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Piazza Armerina: non tende a placarsi la polemica sulla bocciatura della variazione di bilancio per pagare chi ha lavorato per il Palio.

Pubblicato il 21 Novembre 2025 da

È un clima da resa dei conti quello che si respira tra i banchi del consiglio comunale, dove la dialettica politica ha lasciato spazio a uno scontro frontale tra l’amministrazione e l’assemblea cittadina. Al centro della contesa, una variazione di bilancio cruciale per la copertura finanziaria degli eventi estivi più identitari della città: il Palio dei Normanni e i festeggiamenti per la Madonna delle Vittorie. Nonostante l’appello accorato e a tratti durissimo del primo cittadino, l’aula ha scelto la via del muro contro muro, respingendo la ratifica dell’atto.

La legittimità dell’atto e l’accusa di strumentalizzazione

L’intervento del sindaco Nino Cammarata si è trasformato in un atto d’accusa nei confronti di una parte del consiglio, tacciata senza mezzi termini di agire per “faziosità” e “assoluta mala fede”. Il primo cittadino ha difeso strenuamente la correttezza tecnica e amministrativa della manovra finanziaria, sottolineando come l’atto fosse non solo “consentito e previsto dalla legge”, ma anche avallato dal parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti.

“Volevo fare un intervento diverso, ma la frustrazione è comprensibile quando si tenta di far passare il messaggio che abbiamo compiuto atti illegittimi”, ha tuonato Cammarata, rivolgendosi direttamente ai consiglieri di opposizione, tra cui Azzolina e Arena. La tesi del sindaco è chiara: la variazione di bilancio era un atto dovuto e necessario, compiuto dalla giunta in una fase d’urgenza per garantire lo svolgimento delle manifestazioni, e il rifiuto della ratifica da parte dell’aula non avrebbe basi tecniche, ma esclusivamente politiche. “Se dite che la responsabilità è mia, mentite sapendo di mentire”, ha aggiunto, sfidando l’aula a giustificare il voto contrario di fronte alla città.

Il paradosso dei fondi e il rischio per il turismo

Uno dei passaggi più critici del dibattito ha riguardato la provenienza e la destinazione delle risorse. Si parla di circa 65.000 euro, fondi che l’amministrazione rivendica di aver reperito esternamente, nonostante la situazione di dissesto finanziario dell’ente. Per Cammarata, la capacità di attrarre finanziamenti regionali per il completamento del cartellone estivo avrebbe dovuto essere accolta con favore, non osteggiata.

Il sindaco ha evidenziato il paradosso di un’opposizione che, a suo dire, sperava nel fallimento della stagione estiva e che ora, di fronte al successo degli eventi, sceglie di bocciare la copertura delle spese per “il mero piacere di avere i numeri in più in aula”. Il rischio, paventato con forza, è quello di compromettere l’immagine turistica della città e la gestione del suo evento principale, il Palio dei Normanni, sacrificati sull’altare di una guerra di posizioni.

La conta dei voti: l’opposizione fa muro

La tensione accumulata durante l’intervento del sindaco si è cristallizzata al momento della votazione nominale. Nonostante gli avvertimenti sulle conseguenze politiche e amministrative del gesto, la maggioranza dei consiglieri presenti ha espresso voto sfavorevole.

La sequenza dei “contrario” pronunciati dai consiglieri — tra cui Grancagnolo, Filetti, Marino, Di Seri e Cursale, — ha sancito la bocciatura della proposta. L’esito del voto certifica una frattura ormai profonda tra l’esecutivo e il legislativo locale, aprendo una fase di incertezza sulla gestione economica degli eventi già realizzati e proiettando un’ombra lunga sulla governabilità dei prossimi mesi. Quella che doveva essere una ratifica tecnica si è trasformata in un segnale politico inequivocabile: l’opposizione non fa sconti neanche se ci sono in mezzo gli interessi dei lavoratori

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