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Crollo di una palazzina a Messina, si cercano sei dispersi tra le macerie

Pubblicato il 31 Luglio 2026 da Letto da 2.998 utenti

Una palazzina di tre piani è crollata nel pomeriggio di ieri, 30 luglio 2026, nel quartiere Pistunina a sud di Messina, lungo la strada statale 114. Il collasso della struttura ha provocato il ferimento grave di diverse persone e lasciato sotto le macerie sei dispersi. La macchina dei soccorsi si è messa immediatamente in moto e ha lavorato senza sosta per tutta la notte per cercare di estrarre eventuali sopravvissuti.

Il dramma dei dispersi e dei feriti

Le sei persone attualmente disperse apparterrebbero allo stesso nucleo familiare, intrappolate insieme alla loro badante. I soccorritori hanno trasportato d’urgenza al Policlinico di Messina tra i tre e i cinque feriti in codice rosso. Tra le persone estratte vive figurano anche alcuni operai edili che si trovavano sul posto. I familiari dei dispersi hanno lanciato un disperato appello pubblico: chiedono a tutti di non telefonare ai cellulari dei propri cari rimasti sotto le macerie per evitare di far scaricare le batterie, sperando così di poterli localizzare attraverso il segnale ancora attivo.

La struttura dell’edificio collassato

La palazzina crollata intorno alle 16 risale alla fine degli anni Ottanta e ospitava diverse attività. Il seminterrato e il piano terra erano occupati da magazzini e dalla macelleria “Panerello”, un’attività in cui erano in corso alcuni lavori di ristrutturazione e manutenzione. Il primo piano era invece interamente occupato da un grande negozio gestito da cittadini cinesi. I piani superiori erano infine adibiti a normali abitazioni civili.

Le ipotesi al vaglio degli inquirenti

La Procura di Messina ha aperto immediatamente un’inchiesta per fare luce sulle responsabilità del disastro. Al momento gli investigatori seguono due piste principali per spiegare il crollo. La prima ipotesi riguarda l’esplosione di una bombola o una violenta fuga di gas che avrebbe sventrato l’edificio facendolo collassare su se stesso. La seconda ipotesi punta invece su un possibile cedimento strutturale, che potrebbe essere stato causato o aggravato proprio dai lavori edili in corso al pianterreno della struttura.

L’intervento in forze dei vigili del fuoco

I vigili del fuoco hanno attivato fin dai primi istanti il protocollo di massimo livello previsto per le grandi catastrofi. Le squadre specializzate USAR, esperte nel recupero in contesti urbani, operano sul campo supportate dai nuclei speleo-alpino-fluviali. L’area del crollo viene costantemente monitorata dall’alto con droni a ricognizione termica, mentre le unità cinofile fiutano ogni varco tra i calcinacci alla disperata ricerca di segni di vita.

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