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Valguarnera celebra il cavallo di Sicilia: un convegno unisce storia, identità e territorio

Pubblicato il 20 Agosto 2026 da Letto da 2.294 utenti

La storia e la cultura equestre dell’Isola tornano protagoniste a Valguarnera con il convegno intitolato “Il Cavallo di Sicilia – Retaggio di Storia, Eredità di Civiltà”. L’appuntamento, delineato in una nota stampa diffusa dagli organizzatori, prenderà il via mercoledì 26 agosto alle ore 18.00. L’amministrazione comunale ha patrocinato l’evento, realizzato in stretta collaborazione con la Società Rurale Cristiana. L’incontro mira a esplorare un patrimonio profondamente radicato nell’identità siciliana, ripercorrendo secoli di evoluzione dalle origini normanne fino alle antiche razze locali.

Il programma degli interventi e le origini della cultura equestre

I relatori approfondiranno tematiche cruciali per comprendere l’evoluzione del mondo equestre isolano. Il pubblico ascolterà gli interventi del Maestro Roberto Bruno, del dottor Vincenzo Allegra e del Barone Pucci Majorana, tre esperti pronti a condividere le proprie competenze. Il dibattito toccherà l’età normanna, le specificità del Puro Sangue Orientale e del Sanfratellano, oltre a esplorare l’impatto della tradizione iberica sull’arte equestre. I saluti istituzionali apriranno i lavori grazie alla presenza di Chantal Martorelli, del sindaco Carmen Cutrona e del vicesindaco Francesca Draia.

Una sinergia territoriale tra Valguarnera e Cesarò

L’assessore alle attività produttive Francesca Draia ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa per il recupero delle radici culturali. «Ho voluto fortemente questo appuntamento perché credo che parlare del cavallo di Sicilia significhi parlare della nostra identità», ha dichiarato l’esponente della giunta. La rappresentante istituzionale ha evidenziato come l’incontro rappresenti il preludio ideale al Gran Gala Equestre previsto per il 29 agosto a Cesarò. L’assessore ha espresso un ringraziamento particolare a Noemi Maenza e ai Cavalieri di San Calogero per aver favorito questo ponte culturale tra due comunità geograficamente distanti ma unite dagli stessi valori.

La memoria storica come motore per il futuro

La manifestazione va oltre la semplice rievocazione e punta a costruire reti solide tra le diverse realtà rurali dell’Isola. Gli organizzatori intendono trasformare le peculiarità territoriali in una risorsa condivisa, capace di generare nuove opportunità di incontro. «Recuperare la memoria non significa guardare indietro», ha concluso Francesca Draia nel documento ufficiale, «significa sapere da dove veniamo per capire meglio dove vogliamo andare». Il cavallo diventa così il simbolo di una Sicilia capace di custodire le tracce delle civiltà passate e di proiettarle verso nuove prospettive di sviluppo.

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