Cento interventi chirurgici robotici eseguiti in pochissimi mesi. L’ospedale Umberto I di Enna taglia un traguardo significativo grazie all’impiego del robot Hugo RAS. Il macchinario è diventato in breve tempo uno strumento insostituibile per le sale operatorie del nosocomio ennese. Il progetto nasce dalla stretta sinergia tra l’Azienda Sanitaria Provinciale e l’Università Kore e segna una netta evoluzione tecnologica per l’intera provincia.
Le équipe mediche in azione
Tre diverse squadre chirurgiche utilizzano stabilmente questa tecnologia avanzata. Il professore Elio Pecorino guida il reparto di Ginecologia. Il professore Paolo Di Mattia dirige la Chirurgia Generale, mentre l’Urologia è affidata ai dottori Giovanni Bologna ed Enrico Grimaldi. I medici hanno affrontato un rigoroso percorso di formazione all’estero per perfezionare le tecniche operative. Adesso mettono la loro preziosa esperienza a disposizione della struttura ospedaliera. Dietro le quinte lavora un gruppo affiatato composto da anestesisti, infermieri di sala e personale tecnico. Insieme hanno creato un’organizzazione estremamente efficiente con sedute programmate e percorsi condivisi.
I vantaggi concreti e la precisione assoluta
Il chirurgo governa le delicate operazioni da una console dotata di visione tridimensionale ad altissima definizione. I bracci robotici garantiscono movimenti ampi e di una stabilità irraggiungibile per la sola mano umana. L’operatore lavora in condizioni ergonomiche ottimali anche durante le procedure mediche più lunghe e complesse. I benefici per le persone ricoverate risultano evidenti fin dai primi momenti. Le operazioni sono decisamente meno invasive e assicurano il massimo livello di precisione. Il rischio di complicanze crolla in modo drastico e le degenze in corsia si accorciano, agevolando un rapido ritorno alla vita di tutti i giorni.
Il freno alla migrazione sanitaria
Il sofisticato sistema rappresenta un’opportunità di inestimabile valore per le aree interne dell’isola. Fino a poco tempo fa numerosi cittadini dovevano affrontare lunghi viaggi verso i grandi poli metropolitani per ricevere cure di alta specializzazione. Oggi l’Umberto I frena con forza la migrazione sanitaria e attrae pazienti persino dalle province limitrofe. «Quando abbiamo inaugurato il robot all’Umberto I sapevamo di fare un passo importante per la sanità ennese – commenta il Direttore Generale Mario Zappia – ma la rapidità con cui i nostri professionisti hanno raggiunto questo traguardo è andata oltre le aspettative. Il merito è delle équipe, che hanno creduto nel progetto fin dal primo giorno, e della collaborazione con l’Università Kore, che continueremo a rafforzare». Questa dotazione all’avanguardia getta basi solide per il futuro Policlinico universitario, rendendo i reparti un ambiente stimolante per i professionisti di domani.