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Rifiuti, Arancio replica al Pd: «Fatti contro polemiche, l’adesione votata anche da voi»

Pubblicato il 18 Novembre 2025da

Sulla questione della gestione dei rifiuti i fatti parlano molto più forte delle polemiche. È questo il messaggio centrale che arriva dall’assessore all’Ambiente e Territorio, Concetto Arancio, deciso a fare chiarezza dopo le recenti critiche mosse dal Partito Democratico. Una replica che non si limita alla difesa d’ufficio ma entra nel merito della storia amministrativa della città, ricordando come certe scelte abbiano radici lontane e colori politici ben precisi. L’assessore sottolinea infatti come il passaggio dall’ATO Enna 1 alla SRR ATO 4 CL non sia un’invenzione dell’attuale giunta Cammarata, bensì un percorso avviato il 17 ottobre 2012 sotto l’amministrazione Nigrelli e decretato nel 2013 dal governo Crocetta. Una chiara impronta di centrosinistra che oggi, secondo l’esponente della giunta, qualcuno finge di aver dimenticato.

La memoria amministrativa sembra essere il punto dolente sollevato da Arancio, il quale punta i riflettori sugli atti ufficiali votati in consiglio comunale. L’adesione alla gestione “in house”, deliberata dalla SRR nell’aprile 2021, ha ricevuto il via libera dall’aula consiliare di Piazza Armerina il 13 aprile 2023. In quella seduta, ricorda l’assessore, l’atto passò con 13 voti favorevoli su 16 presenti. Un dato politico rilevante è che tra i favorevoli figuravano anche i consiglieri del PD, Mauro Di Carlo e Sabrina Falcone. «Dunque il PD non solo era a conoscenza dell’iter, ma lo aveva pienamente condiviso e sostenuto» afferma Arancio, evidenziando una contraddizione tra il voto in aula e le dichiarazioni odierne.

Costi e servizi: la verità sulle tariffe e il nodo della manutenzione

Anche sul fronte economico l’assessore respinge le accuse di aumenti indiscriminati. L’approvazione del nuovo capitolato nel settembre 2024, avvenuta quando Arancio non ricopriva ancora l’incarico, ha visto l’astensione e non il voto contrario dei consiglieri dem Azzolina e Arena. Gli adeguamenti dei costi vengono definiti necessari e fisiologici, legati agli aggiornamenti contrattuali, agli oneri del personale e al costo della vita, dinamiche che stanno interessando tutti i comuni e che comunque si attestano su percentuali inferiori a quelle denunciate dall’opposizione. «Altro che aumento del 30%» precisa l’assessore, smontando la narrazione di un salasso ingiustificato.

Altro punto caldo è quello dei presunti tagli ai servizi. Arancio è categorico nel definire infondate le voci su servizi ridotti. Il diserbo è incluso esattamente come in precedenza, mentre la cura del verde pubblico non rientra nel pacchetto, ma non vi rientrava nemmeno con il vecchio capitolato. Parlare di tagli, secondo l’amministrazione, significa diffondere notizie false. L’obiettivo dichiarato resta quello di un servizio più moderno ed efficiente, capace di stabilizzare i costi nel tempo grazie agli utili di gestione che verranno reinvestiti per calmierare le tariffe.

I vantaggi economici e la necessità di uscire dalla proroga tecnica

Un aspetto che l’assessore tiene a mettere in evidenza riguarda i benefici diretti per le casse comunali derivanti dalla partecipazione alla società. Essere soci permette di accedere a tariffe di smaltimento in discarica decisamente più vantaggiose, con un risparmio stimato intorno al 50% rispetto ai comuni non soci. Questo si traduce in circa 150 mila euro l’anno che restano nella disponibilità della comunità. A ciò si aggiunge la questione della legalità e della sicurezza amministrativa.

Il precedente affidamento procedeva in regime di proroga tecnica, una condizione che non può essere mantenuta a tempo indeterminato, specialmente quando la SRR ha già individuato un nuovo gestore. Continuare su quella strada avrebbe esposto l’ente a rischi pesanti. La gestione “in house” garantisce invece mezzi nuovi e un affidamento conforme alla legge. Per l’assessore Arancio, dunque, la polemica del PD appare come «un esercizio di visibilità privo di fondamento», smentito dagli atti stessi che i rappresentanti dem hanno contribuito a votare negli anni passati.

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