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Aeroporto nell’Ennese, la Fillea Cgil: «La vera emergenza è lo spopolamento, non la cenere dell’Etna»

Pubblicato il 11 Luglio 2026 da Letto da 2.063 utenti

Torna ciclicamente il dibattito sulla realizzazione di un aeroporto nell’Ennese ogni volta che l’attività dell’Etna condiziona il funzionamento dello scalo di Catania Fontanarossa. Per la Fillea Cgil Sicilia e la Fillea Cgil Enna, però, affrontare la questione solo nei momenti di emergenza significa inseguire gli eventi invece di programmare il futuro del territorio.

A sostenerlo sono i segretari generali Giovanni Pistorio e Salvo Carnevale, secondo i quali la presenza dell’Etna e i possibili disagi causati dalla cenere vulcanica rappresentano una criticità nota da decenni. Per questo giudicano fuori tempo il riaccendersi del confronto esclusivamente quando si verificano problemi operativi nello scalo etneo.

Un aeroporto inserito in una strategia complessiva

Nel loro intervento, i rappresentanti della Fillea Cgil pongono una domanda precisa: «Un aeroporto per fare cosa?». Il sindacato ritiene che una nuova infrastruttura non possa essere valutata come un’opera isolata, ma debba rientrare in un progetto organico di sviluppo della Sicilia centrale.

«Se l’obiettivo è permettere ai giovani siciliani di partire ancora più velocemente verso altre regioni o altri Paesi, allora non stiamo costruendo sviluppo, ma stiamo rendendo più efficiente lo spopolamento», affermano Pistorio e Carnevale.

Diverso sarebbe, invece, il giudizio se l’eventuale realizzazione dello scalo fosse accompagnata da investimenti in logistica, alta capacità ferroviaria, edilizia pubblica, rigenerazione urbana, innovazione, università e occupazione stabile. In questo caso, spiegano, il confronto meriterebbe di essere affrontato sulla base di studi tecnici, economici e ambientali.

No alla politica degli annunci

La Fillea Cgil Sicilia e quella di Enna ribadiscono di non condividere una politica fondata sugli annunci. Secondo il sindacato, le infrastrutture devono rappresentare strumenti al servizio di una strategia più ampia, capace di creare occupazione qualificata, contrastare l’emigrazione giovanile e restituire prospettive concrete alle aree interne dell’isola.

«Le infrastrutture non sono mai fini a sé stesse», sottolineano i due segretari, evidenziando come ogni investimento debba contribuire alla crescita economica e sociale del territorio.

Il nodo dello spopolamento delle aree interne

Per la Fillea Cgil, il vero problema della Sicilia interna non è rappresentato dalla cenere dell’Etna, bensì dalla progressiva perdita di popolazione, attività produttive e opportunità di lavoro.

Il sindacato chiede quindi un confronto pubblico stabile e basato sui dati, lontano dalle polemiche che si riaccendono nei momenti di difficoltà. «La vera emergenza non è la cenere dell’Etna ma la desertificazione demografica, produttiva e occupazionale della Sicilia interna», dichiarano Pistorio e Carnevale.

Un confronto sul futuro della Sicilia

Secondo la Fillea Cgil Sicilia e la Fillea Cgil Enna, impostare il dibattito in questi termini consentirebbe di spostare l’attenzione dalla sola realizzazione di un’opera infrastrutturale alla definizione di un modello di sviluppo per l’intera Sicilia. Un approccio che, secondo il sindacato, permetterebbe di affrontare con maggiore efficacia le criticità delle aree interne e di individuare soluzioni capaci di produrre benefici duraturi per il territorio.

Pistorio e Carnevale webp

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