Il modello Tianjin: così la prima università della Cina plasma gli ingegneri che dialogano con i robot

L’Università di Tianjin si è posta come epicentro del dibattito globale sul futuro della formazione ingegneristica, ospitando una conferenza internazionale di alto profilo. L’evento ha riunito accademici ed esperti del settore per delineare le traiettorie future dell’ingegneria, con un’attenzione particolare all’innovazione, allo sviluppo dei talenti e all’integrazione con le “forze produttive di qualità”. Questa iniziativa non solo celebra il prestigio dell’ateneo, ma lo posiziona come un attore proattivo nel dialogo mondiale, impegnato a definire gli standard educativi necessari per affrontare le complesse sfide tecnologiche e sociali del domani. La conferenza funge da cornice per esplorare come la teoria accademica possa tradursi in soluzioni pratiche e competitive a livello globale.

L’eredità storica dell’Università di Tianjin: la prima università moderna della Cina

Fondata nel 1895, l’Università di Tianjin (TJU) detiene il primato di essere stata la prima istituzione universitaria moderna della Cina, avendo adottato fin dalle origini un modello educativo di stampo occidentale. Questa eredità storica di 130 anni non è solo un vanto commemorativo, ma la radice di uno spirito pionieristico che ancora oggi ne pervade la cultura accademica. Essere stati i primi a integrare metodologie scientifiche internazionali ha conferito all’ateneo una prospettiva unica, fondendo la tradizione culturale cinese con un approccio all’innovazione aperto e globale. Questa base storica è fondamentale per comprendere come l’università sia riuscita a mantenersi all’avanguardia, evolvendo costantemente il proprio approccio pedagogico e scientifico.

Il centro di produzione intelligente: innovazione robotica e approccio pratico all’apprendimento

Il centro di produzione intelligente della TJU rappresenta la perfetta sintesi tra teoria e applicazione pratica. Attraverso corsi basati su progetti concreti, gli studenti vengono immersi in un percorso formativo che simula fedelmente il lavoro di un ingegnere industriale. Partendo dalla progettazione e costruzione di sistemi robotici, il programma si evolve per affrontare sfide complesse in settori diversificati come la robotica medica, marina e spaziale. L’obiettivo è insegnare agli studenti non solo a progettare macchine, ma a risolvere problemi reali e a controllare sistemi autonomi complessi, come dimostrato dall’avanzato robot in grado di giocare a ping-pong, simbolo di un’istruzione che mira a formare ingegneri pronti per le sfide della produzione reale.

L’intersezione tra ingegneria e medicina: il laboratorio di interazione cervello-computer e integrazione uomo-macchina

L’Università di Tianjin si conferma un precursore nazionale nel campo della bioingegneria, un settore dove l’ingegneria incontra la medicina per creare soluzioni rivoluzionarie. Presso il laboratorio Haihe, l’ateneo dimostra la sua leadership avendo istituito il primo corso di laurea in ingegneria biomedica in Cina nel 1978, seguito dal primo in ingegneria medica intelligente nel 2018 e, più recentemente, dal primo in assoluto dedicato alle interfacce cervello-computer (BCI). L’innovazione si manifesta anche negli strumenti didattici, come i modelli anatomici digitali interattivi che permettono studi dettagliati senza l’uso di corpi reali e i manichini robotizzati avanzati per la pratica di procedure mediche, garantendo una formazione pratica e all’avanguardia.

Il ruolo dell’Università di Tianjin nell’affrontare le sfide globali e l’innovazione futura

In un mondo che affronta sfide epocali come il cambiamento climatico e la necessità di uno sviluppo sostenibile, l’Università di Tianjin sta ridefinendo attivamente i suoi percorsi formativi. L’ateneo non si limita a integrare nei corsi le ultime innovazioni, come l’intelligenza artificiale, ma sta costruendo piattaforme accademiche integrate, come quella dedicata alle “macchine e sistemi intelligenti orientati al futuro”. Questo programma coinvolge ben sei diverse facoltà, dall’ingegneria meccanica all’informatica, fino al management, per garantire che gli studenti sviluppino una comprensione olistica e siano capaci di creare soluzioni complesse, dimostrando che l’università non si limita a discutere del futuro, ma lo sta già costruendo attivamente.

Il modello di università postmoderna e l’approccio interdisciplinare della TJU

L’Università di Tianjin viene presentata come un modello esemplare di “università postmoderna”, superando la tradizionale e rigida suddivisione del sapere in facoltà isolate. L’approccio dell’ateneo celebra e incentiva attivamente la collaborazione interdisciplinare, riconoscendo che le innovazioni più significative nascono dalla convergenza di competenze diverse. Invece di operare in silos, gli esperti di ingegneria, informatica, matematica e management sono incoraggiati a collaborare, comprendendo le interdipendenze tra i loro campi. Questo modello non nega l’importanza della specializzazione profonda, ma la arricchisce, creando un ambiente in cui un esperto di ponti non solo sa come costruire una struttura sicura, ma comprende anche il suo impatto sociale, economico e ambientale.

L’intelligenza artificiale e il futuro del lavoro: un’onda d’urto sul mercato europeo

Un nuovo studio dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro prevede che entro il 2035 un quarto delle attuali mansioni professionali in Europa potrebbe essere automatizzato. Più che una minaccia, una chiamata all’azione per governi e imprese a investire massicciamente nella riqualificazione e nella creazione di nuove competenze.

 

La portata della trasformazione

L’avanzata dell’intelligenza artificiale generativa non è più un argomento confinato ai circoli accademici o alle sale riunioni della Silicon Valley, ma una forza concreta destinata a rimodellare il tessuto economico e sociale globale. Un recente e autorevole report, pubblicato dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), quantifica per la prima volta in modo sistematico l’impatto di questa rivoluzione sul mercato del lavoro europeo. I risultati sono netti: entro il 2035, circa il 25% delle mansioni oggi svolte da professionisti e impiegati potrebbe essere interamente gestito da algoritmi. Un dato che non preannuncia una “fine del lavoro”, ma l’inizio di una transizione epocale che richiede lucidità e lungimiranza.

Oltre l’automazione dei compiti ripetitivi

A differenza delle precedenti ondate di automazione, che hanno interessato principalmente lavori manuali e ripetitivi, la rivoluzione attuale tocca il cuore delle professioni intellettuali. Lo studio “Il Futuro del Lavoro nell’Era dell’IA” evidenzia come i sistemi di IA siano ormai in grado di eseguire compiti complessi di analisi, elaborazione di dati e persino attività creative, settori finora considerati appannaggio esclusivo dell’ingegno umano. Questo significa che non solo i ruoli amministrativi, ma anche professioni come l’analisi finanziaria, la redazione di testi e parte della progettazione ingegneristica sono al centro di questa trasformazione. L’impatto potenziale si estende quindi a una vasta platea di lavoratori qualificati, ponendo interrogativi urgenti sulla sostenibilità degli attuali modelli professionali.

La sfida cruciale della riqualificazione

Di fronte a questo scenario, il report dell’OIL lancia un messaggio chiaro: la soluzione non è resistere al cambiamento, ma governarlo. La progressiva automazione di certe mansioni comporterà inevitabilmente la contrazione di alcune figure professionali, ma creerà al contempo una crescente domanda per nuovi ruoli. Emergeranno esperti nella gestione e supervisione dei sistemi di IA, specialisti in etica digitale incaricati di monitorare l’equità degli algoritmi e tecnici altamente qualificati per la manutenzione di queste infrastrutture tecnologiche. La vera sfida, sottolineano gli autori, è colmare il divario di competenze. Diventa quindi imperativo per i governi, le istituzioni educative e le aziende stesse avviare massicci e rapidi programmi di reskilling e upskilling, per dotare la forza lavoro degli strumenti necessari a navigare e prosperare in questo nuovo paradigma.

Una transizione da governare

In conclusione, l’intelligenza artificiale si configura non tanto come un sostituto del lavoro umano, quanto come un potente strumento di potenziamento e di riorganizzazione. Il report dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro non è un presagio apocalittico, ma un’analisi strategica che mette in luce la necessità di un’azione politica e sociale coordinata. Ignorare questa transizione significherebbe subire passivamente le sue conseguenze, con il rischio di acuire le disuguaglianze. Accompagnarla con investimenti mirati nella formazione e con un nuovo patto sociale tra tecnologia e lavoro, invece, rappresenta l’unica via per trasformare una sfida epocale nella più grande opportunità di progresso economico e umano del nostro secolo.

Intelligenza artificiale in cucina: qualunque dieta può essere personalizzata ma sempre dopo aver consultato un medico

tecnoL’intelligenza artificiale sta rivoluzionando ogni angolo della nostra vita, e la cucina – cuore pulsante delle nostre abitudini – non fa eccezione. Chiunque abbia mai seguito una dieta prescritta da un nutrizionista conosce bene quel piccolo-grande dramma quotidiano: il piano alimentare dice “petto di pollo e zucchine”, ma nel frigo ci sono solo merluzzo e broccoli. Oppure, semplicemente, la voglia di mangiare sempre le stesse cose è svanita. Il risultato? Una rigidità che, a lungo andare, può trasformarsi in frustrazione – e, infine, nell’abbandono del percorso. Ma se la tecnologia ci offrisse una via d’uscita intelligente?

L’intelligenza artificiale come “traduttore” di diete

Diciamocelo chiaramente: l’obiettivo non è sostituire il professionista della nutrizione. Al contrario, è valorizzarne il lavoro, rendendolo più sostenibile nella vita di tutti i giorni. L’IA può agire come un “traduttore” istantaneo e preciso delle nostre esigenze. Invece di stravolgere la dieta, può rielaborarla in tempo reale, suggerendo alternative che rispettino scrupolosamente i parametri impostati dal medico: calorie, macronutrienti (proteine, carboidrati, grassi), fibre e così via. Diventa, in pratica, un assistente personale che adatta il menù ai nostri desideri o alla dispensa, senza sgarrare di un solo grammo sul piano nutrizionale.

Un esempio pratico: dal petto di pollo al merluzzo

Immaginiamo che il nostro piano alimentare per cena preveda:
* 150 grammi di petto di pollo alla piastra
* 200 grammi di zucchine al vapore
* 60 grammi di riso integrale bollito
* 10 grammi di olio extravergine d’oliva

Apriamo il frigo e, come detto, troviamo altro. Potremmo chiedere all’IA di creare un’alternativa. L’algoritmo, conoscendo i valori nutrizionali di migliaia di alimenti, potrebbe proporre una soluzione come:scientecno
* 180 grammi di filetto di merluzzo al forno
* 200 grammi di broccoli al vapore
* 50 grammi di pane integrale
* 10 grammi di olio extravergine d’oliva

Il gusto e gli ingredienti sono cambiati, ma l’apporto calorico e la ripartizione dei nutrienti rimangono virtualmente identici. La dieta è salva, e la nostra cena anche.

Come “dare in pasto” la dieta all’IA

Il processo è più semplice di quanto si pensi. La maggior parte delle intelligenze artificiali generative, come ChatGPT, Gemini o Copilot, permette di caricare documenti o di inserire lunghi testi.

1. Digitalizzazione: Se la dieta è su carta, basta una foto con lo smartphone (anche più foto)  per trasformarla in un file analizzabile dalla AI. Altrimenti, si può semplicemente ricopiare il piano settimanale.
2. Caricamento o Copia-Incolla: Una volta entrati nella chat dell’IA, si può caricare il file (spesso in formato .txt, .pdf o .docx) oppure, più semplicemente, incollare tutto il testo.
3. Il Prompt: A questo punto, basta formulare la richiesta giusta. Un buon prompt (è questo il termine che si usa per indicare una richiesta fatta all’AI)  potrebbe essere:

Questa è la mia dieta preparata da un nutrizionista. Voglio che ti comporti come un assistente nutrizionale. Oggi a cena dovrei mangiare [inserire il pasto originale], ma vorrei usare [inserire gli ingredienti disponibili]. Puoi crearmi un’alternativa che abbia lo stesso identico apporto calorico e la stessa suddivisione di macronutrienti (proteine, carboidrati, grassi) del pasto originale? Specifica le grammature esatte per ogni ingrediente.” (copiatelo e incollatelo nella chat senza modificare nulla, sarà l’AI a farvi le richieste)

Il parere del professionista resta sovrano

È fondamentale chiudere con un avvertimento: l’intelligenza artificiale è uno strumento potentissimo, ma non possiede né la coscienza né l’esperienza di un medico. Le variazioni occasionali possono essere gestite con l’aiuto della tecnologia, ma qualsiasi modifica strutturale o abitudine consolidata dovrebbe sempre essere discussa e approvata dal proprio nutrizionista. L’IA ci offre flessibilità, il professionista ci garantisce la sicurezza. Usare entrambi, con intelligenza (sia artificiale sia umana), è la vera chiave per un percorso di benessere di successo.

Nicola Lo Iacono


Rinasce il mito del Commodore 64

Un video pubblicato in rete ha riportato alla ribalta uno dei nomi più amati dell’informatica anni ’80: il Commodore 64. A farlo non è stata una multinazionale, ma lo YouTuber Christian “Peri Fractic” Simpson che, con il sostegno di alcuni investitori, ha acquistato il marchio e presentato la nuova versione dello storico computer: il **Commodore 64 Ultimate**. L’obiettivo dichiarato? Creare una compagnia tecnologica retrofuturistica che, in un’epoca di iperconnessione, promuova il concetto di “digital detox” – un invito a staccare la spina dalla tecnologia che, troppo spesso, sembra dominare le nostre vite.

Il computer più venduto di sempre

Il Commodore 64, lanciato nel 1982, deve il suo nome ai 64 KB di RAM integrati – una dotazione oggi ridotta a curiosità storica, ma che all’epoca fece la differenza. Definito spesso il computer domestico più venduto della storia, vanta stime che oscillano tra i 12,5 e i 17 milioni di unità distribuite. Insieme ad altri giganti dell’epoca, come lo ZX Spectrum in Europa e le serie PC-88 e PC-98 in Giappone, ha contribuito a trasformare l’informatica in un fenomeno di massa; e ancora oggi la community continua a sviluppare software e persino nuovi videogiochi.

Dal TheC64 al nuovo Ultimate

Negli anni recenti erano già arrivati tentativi di riportare il C64 nelle case degli appassionati, come le retroconsole TheC64 Mini e TheC64, che emulavano il sistema originale. La novità del Commodore 64 Ultimate sta nel fatto che non si tratta di una semplice emulazione software; è una replica hardware aggiornata – una macchina vera, che accoglie persino le cartucce originali.

Caratteristiche e uscita sul mercato

Il nuovo modello integra funzioni moderne senza snaturare il fascino vintage: WiFi, porte Ethernet, USB e HDMI, compatibilità con gran parte dei software d’epoca. Sarà disponibile in tre varianti, con prezzi a partire da 257,39 euro. L’uscita è prevista per ottobre, ma i preordini sono già stati avviati: un ritorno che promette di emozionare nostalgici e curiosi, tra memoria e futuro.

DeepSeek sfida la supremazia americana nell’intelligenza artificiale: il nuovo scenario globale

L’azienda cinese DeepSeek ha scosso il settore dell’intelligenza artificiale con il lancio del suo nuovo modello linguistico, che sembra in grado di competere con i giganti tecnologici statunitensi come OpenAI e Meta. A rendere questa innovazione particolarmente significativa non è solo la qualità delle prestazioni raggiunte, ma il modo in cui è stata ottenuta: DeepSeek afferma di aver sviluppato un Large Language Model (LLM) con un utilizzo ridotto di chip Nvidia e un costo di addestramento drasticamente inferiore rispetto ai concorrenti americani.

Se queste dichiarazioni verranno confermate, DeepSeek potrebbe rivelarsi un avversario temibile per le aziende occidentali, mettendo in discussione l’idea che la supremazia nell’IA sia garantita dagli ingenti investimenti in hardware e infrastrutture. Il risultato ha già avuto un impatto immediato: il mercato azionario ha visto un calo nelle quotazioni delle aziende produttrici di chip e componentistica per data center, segno che il panorama dell’intelligenza artificiale potrebbe cambiare più rapidamente del previsto.

Open source e ottimizzazione: le chiavi del successo

Due aspetti distintivi del modello di DeepSeek stanno attirando l’attenzione degli esperti. Il primo è la scelta di rendere il proprio LLM open source, come già fatto da Meta con LLaMA, ma a differenza di OpenAI e Google, che mantengono le loro tecnologie proprietarie. Questo approccio lo rende estremamente appetibile per sviluppatori e aziende, che possono personalizzarlo e costruirci sopra nuove applicazioni.

Il secondo fattore chiave è l’ottimizzazione dell’uso delle risorse. DeepSeek dimostra che non sono necessari investimenti miliardari per ottenere risultati di alto livello: la sua tecnologia sembra capace di competere con le controparti americane pur utilizzando meno potenza di calcolo e un budget più contenuto. Questo potrebbe ridisegnare l’intero settore, spostando il focus dall’accumulo di potenza computazionale all’efficienza degli algoritmi.

Una sfida geopolitica e tecnologica

L’avanzata di DeepSeek è anche una prova della capacità della Cina di innovare nel settore dell’IA nonostante le restrizioni imposte dagli Stati Uniti sulle esportazioni di chip avanzati. L’amministrazione Biden ha cercato di limitare l’accesso della Cina ai semiconduttori di ultima generazione, ma le aziende cinesi stanno trovando soluzioni alternative, dimostrando che il divario tecnologico non è incolmabile.

Ciò solleva un interrogativo strategico: il dominio americano sull’IA è davvero inattaccabile? Finora, aziende come Google, OpenAI e Meta hanno mantenuto un netto vantaggio, ma la capacità cinese di migliorare l’efficienza dei modelli potrebbe ridurre il gap più velocemente del previsto. Inoltre, l’IA cinese si è sempre distinta per la sua applicabilità pratica, spesso superando gli Stati Uniti nell’adozione su larga scala.

Implicazioni per il mercato globale

Mentre le grandi democrazie guardano con preoccupazione al crescente potere tecnologico cinese, altre nazioni potrebbero accogliere con favore una maggiore concorrenza nel settore dell’IA. Oggi, il mercato è dominato da poche aziende americane, e l’arrivo di nuovi player potrebbe rendere l’intelligenza artificiale più accessibile e diversificata.

La vera domanda non è più chi svilupperà i modelli migliori, ma chi riuscirà ad applicarli in modo più efficace alle attività del mondo reale. Secondo il pioniere cinese dell’IA, Kai-Fu Lee, la Cina ha sempre eccelso nell’adattare le tecnologie esistenti a casi d’uso concreti, anche se è rimasta indietro nelle infrastrutture. Ora, con la spinta di DeepSeek, il panorama dell’intelligenza artificiale globale appare più equilibrato che mai.

Ludovico Bandini per StartNews

Potrebbe diventare più semplice la rilevazione e la bonifica delle mine antiuomo .

Attualmente, ci sono oltre 110 milioni di mine attive in circa 70 paesi, causando quasi 5.000 vittime all’anno. Nel 2022, si sono registrati almeno 4.710 casi di persone uccise o ferite da mine e residuati bellici esplosivi, con l’85% delle vittime che erano civili, molti dei quali bambini. La produzione di mine è relativamente economica (circa 3 dollari ciascuna), ma il costo per la loro rimozione può arrivare fino a 1.000 dollari per ogni mina.

L’Università del Mississippi ha recentemente sviluppato una tecnologia laser innovativa chiamata LAMBDIS, progettata per migliorare significativamente la rilevazione e la bonifica delle mine. Questo sistema è in grado di identificare mine fino a 20 metri di distanza, anche quelle realizzate in plastica, mentre il veicolo che lo trasporta può muoversi a una velocità di 16 km/h. Questa tecnologia è stata presentata al Congresso e Mostra Laser di Optica a Osaka, in Giappone, ed è considerata un passo avanti cruciale nella lotta contro le mine antiuomo, che attualmente rappresentano una minaccia globale.

Caratteristiche della tecnologia LAMBDIS

Rilevamento efficace: Utilizza una matrice laser di 34 x 23 elementi per creare una mappa di vibrazioni del terreno in meno di un secondo.
Riduzione dei falsi positivi: A differenza dei metodi tradizionali che possono generare falsi allarmi a causa della presenza di oggetti metallici, LAMBDIS combina sensori laser e acustici per migliorare l’accuratezza del rilevamento.
Applicazioni multiple: Oltre alla bonifica delle mine, questa tecnologia ha potenziali applicazioni in ispezioni di infrastrutture e test non distruttivi nei settori automobilistico e aerospaziale.

La tecnologia LAMBDIS rappresenta quindi un potenziale cambiamento nel modo in cui vengono affrontate le minacce delle mine antiuomo, rendendo le operazioni di bonifica più rapide e sicure e contribuendo a salvare vite umane in contesti post-conflitto.

 

Pianeta 9: gli astronomi vicini alla scoperta del corpo celeste. Emerse nuove prove

Gli astronomi hanno esplorato il sistema solare esterno per quasi un decennio, cercando segni di un ipotetico nono pianeta, finora senza successo. Tuttavia, recenti scoperte suggeriscono che potremmo finalmente essere vicini a individuarlo.

Evidenze crescenti dell’esistenza del pianeta 9

Negli ultimi anni, una serie di studi ha accumulato prove a favore dell’esistenza di un nono pianeta oltre l’orbita di Nettuno. Le simulazioni al computer, che analizzano gli effetti degli oggetti nel sistema solare, indicano che la presenza di un nuovo pianeta è la spiegazione più probabile per le anomalie osservate nelle orbite di Nettuno e altri oggetti transnettuniani.

Inoltre, calcoli recenti hanno aumentato le probabilità statistiche che un pianeta ghiacciato, con una massa pari a cinque volte quella della Terra, si trovi oltre Nettuno. Questo risultato è stato ottenuto da un gruppo internazionale di ricercatori, tra cui l’italiano Alessandro Morbidelli. L’analisi di 13 oggetti ghiacciati nella fascia di Kuiper ha rivelato che sei di essi seguono orbite inclinate verso il basso, suggerendo la presenza di un piccolo pianeta che li influenza.

Le difficoltà dell’osservazione diretta

Nonostante le numerose prove indirette, finora il Pianeta 9 non è stato osservato direttamente. Le difficoltà principali derivano dalla sua probabile lontananza e debolezza, che lo rendono difficile da rilevare. Inoltre, l’orbita del pianeta potrebbe renderne complessa l’osservazione dalla Terra.

Le prospettive per il futuro

Tuttavia, le possibilità di osservare il Pianeta 9 nei prossimi anni sono in aumento. L’Osservatorio Vera Rubin, che inizierà le osservazioni nel 2025, avrà tra i suoi obiettivi proprio l’investigazione delle zone più esterne del sistema solare. La missione LSST (Legacy Survey of Space and Time) di questo osservatorio, che mapperà l’intero cielo visibile ogni tre notti, potrebbe finalmente risolvere il mistero del Pianeta 9.

 

Come allestire un laboratorio: arredo tecnico e strumenti

Allestire un laboratorio richiede una pianificazione accurata per garantire un ambiente di lavoro efficiente, sicuro e ben organizzato. Che si tratti di un laboratorio di ricerca, di analisi cliniche o di sviluppo industriale, l’arredo tecnico e gli strumenti adeguati sono fondamentali per supportare le attività quotidiane e assicurare risultati precisi e affidabili.

Un laboratorio ben allestito non solo facilita le operazioni quotidiane ma migliora anche la qualità del lavoro scientifico e la sicurezza del personale. Vediamo quali sono i passaggi essenziali per allestire un laboratorio, dall’arredo tecnico agli strumenti indispensabili che si possono trovare su siti specializzati come www.ahsi.it, così da creare un ambiente di lavoro ottimale in qualsiasi circostanza.

L’arredo tecnico del laboratorio

L’arredo tecnico è la base di qualsiasi laboratorio funzionale. Iniziare con la scelta di banchi da lavoro resistenti e versatili è cruciale. I banchi devono essere in materiali che resistano a sostanze chimiche, calore e abrasioni. Materiali come l’acciaio inossidabile, il laminato ad alta pressione e la resina fenolica sono ideali per garantire durabilità e facilità di pulizia. Le cappe aspiranti sono indispensabili per la sicurezza, proteggendo gli operatori da vapori nocivi e particelle pericolose.

Queste cappe, dotate di filtri HEPA e sistemi di ventilazione efficienti, sono essenziali per prevenire l’esposizione a sostanze nocive. Gli armadi di sicurezza per prodotti chimici e le scaffalature modulari completano l’arredo tecnico, garantendo che tutti i materiali e le attrezzature siano conservati in modo sicuro e organizzato. Un aspetto spesso trascurato ma fondamentale è l’illuminazione adeguata, che deve essere uniforme e priva di riflessi per evitare affaticamenti visivi. I pavimenti resistenti alle sostanze chimiche e facili da pulire sono ulteriori elementi da considerare per creare un ambiente di lavoro ottimale e sicuro.

Scelta degli strumenti e delle apparecchiature

Una volta definiti gli elementi di arredo tecnico, è fondamentale scegliere gli strumenti e le apparecchiature giuste per il laboratorio. La selezione degli strumenti dipende dal tipo di attività svolta nel laboratorio. Ad esempio, pipette, centrifughe, spettrofotometri e bilance di precisione sono essenziali in molti laboratori di biologia e chimica. Per laboratori biologici, strumenti come microscopi, incubatori e autoclavi sono indispensabili, mentre per laboratori chimici, cromatografi e titolatori automatici sono cruciali.

Assicurarsi che tutti gli strumenti siano di alta qualità e calibrati correttamente è essenziale per ottenere risultati accurati e affidabili. Inoltre, considerare l’acquisto di strumenti specifici per le esigenze del laboratorio può aumentare l’efficienza e la precisione delle analisi. Ad esempio, per un laboratorio che esegue analisi genetiche, un termociclatore PCR sarà indispensabile, mentre per un laboratorio di microbiologia, un sistema di coltura cellulare potrebbe essere essenziale.

Organizzazione e disposizione del laboratorio

Infine, l’organizzazione e la disposizione del laboratorio devono essere attentamente pianificate per garantire un flusso di lavoro efficiente. Disporre i banchi da lavoro, le cappe aspiranti e gli strumenti in modo che siano facilmente accessibili e che il personale possa lavorare in sicurezza e comodità è fondamentale. L’implementazione di un sistema di gestione degli inventari e di manutenzione degli strumenti aiuta a mantenere il laboratorio in condizioni ottimali.

La formazione continua del personale sull’uso corretto delle attrezzature e sulle procedure di sicurezza completa il processo di allestimento, assicurando che il laboratorio funzioni in modo efficace e sicuro. Ad esempio, la formazione sull’uso corretto delle pipette può prevenire errori di misurazione e contaminazioni crociate, mentre la manutenzione regolare degli strumenti può prevenire guasti e prolungare la vita utile delle apparecchiature. La disposizione del laboratorio dovrebbe inoltre facilitare la comunicazione e la collaborazione tra i membri del team, con aree dedicate per la preparazione dei campioni, l’analisi dei dati e la revisione dei risultati.

Allestire un laboratorio richiede una combinazione di arredo tecnico adeguato, strumenti di alta qualità e una disposizione organizzata e sicura. Investire tempo e risorse nella pianificazione e nella selezione degli elementi giusti garantisce un ambiente di lavoro che supporta le attività scientifiche e di ricerca in modo efficiente. Con un arredo tecnico ben scelto e strumenti affidabili, il laboratorio diventa un luogo dove è possibile ottenere risultati precisi e svolgere ricerche innovative in sicurezza. Un laboratorio ben arredato e organizzato non solo migliora l’efficienza operativa ma contribuisce anche a creare un ambiente di lavoro positivo e produttivo per tutto il personale.

 

Nearlink: la rivoluzione wireless cinese pronta a sfidare wi-fi e bluetooth

Settembre 2023 ha segnato una svolta significativa nel mondo della tecnologia wireless grazie all’introduzione di NearLink da parte di Huawei. Questo nuovo standard si presenta come una sintesi avanzata dei migliori aspetti di Wi-Fi e Bluetooth, proponendo un metodo di trasmissione delle informazioni estremamente efficiente e veloce.

Le caratteristiche di Nearlink

Con la promessa di rivoluzionare il modo in cui i dispositivi comunicano tra loro, NearLink offre una serie di vantaggi notevoli rispetto ai tradizionali Bluetooth e Wi-Fi. Il trasferimento di file tramite NearLink è sei volte più rapido del Bluetooth, con una latenza ridotta di trenta volte e un consumo energetico inferiore del 60%. Inoltre, la tecnologia supporta la connessione contemporanea di oltre 50 dispositivi, un netto miglioramento rispetto ai 7 permessi dalla quinta generazione di Bluetooth, e vanta il doppio dell’area di copertura.

Il supporto industriale e le prospettive future

Oltre 300 aziende, principalmente cinesi, hanno collaborato allo sviluppo di NearLink. Tra i partner principali figurano Hisense, Honor, Lenovo, il produttore taiwanese di semiconduttori Mediatek e il gruppo francese Saint-Gobain. Sorprendentemente, grandi nomi dell’industria tecnologica come Intel, Qualcomm, AMD e Nvidia non partecipano al progetto. Nonostante ciò, NearLink ha già trovato applicazione nell’ultimo smartphone di punta di Huawei, il Mate 60, e si prevede che verrà adottato su larga scala in tutti i dispositivi dotati di HarmonyOS, inclusi tablet e laptop.

Huawei e i suoi partner puntano a far diventare NearLink una valida alternativa al Bluetooth e una soluzione parziale al Wi-Fi, migliorando la sincronizzazione tra dispositivi dell’ecosistema HarmonyOS e gadget domestici intelligenti. Tuttavia, alcuni esperti, come quelli di Techradar, suggeriscono che NearLink potrebbe rimanere una tecnologia esclusiva del mercato cinese, data la mancanza di partecipazione di alcuni dei principali attori globali del settore tecnologico. Nonostante ciò, il potenziale di NearLink nel trasformare il panorama della connettività wireless rimane significativo, promettendo un futuro in cui la trasmissione di dati sarà più veloce, più efficiente e più ampia.

Una svolta per il mercato automobilistico globale: previsto calo dei prezzi delle batterie per auto elettriche

Secondo recenti analisi di Goldman Sachs(*) , i prezzi delle batterie per veicoli elettrici (EV) sono previsti in forte calo nei prossimi due anni, una tendenza che promette di abbassare significativamente i costi degli EV e di incentivare ulteriormente le vendite. Questo calo di prezzo è atteso come conseguenza di una combinazione di fattori, tra cui la riduzione dei costi dei materiali per le batterie e continui progressi nell’innovazione tecnologica.

La dinamica di mercato

Il mercato degli EV, e in particolare quello delle loro batterie, si trova al centro di una tendenza che alterna accelerazioni a rallentamenti, influenzata dalla domanda dei consumatori e dalla capacità produttiva. Con l’aumento della domanda, spesso si verifica una carenza di offerta che porta a un incremento dei prezzi; viceversa, un aumento della capacità produttiva può portare a un abbassamento dei prezzi, come previsto per il 2024 e il 2025.

Le prospettive per il futuro

La riduzione dei costi delle batterie si rifletterà inevitabilmente sui prezzi di vendita degli EV, contribuendo a rendere i veicoli elettrici economicamente più accessibili e competitivi rispetto ai veicoli a combustione interna. Goldman Sachs stima una diminuzione dei prezzi delle batterie quasi del 40% tra il 2023 e il 2025, prevedendo che gli EV raggiungeranno livelli di parità di costo senza precedenti in alcuni mercati già nel prossimo anno.

Innovazione e politiche di sostegno

La diminuzione dei prezzi è attribuita non solo alla riduzione dei costi dei materiali ma anche a continue innovazioni nel settore delle batterie, come l’utilizzo di siliconi che potrebbero ridurre i tempi di ricarica e aumentare la densità energetica. Inoltre, riforme politiche come l’Inflation Reduction Act negli Stati Uniti e le politiche pro-EV in Europa offrono ulteriori stimoli al settore, sostenendo la domanda e incentivando la transizione verso la mobilità elettrica.

Questi sviluppi non solo promettono di rendere i veicoli elettrici più accessibili per un pubblico più ampio ma sottolineano anche l’importanza dell’innovazione continua e del sostegno politico nel guidare la transizione verso un futuro automobilistico più sostenibile.

(*) Goldman Sachs Group, Inc. è una società leader a livello mondiale nell’investment banking, nella gestione di titoli e investimenti che fornisce un’ampia gamma di servizi finanziari.

Ada Barbieri per StartNews

Le password da ricordare sono tante. Vi sveliamo un trucco semplice per averle sempre a portata di memoria

La sicurezza informatica è una sfida sempre più importante nel mondo digitale. Ogni giorno, milioni di utenti accedono a siti web, applicazioni e servizi online usando le loro credenziali, come email e password. Tuttavia, queste credenziali possono essere facilmente rubate o violate da hacker, che possono sfruttarle per accedere ai dati personali o finanziari degli utenti, o per compiere atti illeciti.

Secondo uno studio condotto da NordPass, una società specializzata nella gestione delle password, le password più usate e più hackerate al mondo sono quelle più semplici e prevedibili, come “123456”, “password” o “qwerty” (StartupItalia, 2023). Queste password sono state esposte in oltre 23 milioni di violazioni di dati, rendendo gli utenti vulnerabili a possibili attacchi informatici.

Per evitare di cadere vittime di questi attacchi, gli esperti di sicurezza informatica raccomandano di seguire alcune buone pratiche, come:

– Usare password lunghe e complesse, che contengano lettere, numeri e simboli, e che non siano legate a informazioni personali, come nomi, date o luoghi.
– Usare password diverse per ogni sito o servizio online, in modo da limitare i danni in caso di violazione di una di esse.
– Cambiare le password regolarmente, almeno ogni tre o sei mesi, e non riutilizzare le stesse password per diversi siti o servizi.
– Usare un gestore di password, come NordPass, che permette di creare, memorizzare e gestire le password in modo sicuro e semplice, senza doverle ricordare o scrivere.
– Attivare l’autenticazione a due fattori, che richiede un ulteriore codice o conferma per accedere a un sito o servizio online, oltre alla password.

Seguendo questi consigli, gli utenti possono aumentare il livello di protezione dei loro dati online e ridurre il rischio di subire attacchi informatici. La sicurezza informatica è una responsabilità di tutti, e richiede una maggiore consapevolezza e attenzione da parte degli utenti.

Se siete pigri vi suggeriamo un metodo semplice che consente di ricordare con molta facilità password molto complesse.

Esempio: dovete registravi su un sito che consente di modificare le foto. Il sito si chiama Photopea.com

Scegliete tre lettere del nome ad esempio le prime tre, le ultime 3. O ad esempio due consonanti e una vocale.. e così via.
Scegliete tre caratteri speciali che rimarranno sempre gli stessi anche per un altro sito. Ad esempio !!#
Infine scegliete un numero di sei cifre particolarmente importante. Anche questo non cambierà mai. Vi sconsiglio date di nascita. Usate ad esempio una parte del vostro numero telefonico.

Quindi la password di photopea.com potrebbe essere
Pho!!#552967 (in arancione la parte fissa)

Non dovrete ricordarla. Vi basterà ricordare il metodo che avrete scelto di utilizzare per ricostruire la password anche dopo anni.
Il metodo può essere reso anche più complesso ad esempio scegliendo quattro lettere del nome, 4 caratteri speciali e un numero più lungo. Ma ricordarlo a questo punto sarà semplice.
Phot!!#@55296721

 

La rivoluzione dei veicoli autonomi

Il settore dei veicoli autonomi sta vivendo una rivoluzione che promette di cambiare radicalmente il modo in cui ci muoviamo. Queste auto innovative, capaci di navigare senza l’intervento umano, stanno apportando miglioramenti significativi in termini di mobilità, sicurezza stradale e sostenibilità ambientale. Una delle maggiori conquiste dei veicoli autonomi è l’incremento della sicurezza stradale. Eliminando l’errore umano, causa principale di incidenti stradali, queste auto riducono drasticamente il rischio di collisioni e incidenti. Inoltre, la loro capacità di analizzare in tempo reale una grande quantità di dati consente una guida più efficiente e sicura.

Un altro aspetto rivoluzionario è l’accessibilità offerta da queste tecnologie. I veicoli autonomi rappresentano una soluzione inclusiva per persone con disabilità o limitazioni nella guida, garantendo una maggiore autonomia e libertà di movimento. Inoltre, promettono di ridurre la congestione del traffico, grazie a una gestione più intelligente degli spostamenti urbani. Infine, i veicoli autonomi hanno un ruolo chiave nella promozione della sostenibilità ambientale. Essendo spesso associati a tecnologie elettriche, contribuiscono alla riduzione delle emissioni di gas nocivi e al miglioramento della qualità dell’aria nelle aree urbane.

Non sono solo una novità tecnologica, ma rappresentano una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire la mobilità, con impatti positivi sulla sicurezza, l’accessibilità e l’ambiente. Mentre il 2024 segna un punto di svolta, le prospettive future sono ancora più promettenti, con la continua evoluzione di questa tecnologia.

Moka: un simbolo del design italiano dal 1933

La moka, creata nel 1933 dall’imprenditore italiano Alfonso Bialetti, è diventata ben più di una semplice caffettiera: è un’icona del design e un simbolo dell’arte del caffè all’italiana. Questo oggetto, nato quasi per caso, è frutto dell’ingegnosità e della creatività che contraddistinguono il genio italiano. La storia della moka inizia in Piemonte, dove Bialetti, osservando sua moglie utilizzare la lisciveuse, una macchina per il bucato con una caldaia e un tubo forato, ha l’illuminazione. L’idea geniale fu quella di applicare un principio simile per la preparazione del caffè: l’acqua, scaldandosi, sale attraverso il caffè macinato per poi depositarsi nel contenitore superiore, pronto per essere gustato.

La forma ottagonale della moka, unita al materiale in alluminio, ne fa un oggetto di design unico, tanto che oltre 105 milioni di esemplari sono stati prodotti dalla Bialetti. Il nome “moka” è un omaggio alla città di Mokha nello Yemen, famosa per la produzione di caffè di alta qualità. Oggi, la moka è presente in quasi tutte le case italiane e si è diffusa in tutto il mondo, rappresentando un modo di vivere e di apprezzare il caffè, lento e meditativo, lontano dalla frenesia delle moderne macchine da caffè espresso. La moka è più di un semplice strumento per fare il caffè: è un pezzo di storia italiana, un simbolo di tradizione e qualità che resiste nel tempo.

Marta Lupis per StartNews

Innovazione nella gestione dei rifiuti di plastica: verso i nanogeneratori

La sfida globale della gestione dei rifiuti di plastica sta trovando una svolta innovativa grazie a un ambizioso progetto di ricerca condotto tra India e Singapore. Il focus è lo sviluppo di nanogeneratori sostenibili, una tecnologia all’avanguardia che potrebbe trasformare il modo in cui gestiamo e ricicliamo la plastica.

Il progetto, guidato dal professor Kheng Lim Goh della Newcastle University di Singapore, esplora l’uso di rifiuti di plastica per creare dispositivi di energia pulita chiamati triboelettrici nanogeneratori (TENG). Questi dispositivi sfruttano l’energia meccanica generata dal contatto e dalla separazione di materiali diversi per produrre elettricità. La ricerca si concentra sul trovare metodi efficienti per riciclare la plastica in modo da poterla utilizzare nella fabbricazione di TENG.

L’idea di utilizzare i rifiuti di plastica per la produzione di energia è rivoluzionaria. Il processo non solo aiuterebbe a ridurre l’accumulo di plastica negli oceani e nelle discariche ma fornirebbe anche una fonte rinnovabile e sostenibile di energia. La ricerca prende in considerazione le pratiche di riciclaggio in India e Singapore, mettendo in luce le differenze nell’infrastruttura e nelle politiche di gestione dei rifiuti, elementi cruciali per il successo del riciclo.

La sfida principale è superare le barriere tecniche, come la contaminazione e la diminuzione della qualità dei materiali riciclati. Superando questi ostacoli, i TENG potrebbero diventare una soluzione concreta per il problema mondiale dei rifiuti di plastica, trasformando un problema ambientale in una risorsa preziosa. La ricerca su questi nanogeneratori apre nuove strade per l’innovazione nel campo delle energie rinnovabili. Essa rappresenta un passo significativo verso una gestione più sostenibile dei rifiuti di plastica, dimostrando come la scienza e la tecnologia possano giocare un ruolo cruciale nella risoluzione di alcune delle sfide ambientali più pressanti del nostro tempo.

In quest’ottica, il progetto tra India e Singapore emerge come un modello di collaborazione internazionale e di ingegneria sostenibile. Offre una visione di come la ricerca e l’innovazione possano essere direttamente applicate per migliorare le pratiche di riciclaggio e di gestione dei rifiuti, contribuendo allo stesso tempo alla lotta contro il cambiamento climatico e la promozione di un’economia circolare.

Questo sforzo congiunto evidenzia l’importanza di un approccio globale per affrontare i problemi ambientali. La partnership tra i ricercatori di paesi diversi non solo arricchisce la ricerca con una varietà di prospettive e competenze, ma promuove anche lo scambio di conoscenze e di migliori pratiche in campo ambientale. La ricerca su TENG a base di rifiuti di plastica è un esempio di come la tecnologia possa essere utilizzata per creare un impatto positivo sull’ambiente. Con la crescente preoccupazione per la sostenibilità e l’ambiente, iniziative come questa sono fondamentali per sviluppare nuove soluzioni e per incoraggiare un cambiamento nel modo in cui pensiamo al consumo e al riciclaggio dei materiali. In conclusione, il progetto di ricerca tra India e Singapore è un passo avanti significativo verso una soluzione più sostenibile e eco-compatibile per la gestione dei rifiuti di plastica. Attraverso l’innovazione e la collaborazione, è possibile trasformare i rifiuti in risorse, aprendo la strada a un futuro più verde e sostenibile.

Luigi Schiavo per StartNews

Tesla svela Teslabot: un automa capace di eseguire compiti autonomi. Un video che lo dimostra.

Nell’era dell’automazione e della robotica avanzata, Tesla continua a spingere i confini della tecnologia. Recentemente, la compagnia ha presentato Teslabot, un robot che funziona con il software di guida autonoma FSD v12 e che è in grado di eseguire una varietà di compiti autonomi.

I dettagli rivelati mostrano che Teslabot è stato progettato per essere un automa multifunzionale. Non solo è capace di guidare autonomamente, ma può anche ordinare oggetti grazie all’intelligenza artificiale avanzata e ai sistemi di visione per computer. Queste caratteristiche lo rendono estremamente versatile, aprendo nuove possibilità nelle applicazioni domestiche e industriali.

La caratteristica distintiva di Teslabot è la sua capacità di operare con il software FSD v12 di Tesla, noto per essere uno dei più avanzati nel settore della guida autonoma. Questo software, originariamente sviluppato per le automobili elettriche Tesla, è stato adattato per permettere al robot di navigare autonomamente in vari ambienti e situazioni.

Il fatto che Teslabot possa eseguire compiti autonomi va al di là della semplice esecuzione di operazioni programmate. Utilizza algoritmi di apprendimento automatico e sensori sofisticati per interpretare il mondo circostante e prendere decisioni in tempo reale. Questa combinazione di tecnologie rende il robot estremamente affidabile e adattabile, con un potenziale d’impiego che va dalla logistica alla cura degli anziani.

Ma cosa significa questo per il futuro della robotica e dell’automazione? L’ingresso di Tesla in questo campo potrebbe rappresentare una svolta epocale, con implicazioni che vanno dalla riduzione dei costi di produzione alla creazione di nuovi posti di lavoro specializzati. Tuttavia, come con qualsiasi nuova tecnologia, emergono anche preoccupazioni etiche e questioni legate alla sicurezza. È quindi fondamentale un dibattito aperto e informato su come questa tecnologia possa essere implementata in modo responsabile.

Se Tesla riuscirà a commercializzare con successo Teslabot, potrebbe effettivamente cambiare le regole del gioco nel settore della robotica. Solo il tempo dirà se questo robot diventerà un protagonista comune nelle nostre case e luoghi di lavoro, ma una cosa è certa: l’innovazione continua a guidare l’umanità verso nuovi orizzonti tecnologici.

Le novità tecnologiche più interessanti del mese di settembre

Il mese di settembre è sempre ricco di novità in campo tecnologico, e anche quest’anno non fa eccezione. Tra le tante cose che sono state presentate o annunciate, abbiamo selezionato quelle che ci sono sembrate più interessanti e degne di nota. Vediamole insieme.

Ecovacs X2 Omni: si tratta di un nuovo robot aspirapolvere che promette di pulire la casa in modo più efficace e intelligente. Ha una forma più squadrata, che gli permette di raggiungere meglio gli angoli, una spazzola migliorata per raccogliere polvere e capelli, e una potenza di aspirazione di ben 8.000 Pa. Inoltre, la stazione di ricarica è più compatta e ha anche la funzione di svuotamento e lavaggio automatico del robot.

Motorola Edge 40 Neo: è il nuovo smartphone della serie Edge di Motorola, che si distingue per essere leggero, sottile e molto concreto. Ha un display da 6.55 pollici con refresh rate a 144 Hz, che garantisce una fluidità eccezionale, un processore Mediatek Dimensity 1050, che offre ottime prestazioni, una batteria da 5000 mAh, che assicura un’autonomia prolungata, e una doppia fotocamera posteriore da 50+13 MP, che cattura immagini di alta qualità.

Sonos Move 2: è il rinnovamento del speaker portatile Move di Sonos, che offre una qualità audio ottima, un design resistente e impermeabile, e l’integrazione con Alexa. Si può usare sia in casa che all’aperto, grazie alla connettività Wi-Fi e Bluetooth, e ha una durata della batteria di circa 11 ore. Purtroppo, però, ha perso la compatibilità con Google Assistant.

Huawei Watch GT 4: è il nuovo smartwatch di Huawei, che ha una cassa ottagonale, un display AMOLED da 1.43 pollici, una batteria che dura fino a due settimane e un monitoraggio avanzato della salute 24 ore su 24. Può misurare il battito cardiaco, la saturazione dell’ossigeno nel sangue, la pressione sanguigna, il livello di stress e la qualità del sonno. Inoltre, supporta oltre 100 modalità sportive e ha il GPS integrato.

Patriot Viper Xtreme 5 RGB: sono i nuovi moduli RAM DDR5 di Patriot, che sono ideali per chi vuole sfruttare al massimo le prestazioni delle nuove CPU Intel. Hanno una frequenza di 5200 MHz, una capacità di 16 GB ciascuno e un’illuminazione RGB personalizzabile. Sono compatibili con le schede madri Intel Z690 e offrono una velocità di trasferimento dati fino a 41 GB/s.

Queste sono solo alcune delle novità tecnologiche che abbiamo trovato per voi. Se volete approfondire qualche argomento, potete utilizzare un motore di ricerca. Spero di avervi incuriosito! 😊

Ada Barbieri per StartNews


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Usare lo smartphone mentre si è in chiamata: una guida per principianti.

Sei in una chiamata e ti rendi conto che devi controllare un messaggio su WhatsApp o cercare un contatto nella tua rubrica? Non preoccuparti, è possibile fare entrambe le cose senza interrompere la chiamata. Ecco come.

  1. Primo passo: Metti in attesa la chiamata
    Durante una chiamata, vedrai sullo schermo diverse opzioni come “Muto”, “Altoparlante” e “Aggiungi chiamata”. Usa l’opzione “Altoparlante” per attivare il vivavoce. Per accedere ad altre app, basta premere il tasto “Home” sul tuo dispositivo o utilizzare il gesto di navigazione per tornare alla schermata principale. (Il tasto home di solito è in basso e il simbolo internazionale è un cerchietto)
  2. Secondo passo: Accedi all’app desiderata
    Una volta tornato alla schermata principale, puoi aprire qualsiasi app come faresti normalmente. Ad esempio, se devi controllare un messaggio su WhatsApp, tocca l’icona di WhatsApp per aprirla. Nel frattempo puoi continuare a parlare con il tuo interlocutore.
  3. Terzo passo: Utilizza l’app
    Ora puoi utilizzare l’app come al solito. Se stai cercando un contatto nella rubrica, ad esempio, puoi scorrere l’elenco o utilizzare la barra di ricerca. Se stai controllando WhatsApp, puoi leggere e rispondere ai messaggi.
  4. Quarto passo: Torna alla chiamata
    Mentre utilizzi altre app, vedrai una piccola barra in alto che indica che sei ancora in una chiamata. Per tornare alla chiamata, tocca quella barra. Questo ti riporterà all’interfaccia della chiamata, dove potrai continuare la conversazione. Se non vedi nulla scorri con il dito dall’alto verso il basso il display e vedrai apparire le notifiche dove apparirà anche la chiamata in  corso
  5. Quinto passo: Concludi la chiamata
    Una volta terminato con l’app e tornato all’interfaccia della chiamata, puoi continuare la conversazione come prima. Quando sei pronto per concludere, basta premere il tasto “Fine chiamata”.

Ecco fatto! Ora sai come utilizzare altre app sul tuo smartphone mentre sei in una chiamata, per inviare una foto alla persona con cui sta parlando o cercare un numero di telefno nella rubrica o. più semplicemnete, prendere nota di qualcosa.. È un’abilità utile che ti permette di essere più produttivo e di risparmiare tempo.

Ada Barbieri per StartNews 

Miniguide per diventare un mago dello smartphone 🎩📱
Ciao a tutti da Ada Barbieri! 👋 Sappiamo che la tecnologia può sembrare un labirinto inestricabile per alcuni. Se per te “scaricare un’app” suona come un incantesimo di Harry Potter, sei nel posto giusto! 🧙‍♂️

Perché queste miniguide? 🤔
Abbiamo notato che non tutti i posssessiri di smartphonesono degli “aspiranti ingegneri informatici” e che per alcuni anche solo accendere lo smartphone può essere un’avventura degna di un film d’azione. 🎬

A chi sono dedicate? 👵👴👨👩
Queste miniguide sono per tutti: dalla nonna che vuole videochiamare i nipoti, al papà che non sa come usare Google Maps. Se pensi che “Wi-Fi” sia un saluto esotico, queste guide fanno al caso tuo! 🌍

Un viaggio divertente! 🎢
Promettiamo che sarà un viaggio divertente e istruttivo. E alla fine, potrai insegnare a tuo nipote una cosa o due! 😉

(a cura di Ada Barbieri in esclusiva per StartNews)

TUTTE LE GUIDE LE TROVI CLICCANDO QUI

 

 

 

Migliora la tua capacità di ascolto con l’amplificatore del suono di Android

Se soffri di problemi di udito o semplicemente desideri migliorare la qualità del suono durante le conversazioni e l’ascolto dei media, il tuo smartphone Android potrebbe avere la soluzione. Google ha sviluppato un’applicazione chiamata Sound Amplifier che può aiutarti a sentire meglio senza la necessità di apparecchi acustici costosi.

Come funziona
L’applicazione Sound Amplifier è progettata per migliorare l’udito delle persone con difficoltà o disabilità uditive. Tutto ciò di cui hai bisogno è un paio di auricolari Bluetooth. Dopo aver collegato gli auricolari al tuo telefono Android, scarica l’applicazione dal Play Store. Una volta installata, puoi accedere alle impostazioni per personalizzare la tua esperienza.

Utilizzo pratico
Sound Amplifier offre diverse opzioni per migliorare la qualità del suono. Ad esempio, puoi utilizzare il microfono del tuo telefono per amplificare le voci delle persone intorno a te. Questo è particolarmente utile in ambienti rumorosi o durante conversazioni importanti. Inoltre, l’applicazione offre impostazioni per ridurre il rumore di fondo e migliorare la chiarezza del suono.

Versatilità
Non solo per le conversazioni, ma Sound Amplifier può anche migliorare l’ascolto di musica e video. Con le impostazioni di Boost, puoi amplificare le parti più silenziose di ciò che stai ascoltando. Questo è particolarmente utile per chi ha difficoltà a sentire determinate frequenze.

Soluzioni alternative
Se possiedi un vecchio dispositivo Android (con Android 8.1 o versioni successive), puoi utilizzarlo come sistema di amplificazione del suono. Questo è utile in aule, seminari o qualsiasi altro ambiente in cui l’ascolto attento è una sfida.

Sound Amplifier non è una soluzione definitiva per chi ha bisogno di un apparecchio acustico, ma è un ottimo strumento per chi desidera migliorare la qualità dell’ascolto senza spese eccessive. Provalo o presentalo a una persona cara: potrebbe fare la differenza.

Una rivoluzione nella tecnologia delle batterie potrebbe cambiare il futuro delle energie rinnovabili

Un team di ricercatori dell’Università di Cincinnati ha sviluppato una nuova batteria al litio che potrebbe avere implicazioni significative per il futuro dell’energia rinnovabile. Questa batteria, nota come batteria redox a flusso al litio, potrebbe essere fondamentale per le operazioni di energia eolica e solare, dove sono necessarie batterie su larga scala per immagazzinare energia durante i periodi di sovrapproduzione e rilasciarla quando la produzione diminuisce.

“La generazione di energia e il consumo di energia sono sempre incompatibili“, ha dichiarato Jimmy Jiang, che ha guidato la ricerca. “Ecco perché è importante avere un dispositivo che possa immagazzinare temporaneamente quell’energia e rilasciarla quando è necessaria.”

Una delle caratteristiche più innovative di questa batteria è l’eliminazione della membrana che separa i lati positivo e negativo della batteria. Questa membrana è stata uno dei componenti più costosi e ha ostacolato lo sviluppo di questo tipo di batterie in passato. La batteria senza membrana ha mostrato un’alta tensione e una densità energetica che potrebbero soddisfare le esigenze delle operazioni di energia verde su larga scala per la prima volta a un costo economicamente sostenibile.

Questo design riduce significativamente i costi dei materiali“, ha detto Soumalya Sinha, professore ospite all’Università di Cincinnati. “Stiamo cercando di ottenere le stesse prestazioni a un costo inferiore.”

Il team ha presentato domande di brevetto per il design, che, secondo il Dr. Jiang, porterà a una “rivoluzione delle batterie” nei prossimi 20 anni. “Sono fiducioso al riguardo”, ha aggiunto. “C’è molta ricerca intensiva in corso per spingere i limiti delle prestazioni delle batterie.”

La ricerca è stata dettagliata in un articolo pubblicato sulla rivista Nature Communications.

Ada Barbieri per StartNews

Le migliori app di fotoritocco con intelligenza artificiale del 2023

L’evoluzione della tecnologia ha portato a strumenti sempre più sofisticati nel campo dell’editing fotografico. Oggi, l’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando questo settore, rendendo il processo di modifica delle immagini più semplice e preciso. In questo articolo, esploreremo alcune delle migliori app di fotoritocco che utilizzano l’IA per offrire funzionalità avanzate.

Photoshop Generative Fill è forse la funzione di editing basata su IA più potente disponibile oggi. Questa funzione, parte del pacchetto Adobe Photoshop, utilizza il modello Firefly di Adobe per rimuovere oggetti con precisione e aggiungere nuovi elementi alle immagini. È un passo avanti rispetto alla funzione Content-Aware Fill già esistente in Photoshop.

Luminar Neo è un’altra app che combina un’interfaccia intuitiva con potenti funzioni basate su IA. Offre funzionalità come Relight per illuminare soggetti più scuri, rimozione dello sfondo e bokeh per ritratti. L’app sta anche lavorando per aggiungere nuove funzioni generative, rendendola una forte concorrente di Photoshop.

Midjourney e DALL-E 2 sono generatori di IA che convertono il testo in immagini. Offrono funzioni di inpainting e outpainting per modificare le immagini esistenti. Questi servizi non hanno interfacce utente intuitive, quindi è consigliabile leggere le guide prima di iniziare.

Topaz Photo AI è un nuovo arrivato nel campo, ma ha già sviluppato una serie di strumenti basati su IA molto popolari nell’industria creativa. È ottimo per migliorare la qualità delle immagini, ridurre il rumore e affinare gli oggetti in movimento.

Fotor e Lensa sono app di fotoritocco gratuite per dispositivi mobili che offrono una gamma di funzioni basate su IA, da quelle basilari come la rimozione dello sfondo a quelle più divertenti come il cartoon-izer.

In conclusione, l’IA sta diventando un elemento fondamentale nel mondo dell’editing fotografico, offrendo strumenti avanzati che semplificano il processo e migliorano la qualità delle immagini. Con una varietà di opzioni disponibili, c’è qualcosa per tutti i livelli di competenza.

Ada Barbieri per StartNews

Le migliori app di fotoritocco con intelligenza artificiale del 2023

Nell’era moderna, l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il modo in cui interagiamo con la tecnologia. Una delle aree in cui l’IA sta facendo passi da gigante è l’editing fotografico. Con l’avvento di strumenti avanzati, il fotoritocco non è più un compito arduo e noioso. In questo articolo, esploreremo alcune delle migliori app di fotoritocco con intelligenza artificiale disponibili sul mercato.

Photoshop Generative Fill è una delle funzionalità più potenti quando si tratta di editing fotografico con IA. Questa funzione si basa sul modello Firefly di Adobe e offre una precisione molto elevata nella rimozione degli oggetti e nella sostituzione degli sfondi. Se hai già un abbonamento a Creative Cloud, non dovrai pagare nulla in più per utilizzare Generative Fill.

Luminar Neo è un’altra app potente ma più facile da usare rispetto a Photoshop. Offre una vasta gamma di funzionalità basate sull’IA come Relight, rimozione dello sfondo e ritratto bokeh. Anche se non ha lo stesso sistema di catalogazione di Adobe, è un compromesso accettabile.

Midjourney e DALL-E 2 sono generatori di IA che convertiscono il testo in immagini. Tuttavia, offrono anche funzionalità di editing come inpainting e outpainting per alterare le immagini esistenti. Questi servizi non hanno interfacce utente intuitive, quindi è consigliabile leggere le guide prima di iniziare.

Topaz Photo AI è un nuovo arrivato nel campo dell’editing fotografico. Offre una manciata di funzionalità essenziali per migliorare le tue immagini. È particolarmente utile se stai cercando uno strumento per ingrandire, ridurre il rumore e affinare gli oggetti in movimento.

Fotor e Lensa sono app di fotoritocco gratuite per dispositivi mobili che offrono una serie di funzionalità basate sull’IA. Fotor è un’app di editing multipiattaforma che offre funzionalità come la rimozione dello sfondo e il cartoon-izer. Lensa, invece, è più simile a un editor fotografico tradizionale con alcune aggiunte alimentate da IA.

In sintesi, l’IA sta cambiando radicalmente il modo in cui editiamo le foto, rendendo il processo più semplice e preciso. Con una vasta gamma di opzioni disponibili, c’è qualcosa per tutti, dai principianti ai professionisti.

Ada Barbieri per StartNews

L’Intelligenza artificiale di Google foto: un nuovo livello di ricerca di immagini

Google Foto, uno dei servizi di archiviazione di foto più popolari al mondo, utilizza l’intelligenza artificiale (IA) per migliorare la ricerca e l’organizzazione delle tue foto. Questo articolo esplora come l’IA di Google Foto funziona e come sta cambiando il modo in cui interagiamo con le nostre immagini digitali. L’IA di Google Foto utilizza una tecnologia chiamata apprendimento automatico, un sottocampo dell’IA che consente ai computer di apprendere dai dati e di migliorare le loro prestazioni senza essere esplicitamente programmati. In particolare, Google Foto utilizza una forma di apprendimento automatico chiamata apprendimento profondo per analizzare e organizzare le tue foto.

Quando carichi una foto su Google Foto, l’apprendimento profondo analizza l’immagine e identifica vari elementi, come persone, luoghi, oggetti e attività. Questo processo è noto come riconoscimento di immagini e consente a Google Foto di organizzare automaticamente le tue foto in base a questi elementi. Ad esempio, se carichi una foto di un gatto, Google Foto riconoscerà l’immagine del gatto e la categorizzerà come “gatto”. In seguito, quando cercherai “gatto” in Google Foto, tutte le tue foto di gatti appariranno nei risultati della ricerca.

Inoltre, Google Foto utilizza l’IA per migliorare la ricerca di foto. Ad esempio, se cerchi “foto di me al mare”, Google Foto utilizzerà l’IA per analizzare tutte le tue foto, identificare quelle in cui appari tu e che sembrano essere state scattate al mare, e mostrare queste foto nei risultati della ricerca. Infine, Google Foto utilizza l’IA per creare automaticamente album, collage e video dalle tue foto. Ad esempio, se fai molte foto durante una vacanza, Google Foto può riconoscere queste foto come parte di un evento e creare automaticamente un album di vacanza.

L’intelligenza artificiale di Google Foto sta rivoluzionando il modo in cui cerchiamo e organizziamo le nostre foto. Grazie all’apprendimento automatico e al riconoscimento di immagini, possiamo trovare facilmente le foto che stiamo cercando e scoprire nuovi modi per rivivere i nostri ricordi.

Ada Barbieri per StartNews

Tecnologia e privacy: un equilibrio precario

Nell’era dell’informazione digitale, la privacy è diventata una questione di importanza cruciale. Mentre la tecnologia continua a evolvere a un ritmo vertiginoso, la tensione tra l’innovazione tecnologica e la privacy dei dati diventa sempre più evidente.

La nostra vita quotidiana è ormai permeata dalla tecnologia: smartphone, smartwatch, assistenti virtuali, automobili connesse, e molto altro ancora. Questi dispositivi raccolgono una quantità enorme di dati su di noi, dalle nostre abitudini di consumo alle nostre posizioni geografiche, dalle nostre preferenze musicali ai nostri ritmi biologici. Ma cosa succede a questi dati? Chi li controlla? E, soprattutto, come vengono protetti?

Le aziende tecnologiche sostengono che la raccolta di dati è essenziale per fornire servizi personalizzati e migliorare l’esperienza dell’utente. Tuttavia, la questione della privacy rimane. Le violazioni dei dati sono diventate all’ordine del giorno, alimentando preoccupazioni legittime sulla sicurezza e sulla protezione dei dati personali.

Inoltre, la questione della privacy dei dati non riguarda solo la sicurezza. Riguarda anche il controllo. Chi possiede i nostri dati? E in che modo vengono utilizzati? Queste domande sollevano problemi complessi di etica e diritto.

Le leggi sulla privacy dei dati, come il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) dell’Unione Europea, sono state create per proteggere i diritti degli individui e imporre limiti su come le aziende possono utilizzare i dati personali. Tuttavia, l’applicazione di queste leggi rimane una sfida, data la natura globale del web e la velocità con cui si sviluppa la tecnologia.

In conclusione, l’equilibrio tra tecnologia e privacy è delicato e complesso. È essenziale che continuiamo a interrogarci su come possiamo proteggere la nostra privacy in un mondo sempre più connesso e digitale. Dobbiamo essere consapevoli dei rischi, ma anche delle opportunità che la tecnologia ci offre. Solo così potremo navigare in questo nuovo paesaggio digitale con sicurezza e consapevolezza.

Marco Scalzi per StartNews

Tecnologia e mondo del lavoro, solo il 29% è donna: le cause e le possibili soluzioni

Il settore tecnologico è uno dei più dinamici e innovativi dell’economia mondiale, ma anche uno dei più squilibrati dal punto di vista della rappresentanza di genere. Secondo i dati dell’OCSE, solo il 29% delle persone che lavorano nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) sono donne, con una percentuale ancora più bassa nelle posizioni di leadership e nelle professioni più qualificate.

Questo divario non solo limita le opportunità di carriera e di reddito delle donne, ma anche il loro contributo allo sviluppo e al progresso della società. Le donne infatti portano competenze, esperienze e prospettive diverse da quelle degli uomini, che possono arricchire la creatività, l’innovazione e la qualità dei prodotti e dei servizi tecnologici.

Quali sono le cause di questo divario e come si può intervenire per ridurlo? Uno studio dell’Università di Bologna, finanziato da UniCredit, ha cercato di rispondere a queste domande, analizzando i fattori che influenzano la scelta di un percorso di studi e di una carriera professionale nel settore ICT da parte delle ragazze e delle giovani donne.

Lo studio ha evidenziato che le principali barriere che scoraggiano le donne dall’intraprendere un percorso tecnologico sono di natura sociale, educativa e occupazionale. Tra queste:

– La mancanza di modelli femminili positivi nel settore ICT, che possano ispirare e motivare le ragazze a seguire le loro passioni e i loro talenti.
– Gli stereotipi di genere che associano la tecnologia a un ambito maschile, difficile, noioso o poco adatto alle donne, che influenzano le aspettative e le percezioni delle ragazze, delle famiglie e degli insegnanti.
– La scarsa conoscenza delle opportunità offerte dal settore ICT, sia in termini di formazione che di occupazione, che porta a una sottostima del valore e dell’utilità sociale della tecnologia.
– Le difficoltà nel conciliare la vita professionale con quella personale e familiare, che spingono molte donne a rinunciare o a rallentare la loro carriera tecnologica.

Per superare queste barriere, lo studio propone una serie di iniziative rivolte a diversi attori della società:

– Le scuole dovrebbero promuovere un’educazione inclusiva, paritaria e di qualità, che incoraggi le ragazze a sviluppare le competenze digitali fin dalla prima infanzia, che offra percorsi formativi diversificati e stimolanti nel settore ICT, che valorizzi i modelli femminili positivi nella tecnologia e che contrasti gli stereotipi di genere.
– Le università dovrebbero favorire l’accesso e il successo delle studentesse nei corsi di laurea in ICT, offrendo orientamento, tutoraggio, borse di studio e opportunità di networking con le imprese e con le altre donne del settore.
– Le imprese dovrebbero adottare politiche attive per attrarre, formare, sostenere e promuovere le donne nel settore ICT, garantendo condizioni di lavoro equo ed equilibrato tra i generi, offrendo flessibilità oraria, telelavoro, congedi parentali e servizi per la cura dei figli.
– Le istituzioni pubbliche dovrebbero sostenere lo sviluppo del settore ICT come motore della crescita economica e sociale del paese, finanziando la ricerca e l’innovazione tecnologica, incentivando la collaborazione tra il mondo accademico e quello produttivo, promuovendo campagne di sensibilizzazione sulla parità di genere nella tecnologia.

Ridurre il divario tecnologico di genere non è solo una questione di giustizia ed equità, ma anche una sfida strategica per il futuro del paese. Le donne infatti rappresentano una risorsa preziosa per il settore ICT, che ha bisogno di nuove idee, nuove competenze e nuove soluzioni per affrontare le sfide della società digitale.

Luigi Schiavo per StartNews

Il 5 luglio alle 12.00 tutti riceveremo un messaggio sul nostro smartphone. Ecco perché

Il 5 luglio 2023, la Protezione Civile effettuerà  il test del sistema IT-Alert in Sicilia, una delle regioni coinvolte nella sperimentazione di questo nuovo strumento di comunicazione in caso di gravi emergenze o catastrofi imminenti o in corso.

L’esercitazione IT-Alert in Sicilia consisterà nell’invio di un messaggio di test a tutti i telefoni cellulari presenti nell’Isola, alle ore 12 del 5 luglio 2023. Il messaggio avrà lo scopo di verificare le funzionalità del sistema e di raccogliere il feedback degli utenti attraverso un questionario online. Il messaggio non richiederà alcuna azione da parte dei destinatari, tranne la conferma della ricezione. L’esercitazione farà parte della sperimentazione di IT-Alert, che coinvolge altre quattro regioni italiane (Toscana, Sardegna, Calabria ed Emilia Romagna) e che si concluderà il 13 febbraio 2024

Cos’è IT-Alert? Si tratta di un sistema di allarme pubblico gestito dalla Protezione Civile, che invia messaggi di testo ai telefoni cellulari presenti in una determinata area geografica, per informare la popolazione sui rischi e sulle misure di autoprotezione da adottare.

Come funziona IT-Alert? I messaggi si basano sulla tecnologia cell-broadcast, che consente la trasmissione dei messaggi anche in condizioni di linea limitata o saturazione della banda. I messaggi possono essere inviati all’interno di un gruppo di celle telefoniche geograficamente vicine, capaci di delimitare un’area corrispondente a quella interessata dall’evento.

Per ricevere i messaggi IT-Alert non serve scaricare alcuna applicazione o registrarsi ad alcun servizio. Basta avere il telefono acceso, non in modalità aereo e connesso alla rete. Una volta ricevuto, il messaggio apparirà direttamente sullo schermo, bloccando momentaneamente tutte le altre funzionalità del telefono. Per riportare il dispositivo in condizioni normali sarà sufficiente toccare la notifica per confermare la ricezione.

Quali sono le tipologie di rischio previste per l’invio dei messaggi IT-Alert? La Direttiva del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare del 7 febbraio 2023 elenca le seguenti tipologie di rischio: maremoto generato da un sisma; collasso di una grande diga; attività vulcanica, relativamente ai vulcani Vesuvio, Campi Flegrei, Vulcano e Stromboli; incidenti nucleari o situazione di emergenza radiologica; incidenti rilevanti in stabilimenti soggetti al decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105; precipitazioni intense.

Quando sarà operativo IT-Alert? Il sistema è ancora in fase di sperimentazione, che si concluderà il 13 febbraio 2024. Entro la fine del 2023 saranno coinvolte tutte le regioni e province autonome. Il primo test è avvenuto il 28 giugno 2021 in Toscana¹².

IT-Alert si affianca ai sistemi di allarme già esistenti a livello statale, regionale e locale, non è salvifico in sé, ma è finalizzato a consentire la diramazione rapida delle prime informazioni in caso di gravi emergenze e catastrofi imminenti o in corso.

Attilio Franchi per StartNews

 

L’Influenza delle tecnologie AI sulla produzione di immagini: tra creatività e innovazione

Nell’era della digitalizzazione, l’intelligenza artificiale (AI) sta diventando una forza motrice nello sviluppo e nella produzione di immagini. L’AI ha introdotto nuovi livelli di creatività e innovazione nella produzione di immagini, offrendo strumenti che possono analizzare, modificare e perfino creare immagini partendo da zero. I filtri fotografici intelligenti, ad esempio, utilizzano l’AI per migliorare le foto, regolando automaticamente l’esposizione, il contrasto e la saturazione. La restaurazione di immagini è un altro settore in cui l’AI ha avuto un impatto significativo. Gli algoritmi possono rimuovere graffi e segni di usura da vecchie foto, riportandole a nuova vita. L’upscaling, ovvero l’incremento della risoluzione di un’immagine, è un altro campo in cui l’AI ha mostrato i suoi vantaggi. Infine, l’AI sta rivoluzionando l’arte con la creazione di opere generative. Questi algoritmi “imparano” da un vasto database di immagini e poi creano nuove immagini basate su quello che hanno appreso.

[Le foto a corredo di questo articolo sono state realizzate con una intelligenza artificiale]
Ludovico Bandini per StartNews

 

Mini PC contro Desktop: una rivoluzione compatta

L’orizzonte dell’informatica sta cambiando: dai giganti ingombranti, pieni di cavi e componenti, ci stiamo spostando verso l’era della compattezza, della maneggevolezza e della praticità. Sì, stiamo parlando dei Mini PC, i nuovi protagonisti del panorama tecnologico, che stanno riscrivendo le regole del gioco.

I Mini PC, come suggerisce il nome, sono versioni ridotte dei tradizionali PC desktop. Il loro formato è talmente contenuto da poter stare comodamente sul palmo di una mano, ma non lasciatevi ingannare dalle dimensioni ridotte. Questi piccoli concentrati di tecnologia sono in grado di sfidare, e in alcuni casi superare, le prestazioni dei loro fratelli maggiori.

La potenza dei PC desktop è notoriamente elevata, merito del maggior spazio a disposizione che consente l’alloggiamento di componenti di alto livello come processori ad alta velocità e schede grafiche performanti. Tuttavia, la rivoluzione miniaturizzata dei Mini PC sta avvicinandosi sempre di più a questi livelli di performance, grazie a innovazioni tecnologiche che permettono di ridurre le dimensioni dei componenti senza sacrificare la potenza.

Un punto a favore dei desktop è sicuramente l’espandibilità: la possibilità di avere slot aggiuntivi per l’aggiunta di RAM, hard disk o schede grafiche rende i PC desktop una soluzione più versatile per chi necessita di elevate prestazioni e personalizzazione del sistema. Tuttavia, la mancanza di espandibilità dei mini PC è bilanciata da un minor consumo energetico, che non solo li rende più rispettosi dell’ambiente, ma consente anche un notevole risparmio sulla bolletta energetica.

Il futuro dell’informatica è qui, e è più piccolo di quanto pensiate. La scelta tra un mini PC e un desktop dipende ora dalle specifiche esigenze di ciascuno. Potenza ed espandibilità da una parte, compattezza, silenziosità, efficienza energetica e prestazioni adatte alla maggior parte delle esigenze quotidiane dall’altra. Ora tocca a voi decidere quale soluzione è più adatta alle vostre esigenze.

Firmato,
Ada Barbieri per StartNews

 

Lucchetto SCX Design: viaggiare sicuri grazie alla tecnologia

Se siete alla ricerca di un gadget tecnologico che vi permetta di proteggere i vostri bagagli in modo intelligente e innovativo, il lucchetto SCX Design potrebbe fare al caso vostro. Si tratta di un lucchetto smart che si apre e si chiude tramite il vostro smartphone, senza bisogno di chiavi o combinazioni. Basta scaricare l’app dedicata e collegare il lucchetto via Bluetooth al vostro dispositivo. Potrete così sbloccare il lucchetto con un semplice tocco o con il riconoscimento facciale o delle impronte digitali. Inoltre, potrete condividere l’accesso al lucchetto con altre persone autorizzate, monitorare la posizione del vostro bagaglio tramite GPS e ricevere notifiche in caso di tentativi di apertura non autorizzati.

Il lucchetto SCX Design è realizzato in acciaio inossidabile e ha una batteria ricaricabile che dura fino a 6 mesi. È resistente all’acqua, agli urti e alle alte temperature. Ha anche un design elegante e minimalista che si adatta a qualsiasi tipo di valigia. È disponibile in due colori: nero e argento.

Il lucchetto SCX Design è uno dei gadget tecnologici più interessanti presentati al Ces 2023 di Las Vegas². Si tratta di una soluzione pratica e sicura per viaggiare senza preoccupazioni, sfruttando le potenzialità della tecnologia wireless. Il prezzo del lucchetto è di 99 euroed è disponibile sul mercato da marzo 2023.

Ada Barbieri per StartNews

Apple sotto inchiesta in Francia per presunta obsolescenza programmata

Apple Inc. è sotto inchiesta da parte delle autorità francesi, che indagano su presunte pratiche restrittive di riparazione che potrebbero rendere obsoleti prematuramente i suoi smartphone. I pubblici ministeri e l’associazione per i diritti dei consumatori, Halte à l’Obsolescence Programmée (HOP), hanno confermato l’apertura dell’indagine.

L’indagine è stata avviata a dicembre 2022, a seguito di presunte pratiche di marketing ingannevole e obsolescenza programmata, dopo che HOP ha presentato un reclamo.

“Apple sembra associare i numeri di serie dei pezzi di ricambio a quelli di uno smartphone, incluso tramite microchip, dando al produttore la possibilità di limitare le riparazioni effettuate da riparatori non autorizzati o di degradare a distanza uno smartphone riparato con pezzi generici,” ha dichiarato un portavoce di HOP.

HOP ha esortato Apple a “garantire il diritto di riparare i dispositivi secondo la logica di un’economia circolare reale”.

Nel 2020, Apple ha accettato di pagare una multa di 25 milioni di euro per non aver informato i clienti che gli aggiornamenti software potevano rallentare i dispositivi più vecchi.

Questa inchiesta mette in luce l’importante questione della politica di riparazione di Apple e dell’obsolescenza programmata, temi che hanno destato crescente preoccupazione tra i consumatori. Molti si lamentano dell’incapacità di riparare i propri dispositivi autonomamente o attraverso riparatori di terze parti.

Sebbene l’indagine sia ancora in corso e i dettagli specifici non siano stati resi pubblici, ciò solleva ulteriori domande sull’obsolescenza programmata nel settore tecnologico e sulle potenziali ripercussioni per i consumatori. L’esito dell’indagine potrebbe influenzare non solo la politica di riparazione di Apple, ma anche la discussione più ampia sul diritto di riparazione e l’obsolescenza programmata a livello globale.

È cruciale che le aziende tecnologiche siano trasparenti riguardo alle loro politiche di riparazione e assicurino ai consumatori la possibilità di prolungare la vita dei loro dispositivi senza ostacoli ingiusti. Promuovere un’economia circolare e sostenibile richiede la collaborazione di tutti gli attori coinvolti, dai produttori di dispositivi alle autorità di regolamentazione.

L’indagine in corso su Apple è un passo importante verso la tutela dei diritti dei consumatori e l’implementazione di una regolamentazione più rigorosa delle pratiche delle grandi aziende tecnologiche. Quest

Intelligenza Artificiale: un’innovazione rivoluzionaria al servizio dell’umanità

Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (IA) è diventata un tema centrale nel dibattito pubblico. Mentre alcuni ne esaltano i benefici e le potenzialità, altri mettono in guardia contro i possibili pericoli che l’adozione di queste tecnologie potrebbe comportare. Tra questi, un crescente numero di giornalisti teme la perdita del proprio lavoro a causa dell’avvento di sistemi intelligenti in grado di redigere articoli e notizie. Ma è davvero giusto etichettare l’IA come una minaccia? In questo articolo, ci concentreremo sull’impatto positivo dell’intelligenza artificiale sulla società e su come, piuttosto che temerla, dovremmo abbracciarne le opportunità.

L’IA come motore di progresso
L’intelligenza artificiale ha già dimostrato il suo valore in diversi settori, dal riconoscimento vocale alla diagnosi medica, dall’automazione industriale all’analisi dei big data. Grazie a queste applicazioni, l’IA ha contribuito a migliorare la qualità della vita e la produttività in numerosi contesti, aumentando l’efficienza e riducendo gli errori umani.

L’IA al servizio della medicina e della ricerca
Uno degli ambiti in cui l’intelligenza artificiale ha avuto un impatto più significativo è la medicina. Attraverso l’elaborazione di enormi quantità di dati, l’IA ha permesso di accelerare la ricerca scientifica, sviluppare nuovi farmaci e individuare terapie personalizzate per i pazienti. Inoltre, sistemi di diagnosi assistita dall’IA stanno migliorando la capacità dei medici di rilevare e trattare malattie in modo più tempestivo ed efficace.

L’IA nella sostenibilità ambientale
L’intelligenza artificiale gioca un ruolo fondamentale nella lotta contro i cambiamenti climatici e nella promozione della sostenibilità ambientale. L’IA può aiutare a ottimizzare l’uso delle risorse, ridurre lo spreco energetico e monitorare gli impatti ambientali delle attività umane. Grazie a questi strumenti, possiamo prendere decisioni più informate e agire in modo più efficace per proteggere il nostro pianeta.

L’IA e il futuro del lavoro
È innegabile che l’intelligenza artificiale porterà cambiamenti nel mondo del lavoro, ma non necessariamente in senso negativo. Se è vero che alcune mansioni potrebbero essere automatizzate, è altrettanto vero che l’IA può creare nuove opportunità di lavoro e nuovi settori in cui i professionisti possono eccellere. Invece di temere la perdita del proprio lavoro, i giornalisti e gli altri lavoratori dovrebbero guardare all’IA come un’occasione per reinventarsi e acquisire nuove competenze.

L’intelligenza artificiale è una forza motrice dell’innovazione e del progresso, con un impatto positivo sulla società in molti settori. Invece di focalizzarsi sulle potenziali minacce, è importante riconoscere i benefici che l’IA può offrire e lavorare per sfruttarli al meglio. Per fare ciò, è fondamentale un approccio collaborativo tra governi, aziende e individui, al fine di creare un contesto in cui l’intelligenza artificiale possa prosperare e contribuire al bene comune.

Inoltre, l’educazione e la formazione giocheranno un ruolo cruciale nel preparare la forza lavoro alle sfide e alle opportunità che l’IA porta con sé. Investire nell’istruzione e nell’aggiornamento delle competenze permetterà ai lavoratori di adattarsi ai cambiamenti del mercato e di cogliere le nuove opportunità offerte dalle tecnologie emergenti.

E” importante affrontare le preoccupazioni legate all’etica e alla sicurezza nell’uso dell’intelligenza artificiale. Per garantire che l’IA sia utilizzata in modo responsabile e rispettoso dei diritti umani, è necessario un dialogo aperto e costruttivo tra tutte le parti interessate, comprese le organizzazioni che sviluppano e implementano queste tecnologie.

L’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per migliorare la nostra società, a patto di approcciarla con responsabilità e lungimiranza. Piuttosto che temerla, dobbiamo imparare a convivere con l’IA e a sfruttare le sue potenzialità per creare un futuro migliore per tutti.
B.L.

Redmi Note 12 5G: il best buy di Xiaomi si rinnova

Xiaomi ha lanciato la nuova serie Redmi Note 12, composta da quattro modelli con caratteristiche e prezzi diversi. Tra questi, il Redmi Note 12 5G si propone come il più equilibrato e conveniente, grazie al suo display AMOLED a 120 Hz, al processore Snapdragon 4 Gen 1 e alla batteria da 5000 mAh. In questa recensione vi raccontiamo i suoi punti di forza e di debolezza, e vi diciamo se vale la pena acquistarlo.

  • Il design è semplice ma piacevole, con una back cover in plastica e una certificazione IP53. Lo spessore è di 8 mm e il peso di 188 g. Ha il jack per le cuffie e il connettore USB-C.
  • Il display è un AMOLED da 6,67 pollici con risoluzione FHD+, refresh rate a 120 Hz e luminosità fino a 1200 nits. È un pannello di qualità, con colori vivaci e fluidità garantita.
  • Il processore è lo Snapdragon 4 Gen 1 a 6 nm, con 4 GB di RAM e 128 GB di memoria interna espandibile. È un chip che offre buone prestazioni e consumi contenuti, adatto a un uso quotidiano e anche a qualche gioco.
  • La batteria è da 5000 mAh con ricarica rapida a 33 W. Garantisce un’ottima autonomia, arrivando a quasi due giorni con un uso moderato. La ricarica completa richiede circa un’ora.
  • Il software è basato su Android 12 con la personalizzazione MIUI 13. È una interfaccia ricca di funzioni e personalizzazioni, ma anche di app preinstallate e pubblicità. Dovrebbe ricevere tre aggiornamenti major e cinque anni di patch di sicurezza.
  • Il comparto fotografico è composto da una camera principale da 48 MP, una ultra-grandangolare da 8 MP, una macro da 2 MP e una frontale da 13 MP. Le foto sono discrete in condizioni di buona luce, ma perdono qualità al calare dell’illuminazione. I video sono registrabili fino a Full HD a 30 fps.

In conclusione, Redmi Note 12 5G è uno smartphone che offre un buon rapporto qualità-prezzo, soprattutto se lo si trova in offerta¹. Ha un bel display, un processore equilibrato, una batteria duratura e un design sobrio. Pecca un po’ nel reparto fotografico e nel software, che potrebbe essere più pulito e aggiornato.

B.L. per StartNews

 

Selfie perfetti: segreti e consigli per evitare errori banali e ottenere scatti memorabili

Il selfie è diventato un fenomeno culturale e sociale che non accenna a diminuire, anzi, continua a crescere e a evolversi. Che si tratti di immortalare un momento speciale, condividere il nostro look del giorno o semplicemente divertirsi con gli amici, scattare il selfie perfetto può essere un’arte che richiede una certa abilità. In questo articolo, vi forniremo alcuni suggerimenti e consigli su come ottenere un buon selfie e come evitare errori banali che potrebbero compromettere il risultato finale.

1. Trova la luce giusta
La luce naturale è la tua migliore alleata per scattare un selfie perfetto. Cerca di posizionarti in modo che la luce sia di fronte a te, illuminando il tuo viso in modo uniforme. Evita le luci troppo intense o dirette, che potrebbero creare ombre sgradevoli e accentuare imperfezioni.

2. Scegli l’angolazione giusta
Sperimenta diverse angolazioni per trovare quella più adatta a te. In genere, tenere il telefono leggermente in alto e inclinato verso il basso può aiutare a rendere il viso più simmetrico e a definire meglio le caratteristiche. Tuttavia, è importante non esagerare con l’inclinazione, altrimenti si rischia di ottenere un effetto innaturale.

3. Fai attenzione allo sfondo
Uno degli errori più comuni è non prestare attenzione allo sfondo del nostro selfie. Prima di scattare, assicurati che lo sfondo sia pulito e non contenga elementi di distrazione che potrebbero rubare la scena. Inoltre, evita di scattare foto in luoghi affollati o con poca privacy, per rispettare la privacy altrui e mantenere l’attenzione su di te.

4. Sii naturale e spontaneo
Un buon selfie è quello che riesce a trasmettere autenticità e spontaneità. Evita di assumere pose forzate o espressioni innaturali, ma cerca di essere te stesso e di mostrare il tuo vero carattere. Un sorriso sincero o un’emozione autentica possono fare la differenza tra un selfie dimenticabile e uno indimenticabile.

5. Usa le app di ritocco con moderazione
Mentre alcune app di ritocco possono aiutare a migliorare la qualità del selfie, è importante non esagerare con filtri e correzioni. Un eccesso di ritocco può rendere il risultato finale innaturale e poco credibile. Ricorda che la bellezza risiede anche nelle piccole imperfezioni e nella nostra unicità.

6. Non aver paura di sperimentare
Infine, non aver paura di sperimentare e di provare nuove idee o angolazioni. Scattare un selfie è un’attività creativa e divertente, quindi lasciati andare e sperimenta con diverse situazioni, accessori e ambientazioni.

Seguendo questi consigli, potrai evitare gli errori più comuni e scattare selfie di qualità superiore che ti faranno apparire al meglio. Ricorda che la pratica rende perfetti, quindi non scoraggiarti se i primi tentativi non soddisfano le tue aspettative. Con il tempo e l’esperienza, riuscirai a perfezionare la tua tecnica e a scattare selfie che catturino i tuoi momenti più belli e autentici. Buon divertimento e buona fotografia!
B.L.

Whatsapp: in arrivo una funzione per non essere disturbati dallo spam

WhatsApp sta preparando una nuova funzione per gli utenti che utilizzano la piattaforma di messaggistica per ricevere chiamate da numeri sconosciuti. Secondo quanto riportato dal sito specializzato WabetaInfo, la funzione verrà presto aggiunta alla nuova versione dell’app per Android e consentirà di silenziare automaticamente le chiamate provenienti da numeri che non sono presenti nella rubrica dell’utente.

Questa novità permetterà agli utenti di evitare di essere disturbati da chiamate indesiderate da parte di sconosciuti o da numeri spam e pubblicitari. In pratica, la funzione offrirà un’opzione di blocco automatico che impedirà alle chiamate non desiderate di interrompere la giornata degli utenti.

La nuova funzione sarà accessibile attraverso un nuovo menu che verrà aggiunto alle impostazioni dell’applicazione di messaggistica di Meta. Se attivata, ogni chiamata proveniente da un numero non salvato nella rubrica dell’utente verrà silenziata, ma sarà comunque possibile visualizzarle nel registro delle chiamate, accanto alle schede “Stato” e “Chat”.

Questa funzione è particolarmente utile per coloro che utilizzano WhatsApp come piattaforma principale per le comunicazioni personali e commerciali. Grazie alla funzione di blocco automatico delle chiamate da numeri sconosciuti, gli utenti potranno evitare di essere disturbati da chiamate non richieste e rimanere concentrati sulle attività quotidiane senza subire interruzioni indesiderate.

In sintesi, la funzione di blocco delle chiamate da numeri sconosciuti è una novità molto attesa dagli utenti di WhatsApp e rappresenta un’ulteriore miglioramento della piattaforma di messaggistica. Questa funzione renderà l’esperienza dell’utilizzo di WhatsApp ancora più piacevole e consentirà agli utenti di mantenere un maggiore controllo sulle comunicazioni in entrata.

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