consiglio comunale

Emendamento bocciato dall’opposizione in consiglio comunale, a Natale aziende, professionisti e associazioni non vedranno i soldi.

Pubblicato il 19 Novembre 2025da

Un Natale con l’amaro in bocca per molti. È la prima amara conseguenza della bocciatura, avvenuta ieri sera in Consiglio Comunale a Piazza Armerina, di un emendamento tecnico che puntava a sbloccare i pagamenti per le aziende, le associazioni, gli artigiani e i professionisti che hanno collaborato alla realizzazione del Palio dei Normanni edizione 2025. Una modifica al bilancio vitale per onorare gli impegni presi: senza quel via libera, le somme attese per dicembre, fondamentali per le spese natalizie di molte famiglie, restano congelate.

Il cuore della polemica: quel 15% conteso e la contestazione

L’opposizione ha votato compatta contro l’approvazione, sollevando una precisa contestazione all’amministrazione: aver destinato in modo ritenuto non conforme alla norma il 15% dei ricavi ottenuti dalla vendita dei biglietti della Villa Romana del Casale. Una mossa che ha spaccato l’aula, trasformando una discussione tecnica in un vero e proprio scontro politico. L’amministrazione, sostenuta dalla maggioranza, ha tentato fino all’ultimo di perorare la causa di una “posizione più elastica”. Hanno ricordato che la convenzione stipulata con la Regione per l’uso di quel 15% prevede che i fondi siano spesi per la promozione turistica della Villa e, si sono chiesti, quale miglior veicolo promozionale del Palio dei Normanni? Ma la questione più urgente e sentita è un’altra: quei soldi erano attesi in gran parte da padri di famiglia e lavoratori che facevano affidamento su quegli importi per trascorrere un Natale più sereno.

La rigidità della norma contro l’urgenza dei pagamenti

L’atteggiamento dell’opposizione è stato di netta chiusura. Intervenendo nel dibattito, i consiglieri Massimo Di Seri (FI), Andrea Arena e Dario Azzolina (PD) hanno rimarcato che l’errore interpretativo della norma che regola l’uso del 15% impedisce di dare un parere favorevole al pagamento. Un parere supportato anche dai revisori dei conti che nei mesi scorsi avevano già sollevato alcune perplessità sull’operazione. Una presa di posizione strettamente contabile, insomma, a fronte di una situazione che richiedeva anche una valutazione sociale ed economica. Precisiamo che le somme provenienti dai biglietti venduti per visitare la Villa romana del Casale sono un indennizzo al comune per l’afflusso turistico, un tempo pari al 30% e poi stabilizzato al 15%, utilizzabile per opere pubbliche ma anche per la promozione dello stesso sito archeologico: nella prassi è sempre stato lasciato all’amministrazione comunale decidere in cosa e come  investire quei soldi.

Dovere e prassi: una lunga storia di interpretazioni elastiche

Nella realtà dei fatti, chi ha ragione? Entrambe le parti detengono un pezzo di verità. È innegabile che la spesa del 15% richiederebbe una maggiore attenzione nella ripartizione tra attività di richiamo, comunicazione diretta, investimenti collaterali. Però, è altrettanto vero che da quando questa rendita della Villa Romana è inserita nel bilancio comunale, tutte le amministrazioni che si sono succedute hanno usato le somme in maniera molto elastica. Le opposizioni, nel tempo, hanno contestato, sì, ma non hanno mai bloccato i pagamenti, evitando di danneggiare sia l’immagine del comune sia, soprattutto, i privati che non hanno alcuna colpa.

Le conseguenze e la partita finale in Consiglio: i cittadini pagano il prezzo

Cosa accadrà ora? La contestazione dell’opposizione si traduce immediatamente in una perdita secca di liquidità per i privati. Questi ultimi, dopo una lunga e incerta procedura, forse potranno riscuotere parte del loro credito, a meno che l’amministrazione non riesca ad approvare il bilancio prima del 31 dicembre. Una corsa contro il tempo che, se vinta, consentirebbe di sanare la posizione debitoria dell’ente. La partita si sposta di nuovo in Consiglio Comunale, dove il dibattito di ieri sera è stato infiammato da accuse e offese tra chi chiedeva di tutelare i lavoratori e chi si attestava rigidamente sulle posizioni contabili. Quel che è certo è che, al centro di questa disputa senza esclusione di colpi, restano come al solito i cittadini, unici e veri danneggiati.

Home Utilità Radio Piazza Mille&uno Xbazar