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Poste Italiane, riorganizzazione in Sicilia centrale, l’on Longi: “nessun taglio agli uffici e ottomila assunzioni”

Pubblicato il 12 Agosto 2026 da Letto da 2.110 utenti

La riorganizzazione territoriale di Poste Italiane tra le province di Enna e Caltanissetta non comporterà la chiusura degli uffici. L’onorevole Eliana Longi, deputata di Fratelli d’Italia, interviene per fare chiarezza sulla vicenda smentendo le voci su un presunto disimpegno dell’azienda dal territorio siciliano. Il piano di riassetto punta a una redistribuzione delle competenze direttive per rafforzare il presidio locale garantendo un servizio più efficiente ai cittadini senza tagliare le sedi aperte al pubblico.

L’accorpamento delle filiali di Enna e Caltanissetta

L’intervento della deputata mira a spegnere le polemiche nate da interpretazioni parziali del nuovo piano. «In queste ore circolano ricostruzioni sul futuro dell’organizzazione territoriale di Poste Italiane che rischiano di alimentare allarmismi e confusione», afferma Longi in una nota. Il cambiamento riguarda esclusivamente le strutture dirigenziali. La nascita di una nuova filiale unica che unirà le gestioni di Enna e Caltanissetta non inciderà sull’operatività quotidiana. Il personale degli attuali staff manterrà il proprio posto e resterà operativo nei rispettivi comuni di appartenenza. L’obiettivo dichiarato dall’esponente di FdI è netto e non lascia spazio a dubbi interpretativi. «Cambierà l’assetto organizzativo, non la presenza dei servizi», precisa la parlamentare.

Il patto con i sindacati e il piano occupazionale

Un passaggio cruciale del comunicato riguarda la tutela dei lavoratori. La riorganizzazione aziendale si inserisce in una cornice più ampia definita da un accordo siglato e condiviso con le organizzazioni sindacali di categoria. L’intesa prevede garanzie solide per il futuro occupazionale del gruppo. Per il biennio 2026-2027 sono infatti in programma oltre ottomila nuove assunzioni in tutta Italia. A queste si aggiungeranno percorsi di stabilizzazione per i precari e piani di mobilità nazionale. Si tratta di numeri che confermano la volontà di investire sulle risorse umane allontanando lo spettro dei licenziamenti o dei ridimensionamenti a livello locale.

L’appello contro le polemiche strumentali

Il documento si chiude con una richiesta di responsabilità da parte della deputata. «Eviterei polemiche costruite su informazioni parziali o sulla presunta conoscenza della situazione dei lavoratori e dei posti di lavoro», sottolinea l’onorevole Longi. L’invito è quello di analizzare a fondo i provvedimenti prima di generare preoccupazione tra l’utenza e i dipendenti. Il dialogo con chi opera ogni giorno sul campo resta fondamentale per comprendere la portata reale dei cambiamenti. Il territorio siciliano non subirà alcun abbandono ma attraverserà una fase di riorganizzazione interna pensata esclusivamente per migliorare i servizi offerti alla comunità.

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