Piazza Armerina piange la scomparsa del maestro Luigi Ferrigno, figura storica e anima della banda musicale cittadina. Per oltre cinquant’anni ha rappresentato un pilastro della vita culturale locale, formando intere generazioni di musicisti e trasmettendo una passione inesauribile per l’arte delle sette note. La sua morte segna la fine di un’epoca per la comunità armerina, che perde un concittadino illustre e un punto di riferimento insostituibile per decine di giovani talenti.
Il commosso ricordo dell’assessore Ettore Messina
L’assessore comunale Ettore Messina ha affidato alla rete un messaggio di profondo cordoglio per onorare il legame con l’artista. «Oggi Piazza Armerina perde un pezzo importante della sua storia», ha esordito l’esponente della giunta, rimarcando il grande spessore intellettuale dello scomparso. Il rappresentante dell’amministrazione ha voluto evidenziare la straordinaria dedizione di Ferrigno, capace di donare tutta la sua energia alla crescita artistica del territorio. Il ricordo svela anche un lato molto intimo, delineando un rapporto speciale nutrito di affetto, stima e lunghe conversazioni, molte delle quali dedicate al futuro e ai cambiamenti della storica via Garibaldi. Messina ha elogiato i modi sempre gentili e disponibili del musicista, descrivendolo come un uomo portatore di una sensibilità d’altri tempi.
Un’eredità culturale indelebile per la città
Negli ultimi mesi le condizioni di salute del maestro avevano subito un progressivo peggioramento, obbligandolo a non uscire di casa per oltre un anno. Nonostante gli ostacoli fisici, l’artista aveva conservato una perfetta lucidità e un amore incrollabile per il proprio paese, tenendosi informato anche grazie al figlio. «Oggi non se ne va soltanto un uomo, se ne va una parte della memoria di Piazza Armerina, una pagina della nostra storia musicale e culturale», ha concluso l’assessore, esprimendo profonda gratitudine per il tempo donato alla comunità. Le melodie diffuse per decenni lungo le strade cittadine, l’esempio di ineccepibile signorilità e l’immenso patrimonio umano lasciato agli allievi costituiscono un tesoro inestimabile, destinato a risuonare per sempre nella memoria collettiva di Piazza Armerina.

ferrigno luigi webp