Petralia e Giarrizzo webp

Caporalato nell’Ennese: CISL e FAI CISL chiedono più controlli e prevenzione

Pubblicato il 4 Agosto 2026 da Letto da 1.591 utenti

La CISL e la FAI CISL delle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna accolgono con favore l’operazione conclusa nei giorni scorsi. La Procura della Repubblica di Enna, in collaborazione con il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Catania, ha infatti eseguito misure cautelari contro quattro individui. Le accuse, a vario titolo, riguardano l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro nelle zone rurali comprese tra Enna e Regalbuto. Un intervento che getta luce su una realtà allarmante e richiede un’azione decisa.

Riflessioni su una ferita per il territorio

«La vicenda emersa dalle indagini rappresenta un fatto gravissimo che impone una riflessione profonda», sottolineano Carmela Petralia, segretaria generale della CISL Agrigento Caltanissetta Enna, e Giovanni Giarrizzo, segretario generale della FAI CISL per gli stessi territori. Lo sfruttamento del lavoro e il caporalato, evidenziano i sindacalisti, costituiscono una vera e propria ferita per il territorio e per l’intero tessuto produttivo. Approfittare della vulnerabilità altrui significa non solo calpestare la dignità umana, ma anche penalizzare ingiustamente le numerose aziende agricole che operano nel pieno rispetto della legalità e dei contratti vigenti.

Il coraggio di denunciare e la necessità di tutela

Il sindacato ribadisce l’urgenza di potenziare la lotta al fenomeno attraverso una sinergia tra istituzioni, forze dell’ordine, magistratura e parti sociali. «Esprimiamo vicinanza e solidarietà ai lavoratori che hanno trovato il coraggio di denunciare situazioni di sfruttamento», aggiungono Petralia e Giarrizzo. Denunciare, riconoscono, è una scelta complessa, ancor di più quando si è vittime di ricatti economici e sociali. Risulta quindi prioritario assicurare a queste persone percorsi concreti di tutela, accoglienza e integrazione, affinché possano emanciparsi definitivamente da simili condizioni di subalternità.

Prevenzione e dignità abitativa per i lavoratori

Sebbene essenziale, la mera repressione non appare sufficiente. La CISL e la FAI CISL chiedono investimenti concreti nella prevenzione. «Occorre investire con decisione nella prevenzione, intensificando i controlli nei periodi di maggiore attività agricola, rafforzando gli organici degli ispettorati, promuovendo la cultura della legalità lungo tutta la filiera agroalimentare», precisano i rappresentanti sindacali. A ciò si aggiunge la necessità di garantire soluzioni abitative dignitose per i lavoratori stagionali e la rigorosa applicazione dei contratti collettivi.

Una battaglia di civiltà per il comparto agricolo

«La lotta al caporalato è una battaglia di civiltà», concludono Petralia e Giarrizzo. Sviluppo del comparto agricolo e rispetto della dignità del lavoro sono, per il sindacato, concetti inscindibili. CISL e FAI CISL confermano il loro impegno nel promuovere il lavoro regolare e la buona contrattazione. L’obiettivo è supportare tutte le iniziative che pongano al centro la persona, la sicurezza e la legalità, esortando i lavoratori a denunciare gli abusi, con la certezza di trovare nel sindacato assistenza e tutela costanti.

Home Utilità Radio Piazza StartTv Xbazar