Pista impegnata, rinviata la manifestazione di pulizia del Lago di Pergusa.

Pista impegnata, rinviata la manifestazione di pulizia del Lago di Pergusa.
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Con grande disappunto il Circolo ennese della Legambiente si è trovato costretto a ritardare di un giorno la manifestazione pubblica di pulizia e adozione della Riserva Naturale del lago di Pergusa a causa della contemporaneità della stessa con una manifestazione motoristica all’Autodromo.

La Manifestazione nazionale “Puliamo il tuo Parco”, sponsorizzata da Vallelata, aveva visto il pubblico ennese e non solo votare il sito pergusino portandolo nella lista dei venti luoghi italiani da adottare simbolicamente e addirittura al secondo posto in Italia. Una chiarissima espressione di simpatia della gente verso il lago e la sua natura, verso un uso sostenibile della splendida località. Così, vinto il contest, il circolo aveva organizzato la manifestazione per la data prescelta a livello nazionale. Raccolte le adesioni di tanti cittadini, degli Scout, di alcune classi scolastiche entusiaste di poter iniziare l’anno con una uscita capace di far dimenticare le tribolazioni anti covid.

Peccato che proprio ieri, a tre giorni dalla manifestazione, si scopra che il pubblico non potrà avvicinarsi al lago nella mattinata del 19 perché la pista è impegnata. Il circolo ha provveduto a postdatare a domenica 20 settembre, a pari ora, ma già molte delle prenotazioni sono state disdette e le scuole per prime non potranno partecipare alle attività. Non può che rammaricare quanto accaduto, non può che riportare alla più volte sottolineata necessità di superare l’impedimento creato dalla pista alla vera, sana, e naturale fruizione del lago da parte della gente.

Non è più accettabile che un luogo così speciale, quasi unico, come il lago di Pergusa, venga letteralmente negato a causa della pista. Più e più volte Legambiente ha richiesto si adotti almeno l’organizzazione di un sistema di superamento pedonale della stessa attraverso l’uso del cavalcavia, già presente, e capace di far giungere il pubblico sulle rive lacustri, anche se appare chiaro come la vera questione sia quella della delocalizzazione dell’impianto.

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