Salvatore Giglia ha perso la sua battaglia per la vita. Il ventiseienne originario di Ciminna è deceduto oggi, 1° settembre 2026, nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Civico di Palermo. Le fiamme lo avevano travolto lo scorso 30 agosto, mentre tentava disperatamente di salvare la sua casa di campagna e la proprietà di famiglia dalla furia di un rogo devastante. Le sue condizioni erano apparse subito critiche ai soccorritori, che lo avevano trasferito d’urgenza nel capoluogo siciliano. Dopo tre giorni di terapia intensiva, il cuore del giovane ha smesso di battere.
L’ombra del dolo e le indagini della magistratura
La Procura di Termini Imerese ha aperto un fascicolo di inchiesta per fare luce sulla vicenda. I magistrati ipotizzano il reato di omicidio colposo, ma il quadro accusatorio potrebbe mutare in omicidio come conseguenza di altro reato. Gli investigatori infatti non escludono l’origine dolosa dell’incendio. Le forze dell’ordine stanno passando al setaccio le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e raccogliendo diverse testimonianze per ricostruire l’esatta dinamica degli eventi. Resta da chiarire se una mano criminale abbia innescato volontariamente il fuoco fatale.
Il dolore della comunità e l’ultimo saluto
La tragica scomparsa ha gettato nello sconforto l’intera cittadina. Il sindaco, Vito Filippo Barone, ha proclamato il lutto cittadino, definendo la drammatica perdita «dolorosa e ingiusta». L’ultimo saluto a Salvatore avverrà mercoledì 2 settembre, alle ore 16, all’interno della Chiesa Madre di Ciminna. L’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, presiederà la funzione religiosa. Il cordoglio istituzionale ha raggiunto anche i vertici della Regione Siciliana. Il presidente Renato Schifani ha voluto far sentire la propria vicinanza ai familiari della vittima, ricordando il sacrificio di un giovane caduto per difendere la propria terra. Il governatore ha inoltre auspicato punizioni esemplari qualora le indagini confermino la matrice dolosa del disastro.