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Manovra regionale, la richiesta di CNA Sicilia: 100 milioni per salvare le imprese

Pubblicato il 24 Settembre 2026 da • Letto da 2.017 utenti

Cento milioni di euro per scongiurare il collasso del tessuto produttivo dell’Isola. È questa la richiesta perentoria avanzata da CNA Sicilia al Governo e all’Assemblea Regionale Siciliana. L’obiettivo è chiaro: inserire nella manovra correttiva, attualmente in discussione a Palazzo dei Normanni, uno stanziamento adeguato per sostenere le aziende schiacciate dal peso insostenibile dei rincari energetici e dei carburanti. Una vera e propria boccata d’ossigeno per le micro e piccole imprese, che da mesi affrontano costi fuori controllo.

Un allarme trasversale che coinvolge tutti i settori

La voce dell’organizzazione che rappresenta l’artigianato e la piccola e media impresa siciliana si fa sentire forte e chiara. L’emergenza non risparmia nessuno: dal settore dell’autotrasporto, che deve fare i conti con prezzi del gasolio proibitivi, all’agricoltura, fino alla pesca. La crisi morde anche le attività commerciali e artigianali di prossimità, come bar, ristoranti e panifici, che costituiscono il cuore pulsante dell’economia locale. Un paradosso evidente se si considera che la Sicilia, pur essendo la prima regione italiana per produzione di energia, è anche quella in cui l’energia viene venduta a tariffe più alte.

La necessità di un intervento strutturale e mirato

Le richieste della CNA sono precise e puntano all’efficacia delle misure. «La manovra in discussione all’ARS deve servire per dare una risposta concreta a migliaia di imprese che stanno letteralmente resistendo, giorno dopo giorno, a una crisi energetica senza precedenti» afferma il Presidente di CNA Sicilia, Filippo Scivoli. «Servono 100 milioni, non elemosine sparse. Il Governo e il Parlamento regionale non disperdano le risorse disponibili in mille rivoli: abbiamo bisogno di un intervento strutturale, immediato e facilmente accessibile, capace di arrivare davvero alle micro e piccole imprese, che sono le più esposte e le meno attrezzate per assorbire aumenti di costo di questa portata».

Tempi certi per evitare il disastro sociale

La proposta dell’associazione di categoria si concentra sulla creazione di un unico pacchetto di aiuti, caratterizzato da procedure burocratiche snelle e tempi di erogazione certi. «Il quadro è drammatico e non riguarda solo l’autotrasporto» sottolinea Piero Giglione, Segretario regionale di CNA Sicilia. «Gli aumenti dei costi energetici stanno mettendo in ginocchio panifici, ristoranti, laboratori artigiani, imprese agricole e della pesca. Sono attività che operano con margini risicati e che non possono scaricare i rincari sui prezzi finali. Se non interveniamo subito, il rischio concreto è la chiusura di migliaia di imprese, con un impatto devastante sull’occupazione e sulla tenuta sociale delle nostre comunità».

La mobilitazione come ultima spiaggia

L’urgenza è massima. CNA Sicilia non si limita a chiedere fondi ma sollecita l’apertura di un tavolo di confronto urgente con le istituzioni regionali. L’intento è definire criteri di accesso trasparenti e semplici, garantendo una rapida immissione di liquidità per le aziende. In mancanza di un ascolto reale e di misure tempestive, l’associazione non esclude azioni di protesta incisive, paventando la possibilità di portare le imprese a manifestare in piazza.

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