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Frigoriferi dei supermercati sotto attacco anche in Sicilia

Pubblicato il 3 Novembre 2026 da • Letto da 1.298 utenti

Il rischio informatico entra direttamente nei supermercati e colpisce uno degli elementi più importanti per la sicurezza alimentare: la catena del freddo. In Sicilia alcuni impianti di refrigerazione sono finiti al centro di un’indagine dopo anomalie che hanno interessato diversi punti vendita tra Palermo, Catania e Ragusa. La particolarità degli episodi è che, in alcuni casi, le temperature dei banchi frigoriferi sarebbero state modificate da remoto, provocando il deterioramento degli alimenti. Ma c’è una distinzione importante da fare: non tutti i guasti segnalati sono stati identificati come attacchi informatici. Le informazioni disponibili consentono di separare gli episodi confermati dalle anomalie ancora sotto verifica.

Gli attacchi confermati nei supermercati Coop

La prima conferma significativa arriva dal gruppo Radenza, che gestisce supermercati a marchio Coop in Sicilia. Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo, ha riferito che almeno tre punti vendita a Catania e uno a Palermo avrebbero subito intrusioni nei sistemi di refrigerazione dei banchi alimentari.

Secondo quanto dichiarato dai responsabili dell’azienda, gli aggressori sarebbero riusciti a intervenire sul sistema di telecontrollo, modificando i parametri delle temperature e provocando il surriscaldamento dei banchi frigoriferi. Le conseguenze hanno riguardato anche la conservazione degli alimenti, con prodotti deteriorati e danni economici ancora in fase di quantificazione.

Danilo Radenza, amministratore delegato della società, ha confermato che si è trattato di un attacco al sistema di telecontrollo dei banchi surgelati. L’azienda ha contattato l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e attivato le procedure necessarie per approfondire l’accaduto.

Le dichiarazioni dei responsabili aziendali rappresentano una conferma dell’intrusione, mentre la Polizia Postale sta ancora ricostruendo la provenienza dell’attacco, la sua effettiva estensione e gli eventuali collegamenti con gli episodi verificatisi all’estero.

Il caso Decò: un episodio confermato, altri sotto verifica

Anche alcuni supermercati Decò sono stati interessati da problemi agli impianti frigoriferi. Secondo RaiNews Sicilia, sarebbero tre i punti vendita coinvolti.

La proprietà del gruppo ha confermato che almeno un episodio, verificatosi a Palermo, è riconducibile a un attacco informatico. Per gli altri due casi, invece, sono in corso accertamenti per stabilire se si sia trattato di intrusioni informatiche oppure di guasti tecnici.

La distinzione è importante perché la contemporaneità delle anomalie non costituisce, da sola, la prova di un attacco coordinato.

Oltre dieci supermercati segnalati tra Palermo, Catania e Ragusa

Il quadro diventa più ampio considerando le segnalazioni raccolte nelle ore successive. Secondo quanto riportato da la Repubblica e Open, sarebbero oltre dieci, o secondo altre ricostruzioni circa dodici, i punti vendita interessati da anomalie agli impianti di refrigerazione tra Palermo, Catania e Ragusa.

Questo dato, tuttavia, non deve essere confuso con il numero degli attacchi hacker accertati. Per la maggior parte di questi episodi si parla ancora di guasti e malfunzionamenti sospetti. I tecnici stanno verificando se esistano elementi che possano ricondurli a un’origine informatica comune.

La contemporaneità degli eventi e le modalità simili a quelle riscontrate in altri Paesi europei rappresentano elementi che hanno spinto ad approfondire le verifiche. Al momento, però, non è possibile attribuire automaticamente tutti i casi a un’unica operazione criminale.

L’allarme si estende in Europa

La Sicilia non rappresenta un caso isolato. Tra il 1° e il 2 novembre un’ondata di problemi ai sistemi di refrigerazione ha interessato supermercati e attività alimentari in diversi Paesi europei.

Belgio, Lussemburgo, Svezia, Irlanda ed Estonia sono tra i Paesi coinvolti. Reuters riferisce di oltre cento punti vendita europei che hanno segnalato problemi agli impianti, con diverse aziende che hanno ricondotto gli episodi a intrusioni informatiche.

Tra le catene interessate figurano Delhaize, Carrefour, Colruyt, ICA, Coop e Musgrave. In alcuni casi gli impianti sono stati manipolati a distanza, facendo aumentare le temperature di frigoriferi e congelatori e costringendo i gestori a ritirare o distruggere prodotti alimentari.

Un precedente importante era stato registrato in Francia nel mese di ottobre, quando numerosi supermercati avevano subito anomalie analoghe. Anche in quel caso l’attenzione degli investigatori si era concentrata sui sistemi informatici utilizzati per controllare gli impianti frigoriferi.

Come possono essere hackerati i frigoriferi

Non sono i normali frigoriferi domestici a essere presi di mira, ma gli impianti professionali utilizzati nei supermercati per conservare carne, pesce, latticini, surgelati e altri prodotti deperibili.

Queste apparecchiature sono spesso collegate a sistemi informatici che consentono di controllare a distanza le temperature, monitorare eventuali anomalie e intervenire senza la presenza fisica di un tecnico.

Se un aggressore riesce a ottenere l’accesso a questi sistemi può modificare i parametri di funzionamento, attivare cicli di sbrinamento o alterare le temperature impostate. Il risultato può essere un progressivo riscaldamento dei banchi e la compromissione della conservazione degli alimenti.

Tra i fattori di rischio vengono indicati accessi remoti non sufficientemente protetti, password deboli, software non aggiornati e apparecchiature obsolete.

L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale interviene

La vicenda ha richiamato l’attenzione delle istituzioni italiane. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale sta seguendo gli episodi e ha avviato un confronto con le aziende della grande distribuzione per verificare il livello di protezione dei sistemi di controllo remoto.

Oggi, 3 novembre,  è prevista anche una riunione a Palazzo Chigi per fare il punto sulla situazione. L’obiettivo è comprendere la dimensione della minaccia e rafforzare le misure di prevenzione lungo tutta la filiera alimentare.

Le verifiche riguardano anche gli impianti utilizzati da aziende di ristorazione collettiva e imprese che producono o distribuiscono alimenti surgelati.

 

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