I fondi regionali riaccendono i motori per la riqualificazione dell’area artigianale di contrada Bellia a Piazza Armerina, eppure l’iter subisce una deviazione di percorso ancor prima dell’apertura del cantiere. L’amministrazione comunale ha infatti avviato le procedure per una perizia di variante sul piano originario. Una mossa che richiede passaggi tecnici rigorosi, tra cui l’affidamento immediato di un incarico esterno per la verifica preventiva degli atti e la loro successiva validazione.
Un incarico tecnico per approvare le modifiche
Per superare l’ostacolo burocratico e procedere celermente con la variante suppletiva, gli uffici comunali competenti hanno affidato le verifiche di legge a una società di ingegneria catanese. L’azienda possiede le certificazioni di qualità necessarie e aveva già curato le analisi preliminari dell’opera. Il costo per questa delicata operazione di controllo sfiora i 6.300 euro, coprendo imponibile, cassa previdenziale e imposte. L’esborso risulta indispensabile per allinearsi alle rigide scadenze imposte dall’assessorato regionale, che aveva fissato ai primi giorni di ottobre il termine ultimo per proporre modifiche strutturali al piano di lavoro.
I contorni ancora sfumati dell’operazione
L’intervento rientra in una specifica asse di finanziamento mirata a rendere più ecosostenibili, digitali e competitivi i poli produttivi siciliani. Restano tuttavia da chiarire gli aspetti pratici dell’intero cantiere sul territorio armerino. Al momento mancano i dettagli fondamentali sull’importo complessivo dei lavori previsti e, soprattutto, sui motivi reali che hanno spinto i tecnici a rivedere le carte in corsa. Le parole chiave del progetto parlano di potenziamento ed efficientamento, ma lasciano spazio a molteplici interpretazioni pratiche. Solo i futuri passaggi amministrativi potranno spiegare agli imprenditori e ai cittadini cosa cambierà concretamente tra le strade e le attività del polo artigianale.