Emergenza idrica a Piazza Armerina: attivato il centro operativo comunale

Con l’ordinanza n. 23 del 26 giugno 2024, il Sindaco di Piazza Armerina, Antonino Cammarata, ha disposto l’attivazione del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) in modalità ristretta per fronteggiare l’emergenza idrica. La decisione segue la dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza regionale da parte della Giunta Regionale, in risposta alla grave crisi idrica che colpisce diverse province siciliane, inclusa Enna.

Motivazioni e misure adottate

L’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia ha proposto la dichiarazione dello stato di crisi idrica già a marzo 2024, a causa delle scarse precipitazioni e delle temperature superiori alla media che hanno impedito il riempimento degli invasi. La Giunta Regionale ha quindi formalizzato lo stato di emergenza il 11 marzo 2024. In questo contesto, il Comune di Piazza Armerina ha riconosciuto la necessità di attivare il C.O.C. per pianificare e coordinare le azioni di risposta alla crisi.

Funzioni del Centro Operativo Comunale (C.O.C.)

Il C.O.C. attiverà in un primo momento diverse funzioni essenziali:
1. Funzione tecnica di valutazione e pianificazione, affidata all’ing. Mario Duminuco e sostituita dal dr. Paolo Gabrieli.
2. Funzione volontariato, coordinata dal signor Giuseppe Talluto.
3. Funzione materiali e mezzi, gestita dal rag. Giuseppe Baiunco.
4. Funzione servizi essenziali e attività scolastiche, sotto la responsabilità del geom. Teodoro Ribilotta.
5. Funzione telecomunicazione, diretta dal signor Filippo Nicotra.
6. Segreteria del C.O.C. e supporto amministrativo, affidati al dr. Paolo Gabrieli.

Convocazione dei responsabili

Il Sindaco ha convocato per oggi pomeriggio i titolari delle funzioni del C.O.C. presso la sede del Centro Operativo Comunale. I responsabili sono incaricati di intraprendere tutte le azioni necessarie per gestire l’emergenza e mitigare i rischi associati.

Stato d’allerta

L’ordinanza sindacale prevede la diramazione dello stato d’allerta di protezione civile nel territorio comunale fino alla risoluzione delle condizioni di emergenza. Il responsabile del servizio comunale di Protezione Civile è incaricato di attivare le funzioni del C.O.C. e coordinare le attività operative per affrontare la crisi idrica.

Con questa ordinanza, Piazza Armerina si prepara a gestire l’emergenza idrica con un approccio coordinato e pianificato, coinvolgendo tutte le risorse disponibili per garantire una risposta efficace alla crisi.

 

Emergenza idrica a Enna: Il Prefetto convoca riunione con autorità locali. Richiesti 5 lt/s in più per Piazza Armerina e Nicosia

Questa mattina si è svolta una riunione presso la Prefettura di Enna, presieduta dal Prefetto, dr.ssa Maria Carolina Ippolito, per discutere l’attuale emergenza idrica che affligge il territorio provinciale. All’incontro hanno partecipato rappresentanti del Libero Consorzio comunale di Enna, sindaci e rappresentanti dei comuni della provincia, vertici delle Forze dell’Ordine, il Presidente dell’ATI della provincia di Enna, rappresentanti di SiciliAcque e il Presidente di AcquaEnna.

Esiti della cabina di regia regionale

Il Prefetto ha informato i partecipanti sugli esiti dell’incontro tenutosi il 21 giugno, presieduto dal dirigente generale coordinatore della Cabina di regia istituita per l’emergenza idrica presso la Presidenza della Regione Siciliana. All’incontro erano presenti anche i Prefetti di Agrigento, Caltanissetta, Palermo e Trapani. È stato istituito presso la Prefettura di Enna un gruppo di lavoro coordinato dal Viceprefetto Vicario e dal Capo di Gabinetto per la gestione quotidiana delle emergenze e per fornire supporto ai comuni.

Attivazione dei centri operativi comunali

Il Prefetto ha anche sollecitato tutti i comuni ad attivare immediatamente i Centri Operativi Comunali per monitorare costantemente l’andamento della crisi idrica. Ha inoltre suggerito che le richieste di finanziamento per l’acquisto di autobotti vengano canalizzate attraverso la Prefettura alla Cabina di regia. Durante l’incontro, alcuni comuni con minori criticità hanno offerto l’utilizzo di sorgenti e pozzi per il rifornimento idrico, che saranno esaminati da AcquaEnna.

Misure di sicurezza e prevenzione

Il Prefetto ha richiesto alle Forze di Polizia di intensificare le attività investigative e di controllo del territorio per prevenire furti d’acqua e allacci abusivi, garantendo l’ordine e la sicurezza pubblica. Ha raccomandato ai sindaci di coinvolgere le polizie municipali, tecnici comunali e personale addetto ai controlli esterni in queste attività.

Richieste di aumento della dotazione idrica

Infine, su sollecitazione dei sindaci, il Prefetto si è impegnato a richiedere all’Autorità di Bacino di autorizzare SiciliAcque ad aumentare la dotazione idrica di 5 litri al secondo per risolvere i problemi di distribuzione nei comuni di Piazza Armerina e Nicosia.

Emergenza idrica: Il Presidente dell’ATI, Nino Cammarata, nominato come soggetto attuatore del progetto di apertura di sei pozzi

“In veste di presidente dell’ATI Enna sono stato nominato come soggetto attuatore del progetto, finanziato dalla Protezione Civile e dalla Cabina di regia regionale, per l’apertura di sei pozzi in provincia nel più breve tempo possibile. Intanto, come ATI, rimaniamo in assemblea permanente”. Con queste parole, l’avvocato Nino Cammarata, presidente dell’Assemblea Territoriale Idrica di Enna, ha annunciato le iniziative in atto per affrontare l’emergenza idrica che sta interessando la provincia.

Misure adottate per l’emergenza

La situazione, definita “molto delicata” da Cammarata, ha portato a un intervento immediato e coordinato. “Siamo stati a Palermo, per partecipare a una riunione alla Presidenza della Regione, convocati dal direttore della Protezione Civile Cocina, e immediatamente abbiamo invitato i sindaci a essere presenti in assemblea. Innanzitutto ogni sindaco dovrà istituire il Centro Operativo Comunale (COC), che si occuperà di fronteggiare qualunque tipo di situazione per essere di sostegno alla cittadinanza”, ha spiegato il presidente.

Convocazione permanente e riunioni istituzionali

Cammarata ha inoltre riferito che “stamattina si è tenuta una riunione dell’assemblea dei sindaci sul tema dell’emergenza idrica. Domani siamo stati convocati in Prefettura, da Sua Eccellenza il prefetto, per lo stesso tema. La nostra convocazione permanente dell’assemblea mira proprio a consentire aggiornamenti costanti e quotidiani sulle attività che vengono svolte.”

Obiettivi e impegno dell’ATI

L’obiettivo dell’ATI, secondo Cammarata, è garantire ogni servizio o quantomeno ridurre al minimo i disagi per la popolazione. “Per quanto ci riguarda siamo all’opera per garantire ogni servizio o quantomeno ogni minor disagio alla popolazione“, ha concluso il presidente.

Piazza Armerina: nuovi turni per l’erogazione idrica. Riduzione della fornitura idrica a causa della siccità

In seguito alla nota della Società Siciliacque SPA del 08/03/2024 che ha comunicato la riduzione della fornitura idrica a causa della situazione di severità idrica alta, l’AcquaeEnna S.C.p.A. ha deciso di regolare il sistema distributivo nelle zone periferiche del Comune di Piazza Armerina con un’erogazione secondo turnazione ogni tre giorni. Nello specifico, vi sarà un giorno di erogazione e due di fermo.

Le contrade interessate da questa turnazione includono Polleri, Alberazzi, S. Croce, Serrafina, Scarante, Colla, Fontanelle ed Indirizzo. La distribuzione idrica per queste aree verrà effettuata giovedì 20/06/2024, con la successiva erogazione domenica 23/06/2024, mercoledì 26/04/2024, sabato 29/06/2024 e così a seguire.

 

 

Turnazioni Erogazione Idrica – Piazza Armerina

Area Data Erogazione
Contrade Polleri, Alberazzi, S. Croce, Serrafina, Scarante, Colla, Fontanelle e Indirizzo Giovedì 20/06/2024
Domenica 23/06/2024
Mercoledì 26/06/2024
Sabato 29/06/2024
Quartieri Casalotto e Canali, zone Duomo, Monte, Teatini e Via Garibaldi Venerdì 21/06/2024
Sabato 22/06/2024
Lunedì 24/06/2024
Martedì 25/06/2024
Giovedì 27/06/2024
Venerdì 28/06/2024

La misura adottata dall’AcquaeEnna S.C.p.A., gestita dalla responsabile delle reti e impianti, Arch. Salvina Nota, è una risposta alla situazione di emergenza idrica e mira a garantire una gestione sostenibile delle risorse idriche disponibili, riducendo gli sprechi e assicurando una distribuzione equa tra tutte le aree del Comune di Piazza Armerina.

Crisi idrica e agricoltura. Commissione ARS approva aiuti per oltre 37 milioni di euro

“Di fronte alla peggiore crisi idrica e climatica della storia recente, la politica siciliana non resta impassibile, ma si muove per individuare risorse e strumenti per aiutare il fondamentale comparto dell’agricoltura e della zootecnia. In Commissione Bilancio abbiamo approvato un pacchetto di misure di sostegno per gli agricoltori e gli allevatori, per aiutarli ad affrontare questo momento difficilissimo e per evitare il tracollo economico di un settore chiave della nostra economia e della nostra società.”
Lo dichiara Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia e componente della Commissione bilancio all’ARS, dopo l’approvazione del testo del Disegno di legge a sostegno dell’agricoltura, che sarà ora portato al voto dell’Aula di Sala d’Ercole.
“Grazie alla sensibilità e all’attenzione dimostrata da tutti i componenti della Commissione – prosegue Pellegrino – abbiamo individuato la disponibilità di 35 milioni di euro per sostegni diretti al settore ed altre somme da destinare all’abbattimento dei costi del credito, strumento in questo momento essenziale per evitare una bancarotta di massa.”

In particolare, gli interventi approvati in Commissione bilancio prevedono:

– 10 milioni di euro per la corresponsione di indennizzi alle aziende produttrici di foraggi e cereali;
– 10 milioni per le aziende di allevamento, per l’acquisto di foraggi;
– 15 milioni  per contributi da destinare ad opere idriche come vasche, pozzi, pompe, canalizzazioni, impianti irrigui, da realizzare nel corso del 2024.

Rispetto al credito, la Commissione ha inoltre previsto contributi a fondo perduto (per una somma complessiva di 2,5 milioni) per l’abbattimento degli interessi passivi sui finanziamenti già in atto al primo gennaio 2024, ed ha previsto il blocco della riscossione dei canoni idrici e dei ruoli consortili da parte dei Consorzi Irrigui.

L’On. Lantieri: la crisi idrica si sovrappone ad una situazione già difficile. Stanziati 3 milioni di euro.

Martedì scorso, presso Palazzo d’Orleans, si è tenuta una riunione presieduta dal Presidente della Regione Schifani per affrontare la crisi idrica che affligge le aree interne della Sicilia. La cabina di regia istituita ad hoc ha individuato soluzioni immediate per alleviare la situazione.

L’Onorevole Luisa Lantieri in un comunicato fa sapere di aver partecipato attivamente, sollecitando tavoli istituzionali e convocando la IV Commissione, Ambiente territorio e mobilità, per rappresentare le problematiche degli agricoltori e allevatori e chiedere fondi al Governo regionale e nazionale. “Mi ero già attivata negli scorsi mesi sollecitando tavoli istituzionali ed incontri con le autorità competenti allarmata dal grido d’allarme che gli allevatori e agricoltori mi hanno rivolto”, ha dichiarato Lantieri. “Ogni anno sono intervenuta in questa stagione per risolvere il problema ma ho sempre ribadito che la crisi che coinvolge le province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna non fa che aggravare una condizione di fragilità e marginalità produttiva, economica e sociale che investe da anni queste aree interne.”

I finanziamenti previsti

La Presidenza della Regione ha stanziato 1,7 milioni di euro per il cofinanziamento del progetto di tre opere strategiche: il completamento dell’acquedotto Ancipa, l’interconnessione del sistema Garcia-Arancio con il sistema irriguo della diga Trinità e l’interconnessione della diga Rubino con la vasca di carico di Castellaccio. Inoltre, il Ministero delle Infrastrutture ha stanziato 1,5 milioni di euro per supportare queste iniziative.

Ricerca e riattivazione di nuove fonti idriche

Un milione di euro è stato destinato allo svolgimento di studi idrogeologici per individuare nuove falde acquifere. Sono previsti anche interventi di riattivazione di pozzi esistenti e la creazione di “pozzi gemelli”. “In queste ore la Presidenza della Regione ha previsto di stanziare 1,7 milioni di euro al cofinanziamento del progetto di fattibilità tecnico-economica di tre opere che consentiranno di veicolare importanti quantità di acqua verso zone che presentano situazioni di criticità”, ha spiegato Lantieri.

Riattivazione dei dissalatori

Duecentomila euro sono stati destinati alla Protezione Civile regionale per indagini sulle condotte marine, propedeutiche alla riattivazione dei dissalatori di Porto Empedocle, Gela e Trapani, per migliorare l’approvvigionamento idrico nelle zone colpite.

 

QUESTO IL COMUNICATO INTEGRALE DELL’ON.LUISA LANTIERI
CRISI IDRICA NELLE AREE INTERNE.

lantieri

On. Luisa Lantieri

Stanziati tre milioni di euro per il finanziamento di progetti per la ricerca di nuove fonti idriche, per la valutazione della possibilità di riattivare alcuni dissalatori e per la realizzazione di condotte idriche per alleviare le condizioni di crisi idrica di alcune aree dell’Isola.
Martedì scorso ho partecipato ad una riunione presso Palazzo d’Orleans alla Presidenza della Regione nel corso della quale la cabina di regia istituita ad hoc dal Presidente Schifani per la risoluzione di tale problematica ha cercato ed individuato soluzioni per far fronte alla grave crisi idrica che coinvolge le aree interne della Sicilia.
Mi ero già attivata negli scorsi mesi sollecitando tavoli istituzionali ed incontri con le autorità competenti allarmata dal grido d’allarme che gli allevatori e agricoltori mi hanno rivolto.
Lo scorso marzo ho convocato la IV Commissione, Ambiente territorio e mobilità, dove ho voluto che venisse audita una delegazione di agricoltori e allevatori al fine di rappresentare le loro problematiche e per chiedere al Governo regionale di intercedere con il Governo nazionale per ottenere fondi necessari per risolvere questa problematica.
Ogni anni sono intervenuta in questa stagione per risolvere il problema ma ho sempre ribadito che la crisi che coinvolge le province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna non fa che aggravare una condizione di fragilità e marginalità produttiva, economica e sociale che investe da anni queste aree interne.

Gli invasi sono semi vuoti ciò anche a causa delle precipitazioni scarse e della dispersione di oltre il 50% dell’acqua immessa.
Per questo ho chiesto interventi definitivi e non interventi tampone limitati alla sola fase di emergenza.
In queste ore la Presidenza della Regione ha previsto di stanziare 1,7 milioni di euro al cofinanziamento del progetto di fattibilità tecnico-economica di tre opere che consentiranno di veicolare importanti quantità di acqua verso zone che presentano situazioni di criticità: il completamento del sistema acquedottistico Ancipa, relativo alla condotta Piazza Armerina-Gela; l’interconnessione del sistema Garcia-Arancio con il sistema irriguo alimentato dalla diga Trinità; l’interconnessione della diga Rubino con la vasca di carico della stazione di rilascio Castellaccio a Paceco. A ciò si aggiunge lo stanziamento di 1,5 milioni di euro da parte dal Ministero delle Infrastrutture, su proposta dell’Autorità di bacino della Presidenza della Regione.

Un altro milione di euro è stato assegnato al dipartimento regionale Tecnico per lo svolgimento di studi idrogeologici finalizzati a individuare nuove falde acquifere.
A tutto ciò si affiancherà l’opera di riattivazione di pozzi già esistenti e non più produttivi o dalla portata ormai ridotta, e di realizzazione di cosiddetti “pozzi gemelli”, cioè la creazione di pozzi accanto a quelli già attivi.
Duecentomila euro vengono, infine, destinati alla Protezione civile regionale per lo svolgimento di indagini sulle condotte marine, propedeutiche alla progettazione dei lavori per la riattivazione dei dissalatori di Porto Empedocle, Gela e Trapani.

Crisi idrica: a Valguarnera si cercano soluzioni. Il 15 maggio un consiglio comunale con la presenza dei sindaci della zona

Ieri mattina a Valguarnera, sotto la presidenza di Enrico Scozzarella, si è tenuta una riunione della Conferenza dei Capigruppo Consiliari di Valguarnera Caropepe. L’ordine del giorno si è concentrato sulla persistente emergenza idrica, un problema causato non solo dalla prolungata siccità ma anche da una rete distributiva inefficiente, spesso soggetta a rotture che causano sospensioni del servizio.

Proposte e strategie per la gestione dell’emergenza idrica

La discussione ha avuto al centro la proposta del presidente Scozzarella di convocare un consiglio comunale straordinario per affrontare la questione. L’obiettivo era riunire i sindaci della provincia di Enna, l’ATI idrico, gli assessori regionali e rappresentanti parlamentari per elaborare strategie concrete volti a mitigare gli effetti della crisi idrica. Si è sottolineata l’importanza di azioni coordinate a più livelli di governo, considerando l’urgenza del problema.

Divergenze tra i consiglieri e decisioni

Durante la conferenza, si sono evidenziate significative divergenze tra i consiglieri su come procedere. Angelo Bruno ha espresso dubbi sulla reale efficacia dell’incontro, preoccupato che potesse trasformarsi in una sterile passerella piuttosto che in una reale opportunità di trovare soluzioni pragmatiche. Ha suggerito di attendere l’esito dell’Assemblea dei Sindaci per assicurarsi che il consiglio comunale disponga di tutte le informazioni necessarie per essere efficace.

Urge l’azione: la scelta dei consiglieri

Contrariamente, i consiglieri Carmelo Auzzino e Gaetana Telaro hanno enfatizzato la necessità di agire rapidamente. Auzzino ha respinto l’idea di posticipare la convocazione del consiglio, evidenziando l’importanza di presentare proposte concrete prima dell’incontro dei sindaci. Ha sottolineato che durante il consiglio comunale si avrebbe la possibilità di influenzare e coordinare le decisioni future. Filippa Greco ha supportato le preoccupazioni di Bruno, optando per evitare iniziative inefficaci.

L’inerzia dannosa

Nonostante le divergenze, i consiglieri hanno raggiunto un consenso sulla necessità di superare l’inerzia, considerata dannosa in ogni caso. È stata presa la decisione unanime di convocare il consiglio comunale il 15 maggio 2024, aperto ai sindaci dell’ATI. Questo incontro sarà cruciale per sviluppare una strategia comune che possa convincere Siciliacque, la società che gestisce il patrimonio idrico regionale, a intraprendere i necessari interventi di ristrutturazione e aggiornamento tecnologico.

Nella Foto il presidente del Consiglio Comunale di Valguarnera Enrico Scozzarella

Stato di emergenza per la siccità in Sicilia: il governo stanziato 20 milioni di euro

Il Consiglio dei Ministri, su sollecitazione della giunta regionale, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per la siccità in Sicilia. La misura avrà una durata di 12 mesi e vedrà l’immediata allocazione di 20 milioni di euro per affrontare la crisi idrica, con la prospettiva di ulteriori finanziamenti a breve termine.

Interventi immediati e piani a lungo termine

Nel dettaglio, i fondi saranno impiegati per una serie di interventi urgenti e di lunga durata. Tra le azioni rapide figurano l’acquisto di nuove autobotti e la sistemazione di veicoli esistenti per supportare i comuni più colpiti dalla crisi. Inoltre, sono previsti circa 130 interventi per la rigenerazione e la trivellazione di pozzi, oltre al miglioramento di una trentina di sorgenti.

Progetti futuri e strutture di supporto

Per i mesi a venire, il governo regionale ha messo in cantiere la ristrutturazione e il riavvio dei dissalatori di Porto Empedocle e Trapani, operazioni che richiederanno procedure di gara prolungate, a causa delle normative ambientali e di appalti. Parallelamente, sono stati istituiti nove tavoli tecnici provinciali per selezionare e monitorare gli interventi prioritari, coinvolgendo vari enti locali e autorità idriche.

La crisi idrica in provincia di Enna: sospensioni continue e interrogativi sulla gestione

L’annuncio di un’ulteriore sospensione del servizio idrico da parte della società SiciliAcque riporta in primo piano la questione della fragilità delle infrastrutture idriche che servono i comuni della provincia di Enna. Questi continui disservizi non solo evidenziano lo stato fatiscente delle condutture, ma sollevano dubbi sulla capacità del gestore di operare con le competenze e le tecnologie adeguata alla gestione di un servizio tanto essenziale.

La reazione delle autorità locali

Di fronte a questa situazione sempre più critica, non sorprende la reazione di Nino Cammarata, presidente dell’ATi (Autorità Territoriale Idrica), il quale ha pubblicamente richiesto a SiciliAcque chiarimenti sugli investimenti promessi per garantire l’efficienza e la regolarità del servizio. La domanda che emerge è se ci siano dinamiche non ancora chiare che impediscono una gestione efficiente della rete idrica.

Impatto della siccità e mancanza di politiche efficaci

Quest’anno, la crisi idrica è stata ulteriormente aggravata da una ridotta disponibilità di acqua dovuta a un periodo prolungato di siccità, che si somma alla cronica mancanza di una politica delle acque capace di adeguare e migliorare le infrastrutture esistenti. Questa situazione rende ancor più urgente la necessità di risposte concrete e di strategie a lungo termine per prevenire futuri disagi.
La costante incertezza riguardo la disponibilità di acqua non solo complica la vita quotidiana dei cittadini, ma pone seri interrogativi sulla sostenibilità ambientale e la pianificazione territoriale in uno dei settori più cruciali per la pubblica utilità.

Nel frattempo  si è verificato un altro guasto, sempre nel territori di Agira, in contrada Lavatoio. Da ieri sera sospesa l’erogazione idrica ad Agira, Aidone, Assoro – Fraz. di San Giorgio, Barrafranca, Calascibetta, Enna, Gagliano Castelferrato,
Nissoria, Piazza Armerina, Valguarnera, Villarosa.

Nella foto la diga Ancipa

Distribuzione idrica: aggiornamento sul ritorno dell’acqua nei rubinetti. A Piazza Armerina tornerà la prossima notte

L’interruzione del servizio idrico che ha colpito diversi comuni della Sicilia causa guasti agli acquedotti Ancipa, Blufi e Madonie Ovest entra in una nuova fase. I tempi di riattivazione del servizio sono stati aggiornati, seguendo il completamento delle operazioni di riparazione e la risoluzione di ulteriori complicazioni emerse durante i lavori.

Riparazioni concluse e nuovi guasti

Dopo la conclusione delle riparazioni sulla rottura dell’acquedotto Ancipa, avvenuta in contrada Franceschini nel territorio di Agira (EN), un nuovo problema è emerso durante le operazioni di riavvio in contrada Sanguisughe, nel territorio di Troina. I tecnici sono attualmente impegnati nella risoluzione di questo guasto, che si prevede di completare secondo il nuovo calendario di riattivazione del servizio.

Nuovi tempi di riattivazione previsti

Le autorità locali hanno diffuso un nuovo programma per il ripristino delle forniture idriche nei diversi comuni interessati:

– I comuni di Gagliano Castelferrato, Agira, Nissoria, Assoro Frazione San Giorgio vedranno il ripristino dell’acqua entro le 20:00 del 02/05/24.
– Per Enna, Calascibetta, il Consorzio CB6, ASI Mulinello, e Raddusa, il servizio sarà ripristinato entro le 22:00 del 02/05/24.
– A Caltanissetta e al CEFPAS l’acqua tornerà entro le 23:00 dello stesso giorno.
– Il comune di San Cataldo, Serradifalco e CB4 avranno il servizio attivo entro la mezzanotte del 30/04/24.
Aidone, Valguarnera e Piazza Armerina saranno serviti entro le 02:00 del 03/05/24, seguiti da Mazzarino e Barrafranca entro l’01:00.
– Il comune di Licata, specificatamente per il serbatoio di Safarello, avrà l’acqua entro le 08:00 del 03/05/24.
– Infine, le utenze della rete esterna dell’acquedotto Gela-Licata e la zona industriale di Butera vedranno il ripristino entro le 10:00 del 03/05/24.

Misure temporanee e prospettive future

Considerata la gravità del disservizio e la frequenza dei guasti, è stato deciso di aumentare temporaneamente le dotazioni idriche per 96 ore, in accordo con i gestori del sistema idrico integrato, per facilitare una ripresa più rapida. Questa misura mira a mitigare l’impatto del razionamento che ha afflitto la regione dal mese di marzo, a causa del ripetersi di guasti agli impianti.

Crisi idrica in Sicilia: la situazione critica dei laghi nella provincia di Enna

La crisi strutturale e i laghi a secco

La provincia di Enna, nota come “la provincia dei laghi” in Sicilia, presenta una realtà amaramente ironica con i suoi laghi ormai a secco. Alfredo Schilirò e Antonio Malaguarnera, rispettivamente Segretario Generale della Filctem Cgil di Enna e della Camera del Lavoro di Enna, sottolineano la vista devastante degli invasi privi di acqua. Nonostante l’area ospiti 8 dei 37 laghi siciliani, tra cui il noto lago di Pergusa e il vasto lago Pozzillo a Regalbuto, la situazione idrica rimane precaria.

Le cause e le proposte dei sindacalisti

Secondo i leader sindacali, la crisi idrica è un problema strutturale a lungo termine, aggravato da politiche regionali inadeguate. Denunciano una mancanza di azioni concrete a favore del benessere dei cittadini e chiedono una strategia complessiva che includa interventi sulle reti idriche ed energetiche. Schilirò e Malaguarnera enfatizzano l’importanza di interventi non più procrastinabili, proponendo di coinvolgere il mondo del lavoro, agricolo e industriale, per garantire un approvvigionamento sicuro di acqua potabile.

Verso una gestione sostenibile delle risorse idriche

I sindacalisti propongono di valorizzare la filiera dell’acqua, facendola diventare una risorsa strategica per il territorio. Sottolineano come l’utilizzo razionale delle risorse idriche possa non solo rispondere alla crisi attuale ma anche stimolare lo sviluppo di una delle industrie più grandi ed efficienti della regione. Schilirò e Malaguarnera invitano a considerare seriamente gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili e del riutilizzo delle acque reflue, per rigenerare un sistema idrico frammentato e rendere l’acqua e l’energia idroelettrica protagonisti del rilancio economico e ambientale di Enna e della Sicilia.

Emergenza idrica, il presidente dell’Ati Cammarata: “Seguiamo con attenzione l’evolversi della situazione

cammarata

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“Stiamo seguendo con attenzione l’evolversi della situazione, valutando le migliori soluzioni con l’autorità di bacino e con il gestore”. Così il presidente dell’Ati idrica di Enna, l’avvocato Nino Cammarata, riferisce in merito allo stato della crisi idrica. Un quadro generale che ha portato Sicilia Acque, nei giorni scorsi, a proclamare la “situazione di severità idrica alta”, comunicando a tutte le autorità competenti una riduzione del 25 per cento di tutti i prelievi di acqua dalla diga Ancipa di Troina. L’Ancipa è l’invaso da cui dipende l’approvvigionamento idrico di quasi tutta la provincia di Enna e di parte del Nisseno e dell’Agrigentino.

“Abbiamo subito avviato una serie di tavoli tecnici, nell’auspicio che la situazione possa evolvere per il meglio nelle prossime settimane – prosegue il presidente Cammarata -. Tutti però devono sapere che per affrontare i mesi caldi con serenità occorrerebbero 23 milioni di metri cubi d’acqua all’interno dell’Ancipa, che attualmente ne contiene 5 milioni. Questo, una quantità preoccupante poiché irrisoria, determina la situazione di crisi. E questo ha costretto Sicilia Acque a ridurre di un quarto i prelievi”.

Anziché procedere all’organizzazione di turni, come avvenne in passato in provincia di Enna, per il momento si procede a una riduzione in alcune ore, a tappeto, della fornitura del servizio. Il caso, va precisato, non riguarda tutti i comuni della provincia di Enna. Vi sono infatti centri come Regalbuto, Centuripe o Catenanuova che, avendo sorgenti proprie, non subiranno alcuna riduzione.
“E’ innegabile che siamo preoccupati per questa situazione e come sempre abbiamo scelto la trasparenza: abbiamo scelto di informare tempestivamente i nostri concittadini di una situazione che ci preoccupa, avvertendo tuttavia al tempo stesso che stiamo lavorando per affrontarla e fronteggiarla al meglio delle nostre possibilità – conclude il presidente Cammarata -. È chiaro che la soluzione non dipende da noi, ma dall’arrivo di precipitazioni che non ci sono state, se non in minima parte, nel cuore dell’inverno”.

La siccità colpisce duro: in provincia di Enna riduzione dell’erogazione idrica. Piazza Armerina inclusa.

La Sicilia si trova di fronte a una crisi idrica che va oltre i danni all’agricoltura, già gravemente colpita, al punto tale da indurre la Regione a proclamare lo stato di emergenza. La situazione critica si riflette ora anche sulla vita quotidiana delle persone. In particolare, 16 comuni del territorio ennese e la zona industriale del Dittaino sono destinati a subire una riduzione nell’erogazione dell’acqua, come comunicato da Acquaenna, la società che gestisce il servizio idrico nella zona.

Questa drastica misura è la diretta conseguenza della carenza idrica che affligge la diga Ancipa, il cui livello dell’acqua continua a diminuire. Siciliacque, l’ente che supervisiona la diga, ha trasmesso una comunicazione in cui si annuncia una riduzione dei prelievi idrici del 25% a causa della persistente siccità. Da lunedì 11 marzo, pertanto, sarà necessario ridurre l’erogazione idrica ai comuni serviti, adeguandola alla minore disponibilità d’acqua.

I comuni interessati da questa misura includono: Agira, Aidone, Assoro e la frazione di San Giorgio, l’area industriale Asi Mulinello del Dittaino, Barrafranca, Calascibetta, Cerami, Enna, Gagliano Castelferrato, Nicosia, Nissoria, Piazza Armerina, Pietraperzia, Sperlinga, Troina, Valguarnera Caropepe e Villarosa. Acquaenna ha assicurato che le modalità di questa riduzione saranno comunicate tempestivamente sia ai comuni coinvolti che agli utenti.

Oltre a impattare la vita quotidiana, la siccità ha causato danni significativi all’agricoltura, settore vitale per l’economia dell’isola. La riduzione delle risorse idriche ha portato a raccolti minori e a una qualità inferiore dei prodotti, con conseguenti aumenti dei prezzi che destabilizzano il mercato sia locale che nazionale. Anche la zootecnia è in crisi, dato che la mancanza d’acqua limita l’irrigazione delle colture e le risorse necessarie per l’allevamento e il benessere degli animali, fondamentali per la produzione di latte e carne.

La situazione attuale mette in evidenza l’importanza di adottare misure di gestione sostenibile delle risorse idriche e di prepararsi adeguatamente a fronteggiare gli effetti sempre più tangibili dei cambiamenti climatici.

(nella foto la diga Ancipa)

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