Sabato 24 ottobre 2026 la Sala Morici di Palazzo Sicilbanca a Caltanissetta ospita il XXII Convegno di Studi sulla storia militare dell’isola. L’evento prende il via alle ore 9:30 in via Francesco Crispi 25 per iniziativa della sede nissena di SiciliAntica guidata da Stefania D’Angelo. Studiosi e ricercatori si incontrano per analizzare le antiche tecniche militari, gli armamenti e i reperti storici. Il focus dell’incontro punta a svelare le dinamiche belliche del passato attraverso un’attenta lettura della cultura materiale.
Il programma e la presentazione degli atti
I lavori della giornata seguono un’articolazione precisa e si dividono in due sessioni, una mattutina e una pomeridiana. I partecipanti assistono alla presentazione ufficiale del volume degli atti relativi alla precedente edizione dell’incontro. Il testo si intitola «Athletika: atleti siciliani e rappresentanze illustri ai giochi panellenici» e vanta la curatela della vicepresidente regionale Simona Modeo. Questo momento editoriale arricchisce il dibattito e offre una solida continuità con le ricerche degli anni passati.
Il contributo della sede di Enna
La sezione ennese di SiciliAntica partecipa attivamente con tre interventi di notevole spessore accademico. La presidente Giuliana Maria Amata, nota archeologa, porta all’attenzione del pubblico una particolare iscrizione greca. Gli esperti hanno individuato il reperto su un cinturone appartenuto a un guerriero sannita che frequentava l’antica area di Palikè. Questo studio apre nuove e interessanti prospettive sul sincretismo culturale che caratterizzava la Sicilia in quel periodo storico. Le contaminazioni tra i popoli emergono in modo netto proprio dai ritrovamenti archeologici.
Dalla battaglia navale alle ghiande missili
Il parterre dei relatori accoglie anche Maria Lucia Guarneri, ex segretaria dell’associazione culturale. La studiosa interviene al fianco di Roberto Naro, esponente dell’Associazione Antico Mondo. La loro relazione esplora le complesse tattiche impiegate durante la celebre battaglia navale di Nauloco. I lavori si chiudono con l’analisi dell’avvocato ennese Gaetano Cantaro. Il suo intervento si concentra sulle antiche ghiande missili provenienti dal territorio di Henna. Questi singolari manufatti raccontano una parte fondamentale della storia militare locale e concludono una giornata dedicata alla scoperta delle radici siciliane.

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