MES: evitiamo di commettere lo stesso errore del passato

MES: evitiamo di commettere lo stesso errore del passato

Un problema di indiscussa importanza viene sviscerato da un po’ di tempo in tutte le trasmissioni d’intrattenimento, sia radiofoniche che televisive. Accettare o meno un prestito a tasso zero di 37/miliardi da parte del MES, Meccanismo Europeo di Stabilità. Discussioni animatissime , gestite da pseudo moderatori, che non consentono agli ascoltatori e ai telespettatori di comprendere bene il motivo per il quale il nostro Governo dovrebbe rinunciare a un tale beneficio.

Se le condizioni dl nostro paese fossero ben diverse la discussione avrebbe potuto avere soltanto un valore accademico.
Ma noi abbiamo bisogno di grosse liquidità per affrontare e risolvere bene la difficile situazione creata, non solo all’Italia, dal coronavirus. L’Italia ha bisogno di notevoli mezzi per cercare di superare questa crisi particolare, mezzi che saranno richiesti al mercato finanziario con tassi variabili. Utilizzare il prestito disponibile presso il MES significherebbe risparmiare almeno un miliardo di euro di interessi all’anno. Gli errori commessi in passato non vengono tenuti in considerazione dalla nostra classe politica, forse perché ignora certi comportamenti che gravissimi danni hanno provocato.

Mi riferisco alla crisi che nel 2008 coinvolse quasi tutte le banche europee. L’Europa cercò di valutare in fondo lo stato di tutti gli istituti bancari della propria area, predisponendo un piano per un possibile salvataggio in caso di necessità, mettendo disposizione degli stati membri un fondo di 800/miliardi. da poter utilizzare fino al 31 dicembre del 2014, Questo fondo venne così utilizzato: Germania per 238/miliardi, Spagna per 52/miliardi, Irlanda per 42/miliardi, Grecia per 40/miliardi, Italia per 4/miliardi. Dal 1° gennaio 2015 il fondo, non completamente utilizzato, cessò di funzionare.

Quasi contestualmente iniziò la pesante crisi del nostro sistema bancario ed il paese . ha pagato caro il disinvolto comportamento dei nostri governanti di allora. Questi i nomi dei responsabili del grave errore commesso nell’ordine: i Presidenti del Consiglio Prodi, Berlusconi, Monti, Letta e Renzi, fino al 31 dicembre 2014, data di cessazione della validità del provvedimento. Evitiamo, per falsi motivi di principio, commettere un altro errore che aggraverebbe la gia pesante situazione in cui versa il nostro paese.

Angiolo Alerci

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