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Ospedale di Nicosia, stop all’isteroscopia da sette mesi: l’allarme per la prevenzione

Pubblicato il 3 Novembre 2026 da • Letto da 565 utenti

Da sette mesi le donne del comprensorio di Nicosia affrontano un ostacolo insormontabile per la propria salute. L’ambulatorio di isteroscopia dell’Ospedale “Carlo Basilotta” ha interrotto ogni attività a causa di un guasto irreparabile alla colonna isteroscopica. Il Movimento per la Difesa dei Territori ha inviato una dura nota formale alla Direzione Strategica dell’Asp di Enna, all’Assessorato Regionale della Salute e al sindaco locale per denunciare l’azzeramento delle liste d’attesa e il blocco totale di un servizio fondamentale per la diagnosi precoce e la prevenzione oncologica.

Un macchinario guasto ferma la cura

Il blocco tecnico paralizza un presidio che storicamente garantisce prestazioni costanti, diagnosi tempestive e interventi mini-invasivi. L’utenza coinvolta abbraccia un territorio vastissimo che si estende a cavallo tra le province di Enna, Messina e Palermo. Il malfunzionamento dello strumento ha cancellato mesi di programmazione sanitaria, lasciando le pazienti senza un punto di riferimento vitale per la salute femminile. I rappresentanti dell’associazione civica evidenziano come questa paralisi prolungata neghi di fatto il diritto all’assistenza per centinaia di cittadine.

Viaggi della speranza e rinuncia agli screening

L’interruzione del servizio costringe le donne a intraprendere lunghi spostamenti verso le strutture ospedaliere di Enna o Catania per effettuare esami non differibili. Il Movimento per la Difesa dei Territori fotografa una realtà preoccupante, legata alle enormi criticità di un’area interna penalizzata da collegamenti stradali precari e fragilità socio-economiche. «Oggi le pazienti sono costrette a viaggiare fino a Enna o Catania per un esame fondamentale» denunciano i promotori dell’iniziativa. L’associazione sottolinea un tragico effetto collaterale generato da questa situazione: «Molte donne, scoraggiate dai costi e dalle distanze, stanno rimandando a data da destinarsi controlli urgenti». Un quadro che, secondo i firmatari dell’esposto, entra in aperto contrasto con le recenti campagne dell’Azienda Sanitaria Provinciale sulla diffusione capillare degli screening oncologici.

L’appello all’Asp e la provocazione della colletta

L’istanza presentata all’Azienda Sanitaria chiede l’acquisto immediato di una nuova colonna isteroscopica per ripristinare il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza. Il comitato cittadino accompagna la richiesta formale con una proposta estrema pur di superare il grave stallo amministrativo. I referenti del movimento lanciano un messaggio inequivocabile ai vertici della sanità regionale e provinciale. «Qualora dovessero sussistere ostacoli burocratici o di bilancio temporaneamente insormontabili, siamo pronti, come ultima e residuale soluzione, a farsi promotori di una raccolta fondi popolare per acquistare noi lo strumento» si legge chiaramente nel documento. Il testo si chiude con un forte richiamo alle responsabilità istituzionali, ribadendo che la tutela della vita non ammette ritardi dettati dalle lungaggini della burocrazia.

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