Un’importante operazione antimafia ha colpito il mandamento di Tommaso Natale a Palermo portando all’arresto dei presunti responsabili di intimidazioni ed estorsioni ai danni di imprenditori locali. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha espresso profonda soddisfazione per il risultato ottenuto dalla Procura della Repubblica e dalle forze dell’ordine in questa delicata inchiesta.
La risposta dello Stato
L’azione tempestiva degli inquirenti rappresenta un segnale inequivocabile per la società civile. Secondo quanto dichiarato dal governatore, le istituzioni hanno dimostrato in modo tangibile la loro presenza sul territorio. «Complimenti alla Procura della Repubblica di Palermo e alle forze dell’ordine che oggi hanno arrestato i presunti responsabili degli atti criminali ai danni di diversi imprenditori del territorio, causando un forte allarme nella società civile», ha affermato Schifani. Il presidente ha poi sottolineato come lo Stato abbia saputo reagire con prontezza ed efficacia ribadendo che non ci sarà mai più spazio per il ritorno di quei fenomeni criminali che in passato hanno segnato profondamente l’isola.
Sicurezza per le imprese del territorio
Le intimidazioni e le estorsioni generano insicurezza nel tessuto economico locale rallentando le attività produttive. L’odierna operazione offre una risposta concreta agli imprenditori e ai cittadini che chiedono quotidianamente tutela. Schifani ha voluto ringraziare magistrati e investigatori per aver risposto subito a questa impellente richiesta di legalità. Il blitz assume un valore simbolico ancora più forte perché si inserisce in un momento particolare in cui l’Italia intera ricorda le stragi che hanno sconvolto la nazione.
Il ricordo di Falcone e Borsellino
Il pensiero del presidente della Regione va inevitabilmente alle vittime della criminalità organizzata. «L’operazione di oggi è un segnale importante di una lotta alla mafia concreta e di successo», ha aggiunto Schifani ricordando il sacrificio di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta. Un monito che arriva in un periodo denso di significato. Nei giorni scorsi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato allo svelamento della teca contenente la Fiat Croma bianca colpita nell’attentato di Capaci mentre ci si avvicina anche all’anniversario della strage di via D’Amelio, l’attentato che è costato la vita al giudice Paolo Borsellino e alla sua scorta.