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Ecosistema urbano 2026, Enna prima in Sicilia ma restano le emergenze su verde e viabilità

Pubblicato il 29 Ottobre 2026 da • Letto da 464 utenti

Enna conquista la vetta della classifica siciliana nel nuovo rapporto Ecosistema Urbano 2026, posizionandosi al cinquantacinquesimo posto a livello nazionale su centosei capoluoghi. I dati emergono dal documento stilato da Legambiente e Ambiente Italia, in collaborazione con Il Sole 24 Ore, e diffuso a livello locale tramite un comunicato ufficiale del circolo degli Erei guidato dal presidente Franz Scavuzzo. La città siciliana registra un punteggio del 55,01 per cento, inserendosi esattamente a metà della graduatoria generale e diventando la terza forza dell’intero Mezzogiorno dopo Cosenza e Oristano. Un risultato che premia la gestione dei rifiuti e la qualità dell’aria ma che lascia scoperte importanti falle sul fronte della vivibilità urbana.

I successi nella raccolta differenziata e la qualità dell’aria

Il dossier, giunto alla sua trentatreesima edizione e basato sui dati relativi all’annualità 2025, fotografa una situazione nazionale in lieve ripresa. La media generale sfiora il 56 per cento con un incremento incoraggiante della raccolta differenziata e un leggero aumento dell’energia prodotta da fonti rinnovabili. Per quanto riguarda il capoluogo ennese, la nota di Legambiente sottolinea come il territorio rappresenti un sud che «ha capito». Le prestazioni della città risultano ottime per ciò che concerne la gestione degli scarti urbani. A questo si aggiunge un livello eccezionale in quasi tutti i parametri che definiscono la salubrità e la purezza dell’aria respirata dai cittadini.

Fanalino di coda per alberi urbani e consumo del suolo

Il rovescio della medaglia mostra purtroppo criticità profonde e radicate. Il documento evidenzia una carenza allarmante di alberature negli spazi cittadini. In questa specifica categoria Enna scivola all’ultimo posto in Italia, facendo compagnia a realtà come Napoli, Agrigento e Caltanissetta. Una prestazione giudicata pessima riguarda anche l’uso efficiente del suolo, indicatore che vede il capoluogo siciliano chiudere la classifica insieme a Brindisi e Ragusa. La mobilità dolce arranca vistosamente, offrendo appena 4,7 metri di piste ciclabili ogni cento abitanti. Un dato impietoso se paragonato ad altre città montane italiane con climi ben più rigidi.

I nodi da sciogliere per il futuro sostenibile della città

L’associazione ambientalista punta il dito contro alcune pendenze storiche che frenano lo sviluppo del territorio. Nel testo si fa riferimento alla perdurante chiusura della strada Panoramica, un ostacolo imponente per la stesura dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile. Mancano all’appello un vero terminal per gli autobus a Enna Bassa e un moderno sistema di depurazione a servizio del bacino di Pergusa. Preoccupa inoltre la massiccia cementificazione in tutte le aree del tessuto urbano. Per affrontare queste urgenze, Legambiente annuncia l’intenzione di convocare a breve un’assemblea pubblica per discutere le future scelte di pianificazione insieme ai cittadini e agli amministratori locali.

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