La chiesa di Santa Margherita ad Agira riapre le porte ai fedeli dopo un complesso intervento di consolidamento antisismico e restauro conservativo. Sabato scorso il vescovo di Nicosia, monsignor Giuseppe Schillaci, ha presieduto la solenne celebrazione eucaristica che ha segnato la riconsegna alla comunità del più grande edificio di culto della diocesi. L’evento rappresenta un momento di grande importanza storica e culturale per l’intero territorio ennese.
Il ruolo dell’associazione e i ringraziamenti istituzionali
Benedetta Casullo, presidente dell’associazione “Un mattone per Santa Margherita”, ha espresso profonda soddisfazione durante la conferenza di presentazione dei lavori. Ha ringraziato pubblicamente la Soprintendenza di Enna, il Comune, la direzione dei lavori, i professionisti e gli operai. Questa forte sinergia operativa ha permesso di restituire in tempi rapidi un autentico gioiello architettonico, progettato nel Settecento dal Vaccarini e da sempre considerato un patrimonio simbolo dell’identità agirina e siciliana.
I fondi europei e l’importanza delle donazioni private
L’intervento principale ha sfruttato le risorse europee del Pnrr. La generosità dei cittadini ha però giocato un ruolo altrettanto vitale per la riuscita del progetto. Attraverso il cinque per mille e la piattaforma GofundME le donazioni hanno finanziato ulteriori interventi essenziali non coperti dai fondi pubblici. La presidente Casullo auspica che la solidarietà continui in futuro per completare le opere rimanenti e garantire la necessaria manutenzione periodica dell’edificio sacro.
L’impegno costante per il territorio e la comunità
Un forte sentimento di gratitudine ha raggiunto il parroco don Giuseppe La Giusa e tutti i volontari che si sono spesi per la raccolta fondi, riuscendo a coinvolgere numerose persone anche fuori dai confini comunali. Un ringraziamento speciale ha premiato i parrocchiani che hanno ripulito la chiesa prima della riapertura. Casullo, attualmente coordinatrice provinciale dell’Udc di Enna e referente dell’associazione culturale Lamba Doria, ha seguito l’intero iter con grande determinazione. Insieme all’onorevole Decio Terrana, nel marzo del 2024, aveva infatti sollecitato l’atto autorizzativo decisivo per l’avvio formale dei cantieri sul campanile e sull’intero complesso religioso.