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Piazza Armerina – Dopo il no in consiglio comunale al nuovo stadio il calcio lascia Piazza Armerina. L’ASD: “Non giochiamo più qui”

Pubblicato il 21 Aprile 2026 da Letto da 3.024 utenti

A partire dalla stagione 2026/2027, la ASD Piazza Armerina non disputerà più le partite casalinghe né le sessioni di allenamento nel campo sportivo cittadino. La clamorosa decisione, comunicata ufficialmente dal presidente Vittorio Guccio, arriva all’indomani di una seduta del Consiglio comunale che ha di fatto sancito, con la bocciatura del nuovo stadio,  l’assenza di prospettive per il futuro dell’impiantistica locale. Si tratta di un punto di rottura definitivo che segna quello che la società stessa definisce come il funerale del calcio cittadino, una realtà che la dirigenza avrebbe voluto evitare ma che oggi appare come un atto inevitabile.

Il verdetto dell’aula consiliare pesa come un macigno sulla storia sportiva di una comunità che per decenni ha vissuto di sacrifici, appartenenza e pura passione per i colori sociali. La scelta di abbandonare le mura amiche nasce da una profonda amarezza, ma risponde alla necessità primaria di tutelare il decoro della squadra e dei suoi sostenitori. Senza un progetto concreto e senza garanzie sulla gestione della struttura, il calcio a Piazza Armerina rischiava di scivolare in un lento declino fatto di precarietà e incertezze strutturali.

Una scelta sofferta per garantire la dignità dello sport

Il trasloco della compagine sportiva non riguarda solo la logistica, ma rappresenta una rivendicazione di rispetto verso i protagonisti del rettangolo di gioco. Per la prossima stagione, gli allenamenti e i match interni si svolgeranno in impianti moderni e idonei situati nei comuni limitrofi. La società ha spiegato che in queste strutture sarà finalmente possibile garantire «dignità, sicurezza e rispetto» per gli atleti e per lo sport stesso. È un paradosso che colpisce al cuore la cittadinanza, costretta a vedere la propria squadra del cuore cercare fortuna altrove per mancanza di risposte istituzionali adeguate.

La ricerca di palcoscenici alternativi diventa così un passaggio obbligato per non disperdere il patrimonio umano e agonistico costruito negli anni. Nonostante la ferita sia profonda, la dirigenza ha voluto ribadire che la sicurezza degli spettatori e la qualità degli spazi per l’attività sportiva non possono più essere oggetto di compromesso. Il trasloco nei paesi vicini garantisce quegli standard minimi che il campo di Piazza Armerina non sembra più in grado di offrire secondo le attuali disposizioni e visioni politiche.

L’identità sportiva ferita ma non piegata dal trasloco

Nonostante la perdita dell’impianto cittadino rappresenti la cessione di un pezzo fondamentale dell’identità locale, la voglia di lottare della ASD Piazza Armerina rimane intatta. Il calcio, secondo la visione della società, vive ovunque ci sia qualcuno pronto ad amarlo e a sostenere i colori della maglia. La passione dei tifosi non è legata esclusivamente a un perimetro di cemento, ma alla capacità di restare uniti anche nei momenti di maggiore difficoltà come quello attuale.

La sfida per il 2026/2027 sarà dunque quella di mantenere saldo il legame con la base dei sostenitori nonostante la distanza fisica dai confini comunali. La società si prepara a una stagione di transizione con l’orgoglio di chi non vuole arrendersi al declino. Se il campo sportivo cittadino chiude i battenti e quello nuovo non si realizza l’amore per il calcio e la determinazione di chi lo pratica non si spengono, ma cercano nuove terre dove poter continuare a correre e a sognare.

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