Assegnato dal Dipartimento della P.S. alla Questura di Enna il Commissario della Polizia di Stato Sonia Cavallo

Si è concluso venerdì 31 gennaio 2020, presso la Scuola Superiore di Polizia di Roma,  il 5° ciclo di formazione del 1° Corso per Commissari della Polizia di Stato. Sul piazzale della Scuola, alla presenza del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza,  Prefetto dr. Franco Gabrielli, si è tenuta la cerimonia di fine corso con la rituale consegna della sciarpa tricolore a tutti i partecipanti, segno distintivo dell’Autorità di Pubblica Sicurezza e funzione riconosciuta solo ai Funzionari della Polizia di Stato.

Tra i frequentatori il Commissario della Polizia di Stato CAVALLO Sonia, che ha superato il Corso di Alta Formazione in Scienze per la Sicurezza in convenzione con l’Università “Sapienza” di Roma, assegnato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza alla Questura di Enna, dove, nella mattinata del 3 febbraio 2020, dopo essere stato ricevuto dal Questore, ha preso servizio.

Il Commissario CAVALLO, che proviene dai ruoli interni, avendo per ultimo rivestito la qualifica di Sostituto Commissario Coordinatore, ha una lunga carriera professionale e operativa alle spalle, con ultima sede il Commissariato di P.S. di Piazza Armerina, svolta prevalentemente nell’ambito della polizia di prevenzione e dove si è contraddistinto nel corso di diverse attività.

Al Funzionario il Questore ha dato il benvenuto, augurando buon lavoro.

L’Italia deve recuperare l’Ici non versata dalla Chiesa: la sentenza dell’Ue

Una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ribalta quanto stabilito nel 2016 dal Tribunale Ue rispetto al versamento dell’Ici da parte della Chiesa. L’Italia, quindi, è nel pieno diritto di reclamare quei 4-5 miliardi di tasse non pagate tra il 2006 e il 2011 da parte degli enti ecclesiastici non commerciali. L’esenzione, infatti, è stata considerata a tutti gli effetti un aiuto di Stato.

La Chiesa paghi l’Ici arretrata: la sentenza Ue

La Corte di giustizia dell’Unione europea ha accolto il ricorso presentato dalla Scuola Montessori di Roma e sostenuta dai Radicali. Questo si riferiva alla decisione del Tribunale del settembre del 2016, con cui si esentava l’Italia dal recupero dell’Ici non versata dagli enti ecclesiastici in 5 anni. I togati avevano sancito “l’impossibilità di recupero dell’aiuto a causa di difficoltà organizzative nei confronti degli enti non commerciali, come scuole, cliniche e alberghi“. A livello catastale, è stato ritenuto troppo difficoltoso risalire agli enti che avrebbero dovuto versare la tassa. È stato stabilito dalla Corte che questa impossibilità è riconducibile a “difficoltà interne” che l’Italia è tenuta a risolvere.

Una lunga storia

Nel 2006 diversi denuncianti si rivolsero all’Europa contro l’esenzione dall’Ici per scuole, cliniche, alberghi ed enti non commerciali della Chiesa. Inizialmente si è considerata la decisione del governo italiano come un aiuto di Stato che dava un “vantaggio selettivo” agli enti clericali. In seguito, la Commissione ha derubricato la questione come una decisione politicainterna dell’Italia. La difficoltà principale risiedeva nel fatto che era impossibile calcolare esattamente quanto la Chiesa doveva allo Stato di Ici.

Nel 2012, la tassa è stata sostituita dall’Imu dal governo Monti, che ha azzerato il privilegio. Il Tribunale nel 2016 ha deliberato per l’impossibilità di recuperare i crediti non versati tra il 2006 e il 2011, sentenza impugnata dalla Montessori e da altri commercianti. Oggi la Corte di Giustizia europea ha stabilito che l’Italia “avrebbe dovuto esaminare nel dettaglio l’esistenza di modalità alternative volte a consentire il recupero, anche soltanto parziale, delle somme“.

FONTE https://www.thesocialpost.it

L’Etna sta scivolando verso il mare: serio rischio di tsunami disastroso

Il fianco sud-orientale dell’Etna sta pericolosamente e lentamente scivolando verso il mare, un eventuale rapido ed improvviso movimento potrebbe provocare uno tsunami disastroso. Questo è quanto sostengono gli scienziati del GEOMAR Helmholtz Centre for Ocean Research di Kiel che stanno studiando i movimenti dell’Etna con particolare attenzione al fianco subacqueo. Ma cosa significa che l’Etna sta scivolando verso il mare? E quando potrebbe esserci lo tsunami?

L’Etna sta scivolando verso il mare. Gli esperti spiegano di aver monitorato i movimenti subacquei dei fianchi dell’Etna e di aver registrato un abbassamento verso il mare di quattro centimetri in soli otto giorni. Questi dati hanno portato gli esperti a presupporre che un’improvvisa e rapida discesa del pendio verso il mare potrebbe provocare uno tsunami con effetti disastrosi per l’intera regione.

Preoccupazioni per il vulcano e la Sicilia. L’Etna è il vulcano più attivo d’Europa e, anche per questo, è costantemente monitorato dagli scienziati e dalle nostri autorità con misurazioni satellittari che, proprio in questo periodo, hanno messo in luce ciò che sta accadendo al fianco sud-orientale e che quindi sta lentamente scivolando verso il mare. Il resto del vulcano invece è stabile.

Dobbiamo avere paura? Gli esperti non riescono a fare previsioni, spiegano che per ora è del tutto sconosciuto se e come il movimento continuerà sott’acqua, le misurazioni utilizzate non sono in grado di prevederlo. Quel che è chiaro, almeno secondo gli scienziati tedeschi, è che se il fianco dovesse rapidamente e bruscamente scivolare in mare, potremmo trovarci di fronte ad uno tsunami altamente distruttivo: ma ad oggi non si può prevedere se davvero accadrà né quando.

Cosa sta provocando il movimento verso il mare. I risultati ottenuti confermano che responsabile della forza trainante verso il mare sarebbe la gravità e quindi non l’ascesa del magma, come precedentemente ipotizzato. Ulteriori analisi potranno fornirci nuove informazioni.

 

Aumenta l’allarme per le microplastiche: rilevate anche nell’uomo

Non è la prima volta che le organizzazioni internazionali mettono in luce la pericolosità del fenomeno microplastica. Questa volta a lanciare l’allarme è Greenpeace, attraverso una recente ricerca scientifica nata dalla collaborazione con l’Università di Incheon in Corea del Sud. Lo studio, pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology, si è concentrato sul sale da cucina di diversa provenienza. Su trentanove campioni di sale analizzati, ben trentasei contenevano pezzi di plastica di dimensione inferiore ai cinque millimetri. Si tratta del tipo di plastica utilizzato comunemente per l’imballaggio dei prodotti. Frazionato in piccolissime parti e poi disperso nell’ambiente, rischia di contaminare molti alimenti di cui ci nutriamo ogni giorno. Alcuni campioni di sale contaminato provengono anche dall’Italia.

La ricerca di Greenpeace

Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace nel nostro Paese, ha precisato: “Numerosi studi hanno già dimostrato la presenza di plastica in pesci e frutti di mare, acqua di rubinetto e adesso anche nel sale da cucina. Questa ricerca conferma la gravità dell’inquinamento da plastica e come per noi sia ormai impossibile sfuggire a tale contaminazione”. Lo studio, inoltre, mette in luce come la situazione più difficile sia sicuramente osservabile in Asia, regione nella quale si è raggiunto il picco di contaminazione di 13mila microplastiche per chilogrammo. Nei campioni di sale italiano la situazione è meno preoccupante, anche se si è rilevato un numero di particelle compreso tra 4 e 30 unità per chilogrammo.

Alcune microplastiche arrivano fino al fegato

La vera domanda è cosa possa accadere a queste particelle una volta finite all’interno del corpo umano. Una possibile risposta proviene da un’altra ricerca, condotta dall’Agenzia dell’Ambiente austriaca. Essa ha preso in esame un piccolo di gruppo di persone da Europa, Giappone e Russia. Nelle feci di tutti i partecipanti sono state trovate microplastiche. È la prima volta che il problema viene riscontrato così chiaramente nell’essere umano. Philipp Schwabl, ricercatore presso l’Università di Medicina di Vienna, ha dichiarato: “Questo è il primo studio nel suo genere e conferma ciò che sospettavamo da tempo,  ovvero che la plastica alla fine raggiunge l’intestino umano. Le particelle microplastiche più piccole sono in grado di entrare nel flusso sanguigno, nel sistema linfatico e possono persino raggiungere il fegato”. Rimane da capire in quali alimenti si annidino in prevalenza le microplastiche, anche se 6 persone sulle quali cui è stata condotta la ricerca hanno dichiarato di mangiare regolarmente pesce.

Possibili soluzioni

Gli autori dello studio hanno sottolineato l’importanza di una riduzione nell’utilizzo della plastica e di un progressivo incremento nella pratica virtuosa del riciclo. In questo senso si è recentementemossa anche la Comunità Europea, che ha bandito la plastica monouso, come quella utilizzata per piatti, bicchieri e forchette. Anche Greenpeace ha fatto la sua parte, lanciando nei mesi scorsi una petizione sottoscritta da quasi due milioni di persone in tutto il mondo. L’obiettivo è quello di spingere le grandi multinazionali a ridurre l’impatto di imballaggi e contenitori sull’ambiente in cui viviamo.

 

Fonte: https://www.thesocialpost.it

Licia Colò e la confessione inaspettata su Bonolis: “Troppo invadente”

Licia Colò e Paolo Bonolis sono due personaggi televisivi che non potrebbero essere più distanti. Garbata, sobria e dedicata alla natura una; sopra le righe, spregiudicato e devoto all’intrattenimento “politicamente scorretto” l’altro. Una differenza che se oggi è estremamente marcata (dovuta anche ai tanti anni di mestiere che hanno forgiato identità e toni di voce assai riconoscibili), anche ieri era piuttosto evidente. A quanto pare, tra Licia Colò e Paolo Bonolis non c’era troppo feeling o compatibilità nemmeno trent’anni fa, ai tempi non sospetti di Bim Bum Bam.

La confessione su Paolo Bonolis

Nel corso del programma radiofonico Un giorno da pecora, Licia Colò è stata intervistata da Geppi Cucciari. L’attrice sarda ha posto alla bionda conduttrice una domanda piuttosto innocente che ha rivelato però una risposta inaspettata. La Cucciari ha chiesto alla Colò di ricordare come fosse Bonolis ai tempi di Bim Bum Bam: “Si capiva già che sarebbe diventato Bonolis?”. Senza pensarci troppo, Licia Colò – che non le ha mai mandate a dire – ha risposto con una dose di sincerità inaspettata: “Bonolis era molto invadente… molto più di me. Infatti me ne sono andata”. Incuriosita e sorpresa, la Cucciari ha quindi chiesto alla conduttrice di Niagara se avesse abbandonato la trasmissione a causa di Bonolis e la Colò ha risposto così: “Non faceva per me. Paolo era molto ambizioso, voleva fare carriera, aveva la parlantina facile. La sua presenza era dominante rispetto alla mia anche se forse non era giusto. Essendo un ragazzo e una ragazza, ognuno avrebbe dovuto portare se stesso sullo schermo”.

Dopo Bim Bum Bam

Licia Colò ha fatto intravedere quanto fosse – a suo dire – prevacaricante il giovane Bonolis. Poco spazio, troppa competizione, un feeling che a quanto pare non c’è mai stato, tutti buoni motivi per migrare altrove. Licia Colò, infatti, è poi andata in Rai: “Da Mediaset sono andata alla Rai, è il percorso inverso rispetto a quello che si faceva all’epoca. Però mi hanno proposto di fare Geo & geo perché mancava un contenitore di quel tipo”. Da lì in poi è decollata la carriera della Colò che oggi è un’icona nell’ambito documentaristico e naturalistico. La conduttrice ha poi voluto precisare di come non ci sia mai stato alcun litigio tra lei e Bonolis. Ma a quanto pare, la convivenza tra due stelle, che sarebbero poi diventate delle punte di diamante, non poteva andare avanti.

FONTE https://www.thesocialpost.it

Maltempo, Italia flagellata: i morti salgono a 12

Le vittime del maltempo che ha colpito l’Italia con venti forti, piogge e mareggiate salgono a 12, ma il bilancio potrebbe aumentare. Interi paesi sono isolati, centinaia di persone sfollate e decine di migliaia senza elettricità. Oggi ci dovrebbe essere una piccola tregua in Veneto, ma da domani le piogge riprenderanno. Lascia conseguenze pesantissime l’ondata di maltempo che ha travolto l’Italia con piogge torrenziali, mareggiate con onde alte sino a 10 metri e venti che hanno raggiunto punte di 180 chilometri orari, trombe d’aria, corsi d’acqua esondati e i grandi fiumi – soprattutto quelli del Triveneto – sotto stretta sorveglianza. In 48 ore i 5.800 vigili del fuoco impegnati nell’emergenza hanno compiuto più di 7mila interventi per allagamenti, smottamenti e rimozione di alberi caduti, soprattutto in Toscana, Lazio, Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Liguria. Le ultime vittime sono un artigiano disperso e recuperato senza vita nel Bellunese, una donna morta a Dimaro, in val di Sole, un vigile del fuoco volontario travolto da un albero mentre stava effettuando un intervento a San Martino in Badia, in Alto Adige, e un kite-surfista di 63 anni scagliato sulla scogliera di Cattolica dalle fortissime raffiche di vento. Da ieri mattina gli interventi dei Vigili del Fuoco per allagamenti, smottamenti e rimozione di alberi caduti, sono stati oltre 7mila, soprattutto nelle regioni del Nord.

Maltempo: il bilancio dei morti sale a 9

L’Italia nella morsa del maltempo da poco più di due giorni sembra non vedere miglioramenti all’orizzonte. Acqua alta a Venezia, che ha sommerso la città per un buon 70% con tanto di chiusura di piazza San Marco, violente grandinatein Sardegna e trombe d’aria che hanno scoperchiato tetti e abbattuto alberi. Aumenta anche il bilancio dei morti; oltre ai due accertati nella provincia di Roma, altre 5 persone hanno perso la vita nelle ultime ore.

Il bilancio si aggrava

Aggiornamento del 30 ottobre – Le vittime salgono a 9: è morta una donna in Val Di Sole. Un surfista è stato sbattuto sugli scogli dal vento forte a Rimini, per lui non c’è stato niente da fare.

Apocalisse a Terracina

Il Lazio continua a tremare, dopo la tragica morte di due giovani sulla Casilina, nei pressi di Castrocielo (frusinate), la cui auto è stata schiacciata da una quercia, a Terracina un violento nubifragio ha raso al suolo l’intero viale centrale, causando due vittime. Un tromba d’aria ha sradicato tutti gli alberi del viale della Vittoria. Uno dei pini marittimi si è abbattuto su un’auto causando la morte delle due persone nel veicolo e numerosi feriti.

L’intera cittadina è sotto shock, anche a Roma è stata sfiorata la tragedia dove, stando a quanto si legge su Adnkronos, un albero si è abbattuto sulla via Flaminia.

Due vittime: una a Napoli e una in Liguria

È nel capoluogo campano che si è registrata un’altra vittima del maltempo. Si tratta di un ragazzo di 21 anni, Davide Natale, che stava camminando a piedi presso via Claudio, zona Fuorigrotta. Il ragazzo è stato schiacciato da un albero caduto a causa del forte vento. Il giovane è stato trasportato d’urgenza presso l’ospedale San Paolo, per lui purtroppo non c’è stato nulla da fare. A Savona una donna è morta colpita da un oggetto trascinato dal vento, probabilmente un cornicione. È successo ad Albissola Superiore. La donna si trovava a piedi nel centro città, in via Garibaldi, quando è stata colpita a morte.

In Liguria il flagello maltempo continua a sferzare senza dar cenni di rallentamento, nello spezzino la forte mareggiata ha fatto saltare gli ormeggi ad una nave cargo.

Veneto in ginocchio

È di poco fa la notizia della settima vittima del maltempo. Una persona è stata travolta da un albero durante un forte temporale a Feltre nella provincia di Belluno. In Veneto i venti continuano a viaggiare a 130 km/h. Il presidente della regione Zaia ha firmato lo stato di crisi, per la regione è allerta rossa. Si prevede un peggioramento delle condizioni.

Milano è crollata parte del soffitto di un’aula del Politecnico, probabilmente a causa delle infiltrazioni, mentre gli studenti si trovavano a lezione. Fortunatamente non ci sono stati feriti.

Boccone amaro per Antonella Clerici: ascolti bassi per il debutto di Portobello

Dopo tanta attesa, fomentata nel corso dei mesi, Portobello ha debutto ieri sera su Rai 1, con al timone Antonella ClericiLe aspettative però hanno subito una pesante delusione.

Gli ascolti del programma non sono stati all’altezza del monopolio, che fino ad ora, ha dettato Tu Si Que Valessui dati Auditel del sabato sera. La bionda conduttrice però non è di certo una che si arrende al primo ostacolo e così lancia un messaggio sui social.
L’eterna sfida ieri ha visto a confronto lo storico campione di ascolti Tu Si Que Vales e la nuova versione di Portobello, condotto da Antonella Clerici. Nonostante un esordio pieno di grazia che lancia lo sguardo malinconico al format ideato da Enzo Tortora, ma che porta con sé il garbo e la simpatia della padrona di casa Antonellina. Ma questo non è bastato a battere la concorrenza, poiché i dati dello share parlano chiaro. La Clerici ha portato a casa il 20,2% degli ascolti, che si traduce in termini spettatori nella cifra di 4.150.000, contro i 5.200.000, ovvero 28,9% di Canale 5.

Antonella non si perde d’animo

Per la Clerici, già scossa dalle recenti polemiche sulla Prova del Cuoco, che ha lasciato in eredità ad Elisa Isoardi, questo è stato probabilmente un boccone molto amaro da mandare giù. Su questo programma la conduttrice ha investito molto e a quanto pare non è affatto intenzionata a mollare.

Ieri notte, infatti, a trasmissione conclusa, Antonella ha incassato il colpo, ma sempre mantenendo la sua positività. Con un tweet si è ripromessa di fare meglio e ha ringraziato i fan che l’hanno seguita. Non resta che attendere l’esito della prossima settimana.

Fonte: https://www.thesocialpost.it

Bimbo di 10 anni ferito da fucile da caccia al volto e al collo

Ancora non si sa molto, ma si sa che un bimbo di 10 anni è stato raggiunto al collo e al visoda piombini di un fucile da caccia. La dinamica del terribile incidente non è chiara al momento, bisognerà attendere qualche ora in più per avere un quadro più chiaro. Il bimbo si trova all’ospedale materno infantile Salesi di Ancona.

Cosa è accaduto al bambino

Intorno alle 17 di ieri, domenica, un bambino di 10 anni è stato colpito al volto e al collo dai piombini di un proiettile di un fucile da caccia. La notizia è stata resa nota dalle fonti locali. Pare che il fatto sia avvenuto a Osimo, mentre ora il bambino è ricoverato ad Ancona nel reparto di Rianimazione Pediatrica del Salesi. Stando a una prima ricostruzione, sembra che il colpo sparato dal fucile sia andato a rimbalzare su un muro di cemento per poi colpire il bambino. Sarebbe stato il padre a portarlo di corsa in ospedale appena accaduto il fatto.

Le sue condizioni di salute

I medici si sono subito occupati di lui e tengono il bambino costantemente sotto monitoraggio. C’è la possibilità che il bambino venga operato nelle prossime ore per tentare di ridurre gli ematomi che ha riportato sul capo, magari quando le sue condizioni saranno più stabili. Secondo quanto riporta l’ANSA il bambino avrebbe delle ferite al viso, ad una spalla, ad un mano e sul collo, mentre due pallini lo avrebbero raggiunto al cranio e sono proprio questi a preoccupare i medici che aspettano la possibilità di intervenire chirurgicamente. La sua prognosi al momento resta riservata e le condizioni del piccolo sono comunque critiche.

(FONTE THESOCIALPOST.IT)

Aereo precipita nelle acque indonesiane con 188 persone a bordo

Un aereo Boeing 737 della compagnia indonesiana Lion Air è precipitato in mare verso le 6.20 di questa mattina ora locale: a bordo si trovavano 188 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio. Al momento sono in atto le ricerche per ritrovare i detriti dell’aereo. Sono davvero minime le speranze di trovare dei superstiti: fonti ufficiali parlano già ora di assenza di sopravvissuti.

Anche un italiano a bordo

Aggiornamento delle ore 11.00 – Stando alle notizie dell’ultima ora, a bordo dell’aereo precipitato c’era anche un italiano, spiega SkyTg24. Ancora non sappiamo invece la sua identità.

 

Precipitato dopo pochi minuti di volo

Il boeing 737 Lion Air era appena partito da Giacarta quando, da terra, è stato perso ogni segnale di contatto con il velivolo. L’altitudine raggiunta dal velivolo era piuttosto bassa: solo 5200 piedi (all’incirca 1580 metri= e non si hanno ancora dati certi che possano portare a capire cosa sia successo a bordo. L’aereo sarebbe dovuto arrivare a Pangkal Pinang, nell’Isola di Bangka (Sumatra): è invece stato inghiottito dalle acque di Karachi, finendo a a una profondità di 30-40 metri. Paul Lewis, portavoce della società del Boeing, ha fatto sapere che stanno “monitorando la situazione”.

Informazioni in continuo aggiornamento

Al momento si esclude che l’incidente sia da attribuire all’usura del velivolo: il Boeing era infatti nuovo ed era in attività da soli due mesi. Sutopo Purwo Nugroho, capo delle relazioni pubbliche dell’Ufficio indonesiano per la gestione dei disastri, sta pubblicando di ora in ora informazioni relative all’incidente e al recupero dei resti. Su Twitter, Sutopo scrive: “Detriti dell’aereo Lion Air JT 610 caduto nelle acque di Karachi sono stati trovati che galleggiavano sulla superficie del mare“. Il capo delle pubbliche relazioni ha anche diffuso diversi numeri utili per contattare i soccorsi e avere informazioni sui passeggeri. “Si prega di contattare il centro di crisi al numero 021-80820000 e per le informazioni dei passeggeri sul numero 021.808200002. comunicazioni aziendali strategiche di Lion Air, Danang Mandala Prihantoro +62 8788 0333170”. Il governo australiano, per ora, ha vietato ai suoi dipendenti di utilizzare voli Lion Air fino a contrordine.

Per l’Indonesia, si tratta di un disastro enorme: per fare un bilancio ufficiale è ancora presto ma potrebbe essere peggiore di quello dell’incidente aereo del volo Air Asia che, nel dicembre 2014, cadde in mare facendo 162 vittime .

(FONTE THESOCIALPOST.IT)

A soli 7 anni tira una violenta testata alla maestra. A scuola armato

La paura serpeggia tra i banchi di una classe delle elementari di Firenze. Un bambino di soli 7 anni con il suo comportamento aggressivo, infatti, sta spaventando maestre e compagni da tempo. Il ragazzino ha raggiunto il culmine della sua irruenza quando ha sferrato una forte testata al naso della sua maestra. Soltanto qualche giorno prima aveva seminato il panico girando in mensa con un coltello che aveva portato con sé.
In una classe di seconda elementare a Corveciano, comune di Firenze, un bambino di 7 anni manifesta da tempo atteggiamenti violenti. Nei giorni scorsi, come riporta La Nazione, ha tirato una forte testata alla sua maestra che stava facendo lezione. La donna, impreparata a difendersi, è stata colta all’improvviso dal colpo che le ha provocato la frattura del setto nasale. Subito è stato avvertito il 118 e la maestra è arrivata in ospedale con l’ambulanza. Soltanto qualche giorno prima il bambino, che portava con sé dei coltelli, ne aveva lanciato uno in mensa, rischiando di ferire gravemente gli altri allievi. Il ragazzino ha quindi percorso una scala ascendente di aggressività, rendendo il contesto scolastico pericoloso e tutt’altro che spensierato.

Situazione in classe sempre più complessa

La maestra dopo la testata ha ricevuto una prognosi di 6 giorni. La situazione in questa classe elementare risulta comunque molto complessa. Dato che le difficoltà dello studente non sono certificate, gli insegnanti in classe non hanno alcun tipo di sostegno. Sebbene le manifestazioni di aggressività siano note da vari mesi, nulla è stato fatto per salvaguardare la sicurezza di studenti e corpo docenti. Nella classe la tensione è palpabile: l’ansia di dover affrontare una nuova violenza spazza via la gioia e il divertimento. Il clima non ha nulla di sereno, perché gli atteggiamenti irruenti del bambino hanno ripercussioni negative su tutti gli altri compagni.

La Cisl scuola, dopo questo caso, ha portato all’attenzione il problema degli alunni le cui patologie non vengono certificate per un rifiuto dei genitori di far visitare il figlio o di accettare un problema, con conseguenze che si ripercuotono sui docenti. A La Nazione, Claudio Gaudio di Cisl ha spiegato: “Esistono casi limite in cui l’insegnante, da solo, è costretto fisicamente a ‘placcare’ un ragazzo, finché non gli passa la crisi”.

(FONTE THESOCIALPOST.IT)

Piazza Armerina , domani 24 ottobre scuole regolarmente aperte

Domani le scuole di ogni ordine e grado saranno regolarmente aperte. Si smentisce così la notizia che era circolata in mattina attraverso Facebook che parlava di scuole chiuse per domani. Cogliamo l’occasione per ricordare ai lettori  di non fidarsi in questi casi dei social network dove è facile divulgare notizie false e di fare riferimento solo alle pagine ufficiali del comune  o a quelle di StartNews la cui redazione controlla sempre la veridicità di quanto affermato dalle fonti. DOMANI 24 OTTOBRE scuole aperte.

Selezionati due formatori per il corso di preparazione a Riferimento Civico della Salute

Sono due i formatori selezionati in provincia di Enna  che parteciperanno al corso di preparazione previsto per il 23 e 24 Ottobre presso il CEFPAS di Catanissetta per formatori/animatori dei  Riferimenti Civici della Salute e dei Componenti dei comitati consultivi della Regione Siciliana. Si tratta dell’ Ing. Gianluca Vece di Enna e del Dott. Luigi Manno di Agira, entrambi impegnati in attività sociali e nella tutela dei diritti. Selezionato come tutor dell’ azione formativa anche il dott. Tommaso Careri psicologo e attuale presidente del Comitato consultivo aziendale dell’ Asp di Enna. Scopo dell’ iniziativa sarà quello di attivare il progetto della Rete Civica della Salute, con riferimenti civici in ogni comune dell’ ennese.

La Rete Civica della Salute struttura un collegamento permanente tra la domanda di salute e gli operatori del Servizio Sanitario Regionale indirizzandolo verso la centralità della Persona, utente/paziente. La RCSsi articola su due livelli operativi: i “Cittadini Informati” che ricevono le “Pillole della Salute”, semplici informazioni utilissime e i “Riferimenti Civici della Salute” riconosciuti dal SSR in ciascun Comune di residenza per esercitare il diritto costituzionale di partecipare attivamente al miglioramento e controllo del Sistema Salute della Sicilia nonché la facoltà d’interazione attiva e monitoraggio a livello urbano dei determinanti della salute dei cittadini.

La Rete Civica è distribuita nei 390 Comuni siciliani e ha lo scopo di migliorare la comunicazione istituzionale in ambito sanitario e sensibilizzare i cittadini sul corretto utilizzo dei servizi.

i Riferimenti Civici hanno il ruolo di:

– interfaccia tra la popolazione e il mondo della sanità – Sensibilizzando i cittadini al

corretto utilizzo dei servizi

– convogliano le segnalazioni dei cittadini in un canale preferenziale con gli URP delle

Aziende Sanitarie – Supportando i cittadini nella segnalazione di criticità nei

servizi aziendali (accesso e fruizione) e a valorizzare il loro punto di vista

– partecipano a campagne di sensibilizzazione pubblica per la salvaguardia del Servizio

Sanitario Nazionale – Favorendo la collaborazione reciproca tra operatori,

pazienti, istituzioni e cittadini

– Aiutano a migliorare la comunicazione per la tutela della salute

– Partecipano ai Progetti sull’Umanizzazione e la Customer satisfaction

Diventerà Bellissima: nominati i coordinatori. Anzaldi: “il nostro sarà un lavoro propositivo”

Diventerà bellissima continua a crescere. Nominati i coordinatori cittadini di 6 comuni in provincia di Enna del movimento giovanile fondato dal governatore della Regione Sicilia, Nello Musumeci.
” È sempre una soddisfazione far parte di un gruppo di giovani tenaci e grintosi che hanno voglia di rimboccarsi le maniche e lavorare per la propria terra” Sottolinea la coordinatrice provinciale Lorena Pignato. Ecco i nomi dei neo- coordinatori: Daniele La Ferrera (Gagliano), Roberto Livolsi (Nicosia), Mauro Anzaldi (Piazza Armerina), Christian Arcodia (Regalbuto), Enrico Capuano ( Valguarnera) e Marco Nuci (Villarosa). “Auspichiamo in una ulteriore crescita del movimento per formare una nuova classe politica diligente e onesta”, conclude Pignato

“Onorato della nomina ricevuta ringrazio la coordinatrice Lorena Pignato e tutto il coordinamento provinciale  -afferma il coordinatore cittadino Mauro Anzaldi –  il movimento dei Giovani di DB continua a crescere in provincia di Enna e questa è la dimostrazione dell’interesse che suscita nei giovani il gran lavoro svolto dal Governo Musumeci e dalla sua giunta che quotidianamente lavora per riprendere dal baratro una Sicilia sovraccarica di errori amministrativi ed illeciti commessi dai governi precedenti. Inizieremo a lavorare a livello comunale cercando di fare quadrato con tutti i giovani che ad oggi si interessano in maniera attiva alla politica, creando dibattiti e proponendo iniziative atte a riqualificare il nostro territorio. Il nostro sarà un lavoro molto propositivo”

Anci Sicilia – un tavolo tecnico sulla gestione integrata dei rifiuti

Gestione integrata dei rifiuti, effetti derivanti dalla recente ordinanza 4 rif del 7 giugno scorso e Ato in liquidazione: questi i punti cardine affrontati dal tavolo tecnico che si è riunito ieri mattina a Villa Niscemi.

“L’incontro di ieri – spiegano Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’AnciSicilia – si è reso necessario perché sui comuni si stanno addossando una serie di vecchie problematiche di significativo impatto finanziario, economico e gestionale. Gli enti locali siciliani stanno ancora e da anni facendo i conti con una riforma del settore (legge 9 del 2010) che non è mai pienamente decollata. Su questa materia si è, troppo spesso, proceduto senza una visione e una strategia complessiva, in forza di una serie di ordinanze contraddittorie, e non si è mai fatto, nel corso degli anni, alcun intervento sull’impiantistica regionale, neanche in termini di impianti di compostaggio e stazioni di trasferenza. Malgrado ciò, troppo spesso i comuni sono stati costretti, anche repentinamente, a conferire le diverse tipologie di rifiuti a distanze eccessive, sostenendo costi esosi. Inoltre, la fase di gestione liquidatoria degli Ato non si è mai conclusa e i costi della stessa, anche per i diversi commissari che si sono succeduti, non possono essere riversati semplicisticamente sulle amministrazioni locali”.

“Quest’ultima ordinanza approvata dal governo regionale– continuano Orlando e Alvano – dalla stragrande maggioranza dei sindaci è avvertita come una scelta che va in direzione opposta all’idea di leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali nella quale crediamo. L’idea che in meno di un mese, a prescindere dalle specifiche caratteristiche territoriali, dalle profonde differenze di popolazione, dalla vocazione turistica, dalla presenza o meno di adeguati impianti, dall’essere un’area metropolitana o un’area interna, si possa chiedere ai comuni di recuperare quello che questi ultimi e la stessa Regione non sono riusciti a fare nell’arco degli anni, non è sostenibile”.

“Infine, minacciare di commissariare i comuni – aggiungono il presidente e il segretario generale dell’AnciSicilia – non è certamente un segnale positivo nella costruzione di un clima favorevole alla risoluzione di un problema complesso come quello della gestione integrata dei rifiuti. Dalla Regione, a differenza di quanto avvenuto in passato, ci aspettiamo l’avvio di un percorso duraturo di confronto e condivisione che non si limiti a dire ciò che i comuni debbano fare ma che spieghi come si intendano sostenere fattivamente nell’attuazione dei loro obblighi”.

“Alla luce delle considerazioni emerse dal tavolo tecnico organizzato dall’AnciSicilia– conclude il presidente Orlando – si rende ancora più urgente un confronto tra l’Associazione dei comuni siciliani e il Governo regionale sui diversi aspetti della gestione integrata dei rifiuti. E’ necessario, infatti, chiudere definitivamente la fase degli Ato in liquidazione con un’assunzione di responsabilità ripartita tra le diverse istituzioni. Bisogna puntare sulle azioni che consentano di dare sostenibilità economica alla gestione del servizio e, pertanto, non si può che partire dalla revisione di alcuni elementi contenuti nella recente ordinanza 4rif. Ci attendiamo, quindi, che il Presidente Musumeci convochi quanto prima un incontro con i sindaci”.

Al tavolo tecnico hanno preso parte sindaci e dirigenti di vari comuni della Sicilia tra cui: Luca Cannata, sindaco di Avola e vice presidente vicario dell’AnciSiclia, Calogero Firetto, sindaco di Agrigento, Giovanni Ruvolo, sindaco di Caltanissetta, Maurizio Di Pietro, sindaco di Enna, Sergio Marino, vice sindaco di Palermo, Santi Rando, sindaco di Tremestieri Etneo, Alessandro Plumeri, sindaco di Villalba, Rosalia Stadarelli, sindaco di Misilmeri, Antonio Rini, sindaco di Ventimiglia, Vito Marsala, comitato direttivo di AnciSicilia, Antonio Rini, sindaco di Ventimiglia e Antonino Fiaccato, sindaco di Santa Caterina.

La Via (FI/PPE): “No alla ri-nazionalizzazione della Pac

Strasburgo, 30.05.2018. “Togliere risorse all’agricoltura significa attentare allo sviluppo e alla crescita dell’economia europea, e purtroppo le strategie messe in atto nell’ambito della ridefinizione delle risorse per i prossimi sette anni, sembrano non cogliere le opportunità di un settore di importanza fondamentale per 12 milioni di aziende e terreni agricoli e che rappresenta il 47% del territorio europeo e 22 milioni di agricoltori.” 

Così l’europarlamentare del Ppe Giovanni La Via, nominato relatore della proposta legislativa sulla riforma della Pac per la commissione Envi, subito dopo il voto del report Dorfmann, la relazione di iniziativa sulla Pac, approvata con 468 voti a favore sui 680 espressi, che contiene la posizione del Parlamento in vista del pacchetto legislativo.

“Oggi – dice La Via – Ci siamo opposti con forza ad una possibile ri-nazionalizzazione della Pac, una proposta che rischia di neutralizzare una delle più importanti politiche sovranazionali dell’UE che necessita, al contrario, di interventi che possano garantire maggiore flessibilità e semplificazione, come più rapidi dovranno essere i pagamenti agli agricoltori. La proposta di rinazionalizzare il primo pilastro della PAC creerebbe inevitabili distorsioni tra i diversi Stati membri e, fatto ancor più grave, tra le diverse regioni. E’ necessario, invece, ripensare una Pac in vista delle sfide del futuro -commenta il politico siciliano – che ci chiamano a un impegno superiore rispetto a quanto fatto fino ad ora in favore di un settore deficitario e sofferente per alcuni aspetti, quali infrastrutture obsolete, volatilità dei prezzi, crisi economica, forme di concorrenza sleale, fattori climatici.  Lo sforzo congiunto deve mirare al sostegno e alla difesa del reddito, in linea con una nuova architettura verde, con obiettivi ambientali più chiari. Gli agricoltori sono i soggetti che contribuiscono alla stabilità e al futuro delle regioni rurali dell’Ue e affrontano i rischi di mercato sotto il profilo economico, pertanto – spiega La Via – è agli agricoltori che i pagamenti diretti devono essere maggiormente destinati, favorendo le piccole e medie imprese, rispetto alle grandi multinazionali”, aggiunge l’eurodeputato, convinto che l’abbandono delle terre sia “un fenomeno devastante” sia per i danni al territorio, sia per la dispersione di tradizioni e di un’eredità di conoscenze e competenze a cui, dice, “bisogna con decisione contrapporre un energico piano di sviluppo, che trattenga i giovani nelle aziende di famiglia, e dia nuovi strumenti per investire in realtà produttive innovative e moderne, evitando la fuga verso altri paesi, verso altre attività. Grande attenzione andrà  poi rivolta agli accordi commerciali, e all’inserimento di clausole di reciprocità a difesa delle nostre produzioni”. “Ma adesso aspettiamo la proposta legislativa, per vedere nero su bianco le proposte del Commissario Hogan, che sono certo terrà in considerazione le raccomandazioni approvate oggi dall’aula”.

Di Maio: “Non faremo nomi”. Salvini: “Non sappiamo come finirà, a oggi non c’è accordo”

Nuove consultazioni al Quirinale: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato le delegazioni di MoVimento 5 Stelle e Lega per capire se è possibile trovare un accordo per il nuovo governo. Di Maio, ricevuto per prima con il M5s, ha chiesto al capo dello Stato qualche altro giorno per chiudere l’intesa sui temi e ha spiegato che non verrà fatto alcun nome ufficialmente per la presidenza del Consiglio. Chiede qualche altro giorno anche Matteo Salvini spiegando che l’accordo su molti punti deve ancora essere trovato

Ennesima fumata nera. Dopo 71 giorni di stallo istituzionale, M5S e Lega non hanno ancora trovato un vero e proprio accordo e durante le consultazioni al Quirinale svoltesi ieri pomeriggio, Di Maio e Salvini hanno chiesto altro tempo al capo dello Stato. Secondo il leader del Movimento 5 Stelle, l’accordo sarebbe vicino e il programma di governo in via di definizione, ma secondo Matteo Salvini, invece, i due partiti avrebbero visioni nettamente opposte su molti temi cardine come immigrazione, giustizia e infrastrutture. Sia la Lega che il Movimento 5 Stelle hanno dichiarato di essere intenzionati a far votare il contratto di governo alla tedesca ai propri militanti, su Rousseau e ai gazebo in piazza. Il presidente della Repubblica non ha reso dichiarazioni pubbliche, ma secondo fonti del Quirinale sarebbe disposto a concedere ancora qualche giorno di tempo per agevolare la nascita di un governo politico.

Per quanto riguarda il nome del premier terzo, ancora non è dato sapere nulla. L’accordo sembra non essere ancora stato trovato, nonostante da giorni si rincorrano molte indiscrezioni sulla stampa: in un primo momento sembrava in pole position il professor Giulio Sapelli, poi improvvisamente scartato dopo una serie di contatti. Rimarrebbe in corsa, invece, il professor Conte, voluto dal Movimento 5 Stelle, mentre i fedelissimi Spadafora e Giorgetti sarebbero in lizza per il posto da vicepremier.

FONTE
http://www.fanpage.it/

 

L’Igp al cioccolato di Modica: ufficiale il riconoscimento al prodotto di eccellenza

E’ il coronamento di un percorso lungo, comune, di successo, è il segno che la buona politica, quella priva di steccati e che mette insieme le idee, prima delle appartenenze ideologiche, ha vinto: è il pensiero dell’europarlamentare siciliano del Ppe Giovanni La Via, nel festeggiare la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del riconoscimento del marchio Igp per il cioccolato di Modica. Un percorso che ha radici lontane nel tempo.
“Ricordo ancora – racconta La Via ripercorrendo alcune tappe di questo  lungo iter –  quando quel giorno del 2010 a Bruxelles in una stanza, con l’amico Paolo De Castro, discutevamo del tema assieme al direttore del Consorzio di tutele del cioccolato di Modica, Nino Scivoletto, che ringrazio per la costanza e l’impegno mostrati in questi anni, e al compianto presidente della Camera di commercio di Ragusa, Giuseppe Tumino. Ma a quel tempo ancora la legislazione comunitaria non lo consentiva – spiega La Via – perché non si parlava di riconoscere un prodotto tipico di un territorio, ma un prodotto realizzato con materie prime provenienti da zone diverse come il cacao lo zucchero, la cannella, quindi necessaria era una modifica normativa”.
L’anno successivo, nel 2011 si presentò la possibilità di ritornare sul regolamento della Qualità. Una proposta della commissione europea non consentiva di ottenere il riconoscimento, quindi, prosegue l’eurodeputato “Con De Castro avevamo preparato un emendamento: ebbene, quell’emendamento è stato approvato prima in commissione Agricoltura, poi in plenaria e per finire nel 2012 fu pubblicato in gazzetta ufficiale. Da lì – spiega – potè partire il percorso autorizzativo del cioccolato di Modica. Dopodiché la presentazione alla Regione siciliana, la presentazione al ministero dell’Agricoltura: ricordo quando il sindaco Abate insieme con l’amico Nino Minardo e Scivoletto andarono a consegnare la proposta al sottosegretario Castiglione e anche da lì si avviò un processo di verifica, valutazione, verifica di conformità alla normativa comunitaria”.
Il resto, con il trasferimento della proposta a Bruxelles fino all’ufficializzazione del marchio Igp, è cronaca di oggi, che rende onore a un territorio e a un prodotto di eccellenza, con le sue straordinarie caratteristiche e proprietà uniche, apprezzate in tutto il mondo.   “Da oggi – conclude La Via, ringraziando in modo particolare Scivoletto, che ha messo, lo sottolinea, “un impegno eccezionale per arrivare fin qui” – parte una nuova stagione per il cioccolato di Modica, una stagione che vede da un lato il riconoscimento dell’Igp, quindi la possibilità di potersi fregiare di un marchio comunitario, dall’altro il riconoscimento a un processo produttivo tipico, tradizionale, unico nel suo genere. Speriamo – è l’augurio di La Via – possa essere un percorso di valorizzazione e di crescita di tutti gli operatori economici del territorio”.

Scudetto riaperto. Napoli a 4 punti dalla Juve e domenica scontro diretto

Dalla rovesciata di Cristiano Ronaldo alla prodezza di Simy che, complice la rimonta del Napoli sull’Udinese, tiene il campionato riaperto. C”è ancora una ‘chilena’ sulla strada della Juventus. Dal +9 al +4, succede tutto in dieci minuti a corredo di una giornata piena di emozioni, scandite dalla voglia dei friulani (reduci da ben 9 sconfitte consecutive) di fare punti al San Paolo e dal cuore del Crotone. Jankto e Ingelsson spaventano gli azzurri. Insigne, Milik, Albiol e Tonelli scacciano i cattivi pensieri e lanciano un segnale di battaglia alla ‘vecchia signora’. Domenica sera a Torino ci sarà lo scontro diretto che potrà decidere una stagione, l’assegnazione dello scudetto: il settimo titolo consecutivo alla squadra di Allegri oppure il primo (finalmente) dopo oltre 30 anni ai campani che l’ultima volta gioirono con Diego Armando Maradona.

Juve a 85 punti, Napoli a 81 con una proiezione in classifica che ha di fatto chiuso i giochi per le prime due posizioni. Nessuna delle inseguitrici ha la possibilità, nelle restanti quattro giornate, d’insidiare i bianconeri oppure la formazione di Sarri. Il distacco dalla Roma e dalla Lazio, attualmente a quota 64, è abissale (+17) e fa sì che la 33simaa di campionato regali la certezza matematica dei primi due posti. Chi trionferà è discorso a parte e la sfida in calendario domenica sera all’Allianz Stadium è solo l’ennesima tappa di un duello a distanza che va avanti da tempo. Non una novità… sia la Juventus sia il Napoli hanno messo in campo una marcia in più.

E la proiezione scudetto qual è? Se la Juventus continuasse con il trend fin qui seguito, vincendo anche le prossime 4 gare che mancano alla conclusione del torneo, chiuderebbe a 100 punti. Quanto al Napoli, arriverebbe ad alzare l’asticella fino a 96 punti, confidando nel calendario che mette sulla strada dei bianconeri l’Inter e la Roma.

Fonte – fanpage.it

M5s: “Di Maio presidente del Consiglio o non ci sarà nessun governo”

Le condizioni poste dal MoVimento 5 Stelle per la formazione di un nuovo governo sono chiare: Di Maio presidente del Consiglio o niente esecutivo. A spiegarlo è Alfonso Bonafede, intervistato da Radio24. “Se noi ai cittadini presentiamo un altro candidato premier, non eletto dai cittadini, determiniamo il definitivo allontanamento dalla politica”. Al conduttore che gli chiedeva se senza Di Maio non ci può essere un governo, Bonafede replica: “Noi riteniamo che debba essere lui il candidato premier, sì. Il premier del governo”.

“A queste elezioni – argomenta Bonafede – i cittadini hanno partecipato con entusiasmo e, quindi, va data una risposta e questa risposta secondo noi non può prescindere dalla presenza di Luigi Di Maio come candidato premier”. Intanto il deputato del MoVimento assicura che non ci sarà alcun accordo con Berlusconi: “Di Maio non farà mai il Nazareno”, dice riferendosi all’accordo tra Pd e Forza Italia della scorsa legislatura.

Altro argomento è il reddito di cittadinanza, diverso dalla proposta di Beppe Grillo di un reddito universale per chiunque nasca in Italia: “Grillo parla di una proposta che in questo momento non può essere realizzata”, afferma Bonafede garantendo invece la possibilità di mettere in atto il reddito di cittadinanza proposto in campagna elettorale: “Realizzeremo un reddito di cittadinanza. Lo abbiamo promesso ai nostri elettori e rimane una nostra priorità da portare avanti, senza se e senza ma. Porteremo avanti il reddito di cittadinanza come porteremo avanti tutte le nostre promesse fatte in campagna elettorale”.

Fonte http://www.fanpage.it/

E’ morto Fabrizio Frizzi: aveva 60 anni, era uno dei volti storici della Rai

E’ morto nella notte all’ospedale Sant’Andrea di Roma Fabrizio Frizzi, uno dei volti più noti e amati della tv italiana: aveva 60 anni e a dare l’annuncio della sua scomparsa è stata la famiglia: “Grazie Fabrizio per tutto l’amore che ci hai donato”, hanno scritto la moglie Carlotta, il fratello Fabio e tutti i suoi parenti più stretti. Il conduttore, con carriera ultradecennale alle spalle, si è spento nella notte in seguito a un’emorragia cerebrale.

Lo scorso 23 ottobre Fabrizio Frizzi era già stato vittima di un grave malore, un’ischemia che lo colse durane una registrazione del programma preserale “L’Eredità”. Soccorso dai medici del Policlinico Umberto I di Roma, venne dimesso dopo alcuni giorni e a dicembre tornò sui piccoli schermi, sempre alla conduzione del quiz di Rai Uno. “L’Eredità è una gioia, fa bene anche al fisico – disse scherzando in un’intervista rilasciata a Vincenzo Mollica, annunciando il suo ritorno in televisione -. L’adrenalina sento che mi aiuta a stare meglio”. Il 5 febbraio Frizzi ha compiuto 60 anni. Parlando della malattia disse: “Non è ancora finita. Se guarirò – aggiunse – racconterò tutto nei dettagli, perché diventerò testimone della ricerca. Ora è la ricerca che mi sta aiutando”.

La Rai: “Con la morte di Fabrizio se ne va un pezzo della nostra storia”

La notizia della morte di Fabrizio Frizzi è arrivata come un fulmine a ciel sereno, visto che da tempo aveva ripreso la conduzione de L’Eredità: “Con Fabrizio se ne va un pezzo di noi, della nostra storia, del nostro quotidiano – ha dichiarato la Rai in una nota – Non scompare solo un grande artista e uomo di spettacolo, con Fabrizio se ne va un caro amico, una persona che ci ha insegnato l’amore per il lavoro e per l’essere squadra, sempre attento e rispettoso verso il pubblico. Se ne va l’uomo dei sorrisi e degli abbracci per tutti. L’interprete straordinario del coraggio e della voglia di vivere. È impossibile in questo momento esprimere tutto quello che la scomparsa di Fabrizio suscita in ognuno di noi. Così la Rai tutta, con la presidente Monica Maggioni e il direttore generale Mario Orfeo, può solo stringersi attorno a Carlotta e alla sua famiglia in questo momento di immenso dolore”.

La carriera di Fabrizio Frizzi: da Scommettiamo Che a 15 edizioni di Miss Italia
Personaggio amatissimo dal pubblico, Fabrizio Frizzi ha esordito in Rai nel 1980, nella trasmissione per ragazzi Il Barattolo. Sotto la sua condizione anche programmi come Scommettiamo Che, Luna Park, Telethon e per 15 anni Miss Italia. Frizzi è stato però anche doppiatore dei film d’animazione, come Toy Story. Il suo stile nella presentazione dei programmi era ispirato a Corrado e la sua fama è tale da essersi meritato una citazione sul numero 2778 di Topolino. Romano e fratello di un importante compositore, è stato a lungo sposato con Rita Dalla Chiesa, con la quale dopo la separazione è rimasto in ottimi rapporti al punto da condurre insieme anche la ‘Posta del cuore’.

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Vladimir Putin eletto presidente della Russia per la quarta volta: “Successo è nostro destino”

Vladimir Putin è stato eletto presidente della Russia per la quarta riscuotendo il miglior risultato di sempre e ben oltre le aspettativa della vigilia elettorale. Con una percentuale oltre il 76%, infatti, avrebbe superato l’asticella del 70% dei voti, considerata la percentuale minima soddisfacente prima della tornata elettorale. Vladimir Putin, dunque, si appresta a diventare per la quarta volta presidente della Russia e a breve inizierà dunque il suo secondo mandato presidenziale consecutivo. Per quanto riguarda gli altri sette sfidanti in corsa alle presidenziali russe, i risultati sarebbero quasi tutti al di sotto della doppia cifra.

Il dato complessivo dell’affluenza al voto al momento in serata si è attestato al 67%, altro risultato vincente per Putin . L’esito dell’elezione, secondo la totalità degli analisti, era assolutamente scontato, ma dall’altra parte Putin ambiva a un risultato granitico per legittimare la sua vittoria, ovvero almeno il 70% di affluenza e il 70% di consensi personali. Salvo sorprese, secondo la Costituzione russa, il prossimo sarà l’ultimo mandato di Vladimir Putin, che non potrebbe ricandidarsi nel 2024 a meno di una riforma costituzionale che cancelli il limite di ricandidatura.

Oltre a Vladimir Putin, a questa tornata presidenziale hanno corso sette candidati: Pavel Grudinin , nuovo volto del partito comunista, Ksenija Sobcjak, conduttrice televisiva e presunta figlioccia del presidente al suo debutto in politica, Vladimir Zhirinovskij, il nazionalista leader del Partito liberaldemocratico, il liberale Grigorij Javlinskij, a capo di Jabloko, Maksim Surajkin, Boris Titov, l’ombudsman degli imprenditori, e il nazionalista Serghej Bubarin. All’appello manca Aleksej Navalnyj, il “dissidente” e oppositore politico di Putin, escluso dalla corsa alle presidenziali per i suoi inviti al boicottaggio.

Sui risultati elettorali, però, aleggiano accuse di brogli: l’organizzazione non governativa russa Golos, specializzata nella verifica della correttezza delle elezioni ha denunciato 1764 irregolarità riscontrate nei seggi aperti e in particolare i dati sull’affluenza alle urne sarebbero stati gonfiati. La denuncia parla anche di dipendenti e studenti universitari costretti dai loro datori di lavoro o professori a votare, e a portare una foto come prova. “Violazioni ci sono state, come ‘gruppi di elettori portati a votare in bus’ o schede elettorali immesse nelle urne ancor prima dell’apertura dei seggi, ma in generale, al netto di alcuni casi di pressione sugli osservatori, il numero dei brogli rispetto alle tornate elettorali precedenti si è ridotto”, ha dichiarato il vicepresidente della Ong.

Il discorso di Putin alla folla: “Il successo è il nostro destino”
“Grazie a tutti i nostri sostenitori per questo risultato: ora è importante essere uniti e includere nella nostra squadra anche chi ha votato altri candidati. Il successo è il nostro destino. Lavoreremo tutti duramente per il futuro della grande Russia”, così Vladimir Putin parlando alla folla a pochi passi dal Cremlino subito dopo la rielezione. Inevitabile anche il riferimento al caso della spia russa uccisa in Gran Bretagna tanto che il portavoce della campagna di Putin ha voluto con scherno “ringraziare Theresa May” per aver contribuito a portare i russi alle urne. Lo stesso Putin in nottata ha poi definito “una sciocchezza” l’ipotesi di un coinvolgimento russo nella vicenda. “Se si fosse trattato di nervino di tipo militare Serghei Skripal sarebbe morto sul posto: noi abbiamo distrutto il nostro arsenale chimico mentre i nostri partner non lo hanno ancora fatto. Ritenere che potessimo fare una cosa del genere prima delle elezioni e dei campionati del mondo è davvero sciocco” ha dichiarato Putin, offrendo anche collaborazione a Londra per risolvere il caso.

fonte www.fanpage.it

 

 

EMA, LA VIA (PPE): DA PARLAMENTO UE SEGNALE FORTE AL CONSIGLIO

Strasburgo, 15.03.2018. “Al momento Amsterdam non è in discussione, ma solo se faranno ciò che hanno promesso di fare”. E’ cauto ma perentorio, l’europarlamentare del Ppe Giovanni La Via, commentando l’esito del voto di oggi in plenaria sul trasferimento della sede dell’Agenzia del Farmaco che per effetto Brexit dovrà lasciare Londra nel 2019. Oggi infatti la parola è tornata al Parlamento che si è espresso sul caso, e per il quale la propria funzione di colegislatore era stata tenuta ai margini. I 507 voti a favore e 112 contrari, hanno stabilito la negoziazione in sede di trilogo, aperto proprio grazie alle modifiche del testo legislativo ad opera della Commissione Envi, e che potrebbe dunque rimettere in discussione  tutti i criteri adottati fin qui sulla vicenda Ema, 

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Salvini e le proposte populiste. Per il suo programma di governo che prezzo pagheranno gli italiani?

Le proposte di Salvini per il governo dell’Italia sembrano andare nella stessa direzione degli annunci fatti in campagna elettorale e a chi apprezza il populismo sicuramente farà piacere vedere che il segretario della Lega è coerente. Ma siamo scuri che il popolo italiano e soprattutto le fasce più deboli della popolazione non  pagheranno alcun prezzo  per Italia populista di Salvini-Di Maio?  Non ne sono sicuro. Anzi prevedo tempi molto duri per la nostra economia se a gestire l’Italia sarà chi insegue sempre e comunque il consenso. 

Nota di Nicola Lo Iacono

 

Ospite della Stampa Estera a Roma, il leader della Lega Matteo Salvini ha spiegato il suo programma di governo e cosa avrebbe in mente di fare qualora Mattarella dovesse affidargli l’incarico. Salvini ha parlato prima di tutto di Europa e di immigrazione, ribadendo l’intenzione di non rispettare a tutti i costi i parametri europei imposti dai vari trattati internazionali ratificati dall’Italia e il cambio di impostazione per le politiche migratorie: “L’Italia non può continuare a essere il campo profughi d’Europa, la politica migratoria dovrà cambiare. L’Unione Europea deve stare tranquilla perché le nostre politiche faranno crescere il Paese. Noi al momento stiamo già lavorando al nostro Def in cui metteremo alcuni accenni alle nostre proposte di tasse. Puntiamo a far diventare l’Italia un Paese moderno, efficiente e federale. Proporremo non solo la flat tax al 15%, ma anche lo stralcio di cartelle esattoriali sotto i 100.000 euro che porteranno ulteriori introiti per l’erario. Noi ora stiamo lavorando e trattando soprattutto per le presidenze delle Camere e vogliamo che l’Italia abbia al più presto un governo così che Bruxelles, anzi Berlino, non prepari le politiche economiche per il Belpaese per i prossimi 7 anni”, ha spiegato Salvini.

Rispondendo alla domanda di un cronista in merito al presunto avvelenamento della ex spia russa, Salvini ha spiegato: “Se i fatti verranno acclarati, i nostri rapporti con la Russia e con Putin cambieranno, ma fino ad allora io non prendo in considerazione un cambio di politica e trovo che le sanzioni contro la Russia siano folli”. Per quanto riguarda l’Euro, Salvini ha replicato: “L’Euro era e rimane una moneta sbagliata e non cambio idea a seconda delle convenienze. Il debito pubblico è aumentato, l’Italia con una moneta tedesca in tasca è il primo per decremento di reddito pro-capite. La moneta è una convenzione per far stare meglio le persone, se questo non avviene allora va rivista la politica monetaria. Non potremmo agire da soli, ma in maniera condivisa, ma la Lega punta a proporre all’Europa una serie di cambiamenti, di irreversibile non c’è niente e ridiscuteremo le regole europee con gli altri partner”.

L’obiettivo del governo della Lega sarà la piena occupazione e piena occupazione significa tornare a far nascere bambini. Sarà questo il dato, dice Salvini, su cui andrà valutato il suo futuro governo. Per quanto riguarda i respingimenti e le politiche migratorie, Salvini ha spiegato: “Mai messo in discussione il principio del dovere di salvataggio, la vita è sacra e va salvata, ma vanno fermate le partenze e bisogna fare accordi di riammissione con gli altri Paesi con cui non abbiamo siglato patti. Dobbiamo fare investimenti in Africa per dare un futuro a questi ragazzi che altrimenti scappano dai loro Paesi. I confini europei però vanno difesi non solo dall’Italia, ma anche dall’Ue e fino ad adesso non è stato fatto. Farò meglio di Minniti, sia per quanto riguarda gli sbarchi che per quanto riguarda le espulsioni, che vanno aumentate”.

“Non ho smania di fare il premier, voglio mantener fede a quello che mi hanno chiesto gli elettori e nelle prossime settimane lavoreremo per trovare una maggioranza. Sicuramente di questa maggioranza non faranno parte gli sconfitti, ovvero il Pd di Gentiloni, Boschi e Renzi. Escluso il Pd, tutto è possibile. Noi abbiamo un programma e chi viene al governo con noi deve voler abolire la legge Fornero, introdurre la Flat Tax al 15%, abolire la Buona Scuola, ridiscutere i vincoli europei. Altre idee ben vengano, ma il nostro impianto deve essere condiviso”.

Fonte: http://www.fanpage.it/

È morto Stephen Hawking, l’astrofisico di fama mondiale aveva 76 anni

Lutto nel mondo della scienza. Si è spento all’età di settantasei anni l’astrofisico Stephen Hawking. Ad annunciare la morte di Hawking, uno degli scienziati più famosi al mondo, è stato un portavoce della sua famiglia. Hawking è morto nella sua abitazione a Cambridge. “Siamo profondamente addolorati nell’annunciare che nostro padre è morto – così i figli Lucy, Robert e Tim in un comunicato diffuso dai media -. È stato un grande scienziato e un uomo straordinario il cui lavoro continuerà a vivere per anni. Il suo coraggio e la sua perseveranza, insieme al suo brillante humor, hanno ispirato molti nel mondo”. Stephen Hawking soffriva di sclerosi laterale amiotrofica, una malattia che lo ha reso prigioniero di una sedia a rotelle per la maggior parte della sua vita. Lo scienziato aveva ventuno anni quando nel 1963 gli venne diagnosticata la malattia (i medici si aspettavano vivesse solo per altri due anni) ma questa non gli ha impedito di continuare a studiare e diventare appunto uno dei maggiori scienziati a livello mondiale.

Chi era Stephen Hawking

Nato a Oxford l’8 gennaio del 1942, Hawking è noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri, sulla cosmologia quantistica e sull’origine dell’universo. Professore dell’Università di Cambridge, l’astrofisico ha ridefinito la cosmologia proponendo l’idea che i buchi neri emettono radiazioni e poi evaporano. Ha attuato la teoria quantistica ai buchi neri, che emettono radiazioni che li fanno poi evaporare. Un processo che aiuta a spiegare la nozione che i buchi neri sono esistiti a livello micro fin dal Big Bang e che più piccoli sono più velocemente evaporano. Uno dei suoi libri, “Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo”, pubblicato nel 1988, gli ha assicurato fama mondiale, con 10 milioni di copie vendute in 40 diverse lingue. Nella sua vita Hawking ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui l’Albert Einstein Award, il Wolf Prize, la Copley Medal e il Fundamental Physics Prize. La sua vita e la sua carriera hanno ispirato diversi film, compreso “La Teoria del tutto” di James Marsh, adattamento della biografia scritta dalla ex moglie e madre dei suoi figli Jane Wild Hawking.

Fonte – http://www.fanpage.it/

BREXIT, L’ASSEMBLEA PLENARIA APPROVA LA RISOLUZIONE SULLE FUTURE RELAZIONI TRA UE E REGNO UNITO

 

Traghettare la Gran Bretagna verso un futuro fuori dall’Unione europea: è la sfida storica che i 27 Paesi dell’Ue dovranno sapere concertare e affrontare mantenendo un equilibrio dei rapporti con il Regno Unito che ad oggi, a distanza di circa due anni dal referendum e a uno dalla Brexit, si presenta come un’operazione complicata. Leggi tutto “BREXIT, L’ASSEMBLEA PLENARIA APPROVA LA RISOLUZIONE SULLE FUTURE RELAZIONI TRA UE E REGNO UNITO”

Troina – 2 milioni di euro per l’ammodernamento di tre strade rurali

 “Siamo soddisfatti per il finanziamento di queste importanti strade rurali che permetteranno a molte aziende agricole troinesi di poter essere servite da una viabilità dignitosa. Esprimiamo vivo apprezzamento per le molte aziende agricole locali che, con l’ausilio di validi tecnici, si sono messe insieme per partecipare al bando ottenendo i finanziamenti richiesti”.
Leggi tutto “Troina – 2 milioni di euro per l’ammodernamento di tre strade rurali”

Caltagirone – Approvato il piano “Dopo di noi”. Oltre 175mila euro per migliorare la qualità della vita dei disabili

175.884,30 euro per migliorare la qualità della vita dei disabili gravi nei Comuni del Distretto socio-sanitario D13 (Caltagirone, Grammichele, Mineo, Mirabella Imbaccari, San Cono, San Michele di Ganzaria, Vizzini, Mazzarrone e Licodia Eubea). Leggi tutto “Caltagirone – Approvato il piano “Dopo di noi”. Oltre 175mila euro per migliorare la qualità della vita dei disabili”

ASP ENNA. COSTITUITO IL NUOVO COMITATO CONSULTIVO AZIENDALE E RINNOVATO IL COMITATO CONSULTIVO

Costituito il nuovo Comitato Consultivo Aziendale Rinnovato il Comitato Consultivo Aziendale dell’ASP di Enna, organismo di rappresentanza delle associazioni di volontariato e degli organismi di tutela voluto dalla legge di riordino del Servizio Sanitario Regionale n. 5 del 2009. Alla presenza del Direttore Amministrativo, dr. Maurizio Lanza, i rappresentanti delle associazioni e degli ordini professionali si sono riuniti, giovedì 8 marzo ’18, nell’aula convegni dell’Ospedale Umberto I di Enna. Il Direttore Amministrativo dell’Azienda Sanitaria Provinciale ha rivolto ai componenti del Comitato gli auguri di buon lavoro da parte dell’intera ASP dichiarando piena disponibilità all’ascolto e alla collaborazione. Il Presidente uscente, dr Innocenzo Di Carlo, ha presentato i risultati dell’azione svolta dai volontari durante il suo mandato e ha auspicato maggiore sinergia e raccordo con l’Azienda Sanitaria nei tempi e nelle modalità.

Le attività più rilevanti dei Comitati Consultivi sono la verifica delle funzionalità dei servizi aziendali e dell’appropriatezza degli indicatori di qualità, l’analisi sistemica dei dati relativi a inefficienze e disfunzioni, il parere sui piani attuativi e sui programmi annuali di attività dei direttori generali. Componenti dell’attuale CCA sono i seguenti organismi: AVIS, AVO, AGD, AVULSS, TDM, AISA, AIDO, ASET, AISA, Alzheimer degli Erei, Disabili Erei, Fraternita Misericordia, LILT, AASI, CRI, CISI, ANMC, FAND, IPASVI, Ordine dei Medici, Ordine degli Assistenti Sociali, Ordine degli Psicologi e Ordine dei Biologi. Nella prossima riunione, fissata per martedì 13 marzo ’18, sarà eletto il nuovo Presidente del Comitato Consultivo dell’ASP di Enna.

TROINA – AL VIA LA REDAZIONE DEL NUOVO PIANO STRATEGICO PER IL RILANCIO DEL CENTRO STORICO

Dopo il lungo iter che ha portato nei mesi scorsi alla definitiva approvazione del Piano Regolatore Generale, prosegue ancora l’impegno della giunta Venezia su uno dei punti più significativi del proprio mandato amministrativo, volto al rilancio e alla riqualificazione dell’antico centro storico medievale.

L’amministrazione, con apposito affidamento diretto, ha infatti conferito al professor Paolo La Greca, progettista del PRG e ordinario di Urbanistica all’Università degli studi di Catania, per un importo comporto complessivo di 31 mila 800 euro, l’incarico di redigere il nuovo Piano Strategico per l’intero centro storico della città.
ll centro storico di Troina, con una superficie di circa 32 ettari, ha un volume insediato di circa 1,5 milioni di metri cubi e, come tutti gli antichi agglomerati dei centri urbani dell’entroterra, soffre lo spopolamento dell’area.
L’idea del Comune, attraverso le direttive del Piano, è quella di avviare un grande progetto di rilancio, mediante un’analisi degli immobili civili, dei monumenti, delle chiese e della viabilità, che cerchi di trovare una nuova funzione agli antichi quartieri medievali.

Il Piano strategico, che parte dalle previsioni contenute dalla legge regionale n.13 del 2015, prevede infatti l’individuazione, di concerto con l’amministrazione comunale e i cittadini, di una visione d’insieme e di nuovi obiettivi strategici, che promuovano le straordinarie opportunità del centro antico, esplicitandone debolezze e punti di forza.
Verrà inoltre eseguito un censimento di tutte le unità immobiliari del centro storico, che metterà in rilievo gli edifici di pregio storico-architettonico, e sarà previsto anche un piano di abbattimento per le case dirute e di scarso decoro che, con la loro demolizione, potrebbero migliorare la viabilità e la vivibilità dei quartieri cittadini.

“Il tema del rilancio del centro storico – spiegano il sindaco Fabio Venezia e il vice sindaco e assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici Silvestro Schillaci – , è stato tra gli obiettivi strategici della nostra azione amministrativa. Dopo le importanti iniziative che hanno invertito il trend dei decenni passati, come gli incentivi sulle ristrutturazioni e i contributi per gli acquisti delle prime case, nonché le innumerevoli manifestazioni culturali organizzate e le opere pubbliche finanziate e in corso di realizzazione, con la redazione del Piano Strategico contribuiremo al definitivo rilancio del nostro centro storico, che può costituire per la nostra comunità non un peso, ma un’occasione importante per costruire un nuovo modello di sviluppo”.
Nei prossimi mesi inoltre, grazie ai finanziamenti ottenuti con il lavoro di programmazione messo in campo in questi anni dall’amministrazione, il centro storico di Troina diventerà un cantiere a cielo aperto: sono in corso di costruzione 4 parcheggi che prevedono la realizzazione di 150 posti auto; verranno riqualificati la principale strada di accesso al centro storico (via Roma) e il Cinema Trionfo; saranno aperti nuovi spazi museali per accogliere mostre e iniziative culturali (Palazzo della Pretura); saranno restaurate le chiese dell’Immacolata Concezione e di San Nicolò Piazza.

AGIRA: MANNO CONSEGUE ”DIPLOMA DI POLITICA INTERNAZIONALE” DELL’ ISPI

L’ ex presidente del consiglio comunale agirino il dott. Luigi Manno ha conseguito a Palermo presso la sede della Fondazione Sicilia  il “Diploma in Politica Internazionale” promosso dall’ ISPI. Il corso ha visto la partecipazione, nella qualità di docenti di diplomatici italiani, funzionari di organizzazioni internazionali, giornalisti ed esperti di politica internazionale. Manno, attivo sul versante della comunicazione e formazione è laureato in Giurisprudenza e Scienze dell’ Educazione e Formazione, inoltre ha conseguito due master in “Scienze giuridiche” e  “Security ed Intelligence”. Sostenitore della cultura di impresa e degli scambi culturali collabora con alcune realtà imprenditoriali e del sociale.

“Una bella e interessante esperienza formativa – ha detto Luigi Manno – che allarga gli orizzonti culturali è fornisce una maggiore chiarezza del contesto geopolitico internazionale, la nostra terra è ricca di opportunità formative, spetta a ciascuno di noi coglierle per avere maggiore preparazione e una visione più completa.”
L’ISPI, istituto per gli studi di politica internazionale , fondato nel 1934, è tra i più antichi e prestigiosi istituti italiani specializzati in attività di carattere internazionale, con sede a Palazzo Clerici a Milano.

È un’associazione di diritto privato, eretta in Ente morale nel 1972, operante sotto la vigilanza del ministero degli Affari Esteri e, per quanto concerne la gestione, sotto il controllo del Ministero dell’Economia e delle Finanze e della Corte dei Conti.
L’ISPI si occupa di formazione fin dal 1950 ed attualmente propone un’ampia offerta formativa pensata per coloro che, a diversi livelli, vogliono scoprire, conoscere e approfondire le problematiche legate allo scenario internazionale, agli affari europei, al mondo della cooperazione e a quello dell’assistenza umanitaria.

L’ attività dell’Istituto è articolata in quattro direttrici primarie: la ricerca (strutturata in Osservatori e Programmi su specifiche aree geopolitiche o tematiche trasversali), le pubblicazioni, la formazione e l’organizzazione di eventi.Il target è tradizionalmente molto ampio: dagli studenti ai rappresentanti del mondo politico e della cultura, dagli esponenti delle amministrazioni pubbliche, degli organismi internazionali e delle organizzazioni non governative alla “business community”.
Il Rapporto del ‘Global Go to Think Tank Index’, redatto dall’Università di Pennsylvania, ha rafforzato la presenza dell’ISPI tra i migliori Think Tank al mondo