Richiesta di rinvio a giudizio per l’ex assessore Alessio Cugini. “Nessuna sorpresa, ho difeso Piazza Armerina”

Richiesta di rinvio a giudizio per l’ex assessore Alessio Cugini. “Nessuna sorpresa, ho difeso Piazza Armerina”

Nel tardo pomeriggio di ieri siamo venuti a conoscenza della richiesta, da parte del Pubblico Ministero, di rinvio a giudizio dell’ex assessore del comune di Piazza Armerina Alessio Cugini. La richiesta dovrà ora essere valutata dal giudice che ha già sentito lo stesso Cugini.

L’ex assessore é accusato di aver esercitato abusivamente le funzioni di agente di polizia. Ricordiamo che l’avv. Alessio Cugini é stato Assessore, proprio con delega alla polizia locale, nel periodo del primo lockdown, quando Piazza Armerina fu protetta da un solido cordone sanitario che le permise di mantenere molto basso il numero dei contagi.
Abbiamo rintracciato telefonicamente l’ex assessore che in una lunga dichiarazione precisa di non essere stato rinviato a giudizio ma che si tratta per il momento solo di una richiesta e inoltre di essere già stato sentito dai magistrati e di aver ampiamente chiarito la sua posizione. “Non ho mai indossato la divisa della Polizia Locale e non ho mai effettuato ingressi in private abitazioni. Ho agito, nell’interesse della città, nel mio ruolo e nell’ambito delle funzioni di pubblico ufficiale . Ho piena fiducia nella magistratura”.

Scrive l’avv. Cugini: “prendo atto, in verità senza alcuna sorpresa, della pubblicazione di una richiesta di rinvio a giudizio (e non già di un rinvio a giudizio come ha erroneamente scritto qualcuno, che ne risponderà nelle opportune sedi) afferente la gestione del primo lockdown a Piazza Armerina, e nel frangente della quale ho rivestito la carica di Assessore, fra l’altro, alla Polizia Locale.

Per inciso, e fuori da ogni fraintendimento, rivendico, come ho già detto ai Magistrati che mi hanno ascoltato, le scelte che sono state fatte, anche difficili e più dure di altre realtà, ma che hanno permesso a Piazza Armerina, in piena prima ondata, e con situazioni drammatiche ai nostri confini, di mantenere a dieci il tetto massimo dei contagi e scongiurare cifre da capogiro o zone rosse.

Sono stati mesi difficili, e come ho detto sin dal primo giorno, non sono mai stato disponibile a chiedere ad altri sacrifici che non ero pronto io per primo a fare.

Per questo ringrazio di cuore tutto il personale del Comando di Polizia Locale, compreso il personale amministrativo, che nonostante gli esigui numeri ha permesso di mettere in campo un’azione decisa di contrasto alla diffusione del virus ed è risultato il Comando più attivo dell’intera Provincia ed a cui credo che .

Come ho già chiarito, e chiarirò ancora, non ho mai indossato la “divisa” della Polizia Locale (meno che mai durante il lock down), non ho mai effettuato ingressi in private abitazioni, ma a fronte di segnalazioni (ed ho prodotto ai Magistrati nomi, cognomi e messaggi a supporto) di possibili violazioni di leggi vigenti non potevo, in quanto pubblico ufficiale (e anche come cittadino innamorato della mia Città, la stessa dove intendo fra crescere mia figlia), sottrarmi a richieste di accertamento, mai assunte di mia iniziativa e mai fatte personalmente, che hanno riguardato tutti i cittadini, senza distinzioni – compresi miei familiari, per inciso.

Credo davvero che lo sforzo corale che in quel periodo l’Amministrazione comunale tutta ha messo in campo, concordando le varie scelte e fra queste anche le azioni del sottoscritto, sia stato encomiabile, a fronte di una situazione nuova per tutti e drammatica, in cui ognuno di noi, Assessori, Sindaco, Consiglieri comunali, Funzionari, ha cercato di dare il massimo.

Non è mia abitudine nascondermi dietro un dito – a differenza di qualcuno che ha preferito non calcare neanche i palchi dei comizi per continuare a manovrare nell’ombra ma ciononostante pensa di mettere in atto questi teatrini facendo veicolare atti giudiziari – nè cercare la facile gloria, specie ora che non rivesto cariche politiche e non intendo candidarmi a nulla.”

” Affronterò sempre con serenità – conclude Alessio Cugini – il lavoro dei Magistrati, credendo, anche per il giuramento fatto nel momento in cui ho indossato la toga, nella buona fede e nell’emersione della realtà che il prosieguo dei fatti porterà.

Sempre con Piazza Armerina nel cuore.

Avv. Alessio Cugini Borgese