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Cna Enna, allarme spopolamento e caro energia: serve una strategia per salvare le aree interne

Pubblicato il 28 Settembre 2026 da • Letto da 1.065 utenti

Più di cento presenze, tre ore di confronto serrato e una proposta chiara per scongiurare il declino economico della provincia. L’assemblea 2026 della Cna di Enna, celebrata domenica scorsa con il suggestivo titolo “Il futuro è la nostra storia”, ha messo sul tavolo le vere emergenze del territorio. Dal dramma dell’esodo giovanile alla carenza cronica di manodopera, fino alla morsa delle bollette, artigiani e istituzioni hanno tracciato un quadro senza sconti. L’obiettivo non è piangersi addosso, bensì costruire un fronte comune per rilanciare la competitività delle imprese locali, lanciando sul tavolo regionale la richiesta di un fondo da 100 milioni di euro per abbattere i costi energetici.

La fuga dei giovani e il nodo della formazione

Il presidente provinciale Valentino Savoca ha puntato il dito contro l’emorragia demografica che ha svuotato la provincia dell’11 per cento dei suoi abitanti nell’ultimo decennio. Chi lavorerà nelle nostre aziende domani? Questa è la vera incognita. Per arginare la fuga di cervelli e braccia, l’associazione punta a portare la cultura d’impresa direttamente tra i banchi di scuola. In cantiere c’è già un concorso dedicato agli studenti e intitolato a Gino Emma, pioniere dell’organizzazione ennese. Savoca è stato netto nel ribadire che «non possiamo raccontare favole ai nostri ragazzi», sottolineando l’urgenza di creare condizioni favorevoli per fare impresa, superando i divari infrastrutturali e le difficoltà di accesso al credito tipici delle aree interne.

Integrazione come risorsa per il tessuto produttivo

Un altro tassello fondamentale per la sopravvivenza economica del centro Sicilia riguarda l’inclusione lavorativa. Ristorazione, edilizia e agricoltura si reggono già in buona parte sulla manodopera straniera. Eppure, come emerso dalla tavola rotonda con docenti e studenti universitari, manca una vera cabina di regia. Il sistema dell’accoglienza viaggia spesso su binari paralleli rispetto alle esigenze delle aziende. La Cna chiede quindi percorsi formativi concreti per trasformare l’immigrazione in una leva di sviluppo demografico ed economico, colmando i vuoti lasciati negli organici.

Caro bollette e trasporti nel mirino

A pesare come un macigno sui bilanci aziendali resta la spesa energetica. Un tema affrontato a più voci con l’assessore regionale Francesco Colianni e il deputato Fabio Venezia. A tirare le somme è stato il presidente regionale della Cna Filippo Scivoli, rilanciando la necessità di un fondo straordinario di 100 milioni di euro targato Regione Siciliana per dare ossigeno alle ditte. Scivoli ha inoltre acceso i riflettori sull’emergenza trasporti. Prima di sognare nuovi scali aeroportuali occorre normalizzare il traffico aereo esistente, garantendo collegamenti certi. Un problema vissuto in presa diretta proprio durante l’assemblea: il presidente nazionale Dario Costantini ha dovuto dare forfait a causa dei voli cancellati per l’attività dell’Etna, lasciando la rappresentanza al suo vice Nello Battiato.

Fare rete per non morire

Ripercorrendo le tappe storiche dell’associazione, il segretario Stefano Rizzo ha ribadito come la Cna voglia essere motore di sviluppo e non solo sindacato di categoria. Da qui la proposta politica più forte della giornata: unire i Comuni, le parti sociali, l’università e il Libero consorzio attorno a pochissime priorità chiare e misurabili. Solo abbandonando la logica dei campanili si possono attrarre investimenti. Un concetto incarnato perfettamente dai vincitori dei Premi Efesto 2026, consegnati a chiusura dei lavori. Riconoscimenti di prestigio sono andati a Costa Calzature per il radicamento sul territorio, a B.M. Attrazione Investimenti per i modelli innovativi di rigenerazione urbana e a Gaetano Lana per una vita spesa al servizio del sistema associativo ennese.

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