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Nuovo esposto del MDT per l’uso delle risorse idriche dell’invaso Ancipa

Pubblicato il 2 Settembre 2026 da Letto da 3.010 utenti

Il Movimento per la Difesa dei Territori ha inoltrato un secondo esposto alle autorità competenti in merito alla gestione delle acque della diga Ancipa. La comunicazione, inviata in via ufficiale all’Autorità di Bacino, alla Protezione Civile, a Siciliacque e a Enel, segnala una costante diminuzione dei volumi idrici. Secondo quanto sostenuto  dall’associazione, tra la giornata del primo settembre e la mattina del due settembre le uscite hanno raggiunto i 570 mila metri cubi. Le paratie della struttura hanno operato in modo continuativo anche durante le ore notturne. Questo flusso ha portato il volume totale del bacino a 13,8 milioni di metri cubi nelle prime ore del due settembre.

I limiti normativi sui prelievi regionali

Il documento presentato dal comitato evidenzia il raggiungimento della quota massima di prelievo consentita. Il decreto regionale dello scorso 28 luglio autorizzava un utilizzo massimo di 4 milioni di metri cubi d’acqua per l’irrigazione dei distretti agricoli della Sicilia orientale. Sottraendo i normali consumi per l’uso potabile, il limite straordinario concesso appare prossimo all’esaurimento. L’organizzazione sottolinea che ogni ulteriore prelievo nei prossimi giorni necessiterà di nuove coperture legislative, definendo le attuali procedure operative come «una vera e propria follia gestionale».

I dati operativi sull’autonomia del bacino

L’esposto si concentra poi sulla reale disponibilità di risorse idriche utilizzabili per la collettività locale. Dei 13,8 milioni di metri cubi attualmente presenti nell’invaso, circa due milioni rappresentano il cosiddetto volume morto di fondo. Questa porzione d’acqua risulta inidonea al trattamento per scopi idropotabili. La riserva utile scende pertanto a 11,8 milioni di metri cubi. Considerando un consumo medio durante i mesi invernali stimato in 1,5 milioni di metri cubi mensili, l’autonomia residua della struttura si attesta intorno agli otto mesi. L’assenza di significative precipitazioni autunnali potrebbe perciò innescare gravi criticità per l’approvvigionamento del territorio.

La richiesta per il ripristino del monitoraggio

L’ultimo tema sollevato dal Movimento per la Difesa dei Territori riguarda la comunicazione dei dati ufficiali alla cittadinanza. L’associazione segnala la mancata riattivazione del monitoraggio pubblico giornaliero relativo ai livelli dell’acqua, competenza dell’Autorità di Bacino. Tale dinamica costringe i cittadini a effettuare misurazioni autonome per conoscere lo stato di salute della diga. I promotori dell’esposto chiedono un intervento immediato per fermare lo svuotamento della riserva strategica, sollecitando al contempo una maggiore trasparenza informativa da parte degli enti che gestiscono l’attuale emergenza idrica.

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