Da venerdì 13 marzo 2026 entrano ufficialmente in vigore i nuovi rincari sulle sigarette in Italia. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha recepito l’aggiornamento delle accise previsto dall’ultima Legge di Bilancio, determinando un aumento medio che oscilla tra i 10 e i 12 centesimi a pacchetto per le marche più diffuse sul mercato nazionale. Il provvedimento colpisce i principali brand internazionali, ritoccando verso l’alto i listini che, in diversi casi, superano ormai la soglia psicologica dei 6 euro e 30 centesimi per le confezioni da venti pezzi.
Quali sigarette aumentano e la lista delle marche coinvolte
| Marca Sigarette (pacchetto da 20) | Prezzo precedente | Nuovo Prezzo | Aumento |
|---|---|---|---|
| Marlboro (Red, Gold, Silver) | € 6,20 | € 6,32 | +12 cent |
| Merit | € 6,00 | € 6,12 | +12 cent |
| Camel (Blue, Filters) | € 5,80 | € 5,90 | +10 cent |
| Philip Morris (Blue, Red) | € 6,00 | € 6,10 | +10 cent |
| Lucky Strike (Red, Silver) | € 5,60 | € 5,70 | +10 cent |
| Chesterfield (Blue, Red) | € 5,50 | € 5,60 | +10 cent |
| Winston (Blue, Red) | € 5,50 | € 5,60 | +10 cent |
| MS (Varie tipologie) | € 5,40 | € 5,50 | +10 cent |
L’aggiornamento dei prezzi non risparmia i pesi massimi del settore. I fumatori troveranno listini ritoccati per i prodotti di punta di multinazionali come Philip Morris, British American Tobacco e Japan Tobacco International. Oltre alle sigarette tradizionali, l’adeguamento fiscale tocca anche il tabacco trinciato, quello destinato al rullaggio manuale, e i sigari. I nuovi costi in vigore da questa mattina coinvolgono le marche più vendute nelle tabaccherie italiane, con variazioni che si riflettono immediatamente sul portafoglio dei consumatori abituali.
Le ragioni dietro i rincari del 2026
L’aumento registrato in questo marzo 2026 non rappresenta un evento isolato o una sorpresa dell’ultimo minuto. Al contrario, si inserisce in un calendario preciso di adeguamenti fiscali triennali stabiliti a livello governativo. La variazione odierna è dovuta principalmente all’incremento della cosiddetta “specifica”, ovvero la componente fissa dell’accisa. Si tratta di una voce di costo che pesa in modo proporzionalmente maggiore sui prodotti di fascia media e bassa, portando a un livellamento dei prezzi verso l’alto.
Obiettivi della manovra e impatto sui consumatori
La strategia che guida questi interventi è duplice. Da un lato, lo Stato punta a garantire il gettito fiscale previsto dai documenti di programmazione economica, assicurando entrate stabili per le casse pubbliche. Dall’altro, si continua a utilizzare la leva del prezzo come strumento di dissuasione per scoraggiare il consumo di tabacco tra la popolazione, in linea con le politiche sanitarie europee. Oltre ai prodotti tradizionali, l’attenzione del legislatore resta alta anche su tabacco riscaldato e sigarette elettroniche, che seguono dinamiche di tassazione analoghe volte a ridurre la dipendenza da nicotina.