Mercati finanziari: bolla in arrivo? Occhi puntati su Wall Street

Mercati finanziari: bolla in arrivo? Occhi puntati su Wall Street

Dopo un 2020 record per Wall Street tornano insistenti le voci su una possibile bolla in arrivo. Dal crollo di marzo lo S&P 500 è salito di oltre il 66%, con una performance positiva del 3,8% dall’inizio del 2021, mentre il Nasdaq è aumentato dell’80% dall’inizio della pandemia ad oggi.

Secondo gli analisti, le politiche monetarie della Fed hanno di fatto distorto il mercato azionario USA, creando un profondo distacco tra il sistema finanziario e l’economia reale. Nel 2020, mentre il PIL americano crollava del 3,5%, generando oltre 10 milioni di disoccupati in più, la Borsa di New York metteva a segno una crescita record slegata da ogni contesto reale.

Eppure, nonostante i toni allarmistici di molti esperti, sono diverse le opinioni che non credono possibile lo scoppio di una bolla a Wall Street. Una di queste arriva da Warren Buffett, uno dei più fedeli sostenitori delle capacità degli Stati Uniti. La seconda è fornita dal rapporto tra prezzo e utili, un indicatore che al momento non mostra una sopravvalutazione per il mercato azionario americano.

Come dovrebbe affrontare una possibile bolla un investitore privato

I pareri discordanti, in merito alla possibilità di un bolla sui mercati finanziari americani ed europei, richiedono comunque particolare attenzione da parte degli investitori privati. Sebbene alcuni giudizi e indicatori non segnalino tale rischio, è evidente la distorsione creata dalle politiche monetarie e fiscali negli Stati Uniti e, in minor parte, in Europa.

Per capire come investire in questo contesto è fondamentale partire dalla formazione, migliorando le competenze in ambito finanziario per acquisire maggiore consapevolezza e imparare a gestire il capitale anche nei momenti di incertezza. Un supporto importante viene proposto dalle guide sul trading online realizzate dagli esperti di Mercati24, sito web di riferimento per chi vuole cominciare a investire in Borsa, nel Forex, sulle commodities o nelle criptovalute.

Aumentare le proprie conoscenze consente di costruire strategie operative efficaci, definite in base ai propri obiettivi di trading e alla propensione al rischio. Inoltre, con le giuste capacità è possibile ottimizzare il controllo del rischio, apprendendo come diversificare gli investimenti per aumentare la sostenibilità nel lungo periodo, sfruttando tutte le potenzialità degli strumenti di analisi finanziaria.

La difesa migliore contro la volatilità e il rischio di una bolla, infatti, risiede nelle abilità dell’investitore di pianificare una strategia d’investimento solida, in grado di sopportare eventuali crisi e crolli temporanei. Differenziare gli asset in modo appropriato, secondo precisi criteri dettati dall’analisi tecnica e fondamentale e da un adeguato approccio di money management, consente di scegliere in ogni situazione gli investimenti più adatti.

Gli indicatori più utili per rilevare le bolle finanziarie

Dalla grande crisi del 1929 ad oggi gli analisti hanno sempre cercato di prevedere le bolle finanziare, mettendo a punto strumenti più o meno efficaci per individuare questi eventi catastrofici. Ovviamente, lo strumento migliore per difendersi rimane la pianificazione finanziaria di lungo termine, infatti una strategia efficiente e una buona liquidità a sostegno consentono di superare anche le crisi più gravi.

Ad ogni modo, identificare le bolle rimane un’attività affascinante per molti trader, specialmente per chi vuole operare con posizioni short, oppure per gli investitori con un approccio di alto rischio che richiede maggiore attenzione. Una delle metriche più apprezzate è il famoso indicatore Buffett, con la quale si mette in relazione la valutazione dell’azionariato USA con le dimensioni dell’economia americana.

Un altro parametro è il bubble indicator di Ray Dalio, un sistema di monitoraggio decisamente più complesso, il quale al momento rileva una situazione potenzialmente allarmante, ma non ancora su livelli simili ad altri eventi passati, ad esempio come la bolla delle Dot-com del Duemila o quella del 2008-2009. Lo stesso avviene usando l’indicatore EP, mettendo in relazione gli utili delle società quotate con la loro capitalizzazione di Borsa o il prezzo dei titoli.

Naturalmente, osservare le indicazioni di questi parametri può aiutare ad analizzare l’evoluzione dei mercati finanziari, tuttavia bisogna fare i conti con altri fattori da non sottovalutare. Oggi, infatti, le bolle possono essere controllate con maggiore efficienza dagli interventi delle banche centrali e degli Stati, per questo motivo bisogna concentrarsi soprattutto sulla diversificazione degli investimenti, controllando gli indicatori di bolle ma sempre integrando questi dati con l’operato degli istituti centrali.

 

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