palazzo dei normanni

Finanziaria affossata all’ARS, il governo Schifani vacilla

Pubblicato il 9 Ottobre 2025 da

PALERMO – Una disfatta politica in piena regola, una “Caporetto” come l’hanno definita alcuni commentatori, quella che ha visto naufragare la manovra finanziaria quater del governo regionale siciliano. L’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) è stata teatro di una clamorosa bocciatura di numerose misure, spingendo l’esecutivo del presidente Schifani sull’orlo di una crisi senza precedenti. Il voto segreto e l’azione dei cosiddetti “franchi tiratori” hanno evidenziato una profonda spaccatura all’interno della maggioranza, lasciando Schifani in una posizione di palese isolamento.

La seduta è stata caratterizzata da un clima teso sin dalle prime ore del mattino, con tre bocciature consecutive che hanno portato alla sospensione dei lavori per oltre tre ore, ben oltre la mezz’ora inizialmente prevista. Durante questo lasso di tempo, i capigruppo si sono riuniti in un disperato tentativo di ricompattare le fila, ma senza successo. L’ipotesi di un ritiro totale della manovra ha aleggiato per tutto il pomeriggio, prima che l’assessore all’Economia proponesse uno stralcio di alcuni articoli. Tra questi, gli articoli 49 e 50, noti come le “mancette” per gli interventi territoriali, del valore di 35 milioni di euro.

L’opposizione prende il controllo e i nodi vengono al pettine

L’opposizione, fiutando l’opportunità e sfruttando le evidenti crepe nella coalizione di governo, ha iniziato a far passare una serie di emendamenti soppressivi. Uno dopo l’altro sono cadute norme ritenute chiave, come i contributi all’editoria, il finanziamento per un film su Biagio Conte, e le disposizioni per le piattaforme digitali. Di fatto, è stata l’opposizione a dettare l’agenda dei lavori, riuscendo a far approvare solo quegli articoli che incontravano il favore di PD e Movimento 5 Stelle, come i fondi per i lavoratori dei consorzi di bonifica e i contributi all’azienda siciliana dei trasporti.

La situazione si fa sempre più critica per il governo Schifani. Con soli pochi articoli della manovra originale da 54 articoli e 241 milioni di euro rimasti intatti, il futuro politico della coalizione appare incerto. L’annuncio di una riscrittura di alcuni articoli, tra cui quelli relativi a disabili e zootecnia, non sembra sufficiente a nascondere la profonda crisi che ha investito la maggioranza. Le spaccature, in particolare tra i deputati di Fratelli d’Italia e una parte di Forza Italia, hanno minato la stabilità del governo e sollevato interrogativi sulla sua capacità di governare la regione in un momento così delicato.

Prospettive future e l’incognita della stabilità politica

Il naufragio della finanziaria quater è più di un semplice insuccesso legislativo; è il sintomo di un’instabilità endemica che rischia di paralizzare l’amministrazione siciliana. La sconfitta politica subita dal presidente Schifani potrebbe avere ripercussioni a lungo termine, aprendo scenari di rimpasto, rinegoziazione degli equilibri interni o, in casi estremi, l’apertura di una crisi di governo formale.

Mentre il governo annuncia di voler tornare in aula per una nuova sessione, il clima politico rimane tesissimo. L’episodio dimostra come il ricorso al voto segreto e la persistenza dei “franchi tiratori” siano strumenti potenti in grado di ribaltare equilibri dati per certi. La sfida per Schifani sarà ora quella di ricostruire la fiducia all’interno della sua coalizione e dimostrare di avere ancora la leadership necessaria per guidare la Regione, altrimenti il rischio di un’ingovernabilità prolungata è più che concreto.

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