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Mondiali di tiro dalla lunga distanza: l’ultimo colpo perfetto di Salvo Piazza nel cielo di Bisley (UK)

Pubblicato il 17 Agosto 2026 da Letto da 4.069 utenti

Ci sono momenti, nella vita di uno sportivo, in cui il cronometro, i punti e le fredde classifiche smettono di essere semplici numeri e si trasformano in pura emozione. C’è un istante perfetto per dire addio, ed è esattamente quello in cui ti trovi sulla vetta più alta, a guardare il mondo da lassù. Il piazzese Salvo Piazza ha scelto Bisley, l’iconico tempio britannico considerato all’unanimità la culla mondiale del tiro a segno, per compiere questo passo e annunciare il suo ritiro dalle competizioni di tiro a lunga distanza. Ma un fuoriclasse non esce mai di scena in punta di piedi. Prima di riporre per l’ultima volta la carabina nella sua custodia, il tiratore azzurro ha voluto regalare a tutti noi una prestazione monumentale in questi Campionati Mondiali 2026. Non l’ha fatto solo per il prestigio o per la gloria personale. L’ha fatto spinto da una motivazione intima, viscerale: onorare la memoria del suo caro amico Vito, volato in cielo troppo presto, e renderlo orgoglioso, ovunque lui si trovi.

Una maratona di nervi e precisione

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Chi non vive l’adrenalina di questo sport forse fatica a immaginarlo, ma la formula del Mondiale a squadre di quest’anno si è rivelata un vero e proprio tritacarne psicofisico. Un banco di prova ai limiti della resistenza umana: ben sei tabelloni da completare in appena due, interminabili giornate di gara. Significa sparare con ritmi serrati, sapendo che la pressione ti schiaccia e che la minima distrazione si paga a carissimo prezzo. Eppure, in questo scenario sportivamente estremo, dove l’insidioso vento britannico sembrava divertirsi a scompigliare le traiettorie, Piazza ha tirato fuori dal cilindro una prova superba. Ha stampato sul tabellone un punteggio altissimo, il migliore in assoluto tra tutti i componenti della nostra delegazione italiana. È stata una precisione millimetrica, chirurgica, alimentata da una forza d’animo fuori dal comune.

Il peso della squadra e l’undicesimo posto

Il tiro a lunga distanza, quando vissuto in squadra, è però una danza complessa in cui tutti devono muoversi all’unisono. Richiede una sincronia assoluta e una tenuta mentale di ferro su ogni singolo colpo esploso dal gruppo. E qui, purtroppo, il sogno azzurro ha dovuto scontrarsi con la dura realtà di un formato così logorante. Nonostante la prova maiuscola di Salvo, l’Italia non è riuscita ad andare oltre l’undicesimo posto nella classifica generale. Qualche errore di troppo sulle linee da parte di alcuni compagni ha inevitabilmente abbassato il punteggio complessivo, compromettendo il posizionamento finale del gruppo. Non c’è colpa in questo: cedere, fosse anche per una frazione di secondo, in una gara così estenuante è umano e fisiologico.

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Un trionfo costruito dietro le quinte

Il rammarico per il piazzamento collettivo non può e non deve oscurare l’orgoglio per un’impresa individuale che sa di epica. Salvo, con la generosità dei grandi campioni, sa bene che nessuna vittoria si costruisce in solitudine. Ha voluto dedicare questo suo straordinario risultato a chi, instancabilmente, gli ha coperto le spalle fino all’ultimo metro. “Un punteggio del genere si costruisce prima di tutto nei preparativi”, ha confidato, ringraziando l’immenso e monumentale lavoro svolto da Andrea Caprioglio ed Erik Scaglia. Senza la loro inesauribile competenza tecnica, il supporto costante e il sacrificio dietro le quinte, questo exploit non avrebbe mai visto la luce. Un risultato che, per stessa ammissione del tiratore, è “tanto mio quanto loro”.

Una dedica che vola oltre le nuvole

Alla fine, quando il rumore secco degli spari si esaurisce e il vento smette di soffiare, resta solo lo spazio per i sentimenti. Il pensiero più dolce, quello che inevitabilmente fa velare gli occhi di commozione, Salvo lo ha riservato all’amico che non c’è più: “Volevo fare bella figura per il mio amico Vito. Questo punteggio, il più alto degli italiani in una gara così dura, è tutto per lui.”
Lasciare le linee di tiro firmando la miglior prestazione azzurra in un Mondiale tanto selettivo è il congedo definitivo di chi ha scritto la storia di questo sport. Il grande tabellone luminoso di Bisley alla fine si spegne, la folla torna a casa, ma questa dedica no. Quella resterà per sempre, incisa a lettere di fuoco nel cielo.

Redazione di StartNews

I punteggi della squadra italiana.

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