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Capena, terza tartaruga azzannatrice in pochi giorni: l’esperto avverte «Non avvicinatevi, sono un pericolo per l’uomo».

Capena, terza tartaruga azzannatrice in pochi giorni: l’esperto avverte «Non avvicinatevi, sono un pericolo per l’uomo».

Un’altra tartaruga azzannatrice è stata individuata e catturata questa mattina lungo la strada che collega Morlupo e Capena, nella provincia romana. Si tratta del terzo episodio in breve tempo, dopo quello del 22 maggio sulla medesima strada e quello del 18 maggio a Castelnuovo di Porto. Questi rettili, originari del Nord America, sono considerati molto pericolosi per l’uomo, in quanto il loro morso può tagliare la falange e causare seri problemi infettivi.

La tartaruga avvistata oggi è stata notata da Anna Vernice, una cittadina che stava tornando a casa. «Avevo visto sui social le storie e le informazioni dell’esperto Andrea Lunerti e l’ho riconosciuta», ha dichiarato. «Ho subito chiamato Andrea e gli ho inviato la foto utile per l’identificazione e mi ha confermato l’esemplare. Poi ho chiamato il 1515 per catturarla. Non l’ho mai persa di vista e insieme ad un signore abbiamo preso una bagnarola e l’abbiamo messa in sicurezza».

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Sul luogo sono arrivati prontamente i carabinieri forestali di Sant’Oreste i quali, in collaborazione con l’esperto zoofilo Andrea Lunerti, hanno provveduto all’affidamento e alla messa in sicurezza del rettile in attesa della ricerca di un possibile centro di recupero disponibile per accoglierla.

Andrea Lunerti è un biologo e naturalista che da anni si occupa di tartarughe azzannatrici e di altre specie esotiche invasive. In un’intervista al Messaggero ha spiegato che questi animali sono stati introdotti in Italia da persone che li avevano comprati come animali da compagnia e poi li hanno abbandonati nell’ambiente naturale. «Queste tartarughe – ha detto – sono molto adattabili e possono sopravvivere anche in condizioni climatiche diverse da quelle del loro habitat originario. Si alimentano di pesci, anfibi, uccelli e piccoli mammiferi, ma anche di vegetali. Sono molto aggressive e territoriali e non esitano a mordere se si sentono minacciate o disturbate».

Lunerti ha sottolineato l’importanza del lavoro di divulgazione e segnalazione per cercare di provvedere alla bonifica di determinate aree infestate da questi rettili. «Purtroppo – ha aggiunto – c’è una grossa problematica che riguarda i centri di recupero. Sono tutti over e non sappiamo più dove condurre le tartarughe. Siamo in attesa di ricevere risposte dagli organi competenti perché, di questi esemplari, ne sono stati rinvenuti moltissimi».

Lunerti ha anche lanciato un appello ai cittadini affinché non acquistino né liberino questi animali nell’ambiente naturale, ma si rivolgano alle autorità competenti in caso di avvistamento o rinvenimento. «Queste tartarughe – ha concluso – sono pericolose per l’uomo ma anche per la biodiversità locale, in quanto possono predare o competere con le specie autoctone. È necessario intervenire con urgenza per evitare che diventino un problema ancora più grave».

di Luigi Schiavo per StartNews.it

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