Enna ospita un importante momento di riflessione e testimonianza a un quarto di secolo dal G8 di Genova del 2001. Il prossimo 20 luglio alle ore 18 e 30 il centro culturale Al Kenisa accoglie un dibattito incentrato sulla memoria e sull’impegno democratico. L’incontro, organizzato da Sinistra Italiana Enna, intende analizzare le ferite ancora aperte di quella che le corti internazionali definirono come una gravissima sospensione dei diritti democratici in Occidente.
La necessità di ricordare quei drammatici giorni del luglio 2001 si fa sentire forte anche nell’entroterra siciliano. Venticinque anni fa oltre duecentomila persone raggiunsero il capoluogo ligure per contestare un modello di globalizzazione che oggi mostra tutte le sue fragilità. Quella mobilitazione pacifica, nata sotto lo slogan «Un altro mondo è possibile», andò incontro a una repressione durissima. Gli organizzatori dell’incontro spiegano l’importanza dell’iniziativa sottolineando come la violenza non possa cancellare le idee e i valori di un intero movimento.
I testimoni dell’evento e il dibattito all’Al Kenisa
Il dibattito in via Roma vedrà la partecipazione di due testimoni che vissero in prima persona le giornate di Genova. Lo storico Carmelo Albanese e il responsabile esteri di Sinistra Italiana Giorgio Marasà offriranno il proprio contributo unendo il ricordo personale a una lucida analisi geopolitica sul presente. Francesco Longo curerà i saluti introduttivi per conto di Sinistra Italiana Enna, mentre la giornalista Manuela Acqua modererà l’incontro pubblico aperto alla cittadinanza.
Riflettere sulle ferite di Genova per difendere il dissenso
L’appuntamento rappresenta un’occasione per riflettere su eventi rimasti impressi nella coscienza collettiva, dalla morte di Carlo Giuliani alle violenze nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto. Questi episodi hanno segnato profondamente la storia recente d’Italia. Proprio per questo l’incontro intende ribadire l’importanza di difendere con determinazione gli spazi di partecipazione democratica e di dissenso pacifico di fronte alle sfide globali del nostro tempo.