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Piazza Armerina ostaggio di una guerra politica che dimentica i cittadini

Pubblicato il 29 Novembre 2025 da

La politica dovrebbe essere l’arte del possibile, quella ricerca incessante e nobile del bene comune che unisce le persone. A Piazza Armerina, invece, sembra essersi trasformata in una trincea fangosa dove a cadere non sono i soldati, ma le speranze e le opportunità di una comunità intera. Assillati da un pallottoliere che in consiglio comunale vede l’opposizione forte di numeri pari a quelli della maggioranza, stiamo assistendo a uno stallo che ha il sapore amaro del dispetto sistematico più che del confronto democratico. Non appare più come una questione di visione o di ideali differenti, ma sembra una strategia precisa mirata a bloccare ogni iniziativa dell’amministrazione, costi quel che costi. E il prezzo, purtroppo, lo stanno pagando i cittadini sulla propria pelle, vittime di una guerra senza esclusione di colpi che sta paralizzando la città.

Il paradosso del voto contro il lavoro e le associazioni

L’episodio consumatosi pochi giorni fa in aula lascia l’amaro in bocca e tante domande senza risposta. Vedere forze politiche come il Partito Democratico e Forza Italia unire i voti per bocciare un emendamento tecnico è stato, per molti versi, sconcertante. Quel “no” secco ha impedito di saldare i conti con chi ha lavorato duramente per la realizzazione del Palio. Parliamo di artigiani locali, di associazioni, di gente che si spende ogni giorno per il territorio e che si è vista voltare le spalle proprio da chi, come il PD, storicamente e per statuto, dovrebbe tutelare la dignità del lavoro. Una contraddizione stridente che, a quanto trapela, ha fatto storcere il naso anche ai vertici provinciali e regionali degli stessi partiti, increduli di fronte a una manovra che colpisce il tessuto produttivo locale pur di fare uno sgambetto alla giunta.

Lo sport negato ai giovani nonostante i conti in ordine

Ma la battaglia si sposta ora su un terreno ancora più delicato, quello che tocca il futuro dei nostri figli: lo sport. C’è la possibilità concreta di intercettare un finanziamento per costruire un nuovo stadio, un’opera che in una città dove lo sport vive un momento di grande fermento varrebbe oro colato. Eppure, l’opposizione alza le barricate parlando di costi insostenibili e mutui imprudenti. Un argomento che stride violentemente con la realtà dei fatti e con il buon senso. I conti del Comune sono stati risanati da questa amministrazione, siamo ormai fuori dal tunnel della procedura di rientro dal deficit e vantiamo addirittura un avanzo di oltre un milione di euro. Dire no a questo investimento oggi significa negare ai nostri ragazzi un luogo sano dove crescere, togliere l’unica vera medicina preventiva contro quel disagio e quella violenza giovanile che troppo spesso riempiono le nostre cronache nere.

È tempo che la città alzi la testa

Non possiamo più permetterci il lusso di restare a guardare in silenzio mentre Piazza Armerina viene sacrificata sull’altare di tatticismi che nulla hanno a che vedere con il bene pubblico. La nostra comunità non merita questo trattamento. I cittadini hanno il diritto e il dovere di indignarsi, di chiedere conto di scelte che sembrano dettate solo dalla volontà di distruggere l’avversario politico, anche se questo significa affondare la nave su cui viaggiamo tutti. Serve una mobilitazione delle coscienze, un sussulto d’orgoglio civile che dica basta a questo modo tossico di intendere le istituzioni. Perché quando la politica perde di vista le persone per guardare solo al proprio ombelico, ha già perso la sua battaglia più importante.

Nicola Lo Iacono

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