosfera familiare della festa di paese con la professionalità dei grandi palcoscenici offrendo agli artisti uno spazio reale per esprimersi e farsi notare.

Una vetrina televisiva per il futuro della comicità

Guardando al futuro gli organizzatori possono ritenersi più che soddisfatti. Cabarettiamo non è più un esperimento nato per gioco ma una realtà consolidata che offre opportunità concrete. Grazie alla partnership con Canale 97 sarà possibile rivivere le emozioni della serata sul digitale terrestre nei prossimi giorni. Ancora più significativa è la collaborazione con il canale nazionale “Sicilia 242” che ospiterà la vincitrice all’interno di uno dei suoi programmi offrendo una vetrina che va ben oltre i confini regionali. Il Teatro Garibaldi per una notte è diventato la capitale siciliana del sorriso e ha dimostrato che lo spettacolo dal vivo a Piazza Armerina è più vivo che mai. Pipitonella porta a casa il titolo ma a vincere davvero è stata la voglia di stare insieme e di ridere con intelligenza.

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Piazza Armerina ostaggio di una guerra politica che dimentica i cittadini

La politica dovrebbe essere l’arte del possibile, quella ricerca incessante e nobile del bene comune che unisce le persone. A Piazza Armerina, invece, sembra essersi trasformata in una trincea fangosa dove a cadere non sono i soldati, ma le speranze e le opportunità di una comunità intera. Assillati da un pallottoliere che in consiglio comunale vede l’opposizione forte di numeri pari a quelli della maggioranza, stiamo assistendo a uno stallo che ha il sapore amaro del dispetto sistematico più che del confronto democratico. Non appare più come una questione di visione o di ideali differenti, ma sembra una strategia precisa mirata a bloccare ogni iniziativa dell’amministrazione, costi quel che costi. E il prezzo, purtroppo, lo stanno pagando i cittadini sulla propria pelle, vittime di una guerra senza esclusione di colpi che sta paralizzando la città.

Il paradosso del voto contro il lavoro e le associazioni

L’episodio consumatosi pochi giorni fa in aula lascia l’amaro in bocca e tante domande senza risposta. Vedere forze politiche come il Partito Democratico e Forza Italia unire i voti per bocciare un emendamento tecnico è stato, per molti versi, sconcertante. Quel “no” secco ha impedito di saldare i conti con chi ha lavorato duramente per la realizzazione del Palio. Parliamo di artigiani locali, di associazioni, di gente che si spende ogni giorno per il territorio e che si è vista voltare le spalle proprio da chi, come il PD, storicamente e per statuto, dovrebbe tutelare la dignità del lavoro. Una contraddizione stridente che, a quanto trapela, ha fatto storcere il naso anche ai vertici provinciali e regionali degli stessi partiti, increduli di fronte a una manovra che colpisce il tessuto produttivo locale pur di fare uno sgambetto alla giunta.

Lo sport negato ai giovani nonostante i conti in ordine

Ma la battaglia si sposta ora su un terreno ancora più delicato, quello che tocca il futuro dei nostri figli: lo sport. C’è la possibilità concreta di intercettare un finanziamento per costruire un nuovo stadio, un’opera che in una città dove lo sport vive un momento di grande fermento varrebbe oro colato. Eppure, l’opposizione alza le barricate parlando di costi insostenibili e mutui imprudenti. Un argomento che stride violentemente con la realtà dei fatti e con il buon senso. I conti del Comune sono stati risanati da questa amministrazione, siamo ormai fuori dal tunnel della procedura di rientro dal deficit e vantiamo addirittura un avanzo di oltre un milione di euro. Dire no a questo investimento oggi significa negare ai nostri ragazzi un luogo sano dove crescere, togliere l’unica vera medicina preventiva contro quel disagio e quella violenza giovanile che troppo spesso riempiono le nostre cronache nere.

È tempo che la città alzi la testa

Non possiamo più permetterci il lusso di restare a guardare in silenzio mentre Piazza Armerina viene sacrificata sull’altare di tatticismi che nulla hanno a che vedere con il bene pubblico. La nostra comunità non merita questo trattamento. I cittadini hanno il diritto e il dovere di indignarsi, di chiedere conto di scelte che sembrano dettate solo dalla volontà di distruggere l’avversario politico, anche se questo significa affondare la nave su cui viaggiamo tutti. Serve una mobilitazione delle coscienze, un sussulto d’orgoglio civile che dica basta a questo modo tossico di intendere le istituzioni. Perché quando la politica perde di vista le persone per guardare solo al proprio ombelico, ha già perso la sua battaglia più importante.

Nicola Lo Iacono

Piazza Armerina, dalla Regione in arrivo oltre 98 mila euro di premialità per la differenziata. Arancio:” Continueremo a migliorare”

Ne avevamo già parlato nei giorni scorsi e ora arriva la conferma ufficiale che attendevamo. Una boccata d’ossigeno per le casse comunali e un riconoscimento importante per la città dei mosaici arrivano direttamente da Palermo. Il Dipartimento dell’Acqua e dei Rifiuti della Regione Siciliana ha approvato l’elenco dei comuni virtuosi che hanno diritto alle premialità per i risultati ottenuti nella raccolta differenziata. L’assessore Concetto Arancio ha voluto commentare a caldo la notizia, sottolineando il peso specifico di questo traguardo.

«Il risultato raggiunto assume ancora maggiore valore considerando le difficoltà operative che negli ultimi anni hanno interessato il servizio, non sempre all’altezza degli standard desiderati», dichiara l’amministratore, mettendo subito in chiaro il contesto non semplice in cui si è operato. «Nonostante ciò, siamo riusciti a mantenere alti i livelli di raccolta differenziata. L’obiettivo ora è continuare a migliorare e puntare al superamento del 65%».

I numeri del successo e il nodo della grande distribuzione

arancio

Concetto Arancio

Entrando nel merito delle cifre, il Comune di Piazza Armerina incasserà una somma superiore ai 98.000 euro. Un tesoretto guadagnato grazie al raggiungimento di una soglia di differenziata pari a circa il 62%. Un dato che merita una lettura più approfondita. Secondo quanto riferito dall’amministrazione, infatti, la percentuale reale supererebbe abbondantemente il 65% se nel conteggio venisse inserito anche il cartone conferito direttamente dalla grande distribuzione, che spesso sfugge alle statistiche standard pur essendo materiale sottratto alla discarica.

Un segnale positivo in un contesto regionale difficile

Questo riconoscimento non va letto soltanto come un dato contabile. In un momento storico in cui gli impianti di smaltimento siciliani sono prossimi alla saturazione e la gestione dei rifiuti rappresenta una delle emergenze più complesse per l’isola, ridurre il conferimento in discarica è un atto di responsabilità collettiva. Si tratta di un contributo concreto alla tutela delle risorse ambientali che va oltre il semplice obbligo normativo.

L’assessore Arancio ha tenuto a ringraziare chi ha reso possibile questo risultato: «Un sentito grazie a tutti i cittadini, all’Ufficio Ambiente, alla polizia locale, agli operatori ecologici e a tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo importantissimo risultato. Questo traguardo è la dimostrazione che l’impegno collettivo produce benefici reali per la nostra comunità». Ora la sfida si sposta sul futuro, con l’asticella fissata ancora più in alto per rendere Piazza Armerina sempre più sostenibile.

Piazza Armerina, al Teatro Garibaldi la sfida contro la ludopatia con il progetto “Gam_ing Over”

Il contrasto alle dipendenze patologiche passa attraverso l’informazione corretta e la presenza attiva sul territorio. È con questo spirito che il prossimo 12 dicembre il Teatro Garibaldi aprirà le sue porte a un importante momento di riflessione collettiva. L’amministrazione comunale ha infatti concesso il patrocinio gratuito all’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna per la realizzazione dell’evento legato ai progetti “Gam_ing OVER_Community” e “Gam_ing OVER School”. Si tratta di un’iniziativa dal forte impatto sociale che punta ad accendere i riflettori su una problematica sempre più diffusa e spesso silenziosa come la dipendenza da gioco d’azzardo.

Una mattina dedicata alla prevenzione e al confronto

L’evento si svolgerà dalle ore 10:00 alle ore 12:00 e vedrà il coinvolgimento diretto delle istituzioni sanitarie e locali. L’obiettivo primario è quello di prevenire e sensibilizzare non solo la rete dei servizi già presenti sul territorio ma l’intera comunità locale sui rischi concreti derivanti dalla DGA, ovvero la Dipendenza da Gioco d’Azzardo. L’amministrazione guidata dal sindaco Antonino Cammarata ha accolto favorevolmente la proposta riconoscendo l’alta valenza sociale, aggregativa e culturale dell’iniziativa. È fondamentale sottolineare come queste funzioni rappresentino un’opportunità di aggregazione e socializzazione capace di rafforzare il tessuto cittadino di fronte a minacce insidiose per la salute pubblica.

Educare per proteggere: gli obiettivi del progetto

Il progetto elaborato dalla Direzione Strategica dell’Asp di Enna non si limita a un semplice incontro formale ma entra nel vivo delle dinamiche sociali e scolastiche. Tra gli obiettivi specifici del ramo “Community” vi è l’aumento della consapevolezza sulle problematiche legate al gioco online e la promozione del gioco responsabile e della legalità. Parallelamente il filone dedicato alle scuole mira a potenziare i fattori individuali di protezione tra gli studenti e a incrementare nei genitori la percezione dei rischi.

 

Piazza Armerina: il sindaco rivendica il risanamento e critica la gestione di alcuni fondi regionali

In un clima politico sempre più teso, il sindaco di Piazza Armerina, Nino Cammarata, sceglie la via della comunicazione diretta. Attraverso un video, il primo cittadino ha tracciato un bilancio netto dell’azione amministrativa, scavalcando quella che definisce una narrazione da parte di alcuni distorta e parziale.

Al centro dell’intervento, durato poco più di venti minuti, non solo la rivendicazione dei risultati finanziari che segnano l’uscita dell’ente dal dissesto, ma anche un duro attacco frontale alle opposizioni e a certe dinamiche della politica regionale, accusate di frenare lo sviluppo strutturale della città dei mosaici per fini propagandistici.

L’addio al dissesto e il “tesoretto” di bilancio

Il cuore politico dell’intervento riguarda la salute finanziaria del Comune. Cammarata ha annunciato con forza che il rendiconto 2023, prossimo all’approdo in Consiglio Comunale, certificherà ufficialmente la fine della fase di dissesto finanziario che ha caratterizzato l’ente dal 2019 al 2023. I numeri presentati dal sindaco delineano un quadro più roseo delle aspettative: rispetto alle ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato approvate dal Ministero dell’Interno, le casse comunali registrano un avanzo di amministrazione di circa un milione di euro (846.000 euro di avanzo libero più accantonamenti). Un risultato che l’amministrazione legge come la prova inconfutabile di una gestione oculata della spesa pubblica e di un risanamento compiuto.

La battaglia sui fondi cultura e il Palio dei Normanni

Non si placano le polemiche sulla gestione delle risorse derivanti dallo sbigliettamento del Parco Archeologico della Villa Romana del Casale. Il sindaco ha respinto al mittente le accuse del Partito Democratico e dell’opposizione consiliare riguardanti presunte irregolarità nell’uso del 15% degli introiti spettanti al Comune. Cammarata ha chiarito che le annualità 2023 e 2024 sono state regolarmente rendicontate e liquidate dall’ente Parco, a conferma della legittimità delle spese sostenute per il Palio dei Normanni e per i festeggiamenti patronali. L’accusa politica è pesante: l’opposizione, bocciando le variazioni di bilancio, avrebbe tentato di bloccare risorse vitali che hanno permesso non solo di garantire gli eventi estivi, ma anche di coprire spese che altrimenti avrebbero gravato sul bilancio ordinario dell’ente.

Infrastrutture sportive: corsa contro il tempo

Sul fronte delle opere pubbliche, luci e ombre si alternano. Se da un lato l’amministrazione si prepara all’inaugurazione del nuovo Palazzetto dello Sport, definito un’eccellenza nel panorama siciliano, dall’altro si apre una corsa contro il tempo per il nuovo stadio comunale. La partita si gioca sui tempi della burocrazia e dell’ostruzionismo politico: c’è una finestra temporale che si chiude il 5 dicembre per accedere ai mutui a tasso zero dell’Istituto per il Credito Sportivo. Una fiche fondamentale per la riqualificazione dello stadio, che rischia però di saltare se il Consiglio Comunale non approverà in tempi record il rendiconto 2023, presupposto indispensabile per l’accesso al credito.

Lo strappo istituzionale sui fondi regionali

Il passaggio politicamente più rilevante riguarda però i rapporti con la Regione Siciliana. Cammarata ha reso nota una lettera inviata alla Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) per contestare la pratica dei finanziamenti “a pioggia” derivanti da iniziative parlamentari non concordate. Il casus belli è uno stanziamento di 125.000 euro destinato al Villaggio San Marco, una cifra che il sindaco giudica irrisoria e inadeguata rispetto alle reali necessità infrastrutturali della zona (strade, fognature, verde pubblico), per le quali servirebbero investimenti ben più massicci. L’accusa è di “propaganda sulla pelle dei cittadini”: interventi spot che creano aspettative irrealizzabili e confusione amministrativa, contrapposti alla pianificazione strutturale che, secondo il sindaco, aveva caratterizzato la precedente stagione di governo regionale.

Cantieri aperti e prospettive

In chiusura, il sindaco ha elencato i cantieri in corso come prova della concretezza amministrativa: dai lavori in Via Verga, attesi da quarant’anni per la messa in sicurezza del quartiere Canali, alla riqualificazione dell’Ufficio per l’Impiego (Centro per l’Impiego) e agli interventi in Contrada Muliano finanziati con il PNRR. Il messaggio finale è un appello alla responsabilità: in un momento storico in cui Piazza Armerina sta vivendo una rinascita sportiva e turistica, l’amministrazione chiede alle forze politiche di abbandonare la logica del “no a priori” per non perdere le opportunità di sviluppo che, tra scadenze tecniche e bilanci da approvare, non aspetteranno i tempi della dialettica politica locale.

Piazza Armerina – Natale di note a Palazzo Trigona: svelato il prestigioso calendario dei concerti

La magia del Natale a Piazza Armerina si arricchisce di un nuovo, raffinato capitolo culturale. Nella suggestiva cornice di Palazzo Trigona, sede del Museo della Città e del Territorio, sta per prendere il via una rassegna concertistica di altissimo profilo che accompagnerà cittadini e visitatori durante tutte le festività, dal 23 dicembre fino all’Epifania. Un’iniziativa che conferma la vocazione della città dei mosaici come polo di attrazione non solo turistica, ma anche artistica, grazie a una strategia che punta sulla qualità e sulle collaborazioni istituzionali d’eccellenza.

messina pc24

Ettore Messina

A presentare il cartellone è l’assessore al Turismo e Spettacolo, Ettore Messina, che ha voluto sottolineare l’importanza della sinergia messa in campo per la realizzazione di questi appuntamenti. «Siamo orgogliosi e lieti di annunciare il calendario dei concerti che si terranno al Palazzo Trigona durante il periodo natalizio — dichiara l’assessore Messina — Si tratta di eventi di grande prestigio, promossi dal Parco Archeologico della Villa Romana del Casale, all’interno del quale abbiamo l’onore di far parte del Comitato Tecnico-Scientifico. Un nuovo appuntamento con la grande cultura, nel cuore di una città d’arte che continua a crescere e a distinguersi nel panorama culturale siciliano».

La rassegna si aprirà il 23 dicembre con le delicate sonorità della chitarra classica, per poi proseguire con due appuntamenti dedicati al pianoforte che vedranno l’esecuzione di brani immortali, da Bach a Chopin, passando per le atmosfere sudamericane di Piazzolla. Una proposta variegata pensata per soddisfare i palati più esigenti e per offrire, gratuitamente, momenti di assoluta bellezza all’interno di uno dei luoghi simbolo della città.

Di seguito il programma dettagliato degli appuntamenti previsti a Palazzo Trigona (Museo Trigona):

Di seguito il programma dettagliato degli appuntamenti previsti a Palazzo Trigona (Museo Trigona):

Data Ora Artista / Evento Programma e Compositori (selezione)
23 Dicembre 19.00 Edith Pageaud (Chitarra) Musiche di J.K. Mertz, F. Schubert, S. Rachmaninov, A. Tansman e altri.
29 Dicembre 19.00 Kristina Miller (Piano) Musiche di J.S. Bach/Busoni, F. Liszt, A. Rosenblatt (Sonata No. 4 “Kristina”).
06 Gennaio 19.00 Piano Recital (Concerto dell’Epifania) Musiche di W. Byrd, J.S. Bach, F. Chopin, E. Lecuona, J. Strauss II, A. Piazzolla.

Un calendario che promette emozioni e che ribadisce come Piazza Armerina stia investendo con decisione sulla cultura come motore di sviluppo e coesione sociale, offrendo un Natale all’insegna della grande musica.

Piazza Armerina – Una nuova conifera al Giardino Garibaldi: l’UCIIM celebra la vita e il futuro

Il prossimo 12 dicembre il cuore verde di Piazza Armerina tornerà a battere al ritmo di una tradizione che unisce speranza e rispetto per l’ambiente. Alle ore 10.30 il Giardino Garibaldi ospiterà l’iniziativa intitolata «Un albero per la vita», un evento organizzato dalla sezione locale dell’UCIIM (Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Educatori, Formatori). La manifestazione si pone l’obiettivo di celebrare la vita in tutte le sue forme attraverso un gesto antico e potente come la messa a dimora di una pianta.

L’associazione guidata dalla presidente professoressa Marianna La Malfa rinnoverà questo appuntamento significativo con la cittadinanza. Al centro della cerimonia ci sarà la piantumazione di una conifera che vuole rappresentare un simbolo di forza e longevità dedicato a tutti i bambini nati nel corso dell’anno 2025 e residenti nella città dei mosaici. Non si tratta soltanto di arricchire il patrimonio botanico della villa comunale ma di creare un legame tangibile tra le nuove generazioni e la terra che le accoglie.

La sinergia tra istituzioni e mondo della scuola

La riuscita dell’evento è garantita dalla preziosa collaborazione del Corpo Forestale che offrirà il proprio supporto tecnico e logistico per la corretta messa a dimora dell’albero. L’invito a partecipare è stato esteso alle massime autorità cittadine tra cui il Sindaco, i dirigenti delle istituzioni scolastiche, le autorità civili, religiose e militari oltre ai rappresentanti dei club service e delle associazioni locali.

Un ruolo di primo piano sarà riservato proprio al mondo dell’istruzione. L’UCIIM ha infatti auspicato vivamente la presenza di una rappresentanza di studenti delle scuole cittadine. Coinvolgere i giovani in questo rito collettivo significa trasmettere loro l’importanza della cura per il bene comune e la tutela del creato. Vedere le nuove generazioni radunarsi attorno a un albero appena piantato diventa così un messaggio educativo potentissimo che va oltre le parole e si radica nell’esempio concreto. La cittadinanza è invitata a condividere questo momento di festa e riflessione che guarda al futuro con fiducia e responsabilità.

Piazza Armerina – L’Eremo di Leano apre le porte: un viaggio tra fede e natura sul cammino di San Giacomo

Oggi vi portiamo dentro un luogo dove il tempo sembra essersi fermato e la natura abbraccia la spiritualità con una forza che lascia senza fiato. Attraverso questa galleria fotografica vi invitiamo a varcare con noi la soglia dell’antico Eremo di Leano. Si tratta di uno scrigno verde che il paesaggio ha protetto gelosamente per secoli regalandogli un silenzio così profondo e denso da sembrare quasi palpabile. Le immagini che scorreranno sotto i vostri occhi non raccontano solo di pietre e alberi ma testimoniano un’atmosfera capace di ispirare il raccoglimento più sincero e immediato.

L’accoglienza dei padri e la visione del futuro

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Totò Trumino

Nel cuore pulsante di questo scenario suggestivo abbiamo ricevuto un’accoglienza che profuma di antico e di sacro. Ad attenderci c’erano due figure carismatiche: i frati ortodossi padre Efrem e padre Eugenio. Sono stati loro ad aprirci le porte degli interni mostrandoci ambienti carichi di storia e testimoni di una fede semplice ma incredibilmente potente. Quello che documentiamo oggi però non è soltanto un sopralluogo per ammirare le bellezze esistenti. È una vera e propria visione del domani.

Una nuova tappa per i pellegrini

I religiosi ci hanno reso partecipi di un progetto ambizioso e bellissimo che punta a far risorgere l’Eremo di Leano come fulcro vitale di accoglienza. L’obiettivo è trasformare questo angolo di paradiso in un rifugio sicuro per i pellegrini che percorrono i sentieri del Cammino di San Giacomo. Qui il viandante potrà trovare non solo riposo per le gambe ma un luogo di autentica tranquillità e profonda spiritualità. Siamo grati per questa esperienza che ci ricorda il valore dell’ospitalità: presto l’Eremo tornerà a essere la casa di tutti coloro che cercano il proprio percorso interiore.

Totò Trumino

Associazioni di Piazza Armerina unite nel segno della pace: un omaggio alle donne vittime dei conflitti

Piazza Armerina si è fermata per riflettere. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, le associazioni femminili della città dei mosaici hanno scelto di ritrovarsi in un luogo simbolo, davanti alle panchine rosse, per lanciare un messaggio che travalica i confini nazionali. Quest’anno, la narrazione si è spostata dalla cronaca nera domestica, purtroppo sempre attuale, a una prospettiva globale e straziante: la condizione delle donne nei teatri di guerra. A fare gli onori di casa è stata Loretta Vargiu, che ha introdotto l’evento sottolineando la presenza coesa di realtà importanti come Fidapa, Cif, Club Unesco, Inner Wheel, Uciim e l’associazione I-Park. Par l’amministrazione comunale presenti gli assessori Deborha Zanerolli e Giuseppe Capizzi

Lo scenario era reso eloquente da sagome mute, testimoni silenziose posizionate per rappresentare le donne del Sudan, dell’Afghanistan, della Palestina, del Myanmar e dell’Ucraina. Vargiu ha spiegato con chiarezza l’intento della manifestazione: dedicare la giornata a chi subisce la violenza bellica, donne spesso dimenticate che vivono l’orrore quotidiano dei conflitti. Un impegno che passa anche dalla cura dei simboli cittadini, con la promessa condivisa di restaurare il colore rosso delle panchine, ormai sbiadito dal tempo ma non nel significato.

Cultura ed educazione come armi contro la barbarie

L’intervento di Anna Di Rosa, in rappresentanza del Club Unesco, ha posto l’accento sui valori fondamentali della cultura e dell’educazione. Non si può parlare di diritti senza costruire le basi per la pace, un obiettivo che deve coinvolgere soprattutto le giovani generazioni. Di Rosa ha ricordato il monumento per la pace di Fundrò, annunciando il prossimo ripristino della targa commemorativa, rimossa per necessari lavori di restauro. Un segnale tangibile di come la memoria e i simboli siano necessari per mantenere viva la coscienza collettiva.

A dare profondità emotiva all’incontro è stata Agata Mulé, per l’associazione I-Park. Le sue parole hanno evocato il pensiero di Virginia Woolf, ricordando come le donne non abbiano mai scatenato le guerre, ma si ritrovino sempre a subirne le conseguenze più atroci. Ha descritto la condizione di sospensione in cui vivono le madri e le figlie nei territori occupati: prive di acqua, elettricità e servizi essenziali, costrette a proteggere la vita mentre tutto intorno parla di morte. Le sagome esposte non sono solo cartone, ma la metafora di una solitudine tragica che interroga le nostre coscienze.

Un esercito disarmato e la lotta alle nuove violenze

Il messaggio di Marianna La Malfa è stato breve ma incisivo: l’invito a essere tutti “costruttori di pace”, definendo le donne e gli uomini di buona volontà come un “esercito disarmato e disarmante”. Un concetto potente che contrappone la forza del dialogo alla logica della sopraffazione. A seguire, Mirella Calcagno dell’Inner Wheel ha allargato lo sguardo alla campagna Onu “Orange the World”, focalizzandosi su un nemico subdolo e moderno: il cyberbullismo. La violenza oggi corre anche sui fili della rete, colpendo le giovanissime. Calcagno ha ribadito la necessità che gli uomini siano i primi difensori delle donne, costruendo un futuro basato sull’unione e non sulla prevaricazione.

L’assessore Deborha Zanerolli : la responsabilità collettiva e il ricordo di Sandra Crescimanno

L’intervento dell’assessore Deborha Zanerolli ha segnato un momento di forte connessione tra le istituzioni e il tessuto sociale cittadino. Portando i saluti dell’amministrazione comunale, Zaneroli ha voluto ringraziare le associazioni presenti non solo per l’evento odierno, ma per la costanza con cui operano sul territorio. L’assessore ha sottolineato come la battaglia contro la violenza di genere non possa esaurirsi in una singola data sul calendario, ma debba trasformarsi in un esercizio quotidiano di educazione e consapevolezza. Ha ricordato con emozione l’inaugurazione avvenuta lo scorso anno della piazza antistante il comando dei Vigili Urbani, intitolata alla concittadina Sandra Crescimanno, anch’ella vittima di violenza. Un gesto concreto per ancorare la memoria alla toponomastica della città.

Il cuore del discorso si è poi spostato sul ruolo educativo delle famiglie e della scuola. «Dobbiamo insegnare ai nostri figli e ai nostri nipoti che la libertà è uno dei principi più nobili», ha affermato l’assessore, ribadendo che l’amore vero non limita mai la libertà altrui e che le scelte degli altri non devono mai diventare un pretesto per ferire. Zanerolli ha poi concluso con una riflessione potente sul simbolo della giornata: la panchina rossa. «Non è un semplice elemento di arredo urbano», ha precisato con forza, ma un monito visivo che ci ricorda il “posto vuoto” lasciato da tutte le donne che hanno subito violenza e il sangue versato. Un impegno, quello assunto dall’amministrazione, che intende proseguire nel tempo per evitare che la rassegnazione prenda il sopravvento sull’indignazione e sulla speranza.

La Villa Romana nel mirino: il direttore Nicotra risponde alle accuse di degrado

Non c’è tregua per la città dei mosaici. Mentre ancora bruciano le polemiche politiche legate alla mancata rettifica della variazione di bilancio da parte dell’opposizione a Cammarata e alle conseguenze sui lavoratori, Piazza Armerina subisce un nuovo attacco, questa volta mediatico. L’affondo arriva dalle colonne del Corriere della Sera a firma di Gian Antonio Stella. L’articolo dipinge una gestione del sito Unesco della Villa romana del Casale segnata da incuria e abbandono, scatenando l’immediata e ferma reazione di Carmelo Nicotra (nella foto). Il direttore del Parco Archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale non ci sta e affida ai social una replica puntuale definendo il pezzo «volutamente denigratorio e diffamante».

Secondo Nicotra le informazioni riportate dalla stampa nazionale sembrano frutto di un collage distorto finalizzato a mettere in cattiva luce il patrimonio armerino. Chi legge quel testo potrebbe pensare a una Villa in stato di degrado tale da non meritare visita o devastata da fantomatiche alluvioni. La realtà descritta dal direttore è ben diversa. I numeri parlano chiaro con oltre 500.000 visitatori registrati durante la sua breve gestione e una struttura perfettamente fruibile. Nicotra smonta pezzo per pezzo la narrazione catastrofica, chiarendo che il nubifragio citato ha causato solo una parziale copertura dei mosaici esterni al Triclinio con detriti subito rimossi, mentre sono già in atto lavori per deviare il flusso delle acque piovane.

La questione dei progetti e i fondi per la ricerca

Uno dei punti più caldi della contestazione riguarda la presunta assenza di progetti esecutivi per la manutenzione straordinaria. Il direttore smentisce categoricamente bollando come assolutamente falsa questa ricostruzione. Il progetto esecutivo esiste ed è approvato. L’attesa attuale dipende esclusivamente da passaggi burocratici legati alla delibera CIPESS 34/2025 che impone una riprogrammazione dei fondi POC Sicilia 2014-2020. Non si tratta di immobilità ma di rispetto delle procedure amministrative necessarie per indire la gara.

Anche sul fronte della ricerca archeologica la direzione del Parco respinge le accuse al mittente. Lungi dall’essere stati tagliati i fondi per le missioni sono stati addirittura raddoppiati. A testimonianza di ciò vi è la collaborazione attiva con prestigiosi istituti come l’Università di Trento, quella di Messina, il CNR di Roma, l’Università di Bologna e la University of Virginia. Un fermento scientifico che contrasta nettamente con l’immagine di un sito abbandonato a se stesso.

L’invito a Piazza Armerina e il clima tossico

Tra le righe della difesa emerge anche la frustrazione per problemi annosi come quello dei piccioni per i quali il Parco ha tentato ogni strada possibile, dai falconieri ai dissuasori sonori fino ai droni, chiedendo ora soluzioni definitive che comunque rispettino gli animali. Nicotra conclude il suo intervento con un invito diretto a Gian Antonio Stella. Lo esorta a visitare personalmente il Parco magari in occasione della prossima inaugurazione della nuova illuminazione interna per rendersi conto di persona del lavoro svolto in questi sedici mesi.

L’amarezza finale del direttore tocca però un tasto dolente per l’intera comunità. Egli denuncia un «clima tossico» presente nella politica locale che finisce per danneggiare il territorio e i cittadini. Un appello che suona come un monito in un momento in cui Piazza Armerina avrebbe bisogno di unità per difendere e valorizzare il suo bene più prezioso piuttosto che vederlo trascinato in polemiche strumentali.

Piazza Armerina: non tende a placarsi la polemica sulla bocciatura della variazione di bilancio per pagare chi ha lavorato per il Palio.

È un clima da resa dei conti quello che si respira tra i banchi del consiglio comunale, dove la dialettica politica ha lasciato spazio a uno scontro frontale tra l’amministrazione e l’assemblea cittadina. Al centro della contesa, una variazione di bilancio cruciale per la copertura finanziaria degli eventi estivi più identitari della città: il Palio dei Normanni e i festeggiamenti per la Madonna delle Vittorie. Nonostante l’appello accorato e a tratti durissimo del primo cittadino, l’aula ha scelto la via del muro contro muro, respingendo la ratifica dell’atto.

La legittimità dell’atto e l’accusa di strumentalizzazione

L’intervento del sindaco Nino Cammarata si è trasformato in un atto d’accusa nei confronti di una parte del consiglio, tacciata senza mezzi termini di agire per “faziosità” e “assoluta mala fede”. Il primo cittadino ha difeso strenuamente la correttezza tecnica e amministrativa della manovra finanziaria, sottolineando come l’atto fosse non solo “consentito e previsto dalla legge”, ma anche avallato dal parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti.

“Volevo fare un intervento diverso, ma la frustrazione è comprensibile quando si tenta di far passare il messaggio che abbiamo compiuto atti illegittimi”, ha tuonato Cammarata, rivolgendosi direttamente ai consiglieri di opposizione, tra cui Azzolina e Arena. La tesi del sindaco è chiara: la variazione di bilancio era un atto dovuto e necessario, compiuto dalla giunta in una fase d’urgenza per garantire lo svolgimento delle manifestazioni, e il rifiuto della ratifica da parte dell’aula non avrebbe basi tecniche, ma esclusivamente politiche. “Se dite che la responsabilità è mia, mentite sapendo di mentire”, ha aggiunto, sfidando l’aula a giustificare il voto contrario di fronte alla città.

Il paradosso dei fondi e il rischio per il turismo

Uno dei passaggi più critici del dibattito ha riguardato la provenienza e la destinazione delle risorse. Si parla di circa 65.000 euro, fondi che l’amministrazione rivendica di aver reperito esternamente, nonostante la situazione di dissesto finanziario dell’ente. Per Cammarata, la capacità di attrarre finanziamenti regionali per il completamento del cartellone estivo avrebbe dovuto essere accolta con favore, non osteggiata.

Il sindaco ha evidenziato il paradosso di un’opposizione che, a suo dire, sperava nel fallimento della stagione estiva e che ora, di fronte al successo degli eventi, sceglie di bocciare la copertura delle spese per “il mero piacere di avere i numeri in più in aula”. Il rischio, paventato con forza, è quello di compromettere l’immagine turistica della città e la gestione del suo evento principale, il Palio dei Normanni, sacrificati sull’altare di una guerra di posizioni.

La conta dei voti: l’opposizione fa muro

La tensione accumulata durante l’intervento del sindaco si è cristallizzata al momento della votazione nominale. Nonostante gli avvertimenti sulle conseguenze politiche e amministrative del gesto, la maggioranza dei consiglieri presenti ha espresso voto sfavorevole.

La sequenza dei “contrario” pronunciati dai consiglieri — tra cui Grancagnolo, Filetti, Marino, Di Seri e Cursale, — ha sancito la bocciatura della proposta. L’esito del voto certifica una frattura ormai profonda tra l’esecutivo e il legislativo locale, aprendo una fase di incertezza sulla gestione economica degli eventi già realizzati e proiettando un’ombra lunga sulla governabilità dei prossimi mesi. Quella che doveva essere una ratifica tecnica si è trasformata in un segnale politico inequivocabile: l’opposizione non fa sconti neanche se ci sono in mezzo gli interessi dei lavoratori

cammarata

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Piazza Armerina – UniPop Nigrelli racconta l’eccellenza siciliana: a lezione di impresa con l’agronomo Dario Rinaldi

L’Università Popolare “Ignazio Nigrelli” rinnova il suo impegno nella valorizzazione del genio imprenditoriale siciliano, accendendo ancora una volta i riflettori su quelle storie di “visionari” che, partendo dall’entroterra, hanno saputo conquistare mercati internazionali con caparbietà e fantasia. Seguendo il solco tracciato negli anni passati — che ha visto protagonisti talenti come l’orafa leonfortese Giuliana Di Franco, la cooperativa siracusana “L’Arcolaio” e i mastri cartai Francesco e Giuseppe Lo Gioco — il prossimo appuntamento in calendario per venerdì 21 novembre sarà interamente dedicato a Dario Rinaldi. Agronomo originario di Nissoria, Rinaldi è riuscito a trasformare la profonda conoscenza della terra in un’arte distillatoria d’eccellenza, creando un’azienda che oggi esporta il “sapore” della Sicilia ben oltre i confini nazionali. L’evento si preannuncia come un’occasione imperdibile non solo per ascoltare la genesi di un successo imprenditoriale costruito giorno per giorno, ma anche per vivere un momento conviviale attraverso la degustazione dei suoi distillati, tangibile prova di come innovazione e professionalità possano fiorire anche nelle aree interne dell’Isola.

Piazza Armerina, dal 6 dicembre i Mercatini di Natale in piazza Cascino.

La magia del Natale si prepara a scendere su Piazza Armerina e lo fa grazie all’iniziativa promossa da un Comitato Spontaneo dei Commercianti. La Giunta Comunale, con la delibera n. 215 del 18 novembre 2025 , ha infatti concesso il patrocinio gratuito per l’organizzazione del “Mercatino di Natale 2025”.  Il progetto prevede l’installazione di 12 stand in Piazza Generale Cascino, nel suggestivo “Giardinetto Andrea Cursale” dedicate alla vendita di articoli natalizi, ma anche, grazie al  coinvolgimento di operatori commerciali abilitati e artigiani, alla degustazione di prodotti tipici delle festività.

Quando e dove: le date da segnare in calendario

Il Mercatino di Natale animerà la piazza nel periodo dal 6 al 23 dicembre 2025 e farà una gradita apparizione anche in occasione dell’Epifania 2026. L’Amministrazione Comunale, riconoscendo la validità dell’iniziativa e le sue positive ricadute sul territorio, ha ritenuto di accogliere la domandaL’obiettivo è chiaro: animare il territorio, durante il periodo natalizio , un momento di grande afflusso di visitatori e di rientro in città per molti concittadini. L’iniziativa è un bel segnale di collaborazione tra l’Amministrazione e le forze vive del commercio locale, un’occasione per rendere le feste piazzesi ancora più memorabili e accoglienti.

Una tradizione che risale al 1400

La tradizione dei mercatini di Natale ha radici profonde che risalgono al tardo Medioevo nelle regioni dell’Europa centrale, in particolare tra Germania e Alsazia. Nati originariamente come semplici mercati settimanali o di fine anno per permettere alla gente di fare scorte per l’inverno, si sono evoluti nel tempo in eventi festivi dedicati allo spirito natalizio.
Il primo mercatino di Natale documentato ebbe luogo a Dresda nel 1434, chiamato “Striezelmarkt” (mercato dello Stollen, il dolce natalizio tipico). Da allora, la tradizione si è diffusa, diventando un elemento cardine del periodo dell’Avvento. L’obiettivo iniziale di acquistare beni di prima necessità si è trasformato nell’occasione per socializzare, gustare cibi tipici, acquistare decorazioni e regali, e immergersi nell’atmosfera magica delle feste.

Emendamento bocciato dall’opposizione in consiglio comunale, a Natale aziende, professionisti e associazioni non vedranno i soldi.

Un Natale con l’amaro in bocca per molti. È la prima amara conseguenza della bocciatura, avvenuta ieri sera in Consiglio Comunale a Piazza Armerina, di un emendamento tecnico che puntava a sbloccare i pagamenti per le aziende, le associazioni, gli artigiani e i professionisti che hanno collaborato alla realizzazione del Palio dei Normanni edizione 2025. Una modifica al bilancio vitale per onorare gli impegni presi: senza quel via libera, le somme attese per dicembre, fondamentali per le spese natalizie di molte famiglie, restano congelate.

Il cuore della polemica: quel 15% conteso e la contestazione

L’opposizione ha votato compatta contro l’approvazione, sollevando una precisa contestazione all’amministrazione: aver destinato in modo ritenuto non conforme alla norma il 15% dei ricavi ottenuti dalla vendita dei biglietti della Villa Romana del Casale. Una mossa che ha spaccato l’aula, trasformando una discussione tecnica in un vero e proprio scontro politico. L’amministrazione, sostenuta dalla maggioranza, ha tentato fino all’ultimo di perorare la causa di una “posizione più elastica”. Hanno ricordato che la convenzione stipulata con la Regione per l’uso di quel 15% prevede che i fondi siano spesi per la promozione turistica della Villa e, si sono chiesti, quale miglior veicolo promozionale del Palio dei Normanni? Ma la questione più urgente e sentita è un’altra: quei soldi erano attesi in gran parte da padri di famiglia e lavoratori che facevano affidamento su quegli importi per trascorrere un Natale più sereno.

La rigidità della norma contro l’urgenza dei pagamenti

L’atteggiamento dell’opposizione è stato di netta chiusura. Intervenendo nel dibattito, i consiglieri Massimo Di Seri (FI), Andrea Arena e Dario Azzolina (PD) hanno rimarcato che l’errore interpretativo della norma che regola l’uso del 15% impedisce di dare un parere favorevole al pagamento. Un parere supportato anche dai revisori dei conti che nei mesi scorsi avevano già sollevato alcune perplessità sull’operazione. Una presa di posizione strettamente contabile, insomma, a fronte di una situazione che richiedeva anche una valutazione sociale ed economica. Precisiamo che le somme provenienti dai biglietti venduti per visitare la Villa romana del Casale sono un indennizzo al comune per l’afflusso turistico, un tempo pari al 30% e poi stabilizzato al 15%, utilizzabile per opere pubbliche ma anche per la promozione dello stesso sito archeologico: nella prassi è sempre stato lasciato all’amministrazione comunale decidere in cosa e come  investire quei soldi.

Dovere e prassi: una lunga storia di interpretazioni elastiche

Nella realtà dei fatti, chi ha ragione? Entrambe le parti detengono un pezzo di verità. È innegabile che la spesa del 15% richiederebbe una maggiore attenzione nella ripartizione tra attività di richiamo, comunicazione diretta, investimenti collaterali. Però, è altrettanto vero che da quando questa rendita della Villa Romana è inserita nel bilancio comunale, tutte le amministrazioni che si sono succedute hanno usato le somme in maniera molto elastica. Le opposizioni, nel tempo, hanno contestato, sì, ma non hanno mai bloccato i pagamenti, evitando di danneggiare sia l’immagine del comune sia, soprattutto, i privati che non hanno alcuna colpa.

Le conseguenze e la partita finale in Consiglio: i cittadini pagano il prezzo

Cosa accadrà ora? La contestazione dell’opposizione si traduce immediatamente in una perdita secca di liquidità per i privati. Questi ultimi, dopo una lunga e incerta procedura, forse potranno riscuotere parte del loro credito, a meno che l’amministrazione non riesca ad approvare il bilancio prima del 31 dicembre. Una corsa contro il tempo che, se vinta, consentirebbe di sanare la posizione debitoria dell’ente. La partita si sposta di nuovo in Consiglio Comunale, dove il dibattito di ieri sera è stato infiammato da accuse e offese tra chi chiedeva di tutelare i lavoratori e chi si attestava rigidamente sulle posizioni contabili. Quel che è certo è che, al centro di questa disputa senza esclusione di colpi, restano come al solito i cittadini, unici e veri danneggiati.

Rifiuti, Arancio replica al Pd: «Fatti contro polemiche, l’adesione votata anche da voi»

Sulla questione della gestione dei rifiuti i fatti parlano molto più forte delle polemiche. È questo il messaggio centrale che arriva dall’assessore all’Ambiente e Territorio, Concetto Arancio, deciso a fare chiarezza dopo le recenti critiche mosse dal Partito Democratico. Una replica che non si limita alla difesa d’ufficio ma entra nel merito della storia amministrativa della città, ricordando come certe scelte abbiano radici lontane e colori politici ben precisi. L’assessore sottolinea infatti come il passaggio dall’ATO Enna 1 alla SRR ATO 4 CL non sia un’invenzione dell’attuale giunta Cammarata, bensì un percorso avviato il 17 ottobre 2012 sotto l’amministrazione Nigrelli e decretato nel 2013 dal governo Crocetta. Una chiara impronta di centrosinistra che oggi, secondo l’esponente della giunta, qualcuno finge di aver dimenticato.

La memoria amministrativa sembra essere il punto dolente sollevato da Arancio, il quale punta i riflettori sugli atti ufficiali votati in consiglio comunale. L’adesione alla gestione “in house”, deliberata dalla SRR nell’aprile 2021, ha ricevuto il via libera dall’aula consiliare di Piazza Armerina il 13 aprile 2023. In quella seduta, ricorda l’assessore, l’atto passò con 13 voti favorevoli su 16 presenti. Un dato politico rilevante è che tra i favorevoli figuravano anche i consiglieri del PD, Mauro Di Carlo e Sabrina Falcone. «Dunque il PD non solo era a conoscenza dell’iter, ma lo aveva pienamente condiviso e sostenuto» afferma Arancio, evidenziando una contraddizione tra il voto in aula e le dichiarazioni odierne.

Costi e servizi: la verità sulle tariffe e il nodo della manutenzione

Anche sul fronte economico l’assessore respinge le accuse di aumenti indiscriminati. L’approvazione del nuovo capitolato nel settembre 2024, avvenuta quando Arancio non ricopriva ancora l’incarico, ha visto l’astensione e non il voto contrario dei consiglieri dem Azzolina e Arena. Gli adeguamenti dei costi vengono definiti necessari e fisiologici, legati agli aggiornamenti contrattuali, agli oneri del personale e al costo della vita, dinamiche che stanno interessando tutti i comuni e che comunque si attestano su percentuali inferiori a quelle denunciate dall’opposizione. «Altro che aumento del 30%» precisa l’assessore, smontando la narrazione di un salasso ingiustificato.

Altro punto caldo è quello dei presunti tagli ai servizi. Arancio è categorico nel definire infondate le voci su servizi ridotti. Il diserbo è incluso esattamente come in precedenza, mentre la cura del verde pubblico non rientra nel pacchetto, ma non vi rientrava nemmeno con il vecchio capitolato. Parlare di tagli, secondo l’amministrazione, significa diffondere notizie false. L’obiettivo dichiarato resta quello di un servizio più moderno ed efficiente, capace di stabilizzare i costi nel tempo grazie agli utili di gestione che verranno reinvestiti per calmierare le tariffe.

I vantaggi economici e la necessità di uscire dalla proroga tecnica

Un aspetto che l’assessore tiene a mettere in evidenza riguarda i benefici diretti per le casse comunali derivanti dalla partecipazione alla società. Essere soci permette di accedere a tariffe di smaltimento in discarica decisamente più vantaggiose, con un risparmio stimato intorno al 50% rispetto ai comuni non soci. Questo si traduce in circa 150 mila euro l’anno che restano nella disponibilità della comunità. A ciò si aggiunge la questione della legalità e della sicurezza amministrativa.

Il precedente affidamento procedeva in regime di proroga tecnica, una condizione che non può essere mantenuta a tempo indeterminato, specialmente quando la SRR ha già individuato un nuovo gestore. Continuare su quella strada avrebbe esposto l’ente a rischi pesanti. La gestione “in house” garantisce invece mezzi nuovi e un affidamento conforme alla legge. Per l’assessore Arancio, dunque, la polemica del PD appare come «un esercizio di visibilità privo di fondamento», smentito dagli atti stessi che i rappresentanti dem hanno contribuito a votare negli anni passati.

Piazza Armerina, Democrazia Partecipata: i cittadini scelgono la prevenzione: stravince il progetto “La Salute per tutti

La consultazione online per la Democrazia Partecipata a Piazza Armerina, di cui avevamo parlato lo scorso 3 novembre (clicca qui) ,  ha emesso il suo verdetto finale, delineando una priorità inequivocabile per la comunità: la salute. Con una vittoria schiacciante, che non lascia spazio a interpretazioni, il progetto “La Salute per tutti: Screening e Prevenzione gratuiti” si è aggiudicato i fondi messi a disposizione dal bilancio comunale, sbaragliando la concorrenza con numeri da capogiro.

Un plebiscito per la prevenzione

I dati finali, cristallizzati alla chiusura del seggio virtuale, fotografano una scelta netta. Su un totale di 299 voti espressi, ben 197 preferenze (pari al 66% del totale) sono andate alla proposta presentata dalle Odv Nucleo Volontari Protezione Civile e Odv Piazza Armerina Soccorso.

Non si tratta di una semplice vittoria, ma di un segnale sociale profondo. I cittadini armerini, messi di fronte alla scelta tra riqualificazione urbana, cultura, assistenza agli anziani o sanità, hanno massicciamente optato per quest’ultima. Il progetto vincitore risponde evidentemente a un bisogno latente e diffuso: garantire l’accesso ai servizi sanitari di base – come controlli cardiologici, visite ortopediche e audiometriche – direttamente nei quartieri, abbattendo le barriere economiche e logistiche che spesso ostacolano le fasce più fragili della popolazione.

L’onore delle armi per il Parco Giochi

Al secondo posto, distanziato ma con un risultato comunque rispettabile, si piazza il progetto “Ripristino del Parco Giochi in Piazza Regione Siciliana”, promosso da INNER WHEELS – Comitato Quartiere Canali – CIF. La proposta ha raccolto 89 voti, attestandosi al 30% delle preferenze. Sebbene non sufficiente per la vittoria, il dato conferma quanto il tema degli spazi aggregativi per i più piccoli e la riqualificazione urbana siano argomenti sensibili per quasi un terzo dei votanti, in particolare per le famiglie.

Le altre proposte

Più staccate le altre due iniziative, che non sono riuscite a intercettare l’interesse della maggioranza in questa specifica tornata. Il progetto culturale “È il margine che fa la pagina…”, dell’Associazione DonneInsieme “Sandra Crescimanno”, ha raccolto 10 voti (3%), mentre “Mosaici d’Argento”, la proposta della Cooperativa Sociale Gaia dedicata alla terza età, ha chiuso la classifica con 3 voti (1%). Risultati che non tolgono valore alla bontà delle idee, ma che evidenziano come, in questo momento storico, la percezione dell’urgenza sociale sia altrove.

Un segnale alla politica

L’epilogo di questa edizione della Democrazia Partecipata offre uno spunto di riflessione che va oltre la semplice assegnazione dei fondi. La vittoria del progetto “La Salute per tutti” suggerisce che la cittadinanza percepisce il welfare sanitario come la vera emergenza da tamponare. Ora la palla passa alle associazioni vincitrici, chiamate a trasformare questo consenso virtuale in azioni
concrete nelle piazze della città.

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Aumento TARI a Piazza Armerina: Il PD contesta l’amministrazione e denuncia rincari fino al 30%

Non c’è nulla da festeggiare, anzi. Questa è la sintesi della dura presa di posizione espressa dal Partito Democratico – Circolo “Salvatore Santaniello” di Piazza Armerina, in seguito all’articolo apparso sulla stampa locale che celebrava il passaggio alla gestione SRR Impianti per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Secondo il PD, la “svolta” presentata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Cammarata e dall’assessore Arancio, nasconde un aumento tariffario che ricadrà pesantemente sui cittadini, con rincari sulla bolletta TARI che potrebbero oscillare tra il 25% e il 30%.

Servizio Ridotto, Costi Aumentati

Il Circolo PD sottolinea il paradosso della situazione: l’incremento di costo si verificherà nonostante l’eliminazione di servizi precedentemente inclusi nel contratto, come il taglio dell’erba. “Paradossalmente, pur offrendo un servizio ridotto, il nuovo sistema costerà circa 800.000 euro in più, tra adeguamenti inevitabili e maggiori oneri derivanti dalla nuova modalità di gestione,” si legge nel comunicato stampa. L’aumento, definito “pesantissimo”, si farà sentire già da quest’anno, ma soprattutto a partire dal 2026.

Mancanza di Confronto e Strategia

Il Partito Democratico non risparmia le critiche alle scelte politiche dell’amministrazione, accusandola di non aver messo in campo alcuna misura per contenere la spesa e di non aver aperto un vero confronto pubblico sulle conseguenze economiche per le famiglie. “L’amministrazione […] si è limitata a raccontare i nuovi mezzi e qualche pulizia straordinaria, ma ha taciuto il dato più importante: a pagare saranno i cittadini, e soprattutto “i soliti noti”, cioè quei pochi che la TARI la pagano davvero,” incalza il Circolo.

Pur riconoscendo la necessità di migliorare la raccolta differenziata, il PD ritiene che farlo scaricando un aumento così consistente sulle famiglie e sulle attività commerciali, senza una strategia di contenimento dei costi, sia un chiaro segnale di disinteresse per la situazione economica del territorio. Il Circolo PD “Santaniello” conclude invitando l’amministrazione a essere onesta con la cittadinanza: “Prima di celebrare risultati discutibili, sarebbe corretto spiegare apertamente ai cittadini perché dovranno pagare molto di più per avere, alla fine, un servizio che in parte è stato persino ridotto.” Il Partito Democratico riconosce comunque l’impegno e la professionalità del personale comunale e dei dipendenti della ditta incaricata, indirizzando la critica esclusivamente alle scelte politiche che hanno determinato i costi e i limiti del servizio

(Nella foto i consiglieri comunali del PD Andre Arena e Dario Azzolina)

Partito Democratico Piazza Armerina – Circolo Salvatore Santaniello

COMUNICATO STAMPA
OGGETTO: Aumento della TARI a Piazza Armerina del 25-30%
Non c’è nulla da festeggiare: con il nuovo servizio affidato alla SRR Impianti le bollette dei rifiuti (TARI) aumenteranno fino al 30%. In merito all’articolo apparso oggi sulla stampa locale, è bene riportare la discussione con i piedi
per terra: nonostante l’amministrazione comunale presenti il passaggio alla gestione SRR Impianti come una “svolta” positiva, per i cittadini c’è ben poco da festeggiare. La realtà è semplice: questa scelta comporterà un aumento delle bollette TARI tra il 25% e il 30%, un incremento pesantissimo che si farà sentire già da quest’anno ma soprattutto a partire dal prossimo. E ciò avviene nonostante l’eliminazione di servizi precedentemente inclusi nel contratto,
come il taglio dell’erba. Paradossalmente, pur offrendo un servizio ridotto, il nuovo sistema costerà circa 800.000 euro in più, tra adeguamenti inevitabili e maggiori oneri derivanti dalla nuova modalità di gestione.

Riconosciamo il lavoro quotidiano del personale comunale e dei dipendenti della ditta incaricata,
che nonostante le difficoltà organizzative e le incertezze legate al cambio di gestione continuano a garantire, con professionalità e impegno, lo svolgimento del servizio. La critica è rivolta alle scelte politiche che determinano i costi e i limiti del servizio stesso. L’amministrazione Cammarata e l’assessore Arancio non hanno messo in campo alcuna misura per
contenere la spesa, né ha aperto un vero confronto pubblico sulle conseguenze economiche che ricadranno sulle famiglie. Si è limitata a raccontare i nuovi mezzi e qualche pulizia straordinaria, ma ha taciuto il dato più importante: a pagare saranno i cittadini, e soprattutto “i soliti noti”, cioè quei pochi che la TARI la pagano davvero.

È necessario essere onesti: migliorare la raccolta differenziata è doveroso, ma farlo scaricando un aumento così consistente sulle famiglie e sulle attività commerciali, senza alcuna strategia di contenimento dei costi, significa ignorare completamente la situazione economica del territorio. Prima di celebrare risultati discutibili, sarebbe corretto spiegare apertamente ai cittadini perché dovranno pagare molto di più per avere, alla fine, un servizio che in parte è stato persino ridotto.

Circolo PD “Santaniello” Piazza Armerina

Piazza Armerina, più spazzatrici per i quartieri storici: svolta nella raccolta differenziata

A Piazza Armerina il servizio di raccolta differenziata e la pulizia della città stanno vivendo una fase di deciso potenziamento. La nuova rotta è stata intrapresa dalla società Srr Impianti, che si occupa della gestione dei rifiuti e mira a offrire una cura e un’attenzione particolari anche alle aree urbane più delicate, come i quattro quartieri storici. Si tratta di un passo in avanti significativo, gestito dal Comune di Piazza Armerina, che aderisce al distretto SrR Ato 4.

Mezzi innovativi e potenziamento meccanizzato

I primi risultati sono già visibili in diversi aspetti. È stato potenziato lo spazzamento meccanizzato, grazie all’utilizzo di nuovi spazzatrici e automezzi impiegati anche nei quartieri più antichi e complessi. A questo si aggiunge un’attenzione specifica per lo spazzamento manuale, attraverso il corredo di nuovi strumenti in dotazione agli operatori. Ne consegue che l’intero sistema di raccolta dei rifiuti risulta migliorato e notevolmente più efficiente.

Il futuro: vetro e alluminio a raccolta separata

L’assessore alle Politiche ambientali, Concetto Arancio, ha messo in luce non solo i risultati già raggiunti, ma anche i prossimi obiettivi. «Da alcuni mesi è operativa la nuova società Srr Impianti, incaricata della gestione del servizio di raccolta dei rifiuti e in questo periodo sono già visibili diversi miglioramenti» ha anticipato Arancio, aggiungendo che presto verranno introdotte ulteriori novità. Tra queste spicca l’introduzione di nuovi metodi per la raccolta di vetro e alluminio, pensati per rendere il servizio ancora più funzionale e attento alle esigenze della comunità.

L’appello e il ringraziamento ai cittadini responsabili

L’Assessore Arancio ha voluto dedicare un ringraziamento particolare a tutti coloro che ogni giorno lavorano per la città, sottolineando il valore della collaborazione tra Amministrazione, operatori e residenti. «Un ringraziamento sincero va a tutti i dipendenti e ai responsabili di cantiere per l’ottimo lavoro che stanno svolgendo, all’Ufficio Ambiente per l’attenzione e l’impegno quotidiano, e a tutti quei cittadini che, rispettando le regole, stanno contribuendo con responsabilità e senso civico al miglioramento della nostra città» ha dichiarato l’Assessore, ricordando che «ogni piccolo gesto può fare la differenza e aiutarci a raggiungere grandi risultati».

Infine, l’Assessore ha ribadito la consapevolezza che “c’è ancora molto da fare”, ma che la strada intrapresa è quella giusta. «Il nostro obiettivo è chiaro: una città più pulita, più decorosa e con un sistema di raccolta sempre più organizzato ed efficiente» ha concluso Arancio, tracciando il percorso futuro per Piazza Armerina.

Piazza Armerina, nasce il consiglio comunale dei ragazzi: via libera all’unanimità

Piazza Armerina si prepara ad accogliere una nuova generazione di amministratori. Non si tratta di un ricambio politico tradizionale, ma di una vera e propria palestra di educazione civica. Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità il regolamento per l’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze. Un segnale forte che arriva dall’aula, dove maggioranza e opposizione hanno trovato piena convergenza su un progetto destinato a formare i cittadini di domani.

L’iniziativa nasce sulla scia della Legge Regionale 19 del maggio 2024, che invita i comuni siciliani a promuovere la partecipazione istituzionale dei più giovani. L’obiettivo è chiaro: avvicinare gli studenti delle quinte elementari e delle scuole medie alla vita amministrativa, permettendo loro di toccare con mano cosa significhi gestire la cosa pubblica. Non sarà un semplice gioco di ruolo, ma un organismo con funzioni propositive e consultive su temi cruciali come l’ambiente, lo sport, la cultura e la solidarietà sociale.

Dai banchi di scuola allo scranno del sindaco

Il regolamento approvato disegna una struttura che rispecchia fedelmente quella dei “grandi”. I giovani studenti saranno chiamati alle urne per eleggere il proprio Sindaco e sedici consiglieri comunali. La campagna elettorale si svolgerà direttamente tra i banchi di scuola, con la presentazione di programmi e liste, proprio come accade nelle competizioni elettorali reali.

Il “Baby Sindaco” indosserà la fascia tricolore nelle cerimonie ufficiali e, affiancato dalla sua giunta composta da cinque assessori, avrà il compito di portare all’attenzione dell’amministrazione comunale le istanze del mondo giovanile. Il mandato avrà una durata di due anni, un tempo sufficiente per elaborare progetti e vederli, si spera, realizzati. È previsto anche uno stanziamento specifico nel bilancio comunale per finanziare le attività e i progetti votati dai ragazzi, garantendo così che le loro idee non rimangano solo sulla carta.

Il dibattito in aula e l’obiettivo educativo

Durante la seduta che ha dato il via libera al progetto, è emerso con forza il valore pedagogico dell’iniziativa. Il lavoro preparatorio è stato svolto in sinergia tra la I e la V Commissione Consiliare. Il consigliere Grancagnolo ha sottolineato come il progetto coinvolgerà non solo gli alunni, ma l’intera comunità scolastica e le famiglie.

Un punto di vista interessante è stato offerto dal consigliere Berretta, che ha evidenziato come l’impegno civico possa rappresentare una valida alternativa alla dipendenza digitale. Incentivare i giovani a dedicarsi alla vita politica significa offrire loro un’opportunità di crescita che sottrae tempo all’uso passivo di cellulari e videogames, favorendo invece il confronto e la socializzazione reale. Anche l’assessore Zanerolli ha espresso il suo plauso, definendo il regolamento uno strumento esemplare per creare un canale di comunicazione preferenziale tra i giovani e la Giunta.

Un ponte tra generazioni

L’approvazione del regolamento segna l’inizio di un percorso che vede il Comune di Piazza Armerina impegnato in prima linea. Il Sindaco ha ribadito l’importanza di avvicinare le nuove generazioni alle istituzioni, spesso percepite come distanti o poco interessanti dai più giovani. Questo progetto si aggancerà a quello della Consulta Giovanile, creando una filiera della partecipazione che accompagna i ragazzi dalla scuola primaria fino alla maggiore età.

Con il voto favorevole di tutti i quindici consiglieri presenti, la città dei mosaici lancia una sfida importante. Ora la palla passa alle scuole e agli studenti, chiamati a dimostrare che l’interesse per il bene comune non ha età. La politica, quella sana, entra in classe non per dividere, ma per insegnare l’arte del decidere insieme.

Grande soddisfazione di Confartigianato e Comune di Piazza Armerina per i risultati dell’International Street Food .

Un bagno di folla ha sancito il successo della seconda edizione dell’International Street Food a Piazza Armerina, appuntamento con lo street food che si concluderà oggi, domenica 16 novembre. L’evento, tenutosi nel cuore della città, ha visto una partecipazione straordinaria di cittadini e visitatori provenienti dall’intera provincia, confermando la validità di una formula che unisce gastronomia globale e vitalità locale. La manifestazione, frutto della stretta collaborazione tra l’amministrazione comunale e Confartigianato Imprese, non solo ha animato la città siciliana ma ha anche generato un indotto economico significativo, ponendo le basi per nuovi progetti futuri, inclusa la creazione di un evento dedicato esclusivamente alle eccellenze del territorio.

Un successo oltre le aspettative: la seconda edizione fa il pieno

Le immagini serali dell’evento hanno restituito l’immagine di una città viva e partecipativa. Famiglie, gruppi di amici e visitatori accorsi dai comuni limitrofi e dal capoluogo Enna hanno affollato gli stand, creando un’atmosfera di festa che è andata oltre le più rosee previsioni. L’assessore comunale Ettore Messina e i vertici di Confartigianato hanno espresso grande soddisfazione per la risposta del pubblico. La scelta di confermare Piazza Armerina come unica tappa provinciale dell’evento per il secondo anno consecutivo, hanno sottolineato, premia la capacità di accoglienza della città e la qualità dell’organizzazione.

La sinergia vincente tra Confartigianato e amministrazione

Il successo della manifestazione è stato rivendicato come il risultato di un’efficace sinergia. L’assessore Messina ha ringraziato l’International Street Food, nella persona di Alfredo Roffino, e l’intera struttura di Confartigianato Imprese per aver creduto ancora in Piazza Armerina. Dal canto loro, i rappresentanti dell’associazione, tra cui il presidente provinciale Peter Barreca, Vincenzo Pafumi (presidente Edili) e Giuseppe Gagliano, hanno lodato la stretta collaborazione con l’amministrazione comunale, citando l’impegno diretto del sindaco Nino Cammarata. Barreca ha ricordato come Confartigianato, oltre a promuovere eventi, sia un’associazione datoriale a 360 gradi, offrendo servizi cruciali come patronato e assistenza alle partite IVA. Il presidente Barreca ha poi sottolineato come Piazza Armerina abbia risposto in maniera molto positiva e come la manifestazione abbia richiamato molta gente dall’hinterland piazzese.

Oltre gli stand, un impulso per l’economia del erritorio

Uno degli aspetti più rilevanti, evidenziato negli interventi, è l’impatto economico che manifestazioni di questa portata generano. Vincenzo Pafumi ha sottolineato come l’indotto non si limiti ai soli operatori degli stand, ma si estenda a tutte le attività commerciali della città e del territorio. L’afflusso di migliaia di persone rappresenta infatti una boccata d’ossigeno per l’intera economia locale, stimolando i consumi e promuovendo l’immagine di Piazza Armerina come centro capace di attrarre eventi di richiamo.

Dal globale al locale: si lavora a uno “Street Food Armerino”

Sull’onda di questo successo, Confartigianato e l’amministrazione guardano già al futuro. L’idea più concreta, emersa durante il reportage, è quella di affiancare all’evento internazionale un format puramente locale. Si sta infatti valutando l’organizzazione di uno “Street Food Armerino”, un’iniziativa che vedrebbe protagonisti gli associati e le eccellenze gastronomiche del territorio. Questa nuova manifestazione, che risponde a una richiesta crescente, potrebbe vedere la luce già nel periodo primaverile o in quello natalizio, trasformando il successo della formula “street food” in un’opportunità stabile per la valorizzazione delle risorse locali.

Il caso Larimar: la perizia conferma il suicidio, ma l’ombra del revenge porn non si dissipa

Piazza Armerina – A un anno esatto dal ritrovamento del corpo senza vita della quindicenne Larimar nel giardino della sua abitazione, la giustizia posa un tassello fondamentale, e doloroso, su una vicenda che ha scosso l’intera comunità siciliana. La perizia medico-legale, attesa lungamente da una famiglia distrutta dal dolore, ha emesso il suo verdetto: si è trattato di suicidio. Tuttavia, dietro la fredda verità clinica, resta aperto lo squarcio inquietante sulle motivazioni che avrebbero spinto una giovane promessa della pallavolo a compiere un gesto così estremo, tra liti scolastiche e lo spettro della violenza digitale.

La verità tecnica: esclusa l’ipotesi dell’omicidio

Le risultanze dell’esame autoptico, depositate in queste ore sulla scrivania del procuratore Rocco Cosentino presso la Procura dei Minori di Caltanissetta, non lasciano spazio a dubbi interpretativi dal punto di vista forense. Larimar si è tolta la vita impiccandosi a un albero nel giardino di casa.

Questa conclusione tecnica si scontra frontalmente con la convinzione, mai incrinata, dei familiari della ragazza. I genitori, supportati dai propri legali, hanno sostenuto fin dal primo istante la tesi dell’omicidio, rifiutandosi di accettare che la loro figlia – descritta come una ragazza solare, atletica e piena di vita – potesse aver deciso di morire volontariamente. La perizia odierna, escludendo l’intervento di terzi nell’atto finale, sposta ora l’asse dell’indagine dal “come” Larimar è morta al “perché”.

Dietro il gesto estremo: la lite, i ragazzi, la gogna digitale

Se la dinamica della morte appare chiara ai periti, il contesto in cui è maturata rimane torbido e oggetto di un fascicolo parallelo aperto dalla Procura di Enna. La ricostruzione degli inquirenti si concentra sulla mattinata di quel tragico novembre, poche ore prima del ritrovamento del corpo.

 Il sospetto, terribile, è che la giovane sia rimasta vittima di quel meccanismo stritolante che è la gogna mediatica: la minaccia o la diffusione di contenuti privati utilizzati come arma di ricatto e umiliazione pubblica.

Un dramma generazionale

La vicenda di Larimar trascende la cronaca nera locale per diventare l’emblema di un’emergenza sociale che colpisce la “Generazione Z”. La discrepanza tra l’immagine pubblica di una giovane campionessa sportiva e la fragilità interiore, esposta alle tempeste dei social network e alle dinamiche del branco, impone una riflessione profonda.

Mentre la giustizia chiude il capitolo sulla meccanica della morte, resta aperta la ferita morale. Se è vero che nessuna mano esterna ha stretto il cappio, l’indagine dovrà ora chiarire se ci siano state pressioni psicologiche tali da indurre una quindicenne a non vedere altra via d’uscita se non la morte. In attesa che l’analisi dei cellulari sequestrati faccia piena luce, resta il dolore di una famiglia e il monito su quanto possano essere letali le parole e le immagini nell’era digitale.

Piazza Armerina – Un dono per le famiglie in difficoltà: torna il mercatino di beneficenza ADRA

Mancano poche settimane al Natale ma per molte famiglie il clima di festa fatica ad arrivare. In questo contesto la solidarietà diventa un faro e anche quest’anno l’ADRA Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso torna con la sua iniziativa più attesa a Piazza Armerina: il mercatino di beneficenza. Non è solo una raccolta fondi ma un vero e proprio gesto d’amore che mira a regalare un Natale più sereno e dignitoso a chi sta attraversando momenti di grande difficoltà.

Un piccolo gesto per un grande impatto sociale

«A volte, basta un piccolo gesto che non ci costa nulla per accendere un sorriso e scaldare un cuore» ha commentato Padre Enzo Caputo promotore dell’iniziativa. In effetti l’angolo di solidarietà allestito in Via Garibaldi 28 promette di trasformare ogni piccolo oggetto donato in una concreta speranza. Non si tratta di elemosina ma di un meccanismo virtuoso dove un oggetto non più usato può trovare nuova vita e sostenere il bene comune.

Cosa donare e dove portare il proprio contributo

La lista degli oggetti che possono diventare donazioni è ampia e ricca di spunti. Si cercano soprammobili bomboniere oggetti antichi vasi statuine o qualsiasi piccola cosa che possa essere venduta per raccogliere fondi. L’importante è che siano in buono stato e che possano trovare un nuovo proprietario pronto a contribuire. Il luogo dove portare fisicamente le donazioni è la Chiesa Avventista in Via Giacinto Lo Giudice 5 zona Piazza Europa a Piazza Armerina.

Gli orari per donare e la forza del bene condiviso

Per chi volesse partecipare e fare la sua parte il momento è propizio. Le donazioni vengono raccolte ogni sabato dalle 10:00 alle 12:00. Un appuntamento fisso per chi crede fermamente «nella forza del bene condiviso». Come sottolineato Padre Caputo ogni oggetto donato è «un atto d’amore» e anche il gesto più semplice può rendere il Natale di qualcuno un po’ più luminoso. Un’occasione per tutti noi di fare la nostra parte e dimostrare che la comunità sa stringersi attorno a chi è più fragile. La generosità non si misura in quantità ma nella volontà di tendere una mano.

Piazza Armerina presente a Bologna: il sindaco Cammarata guida una delegazione alla 42ª Assemblea Nazionale ANCI

C’è anche un pezzo di Piazza Armerina tra i padiglioni di Bologna Fiere, dove è in corso un importante appuntamento dedicato alle amministrazioni locali italiane. Una delegazione della città dei mosaici, guidata dal sindaco Nino Cammarata, ha raggiunto il capoluogo emiliano per prendere parte alla 42ª Assemblea Nazionale dell’ANCI (associazione Nazionale Comuni d’Italia). L’evento rappresenta il cuore pulsante del dibattito istituzionale, un luogo fisico e politico dove i primi cittadini di tutta la penisola si ritrovano per fare il punto sullo stato di salute dei comuni e tracciare le linee guida per le sfide dei prossimi anni. La presenza armerina testimonia la volontà di essere parte attiva in un processo di cambiamento che coinvolge direttamente la gestione dei territori e i servizi al cittadino.

Il fronte comune dei sindaci siciliani

L’Assemblea vede  la partecipazione di una nutrita rappresentanza di amministratori provenienti da tutta l’Isola, sotto l’egida di ANCI Sicilia. Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’Associazione dei comuni siciliani, hanno voluto ribadire il valore strategico di queste giornate: «L’Assemblea rappresenta un momento fondamentale di incontro e confronto tra gli amministratori di tutta Italia, un’occasione preziosa per individuare soluzioni condivise sulle politiche di gestione degli enti locali, sulle funzioni e sulle competenze dei comuni». Non si tratta solo di una vetrina, ma di un tavolo di lavoro operativo dove le problematiche locali vengono elevate a questioni nazionali.

Innovazione e partnership pubblico-privato

Uno dei temi caldi sul tavolo bolognese riguarda la modernizzazione della macchina amministrativa. Amenta ha posto l’accento sulla necessità di un dialogo sempre più stretto con il mondo imprenditoriale. La visione che emerge dai lavori dell’assemblea è chiara: il partenariato pubblico-privato non è più un’opzione, ma una strada obbligata e centrale per innescare processi di innovazione reale. L’obiettivo è l’introduzione di tecnologie avanzate capaci di migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi offerti ai cittadini, rendendo i comuni non solo enti burocratici ma veri motori di sviluppo.

L’attenzione al sociale e ai minori

Non solo tecnologia e bilanci, ma anche tanta attenzione al tessuto sociale e alle emergenze umanitarie che i sindaci si trovano a gestire in prima linea. Durante i lavori, un focus particolare è riservato al delicato tema dei minori stranieri non accompagnati, una questione che tocca da vicino molti comuni siciliani, spesso primo approdo di chi attraversa il Mediterraneo. «Un successivo confronto è stato pianificato con il terzo settore, considerato un attore strategico per la costruzione di una società più equa e solidale» ha concluso il presidente dell’ANCI Sicilia. La tre giorni di Bologna si conferma dunque un laboratorio politico essenziale, dove la delegazione di Piazza Armerina e i colleghi siciliani stanno portando la voce e le istanze del nostro territorio.

Piazza Armerina, detenzione illegale di armi e ricettazione: scatta l’arresto

Gli agenti del commissariato di Piazza Armerina hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione emesso dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di un uomo residente nella città dei mosaici. Il provvedimento riguarda l’espiazione di una pena detentiva definitiva. L’uomo deve infatti scontare una condanna a un anno e dieci mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa pari a milleseicento euro.

L’intervento rientra nelle ordinarie ma fondamentali attività di controllo del territorio e di applicazione delle misure cautelari che la Polizia di Stato svolge quotidianamente. Dopo aver rintracciato il soggetto e aver espletato tutte le formalità burocratiche di rito negli uffici del Commissariato, gli ufficiali di polizia giudiziaria hanno provveduto ad accompagnarlo presso la sua abitazione. Qui, come disposto dal regime alternativo alla detenzione in carcere, sconterà la sua pena in regime di arresti domiciliari.

Le indagini e il ritrovamento della carabina rubata

La vicenda giudiziaria che ha portato all’arresto di sabato affonda le sue radici in fatti risalenti allo scorso anno. Tutto è nato da una precisa attività investigativa condotta dai poliziotti armerini che aveva portato a una perquisizione domiciliare nell’abitazione dell’indagato. Durante quel controllo gli agenti avevano scoperto armi non dichiarate. Nello specifico era stata rinvenuta una carabina che dai successivi accertamenti risultava essere provento di furto. Oltre all’arma da fuoco erano state trovate anche tre baionette detenute illegalmente. Il materiale era stato immediatamente posto sotto sequestro e l’uomo era stato denunciato all’Autorità Giudiziaria con le pesanti accuse di detenzione illegale di armi e ricettazione.

La condanna definitiva e l’impegno per la sicurezza

Il percorso processuale si è concluso con la richiesta di patteggiamento da parte dell’imputato. Questa scelta processuale ha portato alla condanna definitiva a un anno e dieci mesi. Una volta divenuta esecutiva la sentenza la macchina della giustizia ha fatto il suo corso portando all’arresto eseguito nel fine settimana.

Questa operazione sottolinea ancora una volta l’impegno costante della Polizia di Stato nel garantire il rispetto della legge e l’esecuzione delle decisioni della magistratura. Un lavoro svolto sempre con professionalità e senso del dovere, mirato non solo alla repressione dei reati ma anche alla tutela della sicurezza collettiva e al mantenimento della fiducia dei cittadini nelle istituzioni, agendo sempre nel pieno rispetto della dignità delle persone coinvolte.

Piazza Armerina – Gear e Cif in campo contro la violenza sulle donne: maglie speciali per la partita

Unire le forze per accrescere la consapevolezza sul fenomeno della violenza contro le donne. È questo l’obiettivo della collaborazione annunciata tra la squadra della GEAR e il CIF (Centro Italiano Femminile). In un momento in cui, purtroppo, i dati sul fenomeno appaiono in aumento, le due realtà hanno deciso di lanciare un messaggio forte, scegliendo uno dei palcoscenici più seguiti dal pubblico maschile: il campo di calcio. L’iniziativa richiede interventi concreti per prevenire e combattere un problema che ha radici culturali profonde.

Il calcio come veicolo

La campagna di comunicazione sviluppata da CIF e GEAR è rivolta esplicitamente agli uomini, per sensibilizzarli sulle conseguenze della violenza di genere. Per questo, in occasione della partita in programma sabato 15 novembre, i giocatori della GEAR scenderanno in campo indossando una maglietta speciale. Sul petto, al posto dello sponsor, campeggerà uno slogan contro la violenza sulle donne, un messaggio che rappresenta l’impegno simbolico degli uomini a manifestare la propria netta opposizione a questo grave problema sociale.

Le parole del Cif

Lucia Giunta, Presidente del CIF provinciale, spiega la logica dell’iniziativa. «Si pensa sempre che solo noi donne dobbiamo occuparci di violenza. Purtroppo, la violenza di genere è un fenomeno culturale e sociale che colpisce tutti e tutte. Per questo siamo contente di rivolgerci agli uomini, per sensibilizzarli e sperare che siano al nostro fianco nella lotta». La scelta del calcio non è casuale: «Non c’è modo migliore per farlo che quello di utilizzare il gioco del calcio». Dall’associazione esprimono grande soddisfazione per il progetto: «Siamo davvero grate di partecipare ad un progetto così importante. Attraverso le magliette i giocatori faranno sentire in campo la voce di tante donne che purtroppo subiscono in silenzio».

L’orgoglio della Gear

Anche ai vertici della società sportiva c’è convinzione. Il Presidente della GEAR, Gaetano Guccio, ha commentato con favore la partnership. «Siamo orgogliosi di collaborare con il Centro Italiano Femminile con il quale condividiamo valori sociali e grande senso di responsabilità». Guccio sottolinea la potenza del mezzo scelto: «Questa iniziativa, è di grande impatto perché la maglia da gara è da sempre lo strumento più visibile nel mondo del calcio. Auspichiamo di sensibilizzare il pubblico verso questo grave problema sociale e al tempo stesso di dare un aiuto concreto all’associazione CIF nella sua attività a sostegno delle donne».

Nella foto Lucia Giunta e Andrea Balzo (patron della Gear)

Viabilità a Piazza Armerina, un passo avanti per una importante bretella: aggiudicata la gara per la Verga-Manzoni

Un intervento atteso per alleggerire il traffico nel cuore di Piazza Armerina. La C.U.C. (Centrale Unica di Committenza) di Letojanni, che agisce per conto del Comune di Piazza Armerina, ha formalizzato l’aggiudicazione provvisoria per i lavori della “Strada di collegamento tra la via Verga e la via A. Manzoni”. L’opera è considerata strategica: l’obiettivo è mitigare il pesante carico viario che attualmente grava su arterie cruciali come le vie Manzoni, Machiavelli, Libertà, Principato e Matteotti. Un progetto da quasi 4 milioni di euro di importo a base di gara che, con questo atto, entra in una fase decisiva. Si tratta in pratica di costruire un collegamento diretto fra la via Alessandro Manzoni e il quartiere Canali

L’aggiudicazione: la Ma.Van. vince la gara

La seduta pubblica per l’apertura delle offerte economiche si è tenuta lo scorso 5 novembre. Ad aggiudicarsi la procedura negoziata è stata la MA.VAN. DI CALLARI CARMELO E ANTONELLO S.N.C., un’impresa con sede a Mussomeli, in provincia di Caltanissetta. La ditta ha prevalso sulle altre dieci concorrenti ammesse, presentando l’offerta economicamente più vantaggiosa.

Il ribasso e l’importo finale

Il cuore dell’offerta della MA.VAN. è stato un ribasso del 37,795% sull’importo a base d’asta. Grazie a questo sconto, l’importo netto dei lavori è stato fissato a 2.418.898,26 euro. A questa cifra vanno aggiunti i 36.945,79 euro per gli oneri di sicurezza, che non sono soggetti a ribasso. L’importo totale complessivo dell’affidamento ammonta quindi a 2.455.844,05 euro.

La procedura e il calcolo dell’anomalia

Il seggio di gara, presieduto dall’Ingegnere Mario Duminuco, ha analizzato tutte le undici offerte pervenute. Come previsto dal disciplinare e ai sensi del nuovo Codice dei Contratti (D. Lgs. 36/2023), è stata calcolata la soglia di anomalia (utilizzando il Metodo A), risultata pari al 39,7091%. Nessuna delle offerte presentate ha superato tale soglia, pertanto non si è proceduto ad alcuna esclusione automatica. L’offerta della MA.VAN. è risultata semplicemente la migliore.

Ora le verifiche per l’atto definitivo

Quella formalizzata nel verbale è un’aggiudicazione provvisoria. L’intero fascicolo della gara è stato ora trasmesso alla Stazione Appaltante, ovvero al Comune di Piazza Armerina. Saranno gli uffici comunali, adesso, a dover espletare tutte le verifiche di legge sull’impresa affidataria. Solo al termine di questi controlli si potrà procedere con l’aggiudicazione definitiva e, infine, con la firma del contratto che darà ufficialmente il via ai lavori per la nuova bretella.

Un grande successo “Filumena Marturano” al teatro Garibaldi di Piazza Armerina.

C’è un teatro che non invecchia mai che non smette di parlare alle coscienze e ai cuori e quello di Eduardo De Filippo ne è la prova lampante. La messinscena di “Filumena Marturano”, proposta dalla Nuova Compagnia Sipario di Turi e Federica Amore al Teatro Garibaldi, è stata un vero e proprio trionfo un’esperienza che ha lasciato il pubblico in uno stato di commossa riflessione. Turi Amore e Mirella Petralia nei ruoli iconici di Domenico Soriano e Filumena Marturano hanno semplicemente brillato regalando al palcoscenico due interpretazioni di rara potenza e finezza psicologica.

Turi Amore e Mirella Petralia: una coppia scenica coinvolgente

Turi Amore veste i panni del ricco e superficiale Mimì Soriano con una padronanza scenica che ne coglie ogni sfumatura di vanità e in fondo di fragilità. L’attore dipinge un uomo che si ritrova inaspettatamente di fronte alla vita vera e alla paternità, una metamorfosi che Amore rende credibile e toccante. Al suo fianco Mirella Petralia è una Filumena indimenticabile: una donna che ha conosciuto il marciapiede ma che lotta con la dignità feroce di una leonessa per i suoi figli. Petralia non interpreta Filumena la incarna, donandole una voce e un corpo che trasudano sofferenza calcolo e infine amore incondizionato. Il loro duetto è un saggio di alta recitazione un tiro alla fune emozionale che è il cuore pulsante del capolavoro eduardiano.

La regia impeccabile di Federica Amore e un cast all’altezza

Il merito di aver orchestrato questa sinfonia di sentimenti va senza dubbio alla regia impeccabile di Federica Amore. La sua visione è asciutta rispettosa del testo originale ma al tempo stesso dinamica e moderna nella sua trasposizione in dialetto catanese. Amore riesce a esaltare i momenti di grande comicità che De Filippo dissemina nel dramma senza mai sacrificare la carica drammatica centrale e il messaggio etico della commedia: «’E figli so’ ffigli e so’ tutti eguali». Il resto del cast tra cui Salvo Scuderi Adele Ferlito Martina Laudani Raffaele Costanzo Orazio Marletta Flavio Salluzzo e Diego D’Arrigo si è dimostrato all’altezza dei protagonisti offrendo supporti solidi e ben caratterizzati. Bravi anche le ballerine Federica Bardarè e Giorgia Bardarè che arricchiscono il quadro scenico. Una produzione corale che dimostra come il grande teatro possa ancora oggi graffiare l’anima e stimolare una riflessione profonda sul valore della famiglia e sul riscatto sociale. Un successo pieno che merita ampiamente il tutto esaurito.

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International Street Food, ci siamo: Piazza Armerina capitale del gusto dal 13 novembre

Lo avevamo anticipato qualche giorno fa, ma adesso è tutto pronto. L’attesa per gli amanti del cibo di strada sta per finire. Piazza Armerina si prepara a ospitare, per il secondo anno consecutivo, una delle tappe più attese dell’International Street Food. Da giovedì 13 a domenica 16 novembre 2025, la città dei mosaici diventerà un crocevia di sapori e profumi dal mondo. L’area scelta è, ancora una volta, Piazza Falcone e Borsellino (la zona mercato), che si trasformerà in un villaggio gastronomico a cielo aperto, pronto ad accogliere migliaia di visitatori da tutto il territorio.

Orari e organizzazione

Il taglio del nastro è fissato per giovedì 13 novembre alle 18.00, con gli stand che resteranno aperti fino a mezzanotte. Nei giorni successivi, da venerdì 14 a domenica 16, l’evento aprirà i battenti già dalle 12.00, offrendo un orario continuato fino alle 24.00. Una vera maratona di gusto pensata per famiglie, giovani e turisti. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Piazza Armerina, nasce dalla stretta collaborazione tra Confartigianato Imprese Enna e l’A.I.R.S., l’associazione nazionale di riferimento del settore.

Il “re” Orofino e la formula del successo

Dietro questa imponente macchina organizzativa c’è Alfredo Orofino, presidente dell’A.I.R.S. (Associazione Italiana Ristoratori di Strada) e ideatore del format. Giunto alla sua nona edizione, l’International Street Food è ormai un appuntamento fisso e un punto di riferimento in tutta Italia. Orofino, conosciuto al grande pubblico anche per la sua partecipazione al docu-reality “Il Trono del Gusto” in onda su Rai 2, ha saputo trasformare un semplice festival in una potente occasione di promozione turistica e culturale per ogni città che lo ospita.

Cosa si potrà assaggiare

Ma veniamo al sodo: cosa si mangerà? L’offerta sarà, come da tradizione, vastissima e capace di accontentare ogni palato. Decine di food truck coloreranno la piazza. Si andrà dai classici arrosticini abruzzesi al pulled pork americano, dalla pizza fritta napoletana alle bombette pugliesi. E ancora: hamburger di cinta senese, l’autentica paella spagnola, la porchetta d’Ariccia, il dolce kurtos ungherese, senza dimenticare saporite incursioni nella cucina argentina e messicana. Ad accompagnare il tutto, una selezione curata di birre artigianali, sia italiane che estere. L’ingresso, è bene ricordarlo, è gratuito per tutti.

Le voci delle istituzioni

Grande soddisfazione traspare dalle parole dell’amministrazione comunale. Il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura e agli Eventi, Ettore Messina, sottolinea l’importanza della riconferma: «La nostra Amministrazione è ben lieta di riconfermare, per il secondo anno consecutivo, il Piazza Armerina International Street Food. Un evento che, come nella passata edizione, porterà nella nostra città migliaia di visitatori, contribuendo a valorizzare il centro storico, le nostre eccellenze gastronomiche e l’intero comparto turistico-ricettivo». Messina conclude evidenziando come Piazza Armerina si confermi «punto di riferimento per i grandi eventi enogastronomici di respiro internazionale».

Fa eco Giuseppe Gagliano, Presidente intercomunale di Confartigianato Imprese Enna per i territori di Piazza Armerina, Aidone e Valguarnera Caropepe. «Dopo il successo dello scorso anno, abbiamo voluto riproporre Piazza Armerina tra le tappe siciliane del tour dell’Associazione Italiana Ristoratori di Strada» dichiara Gagliano. «Auspichiamo che anche quest’anno l’evento ponga al centro il nostro territorio. L’International Street Food è una manifestazione che arricchisce l’offerta turistica e culturale della nostra città e che rappresenta un’importante occasione di confronto e crescita per le imprese locali».

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Piazza Armerina, partita con pubblico ma senza autorizzazione: denunciato il presidente di una associazione

Doveva essere una semplice partita amichevole, ma la situazione ha preso una piega diversa a Piazza Armerina, con l’intervento della Polizia di Stato. Tutto è partito da una segnalazione di disordini in corso presso un impianto sportivo cittadino. Una volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza si è recata immediatamente sul posto per verificare l’accaduto.

Spalti pieni e nessuna comunicazione

All’arrivo degli agenti, la criticità segnalata era fortunatamente già rientrata e la partita si era conclusa senza ulteriori scontri. Tuttavia, i poliziotti hanno notato un dettaglio non trascurabile: sugli spalti erano sedute diverse decine di spettatori. Un fatto che ha subito destato sospetti, poiché nessun evento con presenza di pubblico era stato comunicato al locale Ufficio di Polizia.

La violazione delle norme di sicurezza

Gli approfondimenti investigativi hanno rapidamente chiarito il quadro. L’evento, proprio per la presenza di un pubblico, si qualificava a tutti gli effetti come uno spettacolo pubblico. Come tale, avrebbe richiesto una specifica licenza di Pubblica Sicurezza. La nota della Questura precisa che, in questo caso, la licenza «non è stata nemmeno richiesta».

Denuncia e sanzione per l’organizzatore

A seguito di quanto accertato, la Polizia ha denunciato in stato di libertà il presidente della locale associazione sportiva dilettantistica che ha organizzato l’incontro. L’accusa è di aver omesso la preventiva ed obbligatoria comunicazione all’Autorità di P.S. della riunione in luogo pubblico. Oltre alla denuncia penale, l’uomo è stato anche sanzionato in via amministrativa per aver tenuto un trattenimento in luogo pubblico senza la necessaria licenza. La vicenda, conclude la Polizia, «conferma l’attento controllo sulle attività che si svolgono nel territorio, garantendo legalità, sicurezza e tutela per tutti i cittadini».

“Con-dividere Appartenenza”: a Piazza Armerina l’integrazione passa dalla cura del verde

Piazza Armerina chiude con un bilancio decisamente positivo il progetto “Con-dividere Appartenenza”, un’iniziativa che ha saputo unire, in una trama virtuosa, l’integrazione sociale e la cura concreta del territorio. Per due mesi, a partire dallo scorso agosto 2025, sei beneficiari del Progetto CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria) si sono letteralmente rimboccati le maniche. Il loro compito: dedicarsi con impegno alla manutenzione e al miglioramento degli spazi verdi del Comune, restituendo bellezza e decoro alla città.

Un progetto gestito da Don Bosco 2000

L’iniziativa, che ha ricevuto il pieno sostegno dell’amministrazione comunale di Piazza Armerina, è stata gestita e coordinata dall’Associazione Don Bosco 2000. Il percorso di riqualificazione non è stato solo lavoro, ma una vera occasione di inclusione. I sei partecipanti hanno potuto non solo rendersi utili alla comunità che li ospita, ma anche acquisire nuove competenze e sentirsi parte attiva del tessuto cittadino. Un modo tangibile per trasformare l’accoglienza in appartenenza condivisa, come suggerisce il nome stesso del progetto.

La sinergia vincente tra Comune e associazionismo

Il successo di questa esperienza, come sottolineano i promotori, è il risultato di una “collaborazione eccezionale”. Un ringraziamento specifico è andato alle operatrici Valentina Arena ed Edith Emuobonuvie, della Don Bosco 2000, che hanno seguito i ragazzi sul campo “con professionalità e cuore”. Allo stesso tempo, è stato fondamentale il supporto logistico e istituzionale del Comune. In particolare, si è distinto l’impegno del Dottor Mauro Mirci, Responsabile della Tutela Ambiente, e dell’Assessore all’ambiente, Concetto Arancio, che hanno creduto e investito in questo modello di inclusione concreta. L’iniziativa dimostra come, unendo le forze per un bene comune, il cambiamento sia non solo possibile, ma visibile a tutti.

Discovery Channel, Piazza Armerina vince la scommessa della visibilità internazionale

Si chiude un capitolo importante per la promozione televisiva di Piazza Armerina. Dopo nove puntate che hanno tenuto incollati gli spettatori, il format “Vinci una casa in Sicilia”, trasmesso su Discovery Channel, è giunto alla sua conclusione. Un’avventura mediatica che ha acceso i riflettori internazionali sulla città dei mosaici e sull’inestimabile patrimonio della Villa Romana del Casale. L’entusiasmo per il risultato ottenuto è palpabile nelle parole dell’assessore al turismo, Ettore Messina, che vede in questa operazione un trampolino di lancio fondamentale.

Un vincitore d’eccezione per la città dei mosaici

A portare a casa la vittoria, e la casa siciliana, è stato l’architetto Brambilla. Un professionista talentuoso originario di Monza, il cui volto non è nuovo al grande pubblico. Brambilla è infatti già noto per il suo ruolo da protagonista nella serie “The arch”, andata in onda su Sky. La sua partecipazione e, soprattutto, il suo successo nel programma di Discovery Channel, aggiungono un ulteriore tassello di prestigio all’immagine di Piazza Armerina. La città si conferma, ancora una volta, come location ideale, uno scenario capace di raccontare l’autenticità e la bellezza della Sicilia nel mondo.

Messina: «Una vetrina internazionale straordinaria»

L’assessore Ettore Messina non nasconde la soddisfazione per l’esito di questa esperienza televisiva. È lui stesso a sottolineare l’importanza dell’evento, commentando l’impatto mediatico. «Finalmente Discovery Channel offre a Piazza Armerina e al Parco archeologico Villa Romana del Casale una vetrina internazionale!» ha dichiarato Messina. «Dopo nove puntate emozionanti, si conclude questa straordinaria esperienza televisiva che ha portato la nostra città sotto i riflettori del mondo». Un successo che, secondo l’amministrazione, va ben oltre la singola trasmissione.

Il futuro della promozione: si attende il ritorno dei protagonisti

L’onda lunga di questa visibilità, però, non si ferma qui. L’amministrazione e la città guardano già ai prossimi passi. C’è grande attesa, come sottolineato dallo stesso Messina, per il ritorno dei volti noti che hanno animato il programma. «Attendiamo con entusiasmo il ritorno di Damiano Gallo, Maria Grazia Cucinotta e del nuovo vincitore del programma “Vinci una casa in Sicilia”» ha concluso l’assessore. La convinzione è forte: questa esperienza «rappresenti solo l’inizio di una nuova stagione di visibilità e promozione internazionale per la nostra città e per l’intero comprensorio del Parco archeologico».

Scrutatori a Piazza Armerina, c’è tempo fino a novembre: ecco come iscriversi all’albo

Il Comune di Piazza Armerina ha aperto i termini per l’iscrizione all’albo delle persone idonee a svolgere l’ufficio di scrutatore di seggio elettorale. Lo ha reso noto il sindaco, l’avvocato Antonino Cammarata, attraverso un avviso pubblico che fissa la scadenza per la presentazione delle domande. C’è tempo fino alla fine di novembre 2025 per inoltrare la propria candidatura. Si tratta di un’opportunità per i cittadini interessati a partecipare attivamente alla vita democratica della città, supervisionando le operazioni di voto durante le consultazioni elettorali.

I requisiti per candidarsi

Ma chi può presentare la domanda? L’invito è rivolto a tutti i cittadini che non hanno ancora superato il settantesimo anno di età. Per candidarsi, è necessario essere iscritti nelle liste elettorali del Comune di Piazza Armerina e aver assolto l’obbligo scolastico. Nella domanda, che va inoltrata all’ente, i richiedenti dovranno specificare le proprie generalità (nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza) e attestare il possesso di questi requisiti fondamentali.

Chi non può fare lo scrutatore

L’avviso del sindaco Cammarata richiama esplicitamente anche le categorie che, per legge, sono escluse da questa funzione. Non basta, infatti, avere i requisiti base. La normativa (in particolare gli articoli 38 del T.U. 361/57 e 23 del T.U. 570/60) stabilisce precise incompatibilità con questo ruolo. Non possono essere scrutatori, ad esempio, i dipendenti dei ministeri dell’Interno, delle Poste e Telecomunicazioni e dei Trasporti.

Altre incompatibilità previste

Lo stesso vale per gli appartenenti alle Forze Armate in servizio, i medici provinciali, gli ufficiali sanitari e i medici condotti. L’elenco delle esclusioni prosegue: l’incarico è incompatibile anche per i segretari comunali e per i dipendenti del Comune che lavorano presso gli uffici elettorali. Ovviamente, non possono svolgere la funzione di scrutatore nemmeno i candidati alle elezioni per le quali si sta votando. Tutti i cittadini interessati e in possesso dei requisiti sono quindi invitati a non attendere gli ultimi giorni per presentare la documentazione.

Gli revocano la pensione di invalidità: 60enne protesta sul cornicione del municipio

Attimi di paura, ieri mattina, lunedì 3 novembre, a Piazza Armerina. Un uomo di 60 anni è salito sul cornicione del palazzo comunale, minacciando di compiere un gesto disperato. Un atto estremo, drammatico, nato da una battaglia burocratica che l’uomo sta combattendo da mesi: la revoca della sua pensione di invalidità, un sostegno economico che lui stesso definisce vitale per poter proseguire le cure.

L’escalation della protesta

Non si è trattato di un raptus improvviso. La situazione dell’uomo era nota. Già da settembre, infatti, aveva iniziato una protesta silenziosa, sedendosi ogni giorno, con dignità, davanti all’ingresso del municipio. Una presenza costante ma discreta, che cercava di attirare l’attenzione sulla sua vicenda. Ieri, evidentemente sentendosi inascoltato, ha scelto la via più eclatante. La sua figura sul cornicione ha immediatamente fatto scattare l’allarme, richiamando sul posto forze dell’ordine e cittadini preoccupati.

L’intervento e la mediazione

La situazione, rimasta in bilico per minuti che sono sembrati ore, si è sbloccata grazie a un lungo e delicato dialogo. Decisivo è stato l’intervento del sindaco, Nino Cammarata, che insieme ai carabinieri e alla polizia municipale presenti sul posto, ha parlato con l’uomo. Con pazienza e rassicurazioni, le autorità sono riuscite a convincerlo a desistere e a scendere da quella posizione pericolosa. L’uomo è stato poi preso in carico dai sanitari.

Una battaglia che attende il tribunale

Resta ora da affrontare il nodo centrale della vicenda. La protesta del 60enne affonda le radici in un ricorso legale contro la decisione di revocargli l’assegno di invalidità. Un’udienza cruciale presso il tribunale competente è attesa proprio per la fine di questo mese, novembre. Una data che rappresenta molto più di una scadenza burocratica: è la speranza di veder riconosciuto un diritto che ritiene essenziale per la sua salute e la sua sopravvivenza.

Nota: per rispetto della privacy presente e futura non riportiamo il nome della persona interessata ai fatti, visto che le nostre notizie sono indicizzate da Google News e rimangono perennemente  raggiungibili dai motori di ricerca.

L’UniPop “Nigrelli” lancia il 31° anno: da Cinzia Sciuto al ricordo di Camilleri, un programma che fa riflettere

«In un mondo che corre, fermati a pensare con noi». Non è solo uno slogan, ma la missione del 31° anno accademico dell’UniPop “Ignazio Nigrelli” – APS. L’associazione ha presentato un programma fitto che, ancora una volta, punta a consolidare il suo ruolo di pilastro nel welfare culturale della città. Come sottolinea il direttivo, «Tra mille impegni, spesso manca il tempo e il luogo dove incontrarsi. Fermarci a riflettere è l’occasione per confrontarsi e approfondire. Non è solo cultura: è una pausa di senso, uno spazio per tornare comunità».

L’inaugurazione, fissata per il 7 novembre, è affidata a una firma di peso: la filosofa, giornalista e direttrice di “Micromega”, Cinzia Sciuto. Sarà lei a tracciare il quadro del nuovo, complesso assetto mondiale, tra l’emergere di nuovi imperialismi e le tensioni sul diritto internazionale.

I temi caldi dell’attualità

Il filo rosso dell’attualità proseguirà a metà dicembre con Sarah Gainsforth, ricercatrice indipendente e saggista. Affronterà un tema molto vicino alla realtà locale: l’espulsione delle classi popolari dalle città e il progressivo spopolamento delle aree interne. Un argomento che troverà un ideale seguito a marzo, quando Laura Saija, docente di pianificazione territoriale all’Università di Catania, racconterà come i cittadini possano generare sviluppo attivo, specialmente in realtà come Piazza Armerina, attraverso pratiche partecipative.

Territorio: storie ritrovate e visioni imprenditoriali

Gli incontri del 2026 dedicati al patrimonio vedranno a febbraio l’archeologa Rita Vassallo discutere delle evidenze di culto in età ellenistica e romana nella Sicilia centro-meridionale. Ma “territorio” significa anche riscoprire storie umane, a volte dolorose. Il genealogista Paolo Campagna, insieme a Pasquale Campagna, fratello di Graziella, racconterà la storia di Graziella Campagna, vittima innocente della mafia, svelando un legame inedito con Piazza Armerina.

Spazio anche all’eccellenza imprenditoriale: Dario Rinaldi, definito “imprenditore visionario”, porterà la sua esperienza con la distilleria creata a Nissoria, che oggi produce un Gin affermato a livello internazionale partendo dal cuore della Sicilia.

L’arte, la bellezza e gli omaggi

La sezione artistica si preannuncia particolarmente ricca. La conversazione prenatalizia è affidata a Emanuela Pulvirenti, architetta e blogger, che analizzerà il tema della “Natività” nell’arte. A febbraio, Antonio Presti, mecenate e creatore della Fiumara d’arte, racconterà “La politica della bellezza che cambia il mondo”, forte della sua esperienza di rigenerazione urbana a Librino.

Il programma ospiterà inoltre due grandi artisti: Gigi Borruso, attore e drammaturgo, che leggerà brani dalla sua opera “Appunti di un attore”, e Carlos Freire, uno dei più grandi fotografi contemporanei, che guiderà il pubblico nella magia dei suoi viaggi. Un “incontro dell’anima” sarà quello dedicato a Ignazio Nigrelli, cui l’UniPop è intitolata, nel centenario della nascita, con i contributi dello storico Salvo Adorno e di Leandro Janni, presidente di Italia Nostra.

L’evento speciale: omaggio a Camilleri

L’attesa è alta per l’evento speciale di lunedì 16 febbraio 2026, dedicato ai cento anni dalla nascita di Andrea Camilleri. L’incontro, dal titolo “In Sicilia con Andrea Camilleri”, vedrà protagonisti due straordinari narratori della Sicilia contemporanea: Gaetano Savatteri, giornalista e autore dei romanzi che hanno ispirato la serie TV “Màkari”, e Salvatore Picone, scrittore e profondo conoscitore delle storie più autentiche dell’isola.

Il calendario degli appuntamenti

Ecco una sintesi dei principali incontri programmati per l’anno accademico 2025/2026.

Data Evento Relatore/Ospite Tema
7 Novembre 2025 Prolusione Anno Accademico Cinzia Sciuto Attualità: Nuovo assetto mondiale
Metà Dicembre 2025 Incontro sull’Attualità Sarah Gainsforth Spopolamento aree interne e città
Fine Dicembre 2025 Conversazione sull’Arte Emanuela Pulvirenti La “Natività” nell’arte
Febbraio 2026 Incontro sull’Arte Antonio Presti La politica della bellezza (Fiumara d’arte)
Febbraio 2026 Conversazione sul Territorio Rita Vassallo Archeologia e culti nella Sicilia centro-meridionale
16 Febbraio 2026 Evento Speciale Gaetano Savatteri e Salvatore Picone “In Sicilia con Andrea Camilleri” (Centenario)
Marzo 2026 Incontro sull’Attualità Laura Saija Sviluppo e partecipazione nelle piccole città
Data da definire Incontro sul Territorio Paolo Campagna e Pasquale Campagna La storia di Graziella Campagna
Data da definire Incontro sul Territorio Dario Rinaldi Imprenditoria: La distilleria di Gin a Nissoria
Data da definire Incontro sull’Arte Gigi Borruso Letture da “Appunti di un attore”
Data da definire Incontro sull’Arte Carlos Freire Fotografia e viaggi
Data da definire Incontro Speciale Salvo Adorno e Leandro Janni Omaggio a Ignazio Nigrelli (Centenario)

Una cultura indipendente

Tutti gli incontri si terranno, come da tradizione, prevalentemente di venerdì, ogni quindici giorni da novembre ad aprile. L’associazione tiene a sottolineare un punto fondamentale: questa programmazione “si regge esclusivamente sulle quote di iscrizione dei soci e che non ha mai ricevuto finanziamenti pubblici e sponsorizzazioni”. Un impegno che dura, con passione e per la comunità, da 31 anni.

Piazza Armerina come non l’avete mai vista: arriva il 3D su Google Earth

Sembra quasi di poterla toccare. Piazza Armerina si svela in una dimensione completamente nuova grazie a un recente aggiornamento di Google Earth. Il colosso di Mountain View ha infatti potenziato la mappatura della città dei mosaici, rendendola navigabile in tre dimensioni. Un salto tecnologico notevole che permette a residenti, turisti e semplici curiosi di sorvolare tetti, piazze e monumenti con un livello di dettaglio sorprendente, quasi come in un videogioco. Ma come si attiva questa funzione e cosa ci permette di fare?

Come esplorare Piazza Armerina in 3D da computer

Per chi naviga da un computer fisso o desktop, l’esperienza è davvero immediata.

Basta collegarsi al sito di Google Earth (earth.google.com) e utilizzare la barra di ricerca in alto a sinistra per digitare “Piazza Armerina”. Una volta che la mappa ha centrato la città, l’occhio deve spostarsi nell’angolo in basso a destra dello schermo. Lì, si troverà l’icona “3D”. Un singolo clic è sufficiente per vedere la mappa piatta trasformarsi in un modello tridimensionale realistico. Per apprezzare appieno l’effetto, si può tenere premuto il tasto “Ctrl” (o “Cmd” su Mac) e, contemporaneamente, trascinare il mouse: la visuale si inclinerà e ruoterà, quasi come se si pilotasse un drone.

La visualizzazione 3D su smartphone e tablet

La stessa magia, ovviamente, è disponibile anche in mobilità.

Aprendo l’applicazione di Google Earth (disponibile gratuitamente sia per Android che per iOS) e cercando la città, apparirà un pulsante “3D” direttamente sulla mappa. Toccandolo, la visuale si inclinerà mostrando gli edifici, gli alberi e la topografia del terreno. Utilizzando le dita, si può quindi “pizzicare” per zoomare avanti e indietro, ruotare la vista o scorrere con due dita per inclinare ulteriormente l’inquadratura. In pochi secondi, ci si ritrova a volare sopra la Cattedrale o il centro storico, tutto dal palmo della mano.

Un viaggio nel tempo: rivedere la città negli anni

Google Earth, però, non offre solo una visione nello spazio, ma anche nel tempo.

Per molte aree, inclusa quella di Piazza Armerina, è disponibile la funzione “Immagini storiche” (a volte integrata nella funzione “Timelapse”). Solitamente accessibile dalla versione computer tramite un’icona a forma di orologio nella barra degli strumenti (menu “Visualizza”), questa opzione permette di scorrere una vera e propria linea del tempo. Si possono così confrontare le foto satellitari di anni diversi, osservando come il tessuto urbano si è modificato, dove si è costruito e come è cambiato il paesaggio circostante. Un archivio storico a portata di clic, utilissimo per capire l’evoluzione del territorio.

Democrazia partecipata a Piazza Armerina: quattro progetti per la città, ora la scelta ai cittadini. Come votare

La democrazia partecipata entra nella fase decisiva a Piazza Armerina. Questo strumento, previsto dalla normativa regionale, permette ai residenti di decidere direttamente come investire una quota dei fondi pubblici. Da sabato sono disponibili online le quattro proposte progettuali finaliste, e spetta ai cittadini, tramite voto, esprimere la propria preferenza per l’iniziativa che ritengono più valida o urgente per la comunità.

Le opzioni coprono ambiti diversi, dal sociale alla salute, dalla cultura alla riqualificazione urbana.

👵 “Mosaici d’Argento”: benessere e socialità per la terza età

Il primo progetto, curato dalla cooperativa sociale GAIA, si intitola “Mosaici d’Argento”. L’obiettivo è chiaro: promuovere l’invecchiamento attivo e combattere l’isolamento sociale che spesso colpisce la popolazione anziana. Il piano prevede un insieme armonico di attività: ginnastica dolce e motricità adattata da svolgere in spazi pubblici come la Villa Comunale Garibaldi, laboratori specifici (“Allena-mente”) per il recupero e il mantenimento delle capacità psicofisiche, visite guidate nei luoghi simbolo della città (inclusa la Villa Romana del Casale) e, infine, importanti incontri intergenerazionali presso il Centro Diurno.

📚 “È il margine che fa la pagina”: la cultura inclusiva nei quartieri

L’associazione DonneInsieme “Sandra Crescimanno” ETS-ODV propone un progetto dal titolo evocativo: “E’ il margine che fa la pagina…”. L’idea fondante è portare la cultura fuori dai circuiti “elitari” e renderla accessibile a tutti, facendola vivere nel cuore pulsante dei quartieri storici. Si intende così favorire un “welfare di relazione” attraverso un calendario di eventi che include musica, presentazioni di libri, un’estemporanea di pittura, teatro per bambini e laboratori di riciclo creativo.

🩺 “La Salute per tutti”: screening gratuiti nelle piazze

La terza proposta, “La Salute per tutti: Screening e Prevenzione gratuiti”, è presentata dalle Odv Nucleo Volontari Protezione Civile e Odv Piazza Armerina Soccorso, in collaborazione con altre associazioni. Il progetto nasce dall’esigenza di garantire l’accesso a servizi sanitari di base a chi ha difficoltà a raggiungere le strutture ospedaliere, in particolare anziani e persone in condizioni di vulnerabilità economica. Si prevedono appuntamenti mensili direttamente nei quartieri per offrire screening gratuiti, come controlli cardiologici (ECG, pressione, glicemia, colesterolo), visite ortopediche e fisiatriche e visite audiometriche.

🎠 “Rimettere al Centro i Nostri Bambini”: il ripristino del parco giochi

Infine, il Comitato Quartiere Canali, insieme a Inner Wheel e CIF, presenta un progetto concreto di riqualificazione urbana: il “Ripristino del Parco Giochi in Piazza Regione Siciliana”. L’area, un tempo luogo di ritrovo amato, versa oggi in condizioni di deterioramento. Il progetto non si limita a una semplice manutenzione, ma mira a implementare lo spazio con nuove strutture di gioco (inclusa un’altalena per disabili), la risistemazione delle panchine, nuova illuminazione a led, l’installazione di una fontanella, una cabina per lo scambio di libri (book-crossing) e una telecamera di sorveglianza per garantire la sicurezza.

Come e dove votare

I cittadini residenti a Piazza Armerina possono ora esaminare nel dettaglio le quattro proposte e scegliere quella che ritengono prioritaria per il bene comune. Partecipare attivamente è il cuore di questo strumento democratico.

Per esprimere la propria preferenza, è necessario utilizzare il link ufficiale messo a disposizione dal Comune:

CLICCA QUI PER VOTARE

Il grande teatro torna a Piazza Armerina: la Nuova Compagnia Sipario porta in scena “Filumena Marturano”

Si rialza il sipario del Teatro Garibaldi per uno degli appuntamenti più attesi della stagione di prosa. Arriva un testo che non ha bisogno di presentazioni, un capolavoro immortale del teatro italiano: “Filumena Marturano”. L’opera, partorita dalla penna ineguagliabile di Eduardo De Filippo, sbarcherà a Piazza Armerina per un doppio appuntamento, grazie all’impegno della Nuova Compagnia Sipario, guidata da Turi e Federica Amore. Un evento, patrocinato dal Comune di Piazza Armerina e dall’Assessorato al Turismo, che promette di riempire la platea, unendo generazioni diverse nel nome della grande drammaturgia.

Doppio appuntamento: ecco chi salirà sul palco

La compagnia ha previsto due repliche per accontentare il pubblico e permettere a tutti di godersi lo spettacolo. Si parte sabato 8 novembre, con l’appuntamento serale alle ore 21:00. Si replica poi domenica 9 novembre, questa volta in pomeridiana, alle ore 17:30. La regia dello spettacolo è affidata a Federica Amore, che guiderà un cast ricco e affiatato. Sul palco, i protagonisti Turi Amore e Mirella Petralia, affiancati da un nutrito gruppo di attori: la stessa Federica Amore, Salvo Scuderi, Adele Ferlito, Martina Laudani, Raffaele Costanzo, Orazio Marletta, Flavio Salluzzo e Diego D’Arrigo. Il quadro artistico sarà arricchito dalle ballerine Federica Bardarè e Giorgia Bardarè.

Come partecipare: biglietti e prenotazioni

La macchina organizzativa è già in moto. Il costo per assistere alla rappresentazione è di 20 euro per il biglietto intero e 15 euro per il ridotto. Per assicurarsi un posto in platea, o anche solo per chiedere informazioni, la produzione ha messo a disposizione due contatti telefonici: 348 7725577 e 0935 684104. Un’occasione da non perdere per rivivere la potenza di una storia, quella di Filumena, che continua a parlare al cuore del pubblico, con la sua forza, il suo dolore e la sua incrollabile dignità.

Piazza Armerina: trasporto potenziato per il cimitero in occasione della commemorazioni dell’1 e 2 novembre

Il Comune di Piazza Armerina ha organizzato un potenziamento del trasporto urbano in occasione della Commemorazione dei Santi e dei Defunti, l’uno e il due novembre 2025.

L’iniziativa, comunicata dall’Assessore alla Viabilità Concetto Arancio, mira a gestire l’intenso afflusso di cittadini verso il cimitero cittadino, adeguando gli orari dei bus navetta alle esigenze dei visitatori. Saranno operative due linee distinte, la Linea A e la Linea B, con un servizio che coprirà le fasce orarie mattutine e pomeridiane, consentendo un accesso più comodo al campo santo e riducendo l’uso delle auto private.

Orari del Servizio Bus Navetta (1 e 2 Novembre 2025)

Il servizio osserverà i seguenti orari, in linea con l’apertura e la chiusura del cimitero:

Linee Orario Mattina Orario Pomeriggio
Linea A e Linea B Dalle 08:00 alle 13:00 Dalle 14:30 alle 17:30

 

Attenzione ai Disabili

Particolare attenzione è stata riservata alle persone con disabilità. L’Amministrazione ha infatti predisposto ulteriori stalli riservati nei pressi delle diverse entrate del cimitero. Inoltre, è attivo uno specifico servizio di assistenza dedicato per facilitare l’accesso e la mobilità all’interno dell’area cimiteriale, garantendo la piena inclusione.

Piazza Armerina – Il 27 novembre al teatro Garibaldi il Festival della Comicità

Piazza Armerina si appresta a vivere una serata di puro divertimento con la quinta edizione speciale di “Cabaret Ti Amo – Festival della Comicità”, in programma il 27 novembre. Come annunciato dall’assessore al Turismo Ettore Messina, l’evento si terrà presso lo storico Teatro Garibaldi e sarà a ingresso gratuito. La manifestazione, frutto della passione del gruppo Senza Radio, vedrà sul palco i conduttori Mariangela Turi e Senza Radio, affiancati da numerosi comici in concorso come Luca Mammana, Rino Azzolina e Peppe Sica. L’amministrazione comunale sostiene con entusiasmo l’iniziativa, che promette «momenti di grande allegria e partecipazione» e punta a valorizzare il talento e la condivisione. Una kermesse da non perdere, trasmessa anche su Canale 97.

spettacolo

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International Street Food a Piazza Armerina: un viaggio tra i sapori del mondo per allungare la stagione turistica

Piazza Armerina si prepara ad ospitare un evento che promette di ravvivare l’atmosfera e di incentivare l’arrivo di visitatori anche in un periodo tradizionalmente caratterizzato da un decremento delle presenze. Grazie alla concessione del patrocinio gratuito da parte della Giunta Comunale, il fascino della città dei Mosaici si arricchisce di nuovi aromi e suggestioni con l’«International Street Food». L’appuntamento con il cibo di strada, avanzato dall’Associazione Italiana Ristoratori di Strada (AIRS), è fissato per quattro giorni intensi: dal 13 al 16 novembre prossimi.

Una vetrina per le eccellenze enogastronomiche

L’iniziativa è stata accolta con favore dall’Amministrazione, che da tempo ha intrapreso un percorso mirato allo sviluppo economico della città attraverso la promozione di eventi capaci di valorizzare le tradizioni enogastronomiche locali, nazionali e internazionali. L’«International Street Food» si pone come una vera e propria vetrina per conoscere, diffondere e degustare il cibo di strada, con una particolare attenzione tanto ai prodotti di eccellenza nazionali e regionali, quanto alla tradizione culinaria di altri Paesi. Un confronto gastronomico che è anche un incontro culturale, ritenuto meritevole di sostegno per le sue sicure ricadute positive nel settore turistico ed economico

Quattro giorni di festa a costo zero per il Comune

La manifestazione si svolgerà nella centralissima Piazza Falcone e Borsellino  trasformata per l’occasione in una grande area dedicata al gusto con decine di truck e stand. È importante sottolineare come l’evento, pur animando il territorio e contribuendo alla promozione turistica , non comporterà alcun onere economico per le casse comunali. Tutta l’organizzazione e le responsabilità inerenti lo svolgimento della festa sono, infatti, a carico esclusivo dell’AIRS. Il Comune contribuisce con il suo patrocinio gratuito e l’utilizzo del logo, invitando tutti a partecipare a questo goloso e imperdibile appuntamento d’autunno

 

Piazza Armerina – Raccolta differenziata, si cambia: vetro e metalli ora viaggiano separati

 

Raccolta differenziata, si cambia: vetro e metalli ora viaggiano separati

 

 

Le nuove regole attive dal 13 ottobre

 

Una piccola, ma significativa, rivoluzione per la raccolta dei rifiuti in città. A partire da lunedì 13 ottobre 2025, i cittadini dovranno prestare attenzione a una nuova modalità di conferimento: il vetro e i metalli non andranno più insieme. La società Impianti Srr ha infatti messo in campo una riorganizzazione del servizio, con l’obiettivo di ottimizzare il recupero dei materiali e migliorare il decoro urbano.

 

Blu per il vetro, verde per i metalli

 

Come funziona, nel concreto, questa novità? Il personale della società ha già iniziato a posizionare sul territorio delle nuove isole ecologiche di colore blu, pensate e realizzate per accogliere esclusivamente il vetro. I contenitori verdi già esistenti, quelli da 660 litri a cui siamo abituati, cambiano invece destinazione d’uso: da ora in poi serviranno a raccogliere soltanto i metalli. Per evitare errori, su ogni contenitore sono state affisse delle chiare istruzioni. L’appello rivolto a tutti è quello alla «massima collaborazione, rispettando le regole del conferimento, osservando le istruzioni posizionate negli stessi, ed inserendo il vetro ed il metallo separatamente nelle apposite feritoie».

 

Tolleranza zero contro l’abbandono dei rifiuti

 

L’introduzione del nuovo sistema si accompagna a un richiamo forte al senso civico. È assolutamente vietato, e sanzionabile, abbandonare rifiuti di ogni genere per terra, vicino ai cassonetti o all’interno delle isole ecologiche. Un comportamento che non solo danneggia l’immagine della città, ma espone i trasgressori a multe salate da parte degli organi di controllo. Le stesse regole valgono anche per chi si reca al Centro Comunale di Raccolta (CCR): è severamente proibito lasciare rifiuti davanti al cancello o lungo la strada di accesso, specialmente durante gli orari di chiusura. Un piccolo sforzo collettivo per una comunità più pulita e rispettosa dell’ambiente.

Piazza Armerina – Tragedia della solitudine, 76enne trovato senza vita in casa dopo una settimana

Una notizia che preferiamo dare solo ora, nel rispetto del dolore e del tempo necessario per avvisare tutti i familiari. A Piazza Armerina si è consumato un dramma silenzioso, quello della solitudine, che ha visto come protagonista un anziano di 76 anni, trovato morto nella sua abitazione una settimana dopo il suo decesso.

L’allarme lanciato dai vicini

L’uomo viveva solo nel suo appartamento, nel cuore del quartiere Casalotto. Per giorni, nessuno si è accorto della sua assenza. Nessun suono, nessuna luce, solo un silenzio innaturale che ha iniziato a insospettire i vicini. A dare l’allarme, venerdì scorso, sono state proprio le persone che vivevano accanto a lui, preoccupate non solo dal silenzio ma anche da un odore forte e inequivocabile che proveniva dall’abitazione.

L’intervento delle forze dell’ordine e la triste scoperta

Una volta ricevuta la segnalazione, le forze dell’ordine si sono recate sul posto. Entrati nell’appartamento, si sono trovati di fronte a una scena straziante: il corpo dell’uomo giaceva ormai senza vita. Secondo una prima analisi, la morte sarebbe sopraggiunta circa una settimana prima, probabilmente a causa di un malore improvviso o di una caduta accidentale che non gli ha lasciato scampo. Un destino crudele per chi, forse, avrebbe potuto essere salvato da una semplice telefonata o da una visita.

Anziani che vivono da soli: sebbene non ci siano dati specifici sulle morti, in Italia è stato segnalato un aumento del numero di anziani (over 74) che vivono soli, con circa 2,5 milioni di persone in questa situazione. Questo rappresenta una fascia di popolazione molto a rischio.

Carenza di dati ufficiali: la mancanza di statistiche specifiche rende difficile quantificare il fenomeno. Tuttavia, associazioni e studi sociali segnalano la solitudine come un’emergenza sociale silenziosa che accorcia la vita degli anziani. 

Commemorazione dei defunti a Piazza Armerina, ecco come cambia la viabilità

In vista dell’imminente commemorazione dei defunti, un momento di raccoglimento e tradizione molto sentito in città, il Comune di Piazza Armerina si prepara a gestire l’inevitabile aumento del flusso di visitatori verso il cimitero. Per garantire la sicurezza di tutti, pedoni e automobilisti, il comandante della Polizia Locale ha firmato l’ordinanza numero 85 del 28 ottobre 2025, un provvedimento che ridisegna temporaneamente la circolazione nelle zone adiacenti al cimitero Bellia. L’obiettivo, come si legge nel documento, è quello di agevolare il traffico e assicurare la pubblica e privata incolumità, data la notevole affluenza prevista. Le modifiche saranno in vigore da venerdì 31 ottobre fino a domenica 2 novembre.

Cimitero chiuso al traffico veicolare

La disposizione più importante riguarda l’accesso diretto all’area sacra. Per tutti e tre i giorni, dal 31 ottobre al 2 novembre, dalle ore 7:00 del mattino fino alle 18:00, sarà in vigore il divieto assoluto di transito per tutti i veicoli all’interno dell’area cimiteriale. Una misura necessaria per permettere alle persone di muoversi liberamente e in sicurezza tra i viali, senza il pericolo o l’intralcio dei mezzi a motore. Si tratta di una consuetudine per questi giorni particolari, pensata per restituire al luogo la sua atmosfera di quiete e rispetto.

Nuovi sensi unici per fluidificare la circolazione

Per evitare ingorghi e facilitare l’accesso alle aree limitrofe al cimitero, l’ordinanza istituisce anche dei sensi unici di marcia. Nello specifico, in Borgo San Giacomo e in via Leonardo Gebbia si potrà procedere in un’unica direzione, a partire dall’ingresso principale del cimitero Bellia verso, rispettivamente, viale Conte Ruggero e via Don Lorenzo Milani. Questa modifica sarà attiva il 31 ottobre dalle 14:00 alle 18:00 e nei giorni 1 e 2 novembre per l’intera giornata, dalle 7:00 alle 18:00. È prevista una deroga per i residenti di via Leonardo Gebbia e via Filippo Piazza, che potranno circolare come di consueto.

Divieti di sosta con rimozione forzata

Parallelamente alle modifiche sulla circolazione, il provvedimento stabilisce ampie zone di divieto di sosta con rimozione forzata, per garantire che le strade rimangano sgombre e percorribili. Il divieto interesserà diverse vie con orari differenti. In via Edmondo Conti, non si potrà parcheggiare il 31 ottobre dalle 14:00 alle 18:00 e nei giorni 1 e 2 novembre nella stessa fascia oraria. In via Don Lorenzo Milani, nel tratto tra via Gebbia e via Vito Romano, il divieto sarà attivo il 31 ottobre dalle 14:00 alle 18:00 e per l’intera giornata (7:00-18:00) l’1 e il 2 novembre. Infine, per tutta la durata del provvedimento, dal 31 ottobre al 2 novembre (7:00-18:00), sarà vietata la sosta anche in viale Conte Ruggero, nell’area solitamente destinata al mercato dei fiori.

Piazza Armerina – Un operatore del 118 finisce al pronto soccorso per una violenta aggressione

Un pomeriggio di ordinaria emergenza si è trasformato in un incubo per due soccorritori del 118 di Valguarnera, intervenuti venerdì a Piazza Armerina. La loro ambulanza era stata dirottata nella città vicina a causa dell’indisponibilità dei mezzi locali, tutti impegnati in altri servizi. Quello che doveva essere un aiuto si è però capovolto in un atto di violenza inaudita, lasciando un operatore ferito e l’intera categoria sotto shock.

La furia improvvisa dell’uomo da soccorrere

Giunti sul posto, i sanitari si sono trovati di fronte un uomo di robusta costituzione in un evidente e preoccupante stato di alterazione psico-fisica. La situazione è precipitata in pochi istanti. Senza un apparente motivo, l’uomo ha scatenato la sua furia contro uno dei due soccorritori, colpendolo con un pugno violentissimo in pieno volto. Un’aggressione improvvisa che ha lasciato il segno, causando diverse lesioni facciali.

La professionalità che vince sulla paura

Nonostante il dolore e il sangue, l’operatore ferito e il suo collega hanno dato prova di un’incredibile professionalità. Invece di cedere alla paura, sono riusciti a mantenere il controllo della situazione, a calmare l’aggressore e, infine, a caricarlo sull’ambulanza per trasportarlo al pronto soccorso dell’ospedale Chiello, dove avrebbe ricevuto le cure necessarie. Un gesto che dimostra una dedizione al dovere che va oltre il rischio personale.

L’intervento della Polizia e la condanna del sindacato

Una volta giunti al nosocomio piazzese, sono stati gli stessi medici a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per gli accertamenti del caso. Per il soccorritore malmenato si sospetta la frattura del setto nasale. L’episodio ha immediatamente scatenato la dura reazione dei “comitati regionali dipendenti 118 Sicilia”, che hanno denunciato con forza l’ennesimo, intollerabile atto di violenza perpetrato ai danni di chi, ogni giorno, lavora per salvare vite umane.

Piazza Armerina – Lotta al randagismo: fondamentali i volontari dell’associazione LEIDAA

Un sostegno concreto per chi si occupa quotidianamente dei cani sul territorio. Il Comune di Piazza Armerina ha liquidato un contributo di mille euro in favore della sezione locale dell’associazione LEIDAA (Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente), a rimborso delle spese sostenute per la gestione del fenomeno del randagismo. La decisione è stata formalizzata con una determina del 24 ottobre 2025, firmata dal responsabile del primo settore, Paolo Gabrieli. 

Un’alleanza per il benessere animale

Il contributo non è un gesto isolato, ma si inserisce in un quadro di collaborazione strutturata tra l’ente pubblico e il mondo del volontariato. La liquidazione, infatti, fa seguito al protocollo d’intesa per il contenimento del randagismo e la tutela del rapporto uomo-ambiente-animale, approvato dalla giunta municipale nel luglio del 2023. L’accordo con la LEIDAA, sottoscritto pochi giorni dopo,  mira a creare una sinergia operativa per affrontare una problematica tanto sentita in città.

Rimborso per cure veterinarie e mantenimento

Come previsto dall’accordo, l’associazione ha presentato al Comune la documentazione relativa alle spese affrontate per il benessere degli animali. I mille euro liquidati serviranno a coprire i costi per le cure veterinarie, per il mantenimento dei cani e altre spese generali, come dettagliato nell’articolo 5 del protocollo.  Una boccata d’ossigeno per i volontari che, con il loro impegno, garantiscono assistenza e dignità agli animali senza famiglia.

L’impegno economico del Comune

La somma erogata fa parte di uno stanziamento più ampio. Già nell’aprile di quest’anno, un’apposita determina aveva impegnato una cifra complessiva di duemila euro destinata proprio a rimborsare le spese delle associazioni animaliste che collaborano con il Comune. Con questo atto, si dà seguito a quell’impegno, riconoscendo e supportando il ruolo insostituibile del terzo settore nella gestione di un servizio di fondamentale importanza per l’intera comunità.

Sanità provinciale “commissariata”: Fratelli d’Italia UDC e MPA contro il Direttore ASP e la deputata Lantieri

Fratelli d’Italia, UDC e MPA uniscono le forze per denunciare quella che definiscono senza mezzi termini come la situazione di una sanità provinciale che «è stata, di fatto, commissariata dall’onorevole Luisa Lantieri». Il comunicato congiunto dei tre partiti chiede chiarimenti su prassi ritenute anomale e inaccettabili nella gestione delle comunicazioni sanitarie del territorio. Il punto di partenza è un interrogativo diretto rivolto ai vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP).

Zappia sotto la lente d’ingrandimento si chiede se sia in carica

La prima e più incalzante domanda dei partiti è indirizzata direttamente al dottor Zappia (nella foto). «Chiediamo pubblicamente al Direttore Generale dell’ASP, dott. Zappia, se sia ancora pienamente nell’esercizio delle proprie funzioni». La richiesta nasce da quanto, a loro dire, «accade sistematicamente» sul territorio. Il bersaglio è una modalità di comunicazione che, secondo Fratelli d’Italia, UDC e MPA, bypassa i canali istituzionali, svilendo il ruolo del Direttore Generale.

Annunci social e “trombettieri di corte” la deputata si sostituisce al DG

I tre partiti ritengono «inaccettabile che comunicazioni riguardanti la sanità in questo territorio» vengano diffuse in modo estemporaneo. Questo avverrebbe con «annunci estemporanei sui social o per il tramite dei soliti “trombettieri di corte”, dal deputato del territorio che si sostituisce sistematicamente al direttore generale». Le comunicazioni in questione, si precisa, riguardano «spesso e volentieri» questioni smentite poi dai fatti, «come accaduto sulla vicenda rete ospedaliera», o addirittura «riguardanti l’installazione di presidi medico sanitari».

Un aspetto che indigna i partiti è che tutto ciò avvenga «senza alcun preventivo avviso alle istituzioni locali, a partire dal Sindaco della Città, che è, lo ricordiamo, la massima autorità sanitaria sul territorio». La domanda è retorica e lapidaria: «Ci chiediamo se tutto ciò possa rientrare nella normalità istituzionale».

Richiesta d’intervento «atteggiamenti che minano la credibilità»

Alla luce di quanto esposto, la richiesta finale è perentoria. I partiti chiedono «un intervento fermo e diretto della Direzione Generale contro atteggiamenti che rappresentano un evidente vulnus al rispetto delle istituzioni». Tali comportamenti, si legge nel comunicato, minano «la credibilità dei vertici della sanità provinciale, oggi apparsi troppo spesso supini a logiche politiche estranee al buon senso e al rispetto dei ruoli».


IL COMUNICATO INTEGRALE
Prendiamo atto che la sanità provinciale è stata, di fatto, commissariata dall’onorevole Lantieri.
Alla luce di quanto accade sistematicamente, chiediamo pubblicamente al Direttore Generale dell’ASP, dott. Zappia, se sia ancora pienamente nell’esercizio delle proprie funzioni.
Riteniamo inaccettabile che comunicazioni riguardanti la sanità in questo territorio, spesso e volentieri smentite poi dai fatti, come accaduto sulla vicenda rete ospedaliera, o addirittura riguardanti l’installazione di presidi medico sanitari, vengano diffuse attraverso annunci estemporanei sui social o per il tramite dei soliti “trombettieri di corte”, dal deputato del territorio che si sostituisce sistematicamente al direttore generale, senza alcun preventivo avviso alle istituzioni locali, a partire dal Sindaco della Città, che è, lo ricordiamo, la massima autorità sanitaria sul territorio.
Ci chiediamo se tutto ciò possa rientrare nella normalità istituzionale.
Chiediamo, pertanto, un intervento fermo e diretto della Direzione Generale contro atteggiamenti che rappresentano un evidente vulnus al rispetto delle istituzioni e che minano la credibilità dei vertici della sanità provinciale, oggi apparsi troppo spesso supini a logiche politiche estranee al buon senso e al rispetto dei ruoli.
Fratelli d’Italia – UDC – MPA.

Doppia seduta per il Consiglio comunale di Piazza Armerina

Il Consiglio Comunale di Piazza Armerina si prepara a un’intensa settimana di lavoro con ben due convocazioni straordinarie e urgenti. Entrambe le sedute sono state convocate dal Presidente del Consiglio Comunale, Calogero Cursale, e si terranno a pochi giorni di distanza l’una dall’altra: la prima, in sessione straordinaria e urgente, è fissata per martedì 22 ottobre 2025, alle ore 2000, mentre la seconda, in sessione straordinaria, è calendarizzata per lunedì 27 ottobre 2025, alle ore 1700.

Opere pubbliche e bilancio i nodi da sciogliere

L’Ordine del Giorno della prima seduta, quella più immediata, prevede un solo punto: l’approvazione in via d’urgenza di una variazione al Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2025/2027 e all’Elenco Annuale dei Lavori per l’anno 2025.

La seduta del 27 ottobre, invece, si presenta decisamente più ricca e complessa, con diversi punti all’attenzione dei consiglieri. Si partirà con l’approvazione del Rendiconto della Gestione per l’Esercizio 2022. A seguire, l’aula sarà chiamata a discutere di ben quattro mancate ratifiche di Delibere di Giunta Comunale relative a variazioni d’urgenza al Bilancio Provvisorio 2025. Tra queste spiccano variazioni riguardanti l’assegnazione di un contributo a fondo perduto, un trasferimento regionale per il Piano Distrettuale «Dopo di Noi», l’incasso del 15% sui Siti Archeologici e un trasferimento statale per i Centri Estivi 2025. Infine è prevista la risposta a una interrogazione presentata dai consiglieri Andrea Eros Leandro Arena e Dario Azzolina in merito all’approvazione di un emendamento al Bilancio di Previsione 2024-2026 riguardante la Manutenzione Infrastrutture Stradali.

Regole per il numero legale in entrambe le convocazioni

Per entrambe le convocazioni, la normativa stabilisce che l’assenza del numero legale comporti la sospensione della seduta in corso per un’ora. Qualora, alla ripresa dei lavori, il numero legale dovesse nuovamente mancare, la seduta è rinviata al giorno successivo, alla stessa ora, mantenendo il medesimo Ordine del Giorno.

A Piazza Armerina nasce il Punto di Facilitazione Digitale

È una notizia che farà tirare un bel sospiro di sollievo a molti cittadini l’attivazione del nuovo Punto di Facilitazione Digitale a Piazza Armerina. Finalmente un aiuto concreto per districarsi nel labirinto sempre più complesso della Pubblica Amministrazione telematica. Questo sportello è frutto della sinergia tra il Comune di Piazza Armerina e il GAL Rocca di Cerere e ha trovato casa nella sede di via Generale Muscarà. In un’epoca dove tutto si sposta online, avere un punto di riferimento “fisico” dove ricevere supporto è fondamentale e risponde a un bisogno reale della comunità.

Come funziona e cosa offre il nuovo sportello

Diciamocelo chiaro l’acceso ai servizi digitali non è sempre una passeggiata. Tra SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) e il sistema di pagamenti PagoPA, non è raro sentirsi smarriti. Ebbene il Punto di Facilitazione Digitale nasce proprio per questo Ti aiutiamo ad accedere ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione: SPID, CIE, pagoPA, INPS online e molto altro. È un vero e proprio “pronto soccorso” digitale per imparare a usare questi strumenti e sbrigare pratiche che fino a ieri sembravano ostiche o troppo tecniche. Un passo avanti significativo per l’inclusione digitale del territorio.

Orari e giorni per semplificare la vita

Il servizio è già attivo e pensato per essere il più accessibile possibile, purtroppo le informazioni disponibili al momento sono parziali ma in futuro avremo più notizie. Per ora gli orari di ricevimento sono i seguenti: Martedì, dalle 900 alle 1200, e poi anche Mercoledì e Giovedì. Un invito in sintesi Vieni a trovarci e scopri come semplificare la tua vita digitale! Vale la pena segnarselo in agenda per risolvere finalmente quelle piccole grandi incombenze digitali che troppo spesso ci fanno perdere tempo e pazienza. L’obiettivo è chiaro offrire supporto reale e rendere l’innovazione un alleato e non un ostacolo per la quotidianità dei cittadini.

Piazza Armerina -In festa il “Majorana-Cascino”: Filippo Nicotra tra i 25 studenti più meritevoli d’Italia

Un altro prestigioso traguardo per l’Istituto di Istruzione Superiore “Majorana-Cascino” di Piazza Armerina. L’alunno Filippo Nicotra, diplomatosi al Liceo Scientifico con il massimo dei voti nell’anno scolastico 2024-2025, riceverà l’onorificenza di “Alfiere del Lavoro”. Si tratta di un risultato eccezionale: è la quinta volta che un alunno dell’istituto ennese ottiene questo riconoscimento. Il giovane Nicotra, che ha sempre unito una grande versatilità nelle discipline a un segno di umiltà, ha già intrapreso un promettente cammino universitario. La sua nomina arricchisce l’albo d’oro del “Majorana-Cascino”.

Cerimonia al Quirinale l’omaggio del Presidente Mattarella

Il momento clou per Filippo Nicotra sarà il 24 ottobre, quando a Roma, presso il Palazzo del Quirinale, si terrà la solenne Cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito del Lavoro” ai Cavalieri del Lavoro nominati il 2 giugno 2025. In un gesto che onora non solo lo studente ma l’intera comunità scolastica, tutti gli alunni del “Majorana-Cascino” interromperanno le lezioni alle ore 11:00 per assistere alla diretta streaming della cerimonia su www.quirinale.it e su Rai Uno. Sarà, come dicono dall’Istituto, la più alta delle lezioni: vedere concretizzarsi l’impegno costante in un titolo consegnato direttamente dalle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

La costellazione di benemerenze e la ricetta del successo

L’onore di essere insigniti Alfiere del Lavoro tocca ogni anno solo a 25 alunni in tutta Italia. Questo rende la quinta nomina per il “Majorana-Cascino” un dato davvero significativo. Prima di Nicotra, hanno brillato Emma Marino nel 2017, Giulia Falciglia nel 2021, Alessio Corvaia nel 2023, e Daniele Maria Falciglia nel 2024.

La Dirigente Lidia Carola Di Gangi, fiera di questa costellazione di talenti, non ha dubbi sulla formula vincente della scuola. La «ricetta di questi successi è abbastanza semplice: rispetto, studio, autorevolezza dei docenti e senso di responsabilità». L’ambiente, come sottolineano dall’Istituto, è «sano e rispettoso» un luogo dove non c’è spazio per bullismo o cyberbullismo ma solo per «amorevole e diffusa stima».

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Il “cold case” che svela il regime: Salvo Palazzolo al Majorana-Cascino di Piazza Armerina

Un appuntamento formativo che sarà anche una lezione di storia civile e un atto di memoria dovuto. L’Istituto di Istruzione Superiore Majorana-Cascino di Piazza Armerina ospiterà il prossimo 15 dicembre il noto giornalista e scrittore Salvo Palazzolo. L’incontro è dedicato al suo ultimo e potente romanzo-inchiesta, un lavoro che riporta alla luce un cold case rimasto nell’ombra per novant’anni e che svela i meccanismi perversi di un regime liberticida. Un’iniziativa che non è solo letteratura, ma indagine sul passato per comprendere il presente.

Femminicidio di Stato: l’Ombra del Silenzio

Il libro di Palazzolo è, a tutti gli effetti, la ricostruzione documentata di un vero e proprio femminicidio di Stato. Una tragedia che si consumò sotto il peso di un sistema politico che negava la verità e soffocava ogni voce critica. Come ha sottolineato la Dirigente dell’Istituto, Lidia Di Gangi (nella foto), l’evento rappresenta «Un’occasione per riflettere su giustizia, memoria e responsabilità, restituendo voce a chi è stata troppo a lungo negata». Parole che inquadrano perfettamente lo spirito dell’iniziativa: non solo un momento didattico, ma un’opportunità per studenti, docenti e cittadinanza di confrontarsi con temi di alto impatto etico e sociale.

Lidia Di Gangi: La Storia si Fa Impegno

L’evento si terrà presso i locali dell’IIS Majorana-Cascino e si configura come un vero e proprio incontro formativo imperdibile. L’obiettivo della scuola, guidata dalla Dirigente Di Gangi, è chiaro: trasformare la conoscenza della storia in impegno civile. Non basta studiare i fatti, bisogna analizzarli e trarre da essi una lezione. Palazzolo, autore e “voce della memoria civile”, offrirà il suo contributo per capire come l’oscuramento della verità in nome del potere possa ripetersi, in forme diverse, anche oggi. L’iniziativa, aperta a tutti, promette un dibattito intenso e necessario su temi come la libertà di stampa, la violenza di genere e la responsabilità individuale e collettiva di fronte alle ingiustizie. La storia, insomma, torna nelle aule per ricordarci che la vigilanza non è mai troppa e che la memoria è il nostro primo baluardo contro l’oblio.

I Romano Bros conquistano il “Premio alla Sicilianità”: un riconoscimento che lega musica e radici familiari

Un altro importante tassello si aggiunge alla carriera dei Romano Bros. Il duo musicale, composto dai fratelli cantautori di Piazza Armerina, Angelo e Marco Romano, ha ricevuto il “Premio alla Sicilianità Cav. Pippo Bertoni” nella categoria dedicata alle tradizioni e alla musica d’autore. La cerimonia di premiazione della XXVI edizione si è svolta venerdì 17 ottobre, nella cornice dell’auditorium comunale di Augusta, alla presenza di autorità locali, giuridiche, politiche e militari. L’evento, condotto dal noto presentatore siciliano Ruggero Sardo, celebra ogni anno le eccellenze dell’isola che hanno saputo dare lustro alla Sicilia in Italia e nel mondo.

La Menzione della commissione

Il riconoscimento è stato conferito ai due artisti dalla commissione presieduta dal direttore artistico Marco Bertoni, che ha voluto aggiungere una menzione speciale per i fratelli Romano. Un premio che li inserisce in un albo d’oro di tutto rispetto, accanto a nomi illustri come Franco Battiato, Roy Paci, Leo Gullotta, Beppe Fiorello e Rita Borsellino, solo per citarne alcuni. Questo encomio, istituito in memoria dell’artista e imprenditore Cav. Pippo Bertoni, rappresenta un sigillo di qualità per chi, attraverso la propria arte, si fa ambasciatore della cultura siciliana.

Una dedica speciale che profuma di storia

Con la commozione palpabile di chi conosce il valore del sacrificio e della passione tramandata, Angelo e Marco hanno voluto dedicare il premio al loro papà, il musicista e compositore Pippo Romano. Una figura chiave non solo nella loro vita, ma anche in un affascinante intreccio di destini. Fu proprio il padre, infatti, a esordire negli anni ’50 come chitarrista nell’orchestra della storica compagnia circense Bisbini. In quel contesto, collaborava anche un giovanissimo Pippo Bertoni, lo stesso a cui oggi è intitolato il premio, e muoveva i primi passi un duo comico allora sconosciuto, destinato a entrare nella storia dello spettacolo italiano: Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.

Verso il nuovo singolo natalizio

Questo meritato riconoscimento arriva in un momento di grande fermento creativo per i Romano Bros. Archiviata l’emozione della premiazione, i due fratelli sono già al lavoro per preparare l’uscita del loro nuovo singolo, la cui pubblicazione è prevista per il prossimo Natale. Un nuovo brano che, c’è da scommetterci, porterà con sé ancora una volta i suoni e l’anima di una Sicilia autentica e fiera delle proprie tradizioni.

Piazza Armerina – Agostino Sella: “Un grave errore politico e umano” le scelte della presidenza UE danese

Un “grave errore politico e umano”. Non usa mezzi termini Agostino Sella, presidente, nel bocciare la linea proposta dalla presidenza danese dell’Unione Europea sulla gestione dei flussi migratori. Al centro del mirino c’è l’idea di rafforzare i centri di rimpatrio come soluzione prioritaria. Una visione che, secondo Sella, tradisce i principi fondamentali su cui si basa l’Europa stessa. La questione, complessa e delicata, non può essere ridotta a una semplice logica di contenimento e respingimento. È un approccio che ignora le radici profonde del fenomeno migratorio e, soprattutto, la dimensione umana di chi fugge da condizioni disperate.

Oltre i rimpatri, la dignità della persona

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Agostino Sella 

Dietro ogni migrante, ricorda Sella, ci sono storie di sofferenza: «guerra, povertà estrema, persecuzioni e crisi ambientali». È un richiamo forte a non dimenticare che si parla di persone, non di numeri. Per questo, l’Europa ha il dovere morale di agire per salvare vite, non per delegare ad altri le proprie responsabilità. La proposta danese sembra voler costruire muri, reali o burocratici, invece di ponti. La vera sfida, secondo il presidente, non è fermare i flussi, ma governarli con umanità e lungimiranza, attraverso politiche concrete di accoglienza, tutela e integrazione che mettano sempre al centro la dignità di ogni individuo.

Cooperazione e solidarietà come unica via

Qual è, dunque, l’alternativa? Sella indica una strada precisa: la cooperazione con i Paesi di origine e di transito. Ma una cooperazione che non si limiti alla gestione dei respingimenti, bensì che punti allo «sviluppo, alla pace e alla creazione di opportunità». Si tratta di affrontare le cause delle migrazioni alla radice, promuovendo stabilità e diritti umani. L’unica via che l’Europa può percorrere, conclude, è quella della «solidarietà e della corresponsabilità», un percorso coerente non solo con i trattati fondativi dell’Unione, ma anche con i principi universali che dovrebbero guidare ogni nazione civile. Un messaggio chiaro a Bruxelles: cambiare rotta è ancora possibile, oltre che necessario.

Sabato mattina a Piazza Armerina attenti ai divieti di sosta e transito per un evento che prevede un corteo

Attenzione alla viabilità nel centro storico di Piazza Armerina nella mattinata di sabato 18 ottobre 2025. Per consentire lo svolgimento di una cerimonia dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, il Comune ha disposto la chiusura al traffico e il divieto di sosta in diverse vie e piazze cittadine. I provvedimenti, contenuti nell’ordinanza numero 82 del 15 ottobre, saranno in vigore dalle ore 9:00 fino alle 13:00, e comunque per il tempo strettamente necessario a garantire il passaggio del corteo in piena sicurezza.

Il percorso del corteo e le strade interessate

La manifestazione prenderà il via alle ore 9:00 con il raduno dei partecipanti in Piazza Alcide De Gasperi. Da lì, il corteo si muoverà attraverso il cuore della città, seguendo un percorso che impatterà significativamente sulla normale circolazione. Le strade coinvolte saranno via Monsignor Sturzo, la Discesa Santo Stefano e via Garibaldi. È importante sottolineare che questi ultimi due tratti saranno percorsi in senso contrario a quello di marcia abituale delle auto. Il corteo proseguirà poi per via Pietro Cagni, fino a raggiungere la storica Commenda dei Cavalieri di Malta.

Itinerario di ritorno e disposizioni finali

Una volta conclusa la cerimonia, i partecipanti riprenderanno il cammino per tornare al punto di partenza. L’itinerario di ritorno attraverserà nuovamente via Pietro Cagni, via Garibaldi, la Discesa Santo Stefano e via Monsignor Sturzo, per poi concludersi in Piazza Alcide De Gasperi. L’ordinanza specifica che nelle aree interessate vigerà il divieto di sosta con rimozione forzata.

Piazza Armerina, via al piano per l’efficienza energetica: il Comune cerca partner privati per 42 edifici pubblici

Il Comune di Piazza Armerina scommette sul futuro e sulla sostenibilità, aprendo le porte ai privati per modernizzare il proprio patrimonio immobiliare. L’amministrazione ha ufficialmente avviato una procedura per attrarre proposte di Partenariato Pubblico Privato (PPP), finalizzate all’efficientamento energetico di ben 42 immobili di proprietà comunale. L’operazione, che non graverà sulle casse dell’ente, si baserà sugli incentivi del cosiddetto “Conto Termico 3.0”.

L’obiettivo: tagliare i costi e ammodernare il patrimonio

L’ambizione del progetto è chiara: ridurre drasticamente i costi legati ai consumi energetici di un’ampia fetta del patrimonio pubblico. La lista degli immobili coinvolti è lunga e variegata, e include scuole di ogni ordine e grado, uffici comunali strategici come il Palazzo di Città, la biblioteca e il teatro “Garibaldi”, ma anche impianti sportivi e strutture dal valore storico come l’ex Convento di Sant’Anna. L’iniziativa mira a trasformare questi edifici in strutture più efficienti e meno impattanti dal punto di vista ambientale.

Come funzionerà il Partenariato Pubblico Privato

Il meccanismo scelto è quello della “finanza di progetto” (project financing) su iniziativa privata. In pratica, il Comune non investirà fondi propri, ma si affiderà a soggetti esterni. Per questo è stato lanciato un avviso pubblico per raccogliere manifestazioni di interesse, rivolto in particolare alle ESCo (Energy Service Company), aziende specializzate nella fornitura di servizi energetici. Saranno queste società a proporre, finanziare e realizzare gli interventi, assumendosi il rischio finanziario dell’operazione.

I passaggi della procedura

Il percorso è già stato tracciato. Le aziende interessate dovranno farsi avanti presentando una manifestazione di interesse formale. A quel punto, il Comune di Piazza Armerina si impegna a fornire tutta la documentazione necessaria per elaborare un progetto solido, inclusi i dati sui consumi energetici degli ultimi tre anni e le informazioni tecniche sugli impianti esistenti. Una volta ricevute le proposte definitive, l’amministrazione le valuterà secondo criteri precisi: il maggior numero di edifici riqualificati, la convenienza economica per l’ente e il più alto grado di efficienza energetica raggiunto con gli interventi.

Un’operazione a costo zero per la collettività

L’aspetto finanziario è uno dei punti di forza del piano. L’intero costo degli interventi sarà sostenuto dall’azienda privata che si aggiudicherà il progetto. La remunerazione per l’investitore arriverà direttamente dagli incentivi statali previsti dal Conto Termico 3.0, un meccanismo che promuove la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e gli interventi di efficienza. L’iniziativa, già resa operativa, apre così una nuova fase per la gestione degli edifici pubblici della città.

Ospedale Chiello, un grido d’allarme unanime dal Consiglio comunale. I responsabili dell’ASP assenti

Un’assise compatta, preoccupata, che per una sera ha messo da parte le divisioni politiche per lanciare un messaggio forte e unitario in difesa dell’ospedale Michele Chiello. Il consiglio comunale straordinario di Piazza Armerina, tenutosi ieri sera, ha fotografato una situazione drammatica, sull’orlo del collasso, ma ha anche acceso un faro sulla necessità di una strategia condivisa per garantire un futuro al presidio. Una discussione accorata, segnata dalla “pesante” assenza dei vertici dell’Asp, definiti i “reali interlocutori” mancati del dibattito.

Una diagnosi spietata: reparti al collasso
Ad aprire le danze è stato l’assessore alla Sanità, Concetto Arancio, che ha tracciato la cronistoria di un declino inesorabile. L’ospedale, un tempo eccellenza provinciale, oggi è ridotto all’osso. La sua analisi, confermata da più voci, è stata impietosa: Medicina è “completamente priva di personale medico strutturato” , Pediatria si regge su “un solo medico” con enormi buchi nella reperibilità, e Ortopedia è affidata a “un unico chirurgo” costretto a un lavoro sovrumano. Una crisi confermata dall’interno dal consigliere Vullo, che ha raccontato di professionisti “scappati letteralmente via” a causa di turni insostenibili.

Il vero problema non sono i posti letto, ma i medici
Su un punto, maggioranza e opposizione hanno trovato una sintesi perfetta: il cuore del problema non è tanto il numero di posti letto, ma la “gravissima e ormai cronica mancanza di personale”, come sottolineato dal consigliere Di Seri. Un concetto ribadito con forza dalla consigliera Vagone: “Il personale non c’è”, e questa è la causa primaria delle liste d’attesa infinite. Un paradosso, se si pensa a eccellenze come la Radiologia, che potenziando l’organico è riuscita ad “azzerare le liste d’attesa”, portando una Tac da un anno a una settimana. La domanda, allora, è perché i concorsi vanno deserti. La risposta, amara, è che Piazza Armerina non è “appetibile” per i giovani medici, che temono presidi piccoli e a rischio chiusura.

Tra proposte concrete e battaglie politiche
Il dibattito non si è fermato alla denuncia. Dalla consigliera Sarda è arrivata una proposta innovativa: trasformare il Chiello in un polo di Ematologia, sfruttando le quasi 11.000 unità di sangue raccolte in provincia. Una “vocazione”, una specializzazione che, secondo il sindaco Nino Cammarata, è l’unica via per rendere l’ospedale attrattivo. Sul fronte politico, il consigliere Azzolina ha rivendicato l’impegno del suo partito a livello regionale, con interpellanze e interrogazioni , mentre l’onorevole Stefania Marino ha allargato lo sguardo, denunciando i tagli sistematici alla sanità nazionale e criticando i criteri del Decreto Balduzzi, inadatti a un territorio complesso come quello siciliano.

Una strategia unitaria per il futuro
A chiudere i lavori è stato il sindaco, Nino Cammarata. Dopo aver espresso profondo rammarico per l’assenza dell’Asp , ha messo in chiaro che la battaglia non è una “guerra tra poveri” contro altri ospedali, ma una lotta contro il depauperamento dell’intera sanità provinciale. Pur accogliendo con cautela l’ultima bozza della rete ospedaliera, più favorevole, il primo cittadino ha gelato gli entusiasmi: “Finché non vediamo il decreto, non ci crediamo”. La proposta, approvata dall’assise, è ora quella di redigere un documento unitario contenente tutte le richieste, per dare più forza all’azione politica della città. Un appello alla responsabilità e alla programmazione, perché, come ha chiosato l’assessore Arancio, la sanità deve avere come priorità “la cura delle persone prima dei bilanci”.


A Piazza Armerina, un Consiglio comunale straordinario ha lanciato un grido d’allarme per la situazione critica dell’ospedale Chiello. Maggioranza e opposizione unite nel denunciare la gravissima carenza di medici, causa di reparti al collasso e liste d’attesa infinite. Dal dibattito è emersa la proposta di specializzare il presidio per renderlo più attrattivo. Il Consiglio approverà un documento unitario con le richieste da inviare

Il tempo e la memoria: a Piazza Armerina la presentazione del libro di Pino Bevilacqua.

Oggi pomeriggio, lunedì 13 ottobre 2025, si terrà a Piazza Armerina un evento culturale di rilievo: la presentazione del libro “Il tempo e la memoria” di Pino Bevilacqua (nella foto). L’appuntamento è fissato per le ore 17:00 presso la Sala del Libro Antico.

L’evento è organizzato dal Centro Italiano Femminile Provinciale e dalla FIDAPA, sezione di Piazza Armerina. Durante la presentazione, l’autore dialogherà con la professoressa Lucia Giunta, presidente del CIF Provinciale.

Sono previsti interventi e saluti della professoressa Anna Di Rosa, presidente del Club UNESCO di Piazza Armerina, e della dottoressa Loretta Vargiu, presidente della FIDAPA di Piazza Armerina. Sarà presente anche Luigi Previti, pittore e autore dei disegni del libro.

Il libro esplora il tema del passato e della nostalgia, definendoli come «una voce interiore» che guida una profonda riflessione sul senso della vita attraverso versi e riflessioni. L’opera è descritta come un «connubio letterario di versi e riflessioni» che affronta l’«invincibile caducità dell’esistenza e il desiderio struggente di eternità». La presentazione sarà un’occasione per approfondire i temi del libro e dialogare con l’autore.

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L’assessore Messina: una strategia vincente per rendere Piazza Armerina destinazione imperdibile

«Grazie a un’importante e mirata promozione turistica, Piazza Armerina si sta affermando come una delle mete preferite dai viaggiatori, soprattutto quelli siciliani». A dichiararlo l’assessore al turismo Ettore Messina. L’efficacia di questa strategia è testimoniata da dati significativi: nella prima domenica di ottobre, la celebre Villa Romana del Casale ha superato i 4.000 visitatori. Parallelamente, il centro storico si è popolato di turisti, mentre il Palazzo Trigona ha raddoppiato le sue presenze grazie a una mostra che unisce artisti come Raffaello Sanzio e Gustav Klimt, quest’ultimo esposto proprio alla Villa Romana.

La sinergia tra musei: la chiave del successo

Il successo turistico di Piazza Armerina non è casuale, ma è il risultato di una precisa strategia. Come ha dichiarato l’assessore Messina: «Tutto questo movimento turistico può esistere grazie a un’offerta turistica integrata. Questa sinergia tra i diversi siti e musei, coordinata dal sistema museale cittadino (SIMPA), permette ai visitatori di vivere un’esperienza culturale a 360 gradi. Il lavoro congiunto tra la Villa Romana e il Palazzo Trigona, in particolare, dimostra come la collaborazione tra le istituzioni culturali possa amplificare l’attrattiva del territorio.»

Dalle tradizioni al digitale: i prossimi passi

La promozione non si ferma qui. L’assessore ha annunciato che «Piazza Armerina continuerà in questo tipo di promozione, addirittura mettendo in atto una nuova strategia di marketing che prevede l’apertura di nuovi canali social dedicati al turismo». L’obiettivo è duplice: far scoprire le meraviglie del territorio, le sue tradizioni, i programmi e le manifestazioni culturali sia ai residenti che, soprattutto, ai potenziali visitatori esterni. Un impegno costante per far conoscere le bellezze di questa perla dell’entroterra siciliano. Questo approccio moderno si affianca alla valorizzazione delle tradizioni, come il Palio dei Normanni, mantenendo un forte legame con il patrimonio storico e folkloristico della città.

Il Polo culturale della città

«Questa ondata di turismo non beneficia solo i siti storici,  – conclude l’assessore Messina – si estende anche a nuovi spazi come il Museo Multimediale dedicato alla moda normanna. In un’epoca in cui l’intrattenimento e la cultura si fondono, Piazza Armerina dimostra di saper intercettare i nuovi bisogni del pubblico. La promozione del turismo, della cultura e dell’intrattenimento è diventata un’unica, grande operazione che mira a posizionare la città come una destinazione imperdibile. La capacità di offrire un’esperienza integrata e in continua evoluzione, che unisce storia, arte e nuove tecnologie, è la vera forza della città.

Consiglio comunale a Piazza Armerina sul Chiello: appello dell’assessore Arancio.

Il presidente del Consiglio comunale di Piazza Armerina, Calogero Cursale, ha convocato una seduta straordinaria e urgente. La riunione, fissata per oggi alle 19, avrà come tema centrale le sorti dell’ospedale Chiello e la nuova Rete Ospedaliera. Un argomento spinoso, di quelli che toccano da vicino la vita di ogni cittadino. L’assessore alla Sanità Concetto Arancio, tramite una nota stampa, rivolge un invito alla città: «partecipare attivamente a questo incontro di fondamentale importanza». La salute, dopotutto, è un bene comune e la sua tutela passa anche da momenti di confronto come questo.

Un confronto con le istituzioni

L’assessore che ha anticipato la presenza alla seduta dei vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale e dei rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali», ha voluto sottolineare che questo è un momento importante «per affrontare insieme le problematiche legate alla sanità del nostro ospedale e del nostro territorio». Non è una semplice riunione, ma un’opportunità di ricevere risposte e di far sentire la voce della comunità. L’invito si estende a «tutta la cittadinanza, le associazioni e gli operatori sanitari» perché, come ha scritto lo stesso Arancio, il futuro della sanità locale si costruisce con l’impegno di tutti.



Un ultimo giorno per scoprire la bellezza: le Giornate FAI d’Autunno al Museo diocesano

La storia e l’arte di Piazza Armerina ti aspettano

Dopo la giornata di ieri dedicata alle scuole, oggi, domenica 12 ottobre, il Museo diocesano di Piazza Armerina apre le sue porte al pubblico per l’ultima giornata delle Giornate FAI d’Autunno. Un’opportunità imperdibile per immergersi nella storia e nell’arte di questo luogo magico. L’evento, lo sapete, ha un duplice scopo: farci entrare in luoghi solitamente inaccessibili e al tempo stesso raccogliere fondi per la missione della fondazione.

Un Palazzo secolare e le sue sorprese

Il Palazzo Vescovile non è solo la sede del museo, ma un pezzo di storia della città. La sua costruzione, che si erge imponente su Piazza Duomo, risale alla prima metà del XVII secolo, con una datazione compresa tra il 1614 e il 1640. Si tratta di un edificio di grande valore architettonico, attribuito a Giandomenico Gagini, e si distingue per la sua facciata in conci di arenaria, un portale barocco e una complessa tribuna interna che si apre su un cortile. Un piccolo, ma intrigante, enigma per gli amanti della storia locale.

Un tesoro di arte sacra da non perdere

Dopo vari restauri, nel 2001 il palazzo ha aperto le sue porte al pubblico come Museo diocesano di arte sacra. Il suo scopo principale è conservare, valorizzare e rendere fruibile il patrimonio ecclesiastico della Diocesi. Non si tratta solo di una semplice esposizione, ma di un vero e proprio percorso culturale che integra criteri cronologici e topografici. La mostra permanente, dal titolo «Recuperi e restituzioni. Acquisizioni e restauri nella Diocesi di Piazza Armerina», ci porta alla scoperta di opere di grande pregio. Tra queste, spiccano la tela seicentesca di Sant’Andrea Apostolo della fine del XVI secolo, l’Immacolata del 1603 e la Deposizione della metà del XVII secolo, tutte provenienti dal Gran Priorato di Sant’Andrea. Oltre ai dipinti, il museo ospita anche numerose opere lignee, crocifissi e statue, per lo più risalenti al Seicento. Il museo offre inoltre diversi servizi, tra cui una biblioteca, una sala conferenze e spazi didattici, che ne fanno un vero e proprio punto di riferimento culturale.

Come partecipare e sostenere il FAI

Le visite, organizzate in collaborazione con gli Apprendisti Ciceroni FAI dell’I.I.S. Majorana-Cascino-Leonardo da Vinci, si svolgono oggi, domenica 12 ottobre. L’ingresso è a contributo libero, ma si raccomanda una donazione per sostenere la Fondazione. Per evitare lunghe attese, è bene sapere che i tesserati FAI e coloro che si iscrivono sul posto hanno diritto all’accesso prioritario, un bel vantaggio soprattutto in caso di grande affluenza.

A Piazza Armerina arrestato un condannato per rapina


A Piazza Armerina, la Polizia di Stato ha eseguito un arresto su ordine dell’autorità giudiziaria, un’operazione che riporta l’attenzione sulla costante attività di controllo del territorio e sull’efficacia delle forze dell’ordine nel dare seguito ai provvedimenti della giustizia. L’uomo, un volto noto alle forze dell’ordine, dovrà espiare una pena definitiva di 4 anni e 8 mesi di reclusione per il reato di rapina aggravata.

Colpito in provincia di Milano

L’arresto, eseguito nel pomeriggio di giovedì 9 ottobre da personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Piazza Armerina, è il culmine di un percorso giudiziario iniziato nel 2021. L’individuo è stato riconosciuto colpevole di una rapina aggravata, commessa in concorso con altri in provincia di Milano.  L’arrestato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Piazza Armerina dove sconterà il resto della sua pena, fino al luglio del 2028.

Piazza Armerina: braccialetto elettronico per un molestatore.

La scorsa settimana, una donna di Piazza Armerina ha trovato un briciolo di serenità: la polizia ha dato esecuzione a una misura cautelare del divieto di avvicinamento a un uomo accusato di atti persecutori. Il provvedimento, che prevede anche il braccialetto elettronico, è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Enna dopo una serie di denunce presentate dalla vittima.

Quando l’ossessione diventa reato

Gli atti persecutori, noti anche come stalking, non sono un semplice capriccio o un fastidio passeggero. La legge italiana li punisce perché generano un perdurante e grave stato di ansia o paura nella vittima, o la costringono a modificare le proprie abitudini di vita. I comportamenti possono essere i più svariati: pedinamenti, appostamenti, telefonate e messaggi ossessivi, ma anche minacce e aggressioni fisiche, proprio come nel caso di Piazza Armerina. Spesso alla radice di questi atteggiamenti c’è un forte senso di vuoto interiore, una profonda paura della solitudine che porta a non vedere più la persona come un individuo, ma come un “oggetto” da possedere.

Il profilo psicologico del persecutore

Gli esperti hanno individuato diverse tipologie di stalker. In un caso come questo, dove la violenza scatta dopo la fine di una relazione, è probabile che si tratti di un “rifiutato”: un ex partner che non accetta la separazione, vivendola come un’umiliazione. Lo stalking diventa così un disperato tentativo di mantenere un legame, anche se malato e tossico, oppure di vendicarsi del torto subìto. Questo tipo di molestatore è spesso il più persistente e intrusivo, e mostra tratti di personalità narcisistici o antisociali. Il suo comportamento è un misto di rabbia e desiderio di intimidire, il tutto alimentato da un forte egocentrismo che gli impedisce di percepire il dolore che sta causando. La vittima, dal canto suo, vive un vero e proprio incubo fatto di ansia, paura e perdita di libertà, con pesanti ricadute sulla sua salute psicologica.

Consiglio comunale urgente a Piazza Armerina

Il presidente del Consiglio Comunale di Piazza Armerina, il professor Calogero Cursale, ha convocato una sessione straordinaria e urgente per venerdì 10 ottobre 2025 alle ore 17. La riunione, annunciata con il protocollo n. 40935 dell’8 ottobre 2025, vedrà i consiglieri confrontarsi su un ordine del giorno piuttosto denso di questioni.

Ratifiche e variazioni di bilancio

I primi due punti all’ordine del giorno riguardano la ratifica di alcune delibere della Giunta Comunale. In particolare, si parlerà della delibera n. 153 del 12 agosto 2025, che ha disposto una variazione al bilancio provvisorio per un trasferimento di fondi dalla SRR ATO 4 CL Sud, destinati al progetto “Estate Ecosostenibile 2025”. A seguire, sarà discussa la delibera n. 158 del 21 agosto 2025, riguardante un altro trasferimento, questa volta per il settore dei disabili mentali. Entrambe le variazioni sono state adottate con carattere d’urgenza.

Democrazia Partecipata e taglio dei boschi

Non mancherà, come spesso accade nelle assise civiche, una parte dedicata ai temi proposti direttamente dai consiglieri. Il punto 3 riguarda una discussione sulla “Democrazia Partecipata anno 2024 e anno 2025”, un ordine del giorno proposto da ben sette consiglieri, tra cui Aura Filetti, Massimo Di Seri, Luigi Lo Bartolo e il presidente Cursale stesso. Il punto 4, invece, verte su una questione ambientale molto sentita: «Discussione sull’intervento di taglio del bosco presso le Contrade Santa Caterina e Bellia e sul proseguimento dei lavori presso i boschi di proprietà comunale». Anche in questo caso, l’ordine del giorno è stato proposto da un gruppo di consiglieri.

A Piazza Armerina, il dibattito si infiamma: i fondi del Palio dei Normanni accendono lo scontro tra maggioranza e opposizione

A Piazza Armerina il confronto politico in consiglio comunale si fa incandescente, e a far da miccia sono i fondi destinati al “Palio dei Normanni”. Il consigliere d’opposizione Massimo Di Seri è andato all’attacco, denunciando la degenerazione del dibattito in un «scontro personale» invece che in un sereno confronto tecnico su «fatti e cifre».  Il consigliere si è detto preoccupato per le «perplessità» sollevate dai revisori dei conti sull’uso di queste risorse, e ha chiesto all’amministrazione risposte concrete e documentate. Di Seri ha lanciato un appello diretto alla maggioranza affinché si assuma le proprie responsabilità e si impegni in un confronto serio e costruttivo per il bene della città, sottolineando che la situazione di stallo creatasi in consiglia comunale dove opposizione e maggioranza si confrontano con otto consiglieri ciascuno non favorisce il clima politico e ha invitato il sindaco a mediare in questa situazione con un atteggiamento più aperto alle richieste dell’opposizione.

La risposta del sindaco Cammarata: fondi legittimi e strumentalizzazione

A respingere le accuse è stato il sindaco Nino Cammarata, dopo una attenta ricostruzione delle spesse e delle motivazioni fatta dall’assessore al turismo Ettore Messina. Cammarata ha difeso l’operato dell’amministrazione e l’uso dei fondi per il “Palio dei Normanni”. Il primo cittadino ha accusato l’opposizione di «strumentalizzazione politica» e di aver creato un clima da «tribunale dell’inquisizione». Secondo Cammarata, i fondi oggetto della discussione ieri in Consiglio  sono stati impiegati in modo legittimo per «marketing, promozione e comunicazione» del territorio così come previsto sia dai decreti di finanziamento che dal bilancio comunale. Le accuse di illegalità sono state respinte con forza, sottolineando come ogni delibera abbia ricevuto il parere positivo di dirigenti, ragionieri e del segretario comunale.

Controllo contabile e tattiche politiche

In realtà la relazione dei revisori, pur non costituendo un’accusa formale ma esprimendo qualche perplessità, ha fornito argomenti all’opposizione per un confronto politico che ormai ha valicato il buonsenso. Gli scontri sono infatti da tempo personali ed è facile che in consiglio volino parole grosse e si manifestino atteggiamenti aggressivi, che ieri hanno addirittura costretto la polizia municipale ad intervenire per sedare gli animi un po’ troppo accesi.

MEGLIO SAPERLO
Le spese nei Comuni seguono un percorso preciso per assicurare che i soldi pubblici siano usati in modo corretto

Come nasce una spesa: La Proposta

Tutto comincia con un’idea o una proposta di spesa da parte dell’assessore o del sindaco. Per esempio, l’assessore ai lavori pubblici vuole riparare una strada. La proposta deve specificare perché serve quella spesa, a cosa servirà e quanti soldi costerà.

Il ruolo del Dirigente

Il dirigente è un po’ come il “responsabile tecnico” di un settore del Comune (ad esempio, il dirigente del settore lavori pubblici). Il suo compito è verificare che la spesa sia legale e necessaria e che il costo sia ragionevole. Se la spesa ha un valore elevato, è il dirigente che firma l’impegno di spesa e avvia le procedure per acquistare un bene o un servizio (ad esempio, una gara d’appalto). Il dirigente è il punto di riferimento per l’esecuzione della spesa.

L’iter in Giunta: La Delibera

La proposta di spesa, dopo l’approvazione del dirigente, passa alla Giunta Municipale, che è l’organo esecutivo del Comune. La Giunta è composta da sindaco e assessori. L’assessore che ha fatto la proposta la presenta alla Giunta, che ne discute e decide se approvarla. Se viene approvata, la decisione viene scritta in un documento chiamato delibera. La delibera è la “carta d’identità” della spesa: dice chi ha deciso, cosa si compra e perché.

Il ruolo del Segretario Comunale

Il segretario comunale è come il “notaio” del Comune. Il suo ruolo principale è garantire la legalità degli atti e delle decisioni. Il segretario partecipa alle riunioni della Giunta, controlla che le procedure siano state rispettate e che le delibere siano scritte correttamente, assicurandosi che non ci siano errori. Non decide sulla spesa in sé, ma garantisce che il percorso sia stato seguito in modo corretto.

Il ruolo dei Revisori dei Conti

I revisori dei conti sono un gruppo di professionisti esterni al Comune, un po’ come dei “controllori” o “contabili”. Il loro compito è controllare che i soldi del Comune siano usati in modo corretto e che non ci siano sprechi. Esaminano la delibera e tutti gli atti di spesa, verificando che ci sia la copertura finanziaria, ovvero che il Comune abbia davvero i soldi per quella spesa. Se una spesa non è in linea con le leggi o i bilanci, possono segnalarlo. Il loro parere è molto importante.

Dal progetto alla spesa finale

Una volta che la delibera è approvata, il dirigente avvia le procedure per concretizzare la spesa. A questo punto, dopo che il lavoro è stato fatto o il bene è stato comprato, si procede con il pagamento, dopo che il dirigente ha certificato che il lavoro è stato completato a regola d’arte.

Rifiutò il passaggio, poi la lite: si risveglia dal coma la diciannovenne di Piazza Armerina. Le indagini proseguono

C’è un cauto ottimismo nel reparto di rianimazione dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, dove una diciannovenne si sta riprendendo dopo una grave emorragia cerebrale. La ragazza, risvegliata dal coma farmacologico, ha fornito la sua versione dei fatti, confermando quanto aveva già raccontato ai sanitari prima di perdere conoscenza.

L’incidente, avvenuto nel quartiere Canalotto di Piazza Armerina, sarebbe stato il tragico epilogo di un banale litigio con il fidanzato. “Abbiamo litigato”, ha riferito la ragazza agli inquirenti, “io volevo tornare a casa, lui mi ha detto ‘No, ti riaccompagno io’. Allora ho aperto la portiera e mi sono lanciata dall’auto in movimento”. L’impatto con l’asfalto le ha causato le gravi ferite alla testa per cui è stata ricoverata.

Indagini in corso

Nei prossimi giorni la diciannovenne sarà ascoltata in via ufficiale dagli investigatori, che hanno già raccolto la testimonianza del fidanzato, un ventenne che lavora in pizzeria, e di alcuni testimoni che hanno assistito alla scena. La polizia sta cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e di chiarire ogni dettaglio dell’episodio.

La vicenda ha destato molta preoccupazione nella comunità locale, dove i due giovani sono ben conosciuti. L’attesa è ora tutta per il pieno recupero della ragazza e per la conclusione delle indagini, che faranno finalmente luce su una vicenda che per giorni ha tenuto con il fiato sospeso la città.

Piazza Armerina – A Carmelo Paternicò un riconoscimento ufficiale per la sua lunga e prestigiosa carriera da arbitro

Il suono del fischietto, la pressione delle finali, le decisioni prese in una frazione di secondo sotto gli occhi di migliaia di tifosi nei campi più prestigiosi della serie A di Basket e internazionali. Per decenni, questo è stato il mondo di Carmelo Paternicò, un’eccellenza italiana che ha portato il nome di Piazza Armerina sui campi più importanti d’Italia e d’Europa. Ora che il cronometro della sua carriera attiva si è fermato, inizia un nuovo capitolo. Un capitolo che si apre nel modo più bello: con l’abbraccio della sua terra, che ieri in consiglio comunale  lo ha celebrato con un prestigioso riconoscimento alla carriera.

Enna, l’ASP al progetto Acceleratore dell’Innovazione nelle Case della Comunità”.A Piazza Armerina i referenti nazionali visitano il presidio «Chiello»

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna guarda al futuro e lo fa sposando l’innovazione. L’ente ha infatti aderito al Laboratorio Nazionale «Acceleratore dell’Innovazione nelle Case della Comunità», un’iniziativa di respiro nazionale pensata per valorizzare e diffondere i modelli innovativi di assistenza territoriale. Questo importante progetto si è concretizzato in un incontro che si è tenuto lo scorso 30 settembre proprio a Piazza Armerina, dove i responsabili nazionali del Laboratorio hanno visitato la Casa della Comunità, situata all’interno del Presidio «Chiello» e si sono confrontati con medici e operatori. Un momento di ascolto prezioso per tutti, che conferma l’impegno concreto dell’ASP di Enna nel promuovere una sanità moderna e vicina ai cittadini.

L’esempio della sanità ennese diventa modello nazionale

Il Laboratorio Nazionale, attivo su tutto il territorio italiano, ha un obiettivo chiaro: monitorare le innovazioni più significative che nascono e si sviluppano quotidianamente nelle Case della Comunità. Un lavoro di squadra, dove i risultati e i processi vengono valutati direttamente insieme agli operatori che vivono la realtà sul campo. Durante l’incontro armerino, la dottoressa Rosaria Colletto, direttore del Distretto Sanitario di Piazza Armerina, ha raccontato l’esperienza locale. Un’occasione per condividere buone pratiche e dimostrare come anche in un contesto locale sia possibile fare la differenza. «Nel febbraio 2025 la Casa della Comunità di Piazza Armerina è stata presentata a istituzioni e cittadini», ha spiegato la dottoressa Colletto. «Alla presenza del Direttore Generale, dott. Mario Zappia, sono state illustrate le funzioni e i servizi che questo nuovo modello organizzativo offre al cittadino». Un sistema che si basa sulla sinergia tra diverse figure professionali, per un’assistenza personalizzata e di alta qualità.

Medici, infermieri e volontari per una sanità di prossimità

Il cuore pulsante di questo modello sono i Medici di Medicina Generale, organizzati in Aggregazioni Funzionali Territoriali. Il loro ruolo è fondamentale, perché rappresentano il primo punto di contatto con il paziente e l’anello di congiunzione tra le varie professionalità. Accanto a loro, lavorano gli Infermieri di Comunità, gli Assistenti Sociali, gli OSS e i Medici specialisti ambulatoriali. Un team multidisciplinare che garantisce un percorso di diagnosi e cura personalizzato, dalla prima accoglienza alla valutazione dello stato di salute, fino all’esecuzione di esami diagnostici. Questo modello assistenziale serve un bacino d’utenza di circa 48.000 cittadini, residenti nei Comuni di Piazza Armerina, Aidone, Barrafranca e Pietraperzia. E per il futuro c’è un’altra importante novità: a breve sarà firmato un protocollo d’intesa con le associazioni di volontariato. L’obiettivo è chiaro: coinvolgere le forze civiche nel processo gestionale, creando una sanità partecipata e ancora più vicina ai bisogni reali della comunità.

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Il Nuovo Sindacato Carabinieri di Enna plaude ad un intervento di una pattuglia a Piazza Armerina per sventare un furto

Un tentativo di furto, di cui abbiamo dato notizia alcuni giorni fa,  che poteva trasformarsi in un danno ingente, sventato dalla prontezza dei Carabinieri della Compagnia di Piazza Armerina. Si è concluso con tre arresti in flagranza di reato e il deferimento di un minorenne un’operazione condotta dall’Aliquota Radiomobile e dalla Stazione locale, che ha ricevuto il plauso ufficiale della segreteria provinciale del Nuovo Sindacato Carabinieri di Enna. Un intervento che ha messo in luce, ancora una volta, l’importanza del controllo del territorio.

La dinamica dei fatti

Tutto ha avuto inizio con la telefonata di un cittadino al numero di pronto intervento. La segnalazione era precisa: alcune persone si erano introdotte in un ex complesso ecclesiastico, oggi sede dell’International Police Association. Una volta giunti sul posto, i militari hanno ricostruito rapidamente l’accaduto. I quattro si erano aperti un varco scavalcando la recinzione e forzando una grata in ferro che proteggeva la porta d’accesso. Un’azione pianificata, a quanto pare, per agire indisturbati.

Colti con le mani nel sacco

La sorpresa, per i ladri, è stata amara. I carabinieri li hanno colti proprio mentre erano intenti a raccogliere e portare via diverse attrezzature edili. Materiale, questo, destinato ai lavori di ristrutturazione di una chiesa adiacente alla struttura presa di mira. Trovandosi scoperti, i quattro hanno cercato una via di fuga disperata, ma il tentativo è durato una manciata di secondi. Il personale dell’Arma li ha bloccati con prontezza, mettendo fine all’azione criminale.

L’apprezzamento del sindacato

L’operazione ha meritato il plauso del Nuovo Sindacato Carabinieri di Enna. La segreteria provinciale ha espresso «i più sinceri complimenti ai militari che, con il loro tempestivo intervento, hanno evitato che l’azione criminosa fosse portata a compimento». Un riconoscimento che vuole essere anche uno stimolo, perché, come conclude la nota del sindacato, «l’auspicio è che il loro operato non passi in sordina e che siano valutate le giuste ricompense affinché si possa alimentare lo spirito operante che contraddistingue i militari».

Come richiedere un appuntamento con il sindaco di Piazza Armerina. Aggiornato il numero di telefono.

È possibile fissare un appuntamento con il sindaco di Piazza Armerina contattando l’Ufficio di Gabinetto. Le richieste vengono accolte telefonicamente nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 9 alle 12, componendo il nuovo numero 344 0565936.
L’ufficio provvede a registrare i dati del richiedente e, compatibilmente con la disponibilità e gli impegni istituzionali del primo cittadino, comunicherà data e orario dell’incontro nel più breve tempo possibile – una modalità pensata per mantenere un contatto diretto e ordinato tra amministrazione e cittadini.

Richieste via email o PEC

In alternativa, è possibile inoltrare la richiesta anche in forma scritta:
– via email all’indirizzo sindaco@comunepiazzaarmerina.it;
– oppure tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo sindaco@pec.comunepiazzaarmerina.it.

Non è necessario compilare alcun modulo specifico: sarà sufficiente indicare i propri dati anagrafici, un recapito e il motivo della richiesta per consentire all’Ufficio di Gabinetto di gestire la procedura nel modo più rapido e trasparente.

Un consiglio utile prima del colloquio

Per evitare attese e rendere più efficace il contatto con l’Amministrazione, si consiglia ai cittadini di rivolgersi preventivamente all’Ufficio Comunale competente o all’Assessore delegato di riferimento. In molti casi, queste strutture possono fornire risposte immediate o risolvere direttamente le questioni segnalate, riducendo così i tempi di attesa per l’incontro con il sindaco. Un approccio pratico e collaborativo che mira a favorire un’amministrazione sempre più vicina, accessibile e organizzata – nel segno del dialogo costruttivo e della partecipazione civica.

Restauro della Chiesa di San Giovanni: 2 milioni di euro per restituire splendore a un simbolo della città

«Accogliamo con grande soddisfazione – dichiara il sindaco Nino Cammarata – il finanziamento di 2 milioni di euro destinato al restauro della Chiesa di San Giovanni, uno dei gioielli più preziosi del nostro patrimonio storico e artistico. È una notizia che riempie di orgoglio l’intera comunità piazzese, perché premia anni di lavoro e di collaborazione istituzionale». Il primo cittadino sottolinea che si tratta di «un intervento che si inserisce in una visione più ampia di valorizzazione dei beni culturali di Piazza Armerina, un percorso che abbiamo intrapreso con determinazione e che continueremo a sostenere per far crescere la città nel segno della cultura e della bellezza».

Il ruolo fondamentale della Soprintendenza e dell’architetto Di Franco

Cammarata rivolge un «sentito ringraziamento al Ministero dell’Interno – Direzione Centrale degli Affari dei Culti e del FEC, alla Prefettura di Enna e, in modo particolare, alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Enna, guidata dall’architetto Angelo Di Franco».
«La Soprintendenza – aggiunge – ha dimostrato ancora una volta una straordinaria attenzione e sensibilità verso il nostro territorio. L’architetto Di Franco ha seguito con professionalità ogni fase, promuovendo una sinergia istituzionale virtuosa che ha permesso di ottenere questo importante risultato».

Un piano complessivo di restauri e sviluppo

«Questo intervento – continua il sindaco – si aggiunge ad altri finanziamenti già stanziati, per oltre 3 milioni di euro, destinati al restauro di edifici ecclesiastici appartenenti al Fondo Edifici di Culto (FEC): la Chiesa di San Francesco d’Assisi, San Pietro, Santa Maria delle Grazie e Sant’Ignazio di Loyola».
«Sono progetti che rafforzano la nostra identità culturale e contribuiscono a rendere Piazza Armerina sempre più attrattiva, dal punto di vista turistico ed economico».

«Orgoglio e responsabilità»

«Il Comune – conclude Cammarata – ha creduto fin dal primo momento in questa azione di tutela e recupero, collaborando con le istituzioni competenti per costruire un percorso armonioso e concreto. È un risultato che ci onora e che ci spinge a proseguire su questa strada, con la consapevolezza che la crescita passa anche dalla cura e dalla valorizzazione del nostro patrimonio storico e artistico».

Addio al questore Mario Finocchiaro morto ieri a Catania. La sua storia legata alla città di Piazza Armerina

La comunità di Piazza Armerina e il mondo della Polizia di Stato piangono la scomparsa del dottor Mario Finocchiaro, 69 anni, dirigente superiore e questore in diverse città italiane, scomparso improvvisamente a causa di un malore. La sua carriera, iniziata nel 1985, è stata un lungo cammino di dedizione, rigore e profondo senso del dovere. Una vita spesa al servizio della giustizia e della sicurezza pubblica.

Dalla Sicilia al cuore dell’Italia

Aveva conseguito la maturità scientifica nel Liceo Scientifico Vito Romano di Piazza Armerina diplomandosi a pieni voti nel 1975. Dopo la laurea con 110 e lode all’Università di Catania, Finocchiaro lasciò un impiego in banca per inseguire la sua vera vocazione: entrare nella Polizia di Stato. Prestò servizio presso le Questure di Palermo, Caltanissetta — dove fu dirigente della Squadra Mobile per oltre sei anni — Enna, Catania e Cosenza, tappe che segnarono una crescita professionale costante e brillante.

Questore in diverse città italiane

Nel 2012 venne promosso Dirigente Superiore della Polizia di Stato e nominato Questore di Crotone, poi di Agrigento, Messina e Perugia. Infine, concluse la sua carriera a Catanzaro. In ogni incarico si distinse per equilibrio, fermezza e profondo rispetto delle istituzioni – qualità che gli valsero la stima dei colleghi e l’affetto delle comunità in cui operò.

Un’eredità di umanità e professionalità

Mario Finocchiaro non fu solo un poliziotto di straordinaria competenza, ma anche un uomo di cultura e sensibilità, appassionato di fotografia e della sua moto, che amava osservare la realtà con lo stesso sguardo attento e umano con cui servì lo Stato. Il suo percorso professionale resta esempio luminoso di dedizione civile e di onestà intellettuale, un’eredità morale che continuerà a ispirare quanti lo hanno conosciuto.

Insieme con i compagni di scuola aveva festeggiato 50 anni al diploma 
Solo pochi mesi fa su questa pagina avevamo raccontato la serata che aveva riunito dopo 50 anni i vecchi compagni di scuola della quinta A del Lice Scientifico Vito Romano, di cui faceva parte anche Mario Finocchiaro. Al compagno di scuola , all’amico, va il mio personale saluto e di tutta la classe della quinta A. Ciao Mario.

I funerali si svolgeranno a Catania nella basilica cattedrale di Snt’Agata lunedì 6 ottobre alle 15.30

Nicola Lo Iacono

Piazza Armerina – Cade da un’auto in corsa: gravissima una diciannovenne.

Una caduta terribile da un’auto in movimento, le cui cause sono ancora tutte da chiarire. Una ragazza di diciannove anni è in fin di vita dopo essere finita sull’asfalto dalla vettura su cui viaggiava con il fidanzato. La tragedia si è consumata ieri pomeriggio a Piazza Armerina, lungo la via Silvia del quartiere Casalotto, e ora lascia spazio a una serie di interrogativi angoscianti. Sembrerebbe che , al momento dell’incidente, fosse impegnata in un’accesa discussione con il partner poco prima dell’impatto.

Una verità ancora tutta da scrivere

Cosa sia successo in quei momenti è la domanda a cui gli agenti della Polizia di Stato stanno cercando di dare una risposta. Secondo la versione fornita dal fidanzato venticinquenne, unico testimone presente, la ragazza si sarebbe gettata volontariamente dal veicolo al culmine della lite. Una ricostruzione, questa, che gli inquirenti trattano con la massima cautela, mantenendo aperte tutte le piste possibili. Non si esclude nulla: dal gesto volontario a una tragica fatalità, magari nel tentativo di scendere dall’auto non ancora ferma. Saranno le indagini e gli accertamenti tecnici a dover chiarire una dinamica che, al momento, si basa su un unico, e comprensibilmente scosso, racconto.

Appesa a un filo: la lotta per la vita

Mentre le indagini proseguono, la diciannovenne combatte la sua battaglia più dura. Immediatamente dopo la caduta, le sue condizioni sono apparse disperate a causa di un violentissimo trauma cranico. Il primo ricovero all’ospedale Michele Chiello si è rivelato solo una tappa intermedia: la gravità della situazione ha imposto un trasferimento d’urgenza in elisoccorso verso il Sant’Elia di Caltanissetta. Lì, l’équipe medica ha effettuato un complesso intervento di neurochirurgia per tentare di fermare l’emorragia cerebrale. La prognosi resta, inevitabilmente, riservata. Attualmente non ci sono aggiornamenti.

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