Indice
Dopo tredici anni di attesa hanno preso ufficialmente il via i lavori di restauro programmato dei celebri mosaici alla Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. L’intervento punta a mettere in sicurezza le superfici musive del sito patrimonio dell’umanità garantendone la conservazione per le future generazioni.
Un ritardo colmato nel nome di Sebastiano Tusa
Il direttore del parco archeologico Carmelo Nicotra ha sottolineato come i lavori attuali diano finalmente seguito alle precise raccomandazioni formulate a suo tempo da Sebastiano Tusa. I tecnici avevano concluso la manutenzione straordinaria precedente nel 2012 e il nuovo ciclo di cure avrebbe dovuto prendere avvio già nel 2013. Da allora il sito ha sofferto l’assenza di interventi continui, una lacuna che il cantiere odierno mira a sanare definitivamente.
L’anziana signora e il medico di famiglia
Gli esperti considerano il monumento alla stregua di un paziente bisognoso di attenzioni costanti. Lorella Pellegrino, funzionario responsabile dei laboratori di restauro, ha paragonato la villa a una anziana signora che il proprio medico di famiglia non abbandonerebbe mai. Per questo motivo operano sul campo le migliori maestranze italiane. Il team comprende infatti specialisti laureati provenienti da scuole di eccellenza come l’Università di Palermo, l’Opificio delle Pietre Dure, l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma e l’Iccrom.
Interventi mirati sulle malte di sacrificio
Dal punto di vista tecnico le operazioni si concentrano sulle malte utilizzate durante i restauri di sedici anni fa. L’architetto restauratore Francesco Mannuccia ha spiegato che i progettisti avevano concepito questi materiali proprio come malte di sacrificio. La loro funzione consisteva nel permettere la fuoriuscita delle efflorescenze saline proteggendo così i tasselli originali da pericolosi sollevamenti. Oggi le restauratrici stanno ripristinando proprio queste integrazioni ormai ammalorate restituendo solidità e bellezza agli antichi pavimenti.