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Da Gattatico a Enna: il teatro civile celebra la memoria dei fratelli Cervi

Pubblicato il 27 Luglio 2026 da Letto da 1.940 utenti

Il filo della memoria ha unito il cuore dell’Emilia-Romagna al capoluogo ereo in occasione della Pastasciutta Antifascista 2026. L’amministrazione comunale di Enna e la locale sezione dell’ANPI hanno rievocato lo storico gesto compiuto dalla famiglia Cervi il 25 luglio 1943. Quell’offerta gratuita di pasta all’intero paese per festeggiare la caduta del regime fascista ha trovato una nuova e potente voce nel centro storico ennese. L’evento ha visto come momento centrale la messa in scena dell’oratorio civile intitolato “Dopo un raccolto”, un’opera capace di trasformare il ricordo in una vibrante esperienza condivisa.

La narrazione umana oltre la retorica

All’interno della tradizionale spaghettata della Resistenza la Compagnia dell’Arpa ha presentato il testo scritto e diretto dalla regista Filippa Ilardo. Sul palcoscenico l’attrice Elisa Di Dio e i giovani talenti del Collettivo Teatro Utopia hanno guidato gli spettatori dentro la storia della famiglia Cervi. Carlo Di Ottavio, Lourdes Vetri, Rebecca Savoca, Davide Ruggero e Ginevra Scivoli hanno restituito il volto più autentico di quella vicenda attraverso testimonianze e canti partigiani. La drammaturgia si è sottratta volutamente alla retorica per concentrarsi sulla quotidianità dei protagonisti e sulla terra lavorata con fatica.

L’ispirazione nata nei luoghi della memoria

L’opera teatrale affonda le proprie radici in un rigoroso lavoro di ricerca e in una profonda esperienza vissuta in prima persona dagli artisti. Pochi giorni prima della rappresentazione ennese la Compagnia dell’Arpa aveva calcato proprio le scene di Casa Cervi a Gattatico. In quell’occasione il gruppo aveva presentato lo spettacolo sulla lotta alla mafia intitolato “Con il sudore della fronte” durante il prestigioso Festival di Resistenza. L’immersione negli spazi della casa-museo e l’incontro con le testimonianze custodite dalla famiglia hanno ispirato la stesura di un testo essenziale e profondamente umano.

Il seme della coscienza civile per il futuro

La risposta del pubblico ennese ha confermato la forza di una rappresentazione costruita sulla solidarietà e sul senso di giustizia. Un silenzio carico di emozione ha accompagnato i passaggi più intensi dell’oratorio civile fino a sfociare in un lungo e caloroso applauso finale. L’iniziativa si è rivelata molto più di un semplice spettacolo teatrale o di un momento rievocativo. Ha rappresentato un invito a custodire una storia viva ricordando le celebri parole di Alcide Cervi, il quale amava ripetere che «dopo un raccolto ne viene un altro».

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