La Procura di Palermo ha chiesto l’arresto in carcere per Gaetano Armao. L’ex vicepresidente della Regione Siciliana ed ex assessore si trova al centro di un’indagine per presunti episodi di corruzione. L’inchiesta riguarda il periodo in cui il noto avvocato palermitano guidava la Commissione Tecnica Specialistica per le autorizzazioni ambientali. Gli inquirenti ipotizzano l’esistenza di un collaudato sistema di mazzette e favori costruito per pilotare pratiche specifiche e sbloccare iter burocratici di competenza regionale.
Il meccanismo delle autorizzazioni e i soggetti coinvolti
Secondo l’impianto accusatorio, Armao avrebbe incassato tangenti per agevolare determinati imprenditori. I magistrati ritengono che l’ex esponente politico avesse il compito di individuare funzionari compiacenti a cui affidare le istruttorie. Tra gli imprenditori favoriti spiccherebbe il nome di Sergio Vella, titolare della Seap Bio Energy srl. Il fascicolo d’indagine conta complessivamente nove indagati e per tutti i pubblici ministeri hanno sollecitato l’applicazione di misure cautelari. Spiccano i nomi del deputato regionale dell’Mpa Giuseppe Lombardo, del presidente della Samo Onlus Luigi Zancla, dell’imprenditore Giuseppe Argirò e di Benedetta Costanzo. I giudici contestano tre specifici episodi corruttivi.
Le perquisizioni negli uffici e le dimissioni immediate
Gli agenti della Squadra Mobile hanno bussato alla porta di Armao la mattina del 2 ottobre 2026. I poliziotti hanno notificato un decreto di perquisizione e una convocazione davanti al Giudice per le indagini preliminari per l’interrogatorio preventivo. I controlli capillari hanno riguardato l’abitazione privata e gli studi legali di Palermo e Roma. La notizia ha sollevato un notevole clamore mediatico anche per via dei legami familiari dell’indagato, sposato con l’ex magistrato Giusi Bartolozzi. Subito dopo aver ricevuto gli atti giudiziari, l’avvocato ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di consulente del Presidente della Regione Renato Schifani.
La linea difensiva e i prossimi passaggi giudiziari
L’ex assessore ha respinto ogni accusa attraverso una nota ufficiale. Armao ha confermato di aver ricevuto il decreto di perquisizione per una imputazione provvisoria e ha garantito che dimostrerà la totale infondatezza degli addebiti. L’indagine si trova attualmente nella fase preliminare e vige la presunzione di innocenza per tutti i soggetti coinvolti. Il Giudice per le indagini preliminari condurrà gli interrogatori nei prossimi giorni per poi decidere se accogliere o rigettare le richieste di arresto avanzate dalla Procura palermitana.