Carmela Petralia

Economia nell’ennese, la crescita non si traduce in lavoro: l’allarme della Cisl

Pubblicato il 3 Novembre 2026 da • Letto da 742 utenti

Le esportazioni volano, il credito alle imprese aumenta e le start-up innovative si moltiplicano, eppure l’occupazione continua a scendere. Il paradosso dell’economia ennese emerge chiaramente dai recenti dati diffusi dalla Camera di Commercio ed elaborati dal Centro studi dell’Istituto Tagliacarne. La fotografia restituisce l’immagine di un territorio capace di produrre ricchezza, ma incapace di tradurla in nuovi posti di lavoro. Una situazione che spinge i sindacati a chiedere un intervento immediato per evitare la fuga inarrestabile dei giovani verso altre regioni.

I numeri del paradosso economico

Il contrasto tra gli indicatori economici tratteggia uno scenario complesso e contraddittorio. Le esportazioni registrano un balzo in avanti del 26,4%, superando di gran lunga il 4,5% nazionale. Le start-up innovative crescono del 13,3% e i prestiti alle attività economiche salgono del 5,8%. A fronte di questi segnali incoraggianti, il numero degli occupati scende del 2,5% e le imprese attive calano dell’1,1%. Carmela Petralia, segretaria generale della Cisl Agrigento Caltanissetta Enna, legge in questi numeri l’impegno di chi sceglie di restare ma avverte contemporaneamente sui rischi imminenti. «La crescita c’è, ma non si traduce in lavoro» spiega la sindacalista, sottolineando come l’esodo giovanile resti la prima vera emergenza del territorio.

L’allarme sulla cassa integrazione

Il dato che suscita maggiore preoccupazione riguarda il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali. Le ore di cassa integrazione subiscono un’impennata del 24,1%, in netta controtendenza rispetto al calo del 18,7% registrato a livello nazionale. Il sindacato sollecita l’avvio di un monitoraggio costante delle crisi aziendali, chiedendo di trasformare le ore di inattività in percorsi di formazione utili e mirati. «Ogni ora di cassa integrazione deve diventare un’occasione di formazione e riqualificazione, non l’anticamera della perdita del posto» sottolinea Petralia nel documento diffuso. La richiesta include anche il rilancio della zona industriale di Dittaino e l’utilizzo concreto degli strumenti fiscali già operativi sul territorio.

Risparmi fermi e talenti in fuga

Un altro elemento di profonda riflessione riguarda l’aumento del 5% dei depositi bancari e del risparmio postale. Le famiglie ennesi accantonano risorse per prudenza, congelando capitali che il territorio potrebbe invece impiegare per nuovi e fondamentali investimenti. Parallelamente emerge il tema nevralgico della formazione accademica, con il 43,4% delle matricole che sceglie percorsi di studio in discipline scientifiche e tecnologiche. Questo enorme patrimonio di competenze rischia però di disperdersi se il mercato locale non offre opportunità adeguate alle loro ambizioni. I giovani si preparano a Enna ma spesso trovano impieghi di qualità solo altrove, vanificando gli sforzi formativi messi in campo.

Il patto per Enna come soluzione

La risposta a questa complessa situazione passa inevitabilmenpnte attraverso una mobilitazione congiunta di tutte le forze sociali e produttive. La Cisl rilancia con determinazione la proposta del Patto per Enna, un’intesa strategica che deve coinvolgere le istituzioni locali, l’Università Kore, le associazioni datoriali e il terzo settore. L’obiettivo consiste nello stabilire traguardi concreti e verificabili per favorire l’occupazione stabile, sostenere le nuove generazioni e potenziare i servizi al cittadino. «Enna non ha bisogno di letture di comodo, né trionfalistiche né rassegnate» conclude la segretaria generale, ribadendo la necessità di scelte coraggiose per trasformare i segnali positivi in posti di lavoro dignitosi e duraturi.

Nella foto: Carmela Petralia

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