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Dalle pietre preziose al degrado ambientale, l’appello di SiciliAntica per salvare il fiume Crisa

Pubblicato il 22 Ottobre 2026 da • Letto da 2.111 utenti

Inquinamento diffuso, discariche abusive ed eternit abbandonato minacciano il bacino del fiume Crisa a Leonforte. L’associazione SiciliAntica lancia un forte allarme e chiede un piano strategico di bonifica per tutelare un territorio dal grande valore storico e agricolo. La zona rappresenta infatti l’habitat naturale per la coltivazione della pesca tardiva e della fava larga, due presidi fondamentali dell’economia locale.

Il glorioso passato fluviale descritto nei testi antichi

Nel diciassettesimo secolo la Sicilia custodiva giacimenti di vere e proprie pietre preziose lungo il letto del Crisa. L’opera del 1653 “Il mercato delle maraviglie della natura”, scritta dal religioso Nicolò Serpetro alla corte del principe Nicolò Branciforti, racconta di diaspri, agate e calcedoni. I maestri artigiani dell’epoca raccoglievano questi minerali a valle della futura Leonforte per impreziosire i gioielli principeschi. Grandi figure della storia e della letteratura come Cicerone e Diodoro Siculo hanno celebrato questo corso d’acqua, che nei secoli ha visto nascere villaggi e l’antico centro abitato di Tavi.

Un presente segnato da inquinamento e incuria

Oggi un’esplorazione sul campo restituisce un quadro desolante. Oltrepassando la storica Granfonte e percorrendo le trazzere sotto il fortilizio di Tavi, il fiume si mostra fortemente compromesso. Nonostante il funzionamento di un depuratore, le sponde accolgono discariche illegali con accumuli pericolosi di eternit. Le opere di contenimento in cemento versano in totale stato di abbandono. La viabilità rurale risulta quasi impraticabile e mette a repentaglio la sicurezza degli agricoltori che devono raggiungere i propri terreni. Il groviglio di competenze tra i vari enti pubblici ha di fatto bloccato ogni serio tentativo di salvaguardia.

Le conseguenze per l’agricoltura e l’ambiente

Il disastro ambientale colpisce direttamente un’area dal pregio inestimabile dal punto di vista botanico e biologico. L’abbandono delle infrastrutture e dei ponti suscita le forti proteste degli imprenditori agricoli. Storici e archeologi assistono impotenti alla scomparsa delle antiche vestigia sotto sterpaglie e rifiuti. Gli ambientalisti denunciano la grave compromissione di un habitat fluviale unico. La flora e la fauna subiscono una pressione insostenibile a causa dell’inquinamento e della cementificazione selvaggia.

La necessità di interventi concreti e duraturi

La sede di SiciliAntica del comprensorio di Assoro, Leonforte e Nissoria decide di rompere il silenzio. L’associazione sollecita l’attenzione della comunità e delle istituzioni competenti. «Non servono più soluzioni provvisorie o interventi tampone superficiali, ma un piano strategico di recupero, bonifica e valorizzazione dell’intero bacino fluviale del Crisa e Tavi» dichiarano i referenti dell’ente. Un’azione decisa rappresenta l’unica strada per restituire rispetto e dignità a un territorio che un tempo regalava gemme preziose.

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