Tra mare cristallino, smart working e una sistema sempre più favorevole ai professionisti del digitale, Formentera si candida a diventare una delle mete più interessanti per chi lavora nello sviluppo di videogiochi e nel gaming.
Lavorare davanti al mare senza rinunciare a una carriera internazionale non è più soltanto un sogno. Negli ultimi anni è cresciuto infatti il numero dei nomadi digitali, professionisti che svolgono il proprio lavoro completamente da remoto, spostandosi tra diversi Paesi grazie a una semplice connessione Internet.
“Sono soprattutto programmatori, sviluppatori software, game designer, esperti di marketing e consulenti (ma non solo) ad abbracciare questo stile di vita favorito dalla diffusione dello smart working e dalla digitalizzazione delle imprese. E anche il settore del gaming e del gambling si è adattato rapidamente a questo modello: molti studi di sviluppo e aziende tecnologiche lavorano ormai con team distribuiti in tutto il mondo, assumendo talenti indipendentemente dal luogo in cui vivono. È in questo scenario che Formentera sta attirando un interesse crescente”, sottolinea Silvia Urso di Giochidislots.com ai nostri microfoni.
La più piccola delle Baleari offre infatti un mix difficile da trovare altrove: qualità della vita, sicurezza, natura incontaminata e ritmi rilassati rappresentano un’alternativa concreta alle grandi città europee, spesso caratterizzate da traffico, costi elevati e stress quotidiano. “Per chi trascorre molte ore davanti al computer progettando videogiochi, sviluppando software o lavorando su piattaforme digitali, poter interrompere la giornata con una passeggiata sul mare o un bagno in acque cristalline può fare la differenza anche in termini di creatività e produttività”, continua Silvia Urso.
Dal punto di vista logistico, Formentera beneficia della vicinanza con Ibiza, collegata da traghetti frequenti, e dispone di collegamenti agevoli con il resto della Spagna e dell’Europa. Pur mantenendo un’atmosfera tranquilla, l’isola permette quindi di raggiungere facilmente eventi, conferenze e incontri professionali organizzati nei principali centri tecnologici del Mediterraneo. A giocare un ruolo fondamentale c’è anche il quadro normativo spagnolo che guarda con crescente attenzione ai lavoratori da remoto. “Negli ultimi anni la Spagna ha introdotto il visto per nomadi digitali, – sottolinea l’esperta – pensato per attrarre professionisti stranieri che lavorano online per aziende con sede all’estero. Per alcune categorie di lavoratori altamente qualificati possono inoltre essere previsti regimi fiscali agevolati, come il cosiddetto ‘regime Beckham’, applicabile solo in presenza dei requisiti previsti dalla normativa. Per i cittadini dell’Unione Europea, invece, il trasferimento risulta ancora più semplice grazie alla libertà di circolazione e alla possibilità di stabilire la propria residenza seguendo la legislazione spagnola”.
Tutto questo, per il comparto del gaming, offre numerosi vantaggi. Gli sviluppatori di videogiochi, gli specialisti di intelligenza artificiale, gli esperti di cybersecurity, gli artisti digitali e i professionisti dell’igaming possono collaborare con aziende internazionali senza rinunciare a uno stile di vita più equilibrato. “La crescente diffusione del lavoro remoto rende infatti sempre meno importante la presenza fisica negli uffici, mentre acquistano valore elementi come il benessere personale, la qualità dell’ambiente e la possibilità di lavorare in luoghi stimolanti”, conclude Silvia Urso.
Formentera difficilmente diventerà un grande polo industriale, ma potrebbe ritagliarsi un ruolo diverso: quello di destinazione ideale per i talenti del digitale. Per farlo servono investimenti nelle infrastrutture tecnologiche, da connessioni sempre più performanti e da servizi dedicati ai lavoratori internazionali. Ma le basi ci sono: Formentera ha tutte le caratteristiche per attrarre una nuova generazione di professionisti. E in un settore globale come quello del gaming, dove idee e innovazione contano più della sede dell’ufficio, il futuro potrebbe nascere anche da un piccolo angolo del Mediterraneo.