Le famiglie italiane si impoveriscono e la capacità di risparmio registra un crollo verticale rispetto al resto d’Europa. La Fondazione Fiba di First Cisl lancia un nuovo Osservatorio dedicato all’analisi della ricchezza privata nel decennio 2015-2025. I dati mostrano un’Italia in forte difficoltà, passata dal quarto al nono posto a livello europeo per ricchezza netta familiare. Il divario con nazioni come Germania e Francia, capaci di incrementare i propri risparmi in modo massiccio, si allarga a dismisura e nel Paese crescono le diseguaglianze sociali.
La situazione allarmante in Sicilia
La fotografia scattata dal sindacato assume contorni drammatici nel Mezzogiorno. Il segretario generale First Cisl Sicilia, Fabio Sidoti, spiega come «in Sicilia la situazione è ancora più grave». L’assenza di un’occupazione di qualità e il crollo del potere d’acquisto «costringono molte famiglie ad attingere al risparmio per fare fronte alle spese correnti». Quando le scorte finanziarie finiscono, le persone ricorrono inevitabilmente ai prestiti. L’isola detiene infatti il primato nazionale per l’utilizzo del credito al consumo. Questo indicatore rappresenta un segnale inequivocabile del forte disagio economico del territorio.
Un divario europeo sempre più profondo
I numeri dell’analisi delineano uno scenario preoccupante anche sul fronte della concentrazione delle risorse finanziarie. Appena il 5 per cento dei risparmiatori nazionali possiede oggi oltre la metà della ricchezza totale italiana. Questo squilibrio alimenta un grave indebolimento del tessuto economico e sociale. Sul fronte del tasso di risparmio lordo l’Italia, un tempo nazione virtuosissima, precipita alla fine del 2025 al penultimo posto in Europa, posizionandosi appena un gradino sopra la Grecia.
La proposta di un fondo nazionale
Per invertire questa pericolosa tendenza l’organizzazione sindacale avanza una soluzione strutturale. Il progetto prevede la creazione di un Fondo nazionale per l’investimento in economia reale. Questo strumento intende mobilitare il risparmio privato e le risorse previdenziali, tramite solide garanzie statali, per finanziare lo sviluppo del Paese. Il segretario generale nazionale Riccardo Colombani evidenzia la necessità di trovare vie alternative rispetto ai tradizionali finanziamenti pubblici, ormai bloccati dal debito sovrano. Serve un intervento coraggioso capace di superare le rigide logiche finanziarie per affrontare in modo diretto le reali emergenze della nazione.

GRAFICA