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Enna aderisce al progetto europeo Helena per proteggere la Torre di Federico II dai cambiamenti climatici

Pubblicato il 25 Settembre 2026 da • Letto da 2.552 utenti

Il Comune di Enna entra a far parte di un ambizioso progetto europeo per tutelare il proprio patrimonio storico dai cambiamenti climatici. L’amministrazione ha formalizzato l’adesione a Helena, un’iniziativa finanziata dal programma Horizon Europe con un budget complessivo di quasi sei milioni di euro. Il cuore dell’intervento ennese ruota attorno alla storica Torre di Federico II, scelta come sito pilota in Sicilia per testare soluzioni innovative contro siccità, incendi e dissesto idrogeologico.

Il ruolo della città nel consorzio internazionale

L’adesione proietta la città all’interno di un consorzio internazionale composto da tredici realtà provenienti da Italia, Grecia e Germania. L’iniziativa avrà una durata di quarantotto mesi e vede il GAL Meridaunia come capofila, affiancato sul territorio locale dall’organizzazione Prism. L’obiettivo primario non punta a un semplice restauro architettonico, ma mira alla creazione di un metodo scientifico e replicabile per difendere i beni culturali dalle minacce ambientali odierne. I tecnici valuteranno ogni singolo intervento per garantire la massima compatibilità storica ed evitare effetti indesiderati sul monumento.

Interventi concreti sul patrimonio storico

Il nodo dimostrativo siciliano vede l’ente comunale collaborare attivamente con il GAL Rocca di Cerere e con la Soprintendenza per i Beni Culturali. Il piano prevede la realizzazione di due specifiche operazioni fisiche di adattamento climatico direttamente sulla Torre di Federico II. Prima di procedere, ogni mossa passerà attraverso un rigoroso protocollo di valutazione. Il consorzio ha scelto il sito ennese proprio per il suo peculiare profilo di rischio, caratterizzato da un mix di siccità ed erosione post-incendio tipico delle aree interne dell’isola.

Impatto economico nullo per le casse pubbliche

Un dettaglio di grande rilevanza per la cittadinanza riguarda l’aspetto finanziario dell’intera operazione. La partecipazione al piano europeo non richiede alcun cofinanziamento da parte delle casse pubbliche locali. L’impegno dell’ente si traduce esclusivamente nell’impiego del proprio personale dedicato. Il progetto inserirà a budget e rimborserà interamente tutte le ore lavorate dai dipendenti comunali per questa iniziativa. Questo meccanismo garantisce un ritorno di immagine e di tutela del territorio a costo zero per i contribuenti.

Laboratori aperti e coinvolgimento sociale

Il progetto prevede anche una forte interazione con il tessuto sociale locale. Nei prossimi mesi, la città ospiterà tre cicli di laboratori partecipativi aperti ai cittadini e agli operatori del settore. Inoltre Enna farà da cornice a un’assemblea generale di tutti i partner internazionali. Questa fase permetterà di testare e validare un nuovo sistema digitale di supporto alle decisioni, trasformando di fatto il capoluogo in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per la salvaguardia del patrimonio artistico mediterraneo.

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