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Abbigliamento da montagna: Elbec presenta GUCIA, il maglione in lana merinos personalizzabile

Pubblicato il 8 Ottobre 2026 da • Letto da 2.926 utenti

Per chi frequenta la montagna il maglione di lana pesante è il capo della sosta: si indossa in rifugio, alla fine di un’escursione o nelle giornate fredde in paese, quando il corpo ha smesso di sforzarsi e ha bisogno di trattenere il calore accumulato. La lana si presta a questo uso perché la fibra, naturalmente ondulata, imprigiona aria al proprio interno e mantiene una temperatura costante sulla pelle, anche quando il capo ha assorbito un po’ di umidità.

In Val Pettorina, ai piedi della Marmolada, questo capo è al centro della produzione di Elbec, la manifattura diffusa specializzata nella realizzazione di abbigliamento, calze e accessori per la montagna in lana merino. In particolare, dopo il maglione KASSIN e la giacca in pile KAPUZ, l’azienda presenta ora GUCIA, rigorosamente 100% lana, una nuova linea di maglioni che il cliente può personalizzare nella tasca e nella zip prima che il capo venga realizzato.

GUCIA, il maglione di Elbec che si personalizza al momento dell’ordine

I maglioni della linea GUCIA vengono lavorati con telai meccanici manuali soltanto dopo l’arrivo dell’ordine. Prima che la lavorazione cominci, chi acquista può quindi scrivere all’azienda e decidere se applicare la tasca sul davanti, di quale colore realizzarla e quale resa dare al maglione, scegliendo tra la versione full, quella dei modelli da uomo, e la versione nuancé, quella dei modelli da donna. Le due versioni si possono richiedere su qualsiasi modello della linea, e il capo viene consegnato entro 12 giorni dall’ordine.

La formula funziona grazie al modo in cui Elbec organizza il lavoro. Ogni maglione viene realizzato a mano e in piccoli lotti, e può quindi seguire le indicazioni del singolo cliente. Il filato è pura lana vergine merinizzata italiana, lo stesso dei capi pesanti del marchio, e il maglione è pensato come secondo o terzo strato, da indossare dopo un’uscita in montagna come nella vita di tutti i giorni. La zip permette di aprire il collo quando si entra in un ambiente riscaldato e di chiuderlo quando si torna all’aperto, così da adattare il capo ai cambi di temperatura che scandiscono una giornata in quota.

Il nome del maglione non poteva non essere Ladino. In ladino “gucia” è l’ago da maglieria e per accezione comune diventa poi il nome per indicare il classico maglione in lana realizzato a mano.

KASSIN, il maglione vintage che ha aperto la maglieria di Elbec

Il primo maglione di Elbec è stato KASSIN, un golf in maglia rasata lavorato a mano con lana vergine merinizzata italiana e disegnato come omaggio all’alpinismo degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta.

In quel periodo Riccardo Cassin, Emilio Comici, i Ragni di Lecco, gli Scoiattoli di Cortina, Heinz Mariacher e Luisa Iovane affrontavano pareti e spedizioni indossando maglioni di lana pesante, e le fibre sintetiche cominciavano appena a comparire nei negozi di articoli sportivi.

Da quegli anni viene anche il rosso, il colore che gli alpinisti sceglievano perché resta visibile nella nebbia e nel white out, lo stesso motivo per cui i bivacchi venivano dipinti di rosso. Elbec ha ripreso quella palette e ha disegnato i propri maglioni in lana merinos in due versioni distinte per uomo e per donna, con forme e colori differenti, una scelta che il marchio riserva a questa categoria e che ritorna oggi nelle rese full e nuancé di GUCIA.

KAPUZ, la giacca in pile di Elbec realizzata interamente in lana

Prima dei maglioni, Elbec aveva presentato KAPUZ, la sua prima giacca in pile realizzata interamente in lana. Il tessuto nasce dai cascami, le fibre corte che vengono scartate durante la pettinatura e la filatura della lana: l’azienda le raccoglie e le affida alle ovattatrici, macchinari che aprono e gonfiano le fibre fino a ottenere un fiocco morbido, da cui si ricava un pile con le proprietà naturali della lana. Con questo materiale Elbec realizza le proprie giacche in pile 100% lana merinos, modelli unisex con cappuccio pensati per restare al caldo prima e dopo l’attività sportiva.

Il pile di lana conserva le qualità della fibra da cui deriva. Trattiene il calore, lascia passare il vapore prodotto dal corpo e, grazie alle proprietà antibatteriche della lana, resiste agli odori anche dopo un uso prolungato, tanto che la giacca richiede lavaggi poco frequenti e, quando serve, si lava in lavatrice a 30 gradi. All’interno la spugnatura in lana fa sì che a contatto con la pelle arrivino soltanto filati naturali, mentre all’esterno la stessa fibra protegge da neve e pioggia per un tempo prolungato.

La giacca è biodegradabile e contiene materiale sintetico soltanto nella tasca colorata in poliestere, nelle zip e nelle ribattiture dei polsini e dell’apertura centrale. Tasca e zip sono gli stessi elementi che, sui maglioni GUCIA, il cliente può personalizzare al momento dell’ordine.

La lana di Campo Imperatore e la Manifattura Diffusa di Elbec

La lana dei maglioni Elbec arriva dall’Abruzzo, dalle selezioni di lane merinizzate di Campo Imperatore, l’altopiano sotto il Gran Sasso, e proviene da allevamenti estensivi e biologici dopo un’attenta selezione effettuata da Valeria Gallese con cui collaboriamo ormai da molti anni.  Gli allevatori rinunciano al mulesing, la pratica con cui altrove si asportano lembi di pelle dalle pecore per prevenire le infestazioni di parassiti. I filati non hanno le certificazioni ambientali GOTS e ICEA estremamente onerosi per piccoli allevatori ma la lana è 100% bio. Filatura e controllo vengono effettuati da terzisti sotto il controllo di ELBEC nel rispetto delle più strette normative nazionali sull’ambiente in materia di immissione in ambiente e tossicità.

La lavorazione dei maglioni avviene all’interno del progetto di Manifattura Diffusa, con cui Elbec affida il lavoro a mano alle persone della Val Pettorina, fornendo loro il filato e gli schemi dei punti. Ogni capo passa così dalle mani di chi vive la montagna ogni giorno, in piccoli lotti che valorizzano la manualità artigiana e le tradizioni legate alla lana. Per GUCIA è questa rete a ricevere le indicazioni del cliente e a trasformarle nel maglione che verrà spedito entro i dodici giorni successivi all’ordine.

Il progetto è nato in Val Pettorina, dove il titolare dell’azienda si è trasferito con la famiglia e dove la passione per gli sport praticati in alta quota, insieme al rispetto per la montagna e per le sue tradizioni, lo ha portato a creare una linea di abbigliamento tecnico, etico e naturale. Dalle calze tecniche ai berretti fatti a mano, fino alla giacca KAPUZ, al maglione KASSIN e ora a GUCIA, il catalogo si è ampliato mantenendo la stessa materia prima e lo stesso luogo di lavorazione.

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