Nord-Sud Storia infinita. Lettera aperta del presidente dell’associazione Progetto Piazza Armerina , Basilio Fioriglio

Nord-Sud Storia infinita. Lettera aperta del presidente dell’associazione Progetto Piazza Armerina , Basilio Fioriglio

Riceviamo dal presidente dell’associazione Progetto Piazza Armerina  e pubblichiamo

Gent.ma On.le Dr.ssa Luisa Lantieri Deputata ARS

Gent.mo  Senatore Dr. Fabrizio Trentacoste

Gent.mo On.le  Dr. Andrea Giarrizzo

Gent.ma On.le Dr.ssa Elena Pagana Deputata ARS

 

A nome personale e dell’Associazione, mi congratulo per l’elezione al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati e all’ARS. Mi auguro che la loro presenza porti al nostro territorio geograficamente svantaggiato rispetto ad altri la posizione che merita.

Incoraggiato dalla dichiarazione dell’On.le Lantieri, questa Associazione la cui finalità è quella di evidenziare fatti e problemi di particolari interessi generali condivide l’appello, sperando che le SS.LL., raccolgano l’invito. Non esiste altra alternativa per difendere gli interessi della nostra Provincia,  di lavorare nella direzione unitaria, e la cosa può suscitare interesse se, una volta tanto, le massime rappresentanze Istituzionali, alla volontà di un fronte comune, uniscono come scopo primario la rivisitazione di tutte le problematiche del territorio rimaste insolute, al fine di una vera e necessaria svolta, tralasciando le posizioni campanilistiche e nel rispetto del partito di appartenenza, con un accordo su progetti per il territorio, concretizzando una politica capace di superare visioni diverse quando si deve decidere sul bene del territorio.

Alla mancata attenzione al patrimonio archeologico, architettonico, al turismo trattato con sufficienza che unitamente all’artigianato è la naturale ricchezza del territorio che, se sapientemente valorizzate, potrebbero rilanciare l’economia. Oggi ancora di più guardando allo sviluppo del turismo, alla vigilia del grande accrescimento demografico di viaggiatori che comporterà l’aumento della domanda sia del turismo culturale che delle attività complementari, quali la gastronomia, l’artigianato, se non si interviene subito sulla viabilità, settore per il quale assistiamo all’assenza di interventi risolutori, resteremo fuori dal circuito definitivamente, vds. la S.P. n.4, con il dissesto delle strade di collegamento del territorio Provinciale, diventate un colabrodo per non chiamarle mulattiere. Emblematico il ricordo della chiusura della S.P. N. 4 del collegato al km. 13+150 della galleria Grottacalda, “soli 300 mt. circa”, che per dieci anni è rimasta chiusa a causa di una frana.

 

Le dichiarazioni delle SS.LL. di volere portare alla ribalta la questione delle strade del territorio Provinciale e del completamento della Nord – Sud è di grande rilievo, quest’ultima avviata 50 anni addietro per la lungimiranza di un Deputato Regionale Ennese. Credo che per quanto di mia conoscenza non esistono nella storia delle incompiute opere come la Nord-Sud.

 

Quando negli anni 80 si completò il primo lotto Gela – Piazza Armerina – Valguarnera fino al bivio per Dittaino della richiamata strada “Nord Sud o dei due Mari” fece sognare molti Cittadini ed imprenditori, pensando che i tempi erano vicini per l’unione delle due sponde del Mediterraneo – Tirreno, Gela (CL) – S. Stefano di Camastra (ME). E’ lungo il numero dei piccoli paesi che detta strada attraversa, addirittura dalla Provincia di Catania, Caltanissetta, Enna e Messina, territori che tanto hanno in comune per cultura, tradizione e storia. Si disse che entro dieci anni si sarebbe completata con grandi benefici per l’economia del territorio. Era un classico cavallo di battaglia siamo alla fine degli anni ’60 per molti politici, per la portata del progetto  e con le nobili motivazioni era facile riscuotere consensi.   Siamo stati illusi con il miraggio dell’apertura più volte di cantieri, vedi la Nicosia – Mistretta, poi chiusi sempre con motivazioni varie e con il rituale scarica barile, senza individuare eventuali responsabili, con il viavai di notizie: “tolti dall’albo pretorio dell’Anas, poi rimessi i fondi e poi ritolti, poi lavori fermi e pasticci burocratici”  così la lunga storia  dura da CINQUANT’ANNI. In una relazione degli Uffici dell’Ex Provincia Reg. di Enna, è stato evidenziato che per il viaggio da Enna a Mistretta si impiega circa due ore con una velocità di 40 km orari, mentre con il completamento della superstrada sono sufficienti circa 40 minuti con una velocità di km. 90. Una storia infelice caratterizzata da un’antica indigenza che dura da tempo da svariate forme di disattenzione dei nostri governanti complici del potere politico centrale che ha bloccato lo sviluppo del Sud e della Sicilia in particolare.  I politici hanno da tempo abdicato ai doveri del mandato ricevuto, dimenticando di dedicarsi con diligenza a risolvere le oggettive necessità della popolazione amministrata.

 

 Non si può quantificare il danno arrecato ad uno dei territori più belli della Sicilia, che se saputi amministrare potevano ambire a diventare i più ricchi. Con la detta realizzazione della Nord Sud tanti sarebbero stati i benefici: la possibilità ai paesi della zona nord dell’ex Provincia Regionale di Enna al naturale sbocco a mare che oltre alla fonte di lavoro, avrebbe anche facilitato gli interscambi economici, per le realtà artigianali, pastorizie e turistiche, vedi il Parco dei Nebrodi, di cui in maggioranza fanno parte piccoli paesi dell’Ennese e del Messinese, dando la possibilità di essere attrattori potendo  fare ammirare il ricco patrimonio, costituendone uno dei più importanti della Sicilia, che diede vita nel passato ad altri notevoli manifestazioni di civiltà che non possono essere dimenticati. Se vogliamo sono pochi i chilometri  ( circa 60 ) come detto sopra fino a Mistretta, essendo già stata completata la parte  iniziale da Gela fino al bivio per Dittaino circa Km. 70 e la parte finale di 15 km. da Mistretta  per arrivare a Santo Stefano di Camastra. Come i fondi per i lotti CI, C2 e C3, per le località Ennesi, pochi chilometri circa 27 per il tratto inverso – Nicosia – Leonforte – Mulinello con innesto all’autostrada Catania – Palermo, che avevano ottenuto il decreto di approvazione dei progetti dell’Assessorato Regionale Territorio Ambiente, che dovevano essere realizzate entro il 2017, mentre anche quest’ultimi si sono persi. Nessuno pensa ai Cittadini dei paesi che facevano riferimento per la competenza circondariale alla giurisdizione dei Tribunale di Nicosia e di Mistretta con storie centenarie sono cessate di esistere. Con un colpo di spugna soppressi con il d.lgs. 155/2012 – L.148/2011,  dal settembre 2013, unitamente ai funzionari dei detti Uffici Giudiziari sono costretti a viaggiare quotidianamente per recarsi al Tribunale di Enna che ha accorpato il Tribunale di Nicosia e al Tribunale di Patti che ha accorpato il Tribunale di Mistretta, con  difficoltà  e disagi  per lo stato di abbandono e il degrado delle strade dovuto alla viabilità e forse per questo stato di fatto, non poche volte hanno dovuto rinunziare di rivolgersi al Giudice.

 

Ancora nella recente campagna elettorale abbiamo assistito all’assalto alla diligenza da parte di tutti i partiti promettendo di tutto ritornando anche con la solita litania di costruire il ponte sullo stretto, senza passare  ai fatti, mentre si trovano i miliardi per le grandi opere per le Regioni del Nord, solo per ricordarne alcuni, vedi la TAV per la Torino – Lione, solo 26,1 Miliardi€ con il 58% a carico dell’Italia,  il Mose di Venezia da quantificare ed  a proposito di strade, nota del quotidiano la Sicilia del 20.08.2016, “sei miliardi per l’alta velocità ferroviaria Genova – Torino, con quasi 40 chilometri in tunnel nel  Passo dei Giovi per risparmiare un quarto d’ora di percorrenza. Che ben vengano le grandi opere, ma che vengano anche per la SICILIA.  Le strade in Sicilia non sono un lusso ma l’urgente necessità di essere costruite per la sopravvivenza.

 

Mi piace ricordare la lettera aperta scritta dal maestro Andrea Camillieri al giornalista di “La Repubblica” Francesco Merlo, autore del video “Da Genova a Messina, le differenze di un’Italia flagellata”,  che in questi ultimi mesi è circolata su whatsApp e sui Social network.     Auspico che sia letta dai 6milioni di Siciliani e di tutti gli abitanti di quell’ex Stato chiamato il Regno delle Due Sicilie.  E’ doveroso ricordare ai giovani, nuove generazioni, la grandezza della nostra terra che non è mafiosa. E’ stata da sempre la fucina della politica servendo da modello anche allo Stato centrale. Proprio per parlare di organizzazione Politica non bisogna dimenticare che il regno Normanno di Sicilia era il meglio di ogni altro governo europeo. In Sicilia nacque il primo stato moderno che ebbe il suo primo Parlamento. Lo spazio non ci consente di illustrare tutti i contributi apportati dal popolo Siciliano al comune progresso su tutti i campi dalla scienza alla letteratura. Purtroppo quando si parla della Sicilia la maggior parte delle persone, anche di apprezzabile cultura, difficilmente rifugge dalla tentazione di identificarla in blocco con la mafia. Un popolo di circa 6 milioni di abitanti non può essere accomunato ad un gruppo spregevole di feroci e sanguinari delinquenti. Senza minimizzare il fenomeno è bene puntualizzare che risultano chiari i numerosi contributi che la Sicilia ha dato nel corso della plurisecolare storia. Auguro che la presenza di tanti giovani che per la prima volta rappresentano le più importanti Istituzioni, inizieranno il percorso inverso, dando finalmente voce a chi non ha voce.  Ancora oggi la prima pagina dei quotidiani Siciliani come quella del “la Sicilia” di giorno 28.04.2018: “Il rapporto dell’Istat fa paura POVERA SICILIA.. In Italia cresce il rapporto Sociale, che dell’Isola tocca le punte più alte, con foto raffigurante la mano tesa di un lavoratore, con una ciotola accanto come a chiedere l’elemosina..”.  La nostra Sicilia non può continuare a subire umiliazioni, non può continuare ad accettare supinamente le decisioni di Governanti che trattano con indifferenza lo sviluppo, non mettendo nei programmi progettualità per la sua crescita.  La Sicilia è la più importante Regione dell’Italia e come tale non ha bisogno di invenzioni come l’ex Cassa del Mezzogiorno o di contributi non produttivi ma di programmi seri per un vero sviluppo, non permettendo più attacchi da parte di nessuno.

 

Non possiamo continuare a piagnucolare ricordando ed invidiando le positività di chi quando non funzionano le cose fanno sentire la propria voce. Mentre da noi si continuano a restituire somme per mancanza di progettualità o per negligenza, quando la nostra Sicilia languisce nella povertà per mancanza di lavoro. Come non dobbiamo dimenticare quando nel mese di Aprile 2015 a seguito del cedimento dei piloni del viadotto Himera sull’autostrada Catania – Palermo, il sistema viario Siciliano già precario veniva messo in ginocchio, riportando alla ribalta importanti problematiche stradali. Dal quotidiano La Sicilia del 13.05.2015, Erasmo De Angelis coordinatore della struttura di missione di Palazzo Chigi, non ha dubbi sulla responsabilità “quella frana è la prova non solo della mancanza di monitoraggi, cure e manutenzioni ordinarie del territorio.., ma anche di sciatterie, disorganizzazione, disattenzione.., con un tesoretto e un tempo: 5 miliardi negli ultimi 15 anni non utilizzati per mettere in sicurezza frane e Città, c’è solo da vergognarsi”. Speriamo che questi fatti negativi ci facciano uscire fuori dall’indifferenza, che forse ormai per un certo fatalismo non riusciamo più a reagire ad una situazione di stallo, dimenticando che la sovranità appartiene al popolo, che con proprie iniziative potrebbe dare il proprio contributo, iniziando a fare sentire la propria voce con una civile protesta.

 

E’ proprio oggi anche per i fatti tragici verificatisi, il legislatore dovrebbe porre in essere come atto primario l’attenzione delle strade sia di quelle esistenti che quelle lasciate alla custodia della pubblica fede come il nostro territorio non dimenticando il completamento della Nord – Sud.

 

Per quanto possibile questa l’Associazione è pronta a dare il proprio contributo e dichiara che sarà presente, se chiamata ad organizzare un convegno per dibattere le problematiche richiamate, non come passerella ma con il coinvolgimento di quella parte Istituzionale Regionale, che oggi vediamo non fanno proclami ma concretizzano gli atti proposti.

Tanto per dovere civico e morale

Piazza Armerina, 12.12.2018

Cordialmente

IL PRESIDENTE

Basilio Fioriglio

 

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