Il mistero delle piramidi d’Egitto: nuove scoperte suggeriscono l’uso di vie d’acqua

Il mistero delle piramidi d’Egitto: nuove scoperte suggeriscono l’uso di vie d’acqua

Per secoli, la costruzione delle piramidi egiziane è rimasta un enigma che ha affascinato storici e pubblico. Tuttavia, recenti scoperte potrebbero finalmente gettare luce su come gli antichi egizi siano riusciti a realizzare queste meraviglie architettoniche. Le piramidi d’Egitto, in particolare la Grande Piramide di Giza, sono composte da oltre 2,3 milioni di blocchi di pietra calcarea e granito, ciascuno del peso di circa due tonnellate. “Anche oggi sarebbe necessaria una notevole quantità di risorse e competenze ingegneristiche per portare a termine un’impresa simile”, afferma la dottoressa Laila Hassan, un’archeologa di spicco.

Un gruppo di archeologi ha condotto un’analisi approfondita dell’area circostante la Grande Piramide, suggerendo che gli antichi egizi potrebbero aver utilizzato le vie d’acqua per trasportare i massi. Per confermare questa ipotesi, sono stati prelevati campioni di terreno fossile dal letto alluvionale di Giza, che sono stati poi analizzati in un laboratorio in Francia. L’analisi ha rivelato tracce del Khufu Branch, un antico affluente del Nilo creduto essersi prosciugato nel 600 a.C. Questa scoperta non solo conferma l’esistenza dell’affluente, ma rafforza anche la teoria secondo la quale esso avrebbe facilitato il trasporto delle pietre utilizzate nella costruzione delle piramidi.

“Senza questo affluente, sarebbe stato praticamente impossibile costruire le piramidi. Ha agito come un nastro trasportatore naturale, semplificando l’incubo logistico del trasporto di blocchi di pietra così enormi”, spiega Hader Sheisha, geografo ambientale e membro del gruppo di ricerca. La scoperta che gli antichi egizi potrebbero aver utilizzato un sistema di vie d’acqua naturali per facilitare la costruzione delle piramidi è una testimonianza della loro ingegnosità. Non solo offre una spiegazione plausibile per la costruzione di queste meraviglie, ma offre anche uno sguardo affascinante sulla risorse e l’adattabilità di questa antica civiltà.

Luigi Schiavo per StartNews

 

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