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Sanità nel centro Sicilia, l’associazione Restare propone un’area vasta integrata

Pubblicato il 28 Ottobre 2026 da • Letto da 58 utenti

L’associazione Restare si schiera a favore della creazione di un’Area Vasta Sanitaria del Centro Sicilia che includa strutturalmente le province di Enna, Caltanissetta e Agrigento. La presa di posizione arriva in risposta al documento redatto da Giuseppe Pastorello, presidente dell’Aps “Noi per la salute – Tina Anselmi”, il quale suggerisce un’integrazione territoriale per superare le divisioni politiche sul tema del quarto Policlinico siciliano.

Il superamento dei campanilismi

Adriano Nicosia, presidente di Restare, definisce la proposta di Pastorello la prima iniziativa realmente documentata in mezzo a un dibattito molto polarizzato. «Mentre la politica locale si divide tra chi grida allo scippo e chi minimizza, Pastorello indica una strada concreta: smettere di competere tra campanili e costruire un sistema integrato che dia risposte ai cittadini di un bacino di oltre 820.000 persone» afferma Nicosia. La visione è quella di un sistema che unisca le risorse senza penalizzare alcuna provincia.

Riferimenti normativi e modelli di successo

Il progetto si poggia su basi giuridiche solide. Vengono citati diversi riferimenti normativi tra cui il Dm 70/2025 e il Dm 77/2022. L’obiettivo è replicare modelli già collaudati in altre regioni italiane, come l’Area Vasta Sud-Est della Toscana. Questo schema prevede una stretta collaborazione tra le Aziende Sanitarie Provinciali dei tre territori e un’Azienda Ospedaliera Universitaria, garantendo dipartimenti specialistici di alta complessità per tutto il bacino d’utenza.

Il potenziamento dell’ospedale Sant’Elia

Un punto cruciale per l’associazione riguarda il presidio ospedaliero di Caltanissetta. «Noi di Restare lo diciamo da tempo: il Sant’Elia è un Dea di II livello e va potenziato con reparti di alta specializzazione» sottolinea il presidente. Secondo Nicosia la singola struttura non è sufficiente da sola e richiede un piano ampio che valorizzi le eccellenze di ogni area senza esclusioni.

Le richieste per il futuro sanitario

Il gruppo avanza tre precise richieste per avviare il percorso. In primo luogo si sollecita la Regione Siciliana ad aprire un tavolo di confronto con le Asp coinvolte, l’Università Kore e le associazioni civiche. In secondo luogo si chiede che il Sant’Elia venga potenziato e integrato nel nuovo assetto universitario ennese. Infine si insiste sulla necessità di coinvolgere attivamente la cittadinanza in questo processo di riforma strategica.

La difesa del diritto alla salute

L’intervento si chiude con un forte richiamo ai principi fondamentali. «Il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione» ribadisce Nicosia, assicurando che l’associazione si impegnerà in prima linea per difenderlo. L’intento finale è quello di sollecitare la classe politica ad agire tempestivamente per garantire servizi adeguati e tutelare i diritti inderogabili dei cittadini.

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