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La Commissione Europea e la marcia indietro sulla legge dei pesticidi

La Commissione Europea e la marcia indietro sulla legge dei pesticidi

La Commissione europea ha deciso di ritirare la sua proposta legislativa volta a ridurre l’uso dei pesticidi chimici in agricoltura e nelle aree verdi urbane. Questa mossa, pur avendo un valore simbolico, sottolinea le tensioni e le sfide incontrate nel tentativo di regolamentare l’uso di sostanze dannose per l’ambiente e la salute pubblica all’interno dell’Unione Europea.

La proposta, parte della strategia “Farm to Fork” inclusa nel Green Deal europeo, aveva l’obiettivo di dimezzare l’utilizzo dei pesticidi entro il 2030, ponendo particolare attenzione al glifosato, noto per i suoi effetti nocivi sulla biodiversità e sulla salute umana. La bozza del regolamento sull’uso sostenibile dei pesticidi (Sur) era già stata respinta a novembre dal Parlamento europeo, evidenziando la profonda divisione tra gli stati membri e i settori interessati.


Le proteste degli agricoltori, intensificatesi a pochi mesi dalle elezioni europee, hanno evidenziato la complessità del dibattito sull’agricoltura sostenibile, spingendo la Commissione a una riflessione sulle politiche ambientali in atto e sulla loro fattibilità pratica. Il Sur mirava a promuovere metodi di controllo degli insetti e delle piante indesiderate meno dannosi e a vietare l’uso di pesticidi nelle aree sensibili, come i parchi urbani e le zone Natura 2000.

La decisione di ritirare la proposta mette in luce il potere delle lobby chimiche e agricole, nonché le difficoltà nel bilanciare le esigenze economiche con la protezione dell’ambiente e della salute pubblica. Un sondaggio Ipsos ha rivelato che una vasta maggioranza di cittadini europei è preoccupata per gli impatti dei pesticidi, sia sul piano ambientale sia sulla salute umana, indicando un forte sostegno popolare per misure di regolamentazione più stringenti.

La cancellazione del Sur e di altre misure restrittive solleva interrogativi sul futuro della politica ambientale dell’UE e sulla sua capacità di affrontare le sfide poste dalla crisi climatica e dalla degradazione ambientale. La decisione rappresenta un passo indietro nell’ambito degli sforzi per creare un’agricoltura più sostenibile in Europa, con implicazioni che potrebbero estendersi ben oltre il settore agricolo.

Marco Scalzi per StartNews

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