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Maxi truffa alle Poste di Valguarnera: risarcimento da 1,5 milioni per venti anziani

Pubblicato il 25 Gennaio 2026da

Arriva dopo tredici anni la parola fine su una vicenda che aveva gettato nello sconforto decine di famiglie a Valguarnera Caropepe. I giudici della Corte di Appello di Caltanissetta hanno condannato Poste Italiane a un risarcimento complessivo di un milione e mezzo di euro in favore di venti risparmiatori, vittime di una complessa truffa orchestrata tra il 2008 e il 2013 da un ex direttore dell’ufficio postale locale. La sentenza ribalta l’esito del primo grado, riconoscendo la responsabilità dell’azienda per l’operato del proprio dipendente.

Il meccanismo del raggiro e i finti interessi

Il sistema messo in piedi dall’ex direttore faceva leva sulla fiducia degli anziani clienti. L’uomo prospettava guadagni ingenti e rendite sicure attraverso prodotti di investimento apparentemente garantiti da Poste Italiane. Tuttavia, non appena incassate le somme, il denaro veniva immediatamente trasferito su conti bancari personali accesi presso altri istituti, sparendo di fatto dalla disponibilità dei risparmiatori. Per non destare sospetti, il funzionario corrispondeva periodicamente piccole somme alle vittime, presentandole come interessi maturati. Un espediente che ha retto fino a quando alcuni investitori hanno richiesto la restituzione del capitale, scoprendo che i loro conti erano stati svuotati.

Le indagini e la battaglia legale

L’inchiesta era partita nel 2013, in seguito a una segnalazione dell’ufficio Tutela aziendale – Fraud Management di Poste Italiane, che aveva portato la Procura di Enna ad accendere i riflettori sull’attività fraudolenta. Sebbene la truffa fosse stata accertata, il percorso per ottenere il rimborso è stato lungo e tortuoso. In primo grado, infatti, il tribunale non aveva liquidato il danno patrimoniale lamentando una mancanza di riscontri sufficienti. Una decisione che è stata ora completamente rivista dai giudici d’appello, accogliendo la tesi difensiva basata sulla responsabilità oggettiva dell’ente.

La soddisfazione dei legali

A tutelare i venti risparmiatori è stato l’avvocato Lorenzo Caruso, coadiuvato dal collega Gianluca Di Barca. «Abbiamo chiamato in causa Poste italiane per il risarcimento dei clienti facendo leva sulla responsabilità oggettiva» ha spiegato l’avvocato Caruso, commentando l’esito della sentenza. «Dopo 13 anni si è arrivati ad una sentenza che rende giustizia a persone che avevano, in buona fede, investito i loro risparmi. Abbiamo ottenuto il riconoscimento integrale di tutte le somme, vuol dire un milione e mezzo di euro per i miei assistiti, oltre al riconoscimento delle spese e del danno non patrimoniale».

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